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Diplomazia Ali oscure, oscure parole

Silen

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Dopo il furto della seconda Lacrima dalla statua di Llorathh, Kalassia è letteralmente un vespaio. Le sacerdotesse della Dea Ragno sono terrorizzate e senza eccezione alcuna affermano di percepire in maniera quasi fisica la rabbia della Dea verso i ladri come anche la sua insoddisfazione verso il suo popolo che per ben due volte si è fatto sottrarre i gioielli che le erano stati dedicati. "I drow hanno perduto il favore di Llorathh" è il coro che continuano a ripetere a chiunque voglia ascoltarle (e anche a coloro che non vogliono).
In questa atmosfera millenaristica dove non esiste elfo scuro che non tremi nel timore di subire una punizione divina una inviata giunge nella capitale da uno dei luoghi più improbabili se non addirittura dall'ultimo posto da cui i drow sis arebbero aspettati un ambasciatore.

I rapporti diplomatici fra i drow e l'Impero meridionale sono sempre stati scarsi per via dalla lontananza e col tempo sono andati sempre peggiorando. Per le Arpie e il loro rigido concetto di accordo diplomatico, la spregiudicata politica degli elfi scuri è sempre stata qualcosa di spregevole e i drow sono sempre stati visti come i traditori per eccellenza; e tuttavia è proprio una Arpia a presentarsi a Kalassia in visita diplomatica. Si trattava di una Alata di statura media (circa 1,66 m) dalla livrea completamente nera come anche gli abiti. Persino gli occhi che fissavano le guardie drow erano neri, neri quanto gli abissi del sottosuolo nei quali i drow gettavano i propri schiavi ribelli per disfarsene. In un certo senso l'Alata sembrava giustificare il soprannome di "cornacchie" che alcune razze affibbiavano alla sua specie ma tanta ostentazione faceva in effetto credere che l'effetto fosse voluto, per qualche sua propria ragione.

"Il mio nome è Saska" disse semplicemente "la mia Prima richiede un colloquio."

@Enichaos
 

Enichaos

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Le guardie fuori dal forte di superficie fecero del loro meglio per mantenere la calma davanti agli occhi della visitatrice; una volta che il prescelto fu dentro i cunicoli però, la calma svanì per lasciare spazio a fretta ed agitazione.
Una febbrile corsa in direzione del palazzo, interrotta da un palmo poggiato al petto, mentre gli occhi cremisi del soldato ne incrociavano un paio dall'iride candida in netto contrasto con la sclera nera come le piume dell'ospite inattesa.
"Non mi piace che mi si tagli la strada" disse con voce carica di miele e veleno Afya "Capisco i presagi, ma da una guardia di Kalassia ci si aspetta sangue freddo... chi ci sta attaccando?"
La guardia era completamente paralizzata, in parte dalla paura ed in parte dall'incantesimo che la strega gli aveva lanciato con un solo tocco "Sarnor'...talya"
"Un'arpia? Alle nostre porte? Da sola?" "Richiede... colloquio... ...Saska..." quasi faticava a respirare, nella morsa del maleficio lanciatogli... quando d'improvviso si sentì liberato, cadendo in ginocchio davanti all'incantatrice
"Non è la prima volta che il più improbabile degli emissari giunge alle nostre porte. Avvisa la Valsharess che sto andando ad occuparmene..." Non lo degnò nemmeno di uno sguardo, quasi scivolando lungo il terreno, raggiungendo in pochi secondi la salita, ed in un paio di minuti la superficie.
Tutto quel nero sembrava un buon auspicio, nonostante tutto... Era il colore nazionale dopotutto... Una lieve riverenza, senza staccare gli occhi da quel corvo in gonnella "Lady Saska... il mio nome è Afya Sreen, e parlo a nome della Matriarca, Driass Dauleghart...
Siete molto lontana da casa, cosa vi porta nelle nostre terre? Perdonerete se non vi faccio accomodare sotto, ma... pessimi rapporti a parte, non credo che qualcuno abituato al cielo sarebbe a proprio agio nella nostra metropoli ipogea..."

Le braccia erano lasciate distese ai lati... se fosse stato un trabocchetto o una minaccia, sarebbe stata pronta a reagire... dopotutto, era cognizione comune che l'unica ragione per cui le alate finora non avessero attaccato il matriarcato fosse esclusivamente l'eccessiva distanza...
 
