Leader [TURNO 1] Report

Guy_Montag

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Regno di Gwyneth

Somnium unae Britanniae
Il sovrano di Gwyneth, Vortigern, fece appello a tutte le popolazioni celtice della Britannia, per formare una grande alleanza e cacciare l'invasore straniero dall'isola. Tuttavia questo appello cadde nel vuoto, in quanto i Regno vicini, a lui ostili e non ancora toccati dall'invasione, non si mossero; unica eccezione fu il Regno di Connaught, che reagì all'accorato appello dei britanni intensificando le relazioni. Gli abitanti della provincia di Abus, però, forse sobillati da qualche Nazione, forse allettati dall'appello all'unità dei britanni, insorsero contro il dominio degli Angli, conquistando la provincia e la sguarnita città di Eboracum.

Bellum contra Anglos
Per realizzare il suo grande sogno di unificazione, Vortigern dichiarò ben presto guerra al Regno degli Angli, ancora alle prese con la rivolta di Abus guidando egli stesso le proprie truppe contro la provincia di Fens, difesa dalle truppe del sovrano degli Angli. Dopo una dura battaglia le truppe britanniche risultarono vincitrici ed occuparono la provincia, mentre il nemico si ritirò verso la roccaforte di Londinium.

Incursio contra Saxones
Non pago della propria vittoria contro gli Angli, il Re ordinò ai propri generali di effettuare un'incursione in grande stile contro i dominii dei Sassoni, saccheggiando pesantemente l'indifesa provincia di Abona. Nonostante il bottino fosse stato sotto le aspettative, i guerrieri britanni portarono in patria una grande quantità di schiavi.

Vinum cumbricum
Verso la fine dell'anno gli abitanti della provincia di Cumbria videro ripagati i loro sforzi per la bonifica della provincia, producendo una buona quantità di vino.
 
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Tribù dei Prussiani

Motum diplomaticum
L'anno 458 fu prodigo di avvenimenti per la tribù dei Prussiani; il sovrano di questi, infatti, conscio della propria forza relativa, indusse il confinante popolo dei Warni a versare un tributo in risorse ed a concedergli il pieno accesso militare; in cambio i prussiani proposero a questa tribù di aggregarsi alla grande incursione, pianificata dai consiglieri prussiani. Inoltre, per arginare la minaccia rappresentata dagli Slavi, la tribù di Dagonis si accordò con gli Unni di Dengizich; quest'ultimo era desideroso, più che di arginare la minaccia, di espandere i propri territori. La guerra venne così presto dichiarata.

Magno profligato ad meridiem
Dopo aver raccolto le truppe dei Warni, i Prussiani, al comando dell'erede di Dagonis, si mossero verso sud, attaccando le terre dei Longobardi. L'incursione, tuttavia, trovò ben presto la resistenza delle truppe longobarde, stanziate ad Albis. Lo scontro vide la vittoria delle tribù prussiano-warne, dopo una durissima lotta, che poterono così saccheggiare la provincia. La successiva mossa dei razziatori fu quella di procedere verso Bohemia, saccheggiata senza trovare resistenza, per poi piegare ad ovest, verso le terre dei Turingi. Qui la resistenza fu più accanita del previsto e gli invasori furono costretti a rientrare in Patria, carichi di bottino.

Bellum contra Sclavis
Mentre i razziatori scorrazzavano ad occidente, le truppe prussiane invadevano le terre degli Slavi, occupando la Polabia. Questa venne quindi attaccata, in risposta, dalle truppe slave, che furono facilmente sconfitte. La brama di terre prussiana, tuttavia, non si fermò e l'esercito di Dagonis procedette verso est, attaccando la Mazovia. Qui la lotta fu ancora più dura che in precedenza, ma gli slavi riuscirono a fermare l'invasore che, dopo essersi ritirato, occupò la sguarnita Sorabia.

Actis domesticis
Mentre la guerra infuriava ad est ed a sud, il sovrano provvide a distribuire alcune delle risorse di cui era venuto in possesso per alzare la fedeltà dei propri uomini; ciò gli permise di alzare il livello di leva in alcune provincie, anche se questa mossa, data il basso livello tecnologico, non fu un completo successo. Per ovviare a questo problema vennero dirottati ingenti fondi nella ricerca.
 