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Silen

Get a life
"No, infatti" rispose l'Arpia schiudendo la bocca in uno di quei sorrisi tutto zanne che tanto inquietavano le altre specie "i vostri antri sotterranei non sono adatti alle Sorelle. L'idea di vivere nel profondo di un buco, per quanto grande esso possa essere, è...sconcertante" concluse con un delicato brivido.
"La mia Prima ha saputo del furto della Lacrima" disse dopo un momento di pausa, passando subito al motivo della sua visita "il terzo furto di questo genere avvenuto in pochi anni. La mia Prima non crede alle coincidenze: è evidente che c'è la stessa mano dietro questi avvenimenti e questo la porta a farsi molte domande. Qualcuno stà cercando di accumulare nelle sue mani tutte le Lacrime esistenti. Chi stà facendo questo? Come stà riuscendoci? Ma soprattutto, cosa intende fare con le Lacrime? Molte domande e tutte senza risposta." Saska fissò Afya negli occhi: se l'aspetto della drow la sconcertava, lo nascondeva molto bene "La mia Prima non ama le domande senza risposta. Io sono venuta a cercare la risposta ad alcune di queste domande. In questo momento la domanda che mi stò facendo è: abbiamo forse un nemico in comune? Certo, le nostre nazioni non sono amiche" aggiunse con una indifferente scrollata di spalle, dando l'insolito spettacolo di una Alata che usa un eufemismo "ma forse è una cosa che si può cambiare" L'Arpia mostrò nuovamente il suo abbagliante sorriso zannuto "e questa è un'altra domanda."
 

Enichaos

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La strega sorrise tranquilla all'alata "quanto lo è per molti di noi vivere senza una solida volta di roccia madre sopra la testa" fece un cenno ad una delle guardie, che diede subito piena attenzione all'incantatrice
"Portate un tavolo, del cibo e qualcosa da bere... la nostra ospite ha effettuato un lungo viaggio per essere qui..." Si voltò nuovamente verso l'arpia "Confesso di non conoscere a fondo la vostra gente, preferite la carne cruda o cotta?"
inserì la domanda con naturalezza, prima di tornare al punto centrale della questione "La questione delle lacrime sta trovando molte attenzioni, desiderate e non. Chiunque ci sia dietro, ci sentiamo di escludere i nostri immediati vicini...
alcuni ci stanno persino prestando aiuto nelle ricerche"
la maga si toccò le labbra, pensosa "Le lacrime contengono parte dell'essenza di Solonielle, potere divino puro; immagino che chi le ha rubate abbia in mente di utilizzarlo a suo vantaggio.
Non che riesca ad immaginare come, che io sappia sono totalmente impervie alla magia... l'unica certezza è che chiunque voglia usare questo tipo di potere di nascosto non è amico di nessuno."

il sorriso della strega si allargò, in risposta alla schiera di denti affilati della corvina "Questa invece è una proposta davvero inattesa... eravamo certi che la nostra etica... flessibile, diciamo, vi fosse particolarmente invisa..."
 

Silen

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"Personalmente la preferisco cotta ma non troppo. Al sangue, come dicono gli umani" Saska esibì un altro sogghigno.
"La stilla di potere divino racchiusa nelle Lacrime è impervia ad ogni forma di magia convenzionale, è vero...ma è possibile che esistano altre vie che l'ignoto ladro ritiene evidentemente di essere in grado di percorrere. In ogni caso anche se niente di tutto questo fosse realmente possibile, la mia Prima ritiene che correre il rischio sia inaccettabile. Come probabilmente saprai anche la mia Prima possiede una Lacrima: mentre noi parliamo le misure di sicurezza nella nostra città stanno venendo riviste ed aumentate: ciò malgrado la mia Prima non ha conquistato il Territorio di Caccia rimanendo ferma ad attendere passivamente."
Mentre Afya e Saska parlavano alcuni drow erano accorsi con tavolo e sedie: Saska sedette mantenendosi però protesa in avanti verso la sua interlocutrice forse per mantenere un maggiore contatto o forse semplicemente perchè i seggi non erano del tutto adatti alla sua anatomia. Saska fece un gesto vago con la destra alla menzione dell'etica.

"La vostra etica è e rimane spregevole ai nostri occhi, una apologia del tradimento elevato a sistema di vita" disse l'Alata senza particolare enfasi, sembrava stesse semplicemente enunciando un dato di fatto "E tuttavia la mia Prima si è chiesta se e quanto senso può avere lasciare che una semplice antipatia, per quanto profonda o giustificata, condizioni la nostra politica. Non è stato necessario da parte mia occuparmi di questa domanda poichè la mia Prima possedeva già la risposta." Saska inclinò il capo da un lato e indirizzò una occhiata significativa alla strega "La mia Prima ritiene che una collaborazione sia nel comune interesse finchè la questione del furto non sarà risolta. Forse su questa base sarà possibile intraprendere azioni comuni anche in futuro e su altre questioni...le Sorelle e gli elfi scuri sono molto lontani e non costituiscono una minaccia gli uni per gli altri e questo rende una eventuale collaborazione desiderabile oltre che profittevole. La mia Prima offre un dono come pegno della sua e nostra buona fede. Non è prezioso come una Lacrima, certo, ma confidiamo che possa essere gradito alla vostra imperatrice." sneza nemmeno guardare Saska frugò in una borsa che portava appesa al fianco e tese la destra attraverso il tavolo, verso Afya. Quando gli artigli si schiusero la drow vide un diamante nero, di dimensioni ragguardevoli, lanciare riflessi nella luce del giorno.
 

Enichaos

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"Beh, in effetti convenzionalmente non si potrebbe aprire un varco verso l'Altrove, eppure l'ho visto succedere attraverso gli occhi di una mia apprendista. Se un modo di accedere a quel potere esiste...
serviranno i giusti requisiti. Se uno di essi fosse, parlando per pura ipotesi, quantitativo, diventerebbe quantomeno comprensibile questo tentativo di monopolizzare le gemme."

La strega annuì alla frase riguardante la lacrima in possesso delle arpie "Una scelta saggia, ma applicabile solo in uno stato in cui non regna la paranoia... una delle nostre somme sacerdotesse
ha pagato a caro prezzo il tentativo di occultare la Lacrima quando era ancora in nostro possesso. Povera Am'ma Pellanistra... erano secoli che non si vedeva tanta ferocia tra membri del clero."

Sul tavolo vennero portati diversi tagli di carne rossa, dal bordo rosato con evidente marinatura; assieme ad essa, vino rosso ed una piccola selezione di formaggi, dai più raffinati ai più rustici.
L'incantatrice prese le posate, tagliando via un cubetto di muscolo e mangiandolo per prima "Siamo consci della nomea che abbiamo, ma è un comportamento assolutamente naturale..."
Bevve un sorso di vino e fece cenno all'alata di servirsi, ormai aveva dimostrato la genuinità del cibo "Penso che sia un problema ambientale. Dal cielo si può vedere tutto, e chi è forte domina chi sta sotto di lui...
Nel buio di una caverna, al contrario non sopravvive il più forte, ma il più astuto e determinato."
Afya sospirò, come se altri drow non reputassero lei stessa uno di quei pericoli di cui stava parlando...
"Non siamo così arroganti da rifiutare un aiuto in un momento di crisi, Lady Saska; e nemmeno siamo così sciocchi da voler incorrere nelle ire di uno dei più potenti imperi di Ea, per quanto lontano possa trovarsi.
Se intendete collaborare nella ricerca delle lacrime rubate, non dovrete temere alcun tipo di tradimento o sotterfugio: andrebbe contro i nostri stessi interessi."
la gemma presentata, sembrava essa stessa un presagio;
nera e lucente quanto le penne della visitatrice o le venature sul corpo della strega. "Un dono notevole, che la Matriarca apprezzerà certamente, forse servirà a distrarla dalla sua ira... Provvederò a fargliela avere quanto prima."
Si voltò a dire qualcosa in lingua madre ad una delle guardie, che si allontanò trafelata per tornare pochi minuti dopo, portando una scatola grossa come un piatto da portata, che consegnò nelle mani dell'incantatrice
"Lady Saska, non so se ne siete a conoscenza, ma Llorath veste due tinte: il nero delle tenebre, ed il rosso del sangue" aperto il contenitore di legno intarsiato, fece la sua comparsa un collier in oro rosso affine ad una ragnatela,
che mostrava al centro un rubino vermiglio di taglio perfetto "Come segno della nostra sincerità e del nostro impegno... dovremo imparare a collaborare per riuscire nell'impresa, ma fortunatamente abbiamo tempo..."
 