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Tribù degli Unni

Bellum ubique
Per riacquistare lo status di grande potenza, il sovrano degli unni decise di stringere un patto di alleanza con la tribù baltica dei prussiani e, in forza di questa alleanza, attaccare i territori degli Slavi per espandere i propri dominii. Le forze unne, al comando del sovrano in persona, si mossero quindi verso la provincia di Vislania; la disparità delle forze in campo giocò ben presto a favore delle orde unne che spazzarono via la resistenza slava e successivamente occuparono la provincia. Sempre per riportare la tribù alla passata grandezza, Dengizich fece inviare un ultimatum agli Eruli; al loro rifiuto le orde unne si mossero per effettuare un'incursione nei loro territori. Questa volta, però, a differenza di quanto accaduto con gli Slavi, la resistenza a Carpathes fu decisamente più forte, anche se questo non impedì la vittoria unna ed i conseguenti massicci saccheggi alla provincia.

Opes et technologiae
Per innalzare le capacità offensive della tribù il sovrano diede fondo alle proprie risorse investendole nella tecnologia.
 

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Regno dei Visigoti

Pacta cum Vandalis
Uno dei primi atti dell'anno domini 458 per il Regno dei Visigoti fu la stipula di un trattato di non aggressione con i cugini germani, e fratelli nella fede ariana, del Regno dei Vanali, grande potenza navale.

Acti religiosi et magnae publicae operae
Per fortificare le fondamenta dello Stato, nel quale la maggioranza della popolazione era ispanica ed apostolica, il Sovrano, Theodoric II, decise di aumentare la tolleranza verso questo popolo, scontentando però le minoranze dei galli e dei pagani, nonché la fazione ariana. Per blandire questi ultimi venne ordinata la costruzione di due chiese, ma se questo atto placò gli animi dei notabili, non placò adeguatamente i bellicosi germani. Per questo motivo un'altra importante mossa per aumentare il consenso interno fu la distribuzione di vino e grano al popolo, supportata anche dalla bonifica di alcune provincie improduttive.

Iniuria Cantabris
In politica estera il Regno si fece notare per la militarizzazione del confine con la tribù dei Cantabri e la rivendicazione delle loro terre in nome di un vecchio documento imperiale che sanciva il predominio visigoto sulle terre iberiche.
 

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Regno dei Vandali

De bello Maurico
Assicuratasi la neutralità del Regno dei Visigoti, Genseric, Re dei Vandali, si mosse per sradicare una volta per tutte il problema relativo agli incursori berberi; per prima cosa inviò ambasciatori presso i popoli dei Mauri, dei Getuli e dei Garamanti, per chiedere l'instaurazione di un trattato di foedus. Se gli ultimi accettarono, i primi si rifiutarono e questo fatto, abilmente gestito dai consiglieri del Re, divenne ben presto un casus belli per porre definitivamente la parola fine alla questione della sicurezza dei confini dei vandali. La guerra venne quindi dichiarata ed un nutrito contingente, costituito da vandali, getuli e garamandi, investì la Numidia. Qui vennero sconfitti una prima volta i mauri, anche se l'aridità e le asperità del terreno causarono numerose perdite all'armata vandala. Una volta conquistata la provincia l'esercito di Genseric si mosse verso la Sitifensis, anche qui sbaragliando il nemico con perdite più contenute. La conquista della provincia, tuttavia, si dimostrò l'ultimo limite dell'avanzata dei vandali che, pochi mesi dopo, vennero fermati dalle forze dei mauri sulle montagne di Atlas. Le ingenti perdite subite dai contingenti foederati fecero chiedere a gran voce ai sovrani di quelle tribù una tregua con i Mauri oppure l'aumento del tributo.

Magna distributione mercis
Nonostante l'inizio vittorioso, la campagna contro i Mauri portò in dote al Regno meno provincie del previsto, generando un diffuso scontento presso la popolazione, che venne blandita grazie alla distribuzione di una grossa quantità di merci. Quest'azione riportò la pace interna, anche se i suprematisti germanici riuscirono, sfruttando abilmente l'unica sconfitta subita e la diffusa xenofobia del popolo, a guadagnare peso politico.
 