Silen

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L'Arpia sorrise di nuovo "I colori a volte vengono scelti, altre volte toccano in sorte." spiegò mentre esaminava il collier passando le dita sui finissimi fili d'oro che imitavano il filo sottile di una ragnatela "A me è toccato il nero ma non me ne sono risentita: ho fatto di esso la mia scelta" con delicatezza l'arpia rimise il collier nella scatola e indirizzò ad Afya un lieve cenno del capo "Un 'opera davvero ammirevole e una gemma ammirevole. La mia Prima ama il rosso e la porpora e sono certa che saprà apprezzare questo monile" Saska cambiò leggermente posizione e si servì a sua volta ma senza toccare le posate; come tanti altri oggetti di uso comune fra le altre razze anch'esse non erano facili da usare per una specie che possedeva un artiglio non retrattile lungo svariati centimetri su ogni dito: Saska si limitò a pescare uno dei pezzi di carne dal piatto e portarselo alla bocca, demolendolo in pochi istanti con la sua potente dentatura da carnivoro.
"La mia Prima sarà soddisfatta di udire le tue parole, Afya Sreen. Le Sorelle e i Senzali hanno talenti...differenti...come lei stessa ha scoperto tempo fa; senza dubbio il fatto che anche voi comprendiate questo fatto renderà tutto più semplice" Saska la destra e con l'artiglio dell'indice infilzò un cubetto di formaggio per poi masticarlo con gusto.
"Ora che abbiamo chiarito i punti più importanti rimane solo un'inezia...trovare il ladro" l'Arpia sorrise e fece un rapido gesto con la destra, dal significato ignoto ma che con ogni probabilità voleva segnalare che l'Alata stesse scherzando "Nella questione della Lacrima io parlo a nome della mia Prima e di tutte le Sorelle del Territorio di Caccia. Se anche tu puoi parlare a nome della tua sovrana, sarei lieta di discutere dei prossimi passi da intraprendere."
 

Enichaos

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"Conosco bene la sensazione... quando ti ritrovi una situazione imposta, devi renderla tua e farne la tua forza. Il furto delle lacrime è drammatico, ma ci sta aprendo possibilità impensabili... sta a noi coglierle."
Sorridendo, prese qualche altro boccone ed un sorso di vino "Le differenze sono quello che rende le alleanze efficaci... anche se ammetto si tratta di una cosa appresa da poco. Come stiamo apprendendo anche
le particolarità e le usanze di popoli molto diversi da noi. Belaern, più a nord, ad ogni espansione sta venendo sistemata per accomodare i visitatori da ogni remoto angolo di Ea... se i nostri rapporti saranno
più stretti, vedo già che ci saranno alcuni adattamenti da fare per renderla una città che possa ospitare anche i vostri emissari"
disse indicando posate e sedia, per poi assumere un'espressione molto seria
"Posso parlare a suo nome senza problemi. Per come funzionano le cose da noi... se dirò qualcosa con cui non concorda, lo verrà a sapere in pochi minuti, e riceverò una rapida correzione. Il paragone con
le ragnatele è particolarmente calzante quando si parla della nostra Matriarca. Quindi, continuiamo pure il discorso: ci stiamo concentrando sulla seconda lacrima al momento, quella con le tracce più fresche..."

Gli occhi della maga guizzarono rapidamente a cercare qualcosa, l'espressione più sicura una volta certa che nulla fosse in arrivo da Driass o dai suoi piccoli...
 

Silen

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"Noi abbiamo...ah, adattato da tempo il Territorio di Caccia alle nostre esigenze ma del resto abbiamo avuto oltre cinquant'anni per farlo." disse Saska infilzando un altro cubetto di formaggio con l'artiglio dell'indice apparentemente del tutto a proprio agio. L'arpia osservò poi il vino con una espressione che poteva essere di educato scetticismo "Non vorrei che tu pensassi che disprezzo la vostra ospitalità con questa domanda ma...di che vino si tratta? Per quanto i Senzali se ne stupiscano, le Sorelle apprezzano soprattutto i vini dolci anche durante i pasti comuni e anche io condivido questo nostro particolare gusto. In alternativa del semplice latte andrà altrettanto bene." in effetti le alate sembravano essere particolarmente ghiotte di latte fresco come Afya avrebbe potuto scoprire nelc aso si fosse mai trovata a visitare l'impero.
"Per prima cosa vorrei sapere qualcosa di più sulla dinamica del furto...a sud abbiamo sentito voci strane, è vero che uno dei vostri nobili più fidati improvvisamente ha attaccato le sacerdotesse causando un grande scompiglio? Questo Senzali è ancora in vita? Forse tramite lui potremmo riuscire a capire molte cose."
 

Enichaos

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"Noi ormai riceviamo spesso in visita troll e sauriani... creare un luogo dove far sentire a loro agio gli ospiti stava diventando doveroso... quantomeno per non doverli portare a braccetto nei tunnel privi di luce"
Alla domanda sul vino, la strega sorrise "Non so il nome esatto, ma è un passito rosso... ha una nota amara come tutti i rossi, ma la stagionatura rende predominante il dolce... è un po' forte, ma è quello che alcuni
chiamano vino da salotto. Non è pensato per essere bevuto di colpo a grandi bicchieri, ma per essere sorseggiato mentre si parla... un po' come ora, insomma. Ma se non è di vostro gradimento, vi faremo portare
del latte."
Lo sguardo si fece più attento, ora che l'argomento stava tornando alla questione focale "Il Duca Jabar Vikzlade... attualmente è in gravi condizioni, ma non sembra in pericolo di vita... penso si possa..."
La voce esitò, vedendo un ragno delle dimensioni di un cucciolo spostarsi nel limite del suo campo visivo, passando da un nascondiglio all'altro "...la Matriarca è estremamente protettiva nei suoi confronti...
Si potrebbe dire che sia il suo favorito, se vogliamo parlarci servirà... quantomeno cautela, e delicatezza."
Nessuna traccia del piccolo aiutante di mamma drow "E non possiamo certo spostarlo dai tunnel..."
 

Silen

Get a life
Dopo avere ascoltato la spiegazione di Afya, Saska assaggiò un piccolo sorso dal suo calice "Dolce e forte" annuì pensosamente "questo vino va gustato con prudenza, ma non è affatto sgradevole". Gli occhi nei dell'Alata restarono fissi sulla strega per tutto il discorso successivo e se notò l'apparizione del ragno "cucciolo", non lo diede a vedere.
"Io e la mia Prima troviamo molto strano che un servitore fidato...molto fidato a giudicare dalle tue parole...compia improvvisamente un gesto del genere e ancora più strano che allo stesso tempo sembri cercare volontariamente la morte. Dopotutto un traditore penserebbe anche e soprattutto a salvare la sua preziosa vita, non a gettarla via solamente per fornire una distrazione, utile poi a qualcun altro. Non presumo di conoscere la tua specie ma a me sembra tutto molto strano, Afya Sreen, non trovi?" Saska scrollò le spalle "Temo che la mia razza non sia famosa per la sua...delicatezza...eppure credo che sarebbe un buon punto da cui cominciare. Questa è la tua patria....hai suggerimenti su come procedere?"
 

Enichaos

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"In effetti, è molto poco drow come comportamento. Non la possibilità di tradire, quella è naturale come abbiamo detto prima... ma tutti i nostri tradimenti ed inganni possono essere sempre ricondotti a tre principali motivazioni"
Le conteggiò sulla mano sinistra mentre li enunciava all'alata "Per la Dea, per il regno, o per se stessi. Ed in questo caso in effetti non sembra nessuno di queste evenienze: la lacrima è stata rubata alla dea, il regno è nel caos, ed il possibile traditore è stato gravemente ferito."
Incrociò lo braccia, ragionando sul da farsi "Penso che sia decisamente il caso di parlare col Duca... ma come ho detto, non è in condizioni di uscire dai tunnel. Ve la sentite di scendere sotto, Lady Saska?"

Scusa l'attesa e il post scarso, ho avuto una serie di giornate quantomeno complicate a lavoro...
 

Silen

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Saska esitò e involontariamente gettò un'occhiata all'ingresso che dal forte si apriva sui cunicoli che portavano fino alla città sotterranea drow. Era evidente che l'Alata non aveva nessuna voglia di entrarvi e che stava combattendo una silenziosa battaglia fra le proprie inclinazioni e quello che riteneva essere il proprio dovere; infine chinò il capo con aria rassegnata.
"Quando la mia Prima mi ha proposto questo compito sapevo che esisteva questa possibilità ma ho dato ugualmente il mio consenso. Adesso devo portarlo a termine o accettare il mio fallimento e la conseguente perdita di rango. Verrò, tuttavia temo che avrò bisogno di un pò di aiuto: le Sorelle non vedono molto bene al buio."
Fino a quel momento Saska era sembrata imperturbabile ma ora la sua espressione ricordava quella di un uomo ancor vivo che stia per recarsi al proprio funerale.


Nessun problema anche io stò avendo giornate parecchio piene da qualche tempo in quà...

 

Enichaos

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Afya si alzò, bevendo un ultimo sorso di vino e muovendo lievemente la mano libera mentre sussurrava parole arcane, appena comprensibili "Fljòtandi lukt"...
Timidamente, un piccolo globo luminoso si formò nella sua mano, per poi librarsi sopra il suo capo, aumentando lievemente di intensità fino a raggiungere una luminosità di poco superiore ad una lanterna
"Dovremmo cavarcela con questo... seguitemi, Lady Saska." L'incantatrice si incamminò, la luce a seguire ogni suo passo senza mai entrare nel suo campo visivo diretto, illuminando dapprima la strada verso il forte,
poi l'ampia stanza con il pozzo di discesa e gli scalini di pietra che probabilmente non sarebbero serviti all'ospite "Una volta nella metropoli non sarà più necessaria, se starete vicino al suolo.
Anche se vediamo perfettamente al buio, la luce ci concede i colori... e da quando li abbiamo scoperti abbiamo deciso di non farne a meno"
Finalmente, gli scalini terminarono e si presentò l'apertura d'accesso all'immensa caverna della Kalassia sotterranea,
con il suo dedalo di strade, le luci rosse, viola ed azzurre ad illuminare ogni edificio, soprattutto, in lontananza, la torre dell'Accademia che sembrava quasi percorsa da fulmini di energia arcana.
A perdita d'occhio, sul fondo, sulle pareti, arroccate intorno ad immensi pilastri naturali, finestre spente e finestre illuminate, porte chiuse con sopra scritte in caratteri incomprensibili.
La volta stessa, per quanto nelle zone buie fosse più nera di qualsiasi oscurità della superficie, era punteggiata di scintillii che ricordavano le stelle del cielo notturno.
"Lady Saska, vi do ufficialmente il benvenuto a Kalassia. Ignorate quel poco che vedrete volare e planare tra i tetti, sono i nostri... gatti, per quanto sembrino più piccole viverne.
Ed alcuni piumati che ci hanno portato i Rahonavidi. Totalmente inoffensivi per qualsiasi cosa più grande di un ratto."