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Impero Romano d'Oriente

Diplomaticae victorias
Durante il primo anno di regno di Leone I i diplomatici romani si mossero in tutte le direzioni, assicurando grandi vittorie per la metà orientale dell'Impero. Infatti venne concluso un trattato di non aggressione con l'Impero Persiano, rafforzato dall'invio persiano del figlio dell'imperatore e dal pagamento di un adeguato tributo da parte romana. Inoltre venne conclusa un'alleanza con il Regno di Egrisi, per rafforzare la posizione imperiale nel caucaso e venne concluso un trattato di foederatio con il Regno degli Ostrogoti, in cambio di un innalzamento del tributo e la concessione del titolo di "Despota" al Re di questa tribù, Walamir; confermandone quindi implicitamente il diritto al possesso delle proprie provincie. Oltre a questo venne siglato un trattato di alleanza con la metà occidentale dell'Impero.

Limes danuvianus
Per difendere il confine nord occidentale dell'Impero vennero erette numerose fortificazioni lungo il confine con gli Unni ed i Gepidi; oltre a questo venne stanziata, lungo il fiume danubio, una potente flotta, e numerose legioni.

Interna externaque politica
Per migliorare la situazione interna l'Imperatore promosse alcuni editti per aumentare la tolleranza degli eretici monofisiti ed i pagani, a scapito dei seguaci di Ario, che andarono ad ingrossare le fila degli scontenti, anche se l'elezione dell'ariano Patricius alla carica di console limitò i danni. Un aumento dello scontento, tuttavia, si registrò tra i fondamentalisti apostolici, preoccupati dell'aumento della tolleranza verso gli eretici. Sul versante estero gli inviati imperiali si impegnarono per armare un pretendente aristocratico al trono dei Nobati. Quest'ultimo, assunto il nome di Fasilidas I, chiamò in soccorso le truppe imperiali, per rovesciare il legittimo Re Amila II. I rivoltosi, grazie al supporto romano, riuscirono a sopraffare le truppe regolari e prendere il potere, uccidendo il sovrano ma fallendo nel catturare suo figlio, Amila III che trovò rifugio presso la corte del Regno dei Vandali. Riconoscendo il ruolo avuto da Costantinopoli nella sua elevazione, Fasilidas, facendo buon uso del denaro ricevuto e cedendo alle richieste del proprio partito, riuscì ad alzare il livello delle relazioni tra i due Paesi.
 

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Impero Persiano

Voluntas classe
Il Sovrano persiano fece costruire due arsenali navali nella provincia di Elymais e Rhagiane, per poter cominciare la costruzione di due flotte, per controllare il trigri e l'eufrate e per difendere le provincie sul mar caspio.

Pax occidentalis
Per pacificare il confine ad ovest, l'Impero firmò un trattato di non aggressione con i vicini romani. Questa decisione, tuttavia, non venne presa molto bene dai notabili persiani.
 

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Regno d'Albania

De bonificatione Albaniae laboresque concilium
Vista la cronica mancanza di denaro nelle casse del Regno, il Re, Vache II, ordinò la bonifica della capitale, riuscendo infine a creare estese coltivazioni di grano. Oltre a questo, il Re diede incarico ai propri consiglieri di migliorare la situazione dello Stato; tra le varie missioni di cui vennero incaricati spiccò per importanza l'invio del cancelliere presso il Re dei Re, a Ctesiphon, per migliorare le condizioni del vassallaggio.
 

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Regno degli Angli

Pondus exercitus
Dopo svariate scaramucce sul confine, il Regno di Gwyneth dichiarò guerra, cogliendo impreparato il Regno degli Angli, le forze del quale vennero pesantemente sconfitte a Fens. Oltre a questo una grande rivolta scoppiò nel nord dei possedimenti britannici, data la lontananza dell'esercito, le truppe degli angli non poterono riconquistare la provincia, che venne quindi completamente occupata dai ribelli. In un anno, quindi, il Re degli Angli perse due terzi dei propri possedimenti oltremare. Per questo motivo il Re ordinò il reclutamento di alcuni reggimenti e si avvalse dell'aiuto dei propri consiglieri per migliorare la condizione dello Stato.
 

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Tribù dei Cantabri

Malum vicinum
Incuranti delle intenzioni dei Visigoti, miranti all'annessione della provincia, i Cantabri compirono un'incursione contro il Regno dei Suebi, riportando un buon bottino in patria. Questo permise al loro Sovrano di potenziare l'esercito, per non farsi trovare impreparato nella futura guerra.
 