Si fermò per qualche secondo, spesso il passaggio tra il pozzo e le caverne era quasi uno shock per i visitatori occasionali...
 

Silen

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Di norma probabilmente Saska avrebbe evitato gli scalini; le Arpie erano note per il fastidio che provavano quando erano costrette a utilizzare i metodi "di chi è condannato a strisciare sulla terra" ma in quell'occasione Saska non si lamentò: il pozzo era molto profondo e pressochè privo di illuminazione e l'Alata evidentemente non si fidava dei propri sensi. Al ritorno, con la luce proveniente dall'alto, per quanto flebile, ad aiutarla ad orizzontarsi, sicuramente l'Arpia sarebbe ascesa in volo senza sottomettersi alla lunga salita.
Arrivati che furono a Kalassia Saska mostrò effettivamente una certa sorpresa.
"Devo ammettere che non mi ero figurata niente del genere" disse guardandosi attorno con aperta curiosità "la vostra città non è priva di bellezza, tutt'altro. Se solo non fosse così...opprimente..."
Le dimensioni enormi della città e della caverna sotterranea erano tutt'altro che opprimenti secondo il canone di qualunque umanoide; ma l'Alata sembrava soffrire nella sua carne per la mancanza delle immensità celesti a cui era abituata. Probabilmente, riflettè Afya, quando una creatura è abituata a muoversi secondo i tre assi spaziali senza alcun limite che non fosse il limite fisico della propria capacità e resistenza, la sola idea di essere confinata in uno spazio delimitato in modo ineludibile dall'altezza della volta e dalle pareti della grotta era qualcosa di innaturale, come essere chiusi in una scatola. In effetti a giudicare dallo sguardo nervoso che Saska indirizzava alla volta della caverna si sarebbe detto che l'Arpia temesse quasi che se si fosse levata in volo sarebbe andata a sbattere, o qualcosa del genere. Ben diverso lo sguardo che Saska diresse alle piccole viverne che volavano fra i tetti e che tanto rendevano nervosi gli altri ospiti. Si sarebbe detto infatti che Saska stesse riflettendo se dare la caccia oppure no a uno di quei volatili, comparando lo sforzo necessario con la quantità di carne ottenibile.
 

Enichaos

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Una volta che l'alata sembrò essersi acclimatata all'ambiente, per quanto ancora oppressa dall'effetto scatola chiusa, la strega ricominciò a muoversi.
Vicoli, strade larghe, evitando con maestria ogni possibile contrattempo come fedeli nel panico e bancarelle di mercanti.
"Come avevo accennato, abbiamo dei disordini per la sparizione delle gemme, contiamo di recuperare quanto prima il controllo della situazione"
disse, quasi non fosse stata una cosa di grande rilevanza. Non ci volle molto ad arrivare alla colonna granitica in cui era stata scavata la tenuta Vikzlade, quasi ci volle più tempo a convincere la servitù a lasciare il passaggio.
Dopo qualche minuto, finalmente erano nelle stanze del duca, decorate con sete ed ori, non solo viola, nero e rosso come il resto della città, ma dei colori più bizzarri e confusionari che si potessero immaginare;
eppure, ogni oggetto, ogni dipinto, sembrava essere esattamente nel posto più adatto... una volta Jabar le aveva accennato del Caos armonico, probabilmente intendeva qualcosa di simile.
Una parete mostrava addirittura quella che poteva sembrare una finestra che dava su un campo di grano in superficie, ma che era in realtà un affresco dalla veridicità impressionante.
Una delle tante, frammentate doti del Duca, riflettè Afya, mentre chiudeva le porte della stanza, lasciando fuori la servitù, mente un grosso ragno osservava la scena da un angolo oscuro del soffitto.
"Duca... Lieta di trovarVi ancora in grado di respirare. Vi presento Lady Saska, dell'Impero meridionale. Stupefacente, non è vero? Il furto della lacrima ha attirato davvero gli occhi di tutto il mondo... qui."
lo sguardo si fece serio, gettando un'occhiata prima al ragno e poi al nobile adagiato nel suo letto "Quindi, amico mio... Vi va di parlare di quello che è successo? Avete fatto un'azione quantomeno azzardata,
tanto che la vostra caratteristica buona sorte sembra aver, per una volta, mancato il colpo..."
Disse, aspettando una risposta dal ferito, ed eventuali aggiunte da parte dell'ospite...
 

Silen

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"Beh, dipende dai punti di vista, mia cara. Sono ancora vivo e questo è decisamente una fortuna, vista la situazione" il drow esibì un debole sorriso "Mia signora" aggiunse rivolto all'Arpia "perdonatemi se non mi alzo per accogliervi, davvero molto maleducato da parte mia".
Saska osservò il drow con aria critica "Probabilmente non riusciresti ad alzarti nemmeno se lo volessi" disse con la tipica, brutale schiettezza della sua razza "in ogni caso è appunto la...situazione....quello che mi interessa. Il motivo per cui ti sei scagliato, spada in pugno contro le tue stesse sacerdotesse, senza nessuna speranza di uscirne vivo"

"Bizzarro davvero" concordò Jabar "Se avessi una moneta d'oro per ogni volta che mi è stata fatta questa domanda, sarei già più ricco della Matriarca. La verità è che, anche adesso, non so dire per quale motivo ho agito in quel modo" l'elfo scuro si accigliò "non fraintendetemi, sapevo benissimo cosa fare, era tutto molto chiaro nella mia mente. Troppo forse, dato che ricordo di aver pensato che si trattava di un gesto davvero stupido e credetemi, posso essere tante cose ma non sono un suicida che si getta a spada sguainata a combattere una battaglia mille contro uno. E sebbene forse a qualcuno potrebbe piacere l'essere pugnalato, preso a calci e a frustate e più in generale essere pestato come un tamburo da una orda di sacerdotesse, vi posso assicurare che non sono un masochista.".
L'Alata inarcò un sopracciglio "In ogni caso, quale sarebbe stato lo scopo di un simile gesto?"
"Che io sia dannato se lo so" disse Jabar quasi allegramente "Se almeno sapessi cosa volevo ottenere mi sarei potuto inventare una scusa credibile ma nel caso mi sarei preparato meglio e non sarei bloccato qui, vivo per miracolo" il drow si strinse nelle spalle "non sarei proprio qui, se capite cosa intendo."
"In buona sostanza, non sai nè perchè ti sei lanciato improvvisamente contro le sacerdotesse della vostra dea nè cosa speravi di poter ottenere"
"Esattamente. Doivevo farlo, semplicemente, come se mi fosse stato ordinato. Francamente se proprio avessi dovuto tradire la Matriarca avrei preferito venire corrotto o ricattato o qualunque altra cosa, vi prometto che avrei saputo fare molto meglio di così e se avessi fallito almeno avrei la sensazione di aver fallito per miei demeriti mentre ora tutto quello che posso dire è che mi sono comportato in modo idiota e non so perchè."
 

Enichaos

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"Una fortuna senz'altro, ma una fortuna per chi, Jabar? Solitamente non provo nemmeno a capire perché facciate alcune cose. L'importante è che finiscano per portare vantaggio al Matriarcato, cosa che capita con una frequenza impressionante."
Si avvicinò di un passo, più attenta ai movimenti dell'aracnide di sorveglianza che a quelli del nobile, immobilizzato dalle ferite "Suvvia, avete sempre un piano... sono convinta che persino adesso, se provassimo a farvi qualcosa,
la guardia che vi ha assegnato la Matriarca non sarebbe la prima ad intervenire. Quanto ai vostri gusti in fatto di intimità, penso di parlare a nome di entrambe dicendo che sono l'ultimo dei nostri interessi."

Ascoltò le frasi del Duca, con crescente attenzione, le venature nere nella carne della strega quasi pulsavano mentre le considerazioni sull'evento si allontanavano dalle questioni mondane avvicinandosi alle sue particolari competenze
"Siete entrato nella tenda di un capoguerra orchesco senza essere scoperto, uscendone senza un graffio e con un accordo; in effetti se fosse stato una delle vostre solite trovate non vi avremmo rintracciato per mesi... forse addirittura mai più.
Ma quello che state descrivendo, amico mio... è un incantamento. Non mi sarei mai aspettata una falla del genere nella vostra psiche, pensavo che la vostra imprevedibilità vi rendesse quasi immune da cose del genere..."

scosse il capo, tornando sull'argomento principale "comunque, l'obiettivo era evidente: con un solo incantesimo, hanno messo fuori gioco sia l'unico che poteva individuare un agente esterno, sia le sacerdotesse che stavano dando anima e corpo per la difesa dell'ultima gemma..."
 