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Tribù degli Eftaliti

Laxamentum
Bloccato a sud dall'alleanza con l'Impero Persiano, il sovrano degli Eftaliti diresse a nord le proprie mire, invadendo la provincia di Aralia. Qui le sue armate non incontrarono particolari resistenze e riuscirono ad occupare la provincia senza problemi. Oltre a questo, dopo un lungo periodo di incertezza, il sovrano associò al trono il nipote Akhshunwar.
 

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Tribù degli Eruli

Contra Hunnis
Avendo rifiutato l'ultimatum degli Unni, gli Eruli si disposero a difesa delle proprie regioni, non riuscendo tuttavia a salvare la capitale dal massiccio saccheggio degli avversari. Nonostante la guerra il sovrano, Edico, inviò un proprio consigliere a convertire la popolazione nella regione di Granus, riuscendo a convincere alcuni dei pagani a convertirsi all'arianesimo.
 

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Tribù dei Garamanti

Bellum deserticus
A causa del trattato di foederatio siglato con il potente vicino, la tribù dei Garamanti si trovò invischiata nella guerra che opponeva il Regno dei Vandali alla tribù dei Mauri, subendo pesantissime perdite. Questo fatto fu causa di attriti con i Getuli e gli stessi Vandali, ritenuti responsabili di aver mandato al massacro i guerrieri della tribù berbera.
 

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Tribù dei Getuli

Bellum deserticus
Come foederati dei Vandali, i Getuli scesero in guerra contro i Mauri, subendo grosse perdite. Per questo motivo il loro sovrano chiese ai vicini di poter occupare almeno una delle provincie del nemico, a guerra finita.
 

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Regno di Egrisi

Bellicae rei
Per uscire dal proprio isolamento e difendersi quindi dalle mire persiane, il Regno accolse l'invito dell'Impero Romano d'Oriente di siglare un patto di alleanza. Oltre a questo vennero arruolati alcuni reggimenti per incrementare gli effettivi dell'esercito.
 

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Tribù dei Longobardi

Damna lucraque
Investite da una grande incursione prussiano-warna, le truppe longobarde poco poterono per salvare la provincia di Albis, che venne quindi saccheggiata. Per riequilibrare la situazione il sovrano, Lethu, ordinò la bonifica di Slezania, riuscendo ad aumentare, dopo grandi sforzi, la produzione di legname.
 

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Tribù dei Mauri

Pugna contra Vandalis
Dopo la dichiarazione di guerra da parte del Regno dei Vandali, il sovrano dei Mauri organizzò la difesa richiamando tutte le proprie truppe. Tuttavia questa non bastò ad evitare alla tribù due pesantissime sconfitte, in Numidia e Sitifensis, appena mitigate dalla vittoriosa difesa di Atlas. La perdita di due provincie, però, giocò anche in favore dello Stato, che riuscì ad affermare ancora di più la propria autorità nelle provincie rimaste.
 

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Tribù dei Nobati

Bellum civile
L'anno 458 venne segnato dalla guerra civile, scatenata dalla fazione aristocratica, sobillata da Costantinopoli, che condusse alla morte il sovrano, Amila II. La vittoria del ribelle Fasilidas, tuttavia, portò ulteriori problemi alla nazione, che dovette cedere alle richieste aristocratiche, vanificando così la politica accentratrice voluta dal precedente sovrano. Oltre a questo i rivoltosi fallirono nel catturare il figlio del deposto re, fuggito nel Regno dei Vandali con alcuni reggimenti rimastigli fedeli.
 

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Regno degli Ostrogoti

Rex Ostrogothorum
I tradizionali rapporti positivi con Costantinopoli si rafforzarono durante il 458 grazie all'aumento dei tributi ed alla concessione del titolo di Re da parte dell'Imperatore Romano d'Oriente, in cambio dell'istituzione di un trattato di foederatio. Questo riconoscimento servì al valoroso Walamir per consolidare il proprio potere, finalmente sancito in modo ufficiale, sulla regione; oltre a questo il sovrano si segnalò per la costruzione di un mercato nella capitale.
 

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Tribù dei Rugi

Vulnera sananda
Dopo aver subito, senza opporre resistenza, una pesante incursione ad opera dei prussiani, i Rugi trascorsero la restante parte dell'anno nel tentativo di risollevare le sorti della provincia saccheggiata.
 
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