Silen

Get a life
"Quando voi non capite perchè faccio certe cose, cara Afya, io so per certo che faccio bene il mio lavoro" annuì Jabar che sembrava prendere le parole della drow come un complimento "ma se quanto dite è vero..." il duca sospirò in maniera teatrale nonostante le sue condizioni precarie "...significa che qualcuno ha fatto il suo lavoro meglio di me." nonostante tutto l'elfo scuro sembrava apprezzare il modo astuto con cui un ignoto nemico era riuscito a sfruttarlo come una pedina per poi probabilmente obbligarlo all'attacco suicida in modo che lui si levasse di mezzo senza lasciare tracce e senza potersi giustificare in alcun modo. Se il piano non era andato completamente a buon fine era soltanto per un capriccio imprevedibile della fortuna; un tiro di dado si sarebbe potuto dire.
L'Arpia dal canto suo si era accigliata "Un incantamento? Una magia di controllo della mente? La mia Prima deve venire a conoscenza immediatamente di queste informazioni. Un simile pericolo non può essere ignorato. Ma chi in tutta Ea può possedere una magia simile?...per quanto mi spiaccia dirlo, esistono diverse nazioni del mondo consociuto che hanno sviluppato una considerevole abilità nel campo della manipolazione del mana tanto a nord che a sud e naturalmente a quest'ora il residuo magico lasciato dall'incantesimo si sarà dissipato impedendoci di risalire all'origine. Temo che dovremo usare metodi di investigazione più convenzionali per scoprire le radici di questo intrigo."
 

Enichaos

Novice Spammer
"Mi duole dire che avete ragione, anche con la magia è difficile generare di colpo una slavina, ma voi lo fareste lanciando il sasso giusto, nel modo giusto, nel punto giusto, dando l'impressione di essere semplicemente inciampato.
Sono stati richiamati a Kalassia alcuni dei vostri... di quelli con un epiteto. Farò in modo che sappiano che siete estraneo alla colpa in questa faccenda... ma ora vi lasceremo riposare, ne avrete bisogno"

disse sbrigativamente, facendo cenno all'ospite di seguirla fuori, come se dalle loro ultime frasi avesse avuto un'improvvisa epifania. Una volta in strada finalmente le parlerebbe di nuovo, allontanandosi dal palazzo
"Scusate se vi ho messo fretta, lady Saska, ma ci sono cose che non tengo a far sapere al Duca mentre ancora si riprende. Purtroppo l'isolamento che ci eravamo autoimposti ha fatto restare piuttosto arretrate le nostre
competenze magiche a dispetto del nostro talento innato... al momento Jabar è troppo vulnerabile, e sarebbe un tramite troppo facile da sfruttare di nuovo."
il palazzotto era ormai lontano, e la scalinata incredibilmente vicina
"La vostra Prima deve essere assolutamente informata. Ed in effetti, ormai ogni traccia mistica sarà completamente svanita." sospirò, caricando di enfasi la frase seguente, scrivendo su una pergamena mentre scortava l'alata verso la superficie
"eh... se solo ci fossimo mossi prima, quando la lacrima era stata appena rubata... purtroppo, ormai è tardi. Ed un'investigazione tradizionale non può portare frutti contro un sacrilegio compiuto tramite la magia.
Certo chiunque sia stato deve essere empio e corrotto quanto un Caduto, non trovate? I nostri sforzi saranno certo meglio sfruttati in altri luoghi"
si fermò, ancora dentro il forte di superficie, fissando negli occhi l'arpia;
il sorriso della strega avrebbe potuto far gelare il sangue a qualsiasi drow cui fosse stato rivolto, ma era certa che l'ospite non avrebbe battuto ciglio... nemmeno nel vedersi passare una specie di cofanetto piatto, con la pergamena appena scritta all'interno
"Questo è il vostro lasciapassare... non pensavo l'avrei dato proprio a voi, ma con questo sapranno che siete un'ospite sotto la protezione della Matriarca. Vi consiglio di aprirlo e dare un'occhiata se vi sembra tutto a posto.
Ovviamente, accetteremo qualsiasi delle vostre sorelle arrivi con questo, ma avrei personalmente piacere a rivedervi."
Attenderebbe una reazione da parte della corvina prima di procedere oltre, tornando all'aperto della superficie...
 
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