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Diplomazia Ali oscure, oscure parole

Enichaos

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Afya sorrise all'arpia "Le energie mistiche sostengono il mio corpo, Lady Aerianira; sono più stanca per la monotonia del viaggio che per lo sforzo dello stesso. Se abbiamo del tempo, allora ammetto che visitare la città mi farebbe molto piacere" Ci ragionò su per qualche attimo, prima di proseguire "Senz'altro vorrei visitare il vostro mercato, sono certa che ci saranno cose estremamente esotiche per chi è abituato ai prodotti del nord. E vedere, ovviamente da fuori, la vostra torre di magia... Quella di Kalassia è sita su un nodo energetico naturale, scavata direttamente da una delle colonne naturali della caverna; sono curiosa di vederne una costruita senza esplorare il sottosuolo per constatare la distribuzione delle Vene del Drago..." l'incantatrice si interruppe, temendo di star parlando troppo da maga per farsi capire "...ma forse mi sto lasciando andare ai tecnicismi. Mi interessano anche templi e cattedrali in effetti..." Ascoltò quindi l'osservazione sulle usanze delle alate, e si fece silenziosa per qualche secondo mentre iniziavano ad avviarsi per le strade della città "Penso che alla base ci sia l'istinto delle prede... già solo l'inferiorità numerica può causare disagio, se poi c'è anche una disparità nelle possibilità di movimento, unità all'impossibilità di disarmarvi completamente... molti sarebbero sopraffatti da sensazioni ataviche. Aggiungiamo anche che per la percezione di altri stati, voi siete i nobili di questo regno: a Kalassia, se sei da solo in mezzo ad un gruppo di nobili, non è un onore... è un processo." Preferì invece evitare di gloriarsi degli apprezzamenti ricevuti, limitandosi ad un "Lieta di aver fatto una buona impressione, spero di essere all'altezza delle aspettative..."
 

Silen

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Aerianira sembrò effettivamente un pò a disagio di fronte al discorso di Afya "Ho seguito il tuo discorso, credo, ma temo di non essere portata per la magia" disse e si accigliò perchè la drow involontariamente aveva portato il discorso su quello che per l'Alata era un punto dolente, ovvero le sue manchevolezze, vere o presunte "Alla torre sono presenti diverse maghe, Sorelle od ein'kethi, sono certa che loro potranno rispondere alle tue domande meglio di quanto potrei fare io. Ma avevi detto di voler vedere il mercato della città..." forse con un pizzico di fretta l'alata lasciò cadere il discorso relativo alla magia e fece strada alla drow attraverso un dedalo di vie o viuzze verso la piazza centrale di Kyrne Lamiya: quello era un terreno su cui Aerianira era a suo agio e nonsotante l'immensità della capitale imperiale le due raggiusnero rapidamente la destinazione voluta.
Durante il tragitto Afya non potè non notare che, nonostante la sua architettura ibrida, Kyrne Lamiya rassomigliava molto a una città umana: le Arpie erano numerose ma la maggioranza degli abitanti era costitutia da umani, come anche umani erano la maggioranza dei venditori che affollavano il mercato e i negozi che si affacciavano sulla piazza. Le Alate affollavano soprattutto i cieli e alzando lo sguardo non si mancava mai di vedere delle Alate che andavano e venivano per le lorof accende; anche vedere una Alata prendere terra o schiudere le ali e spiccare il volo era del tutto comune: gli abitanti della città sembravano esserci abituati e anzi Afya notò come i passanti si scostavano quasi istintivamente vedendo una Arpia che cominciava ad allargare le ali come anche gettare uno sguardo al cielo prima di avventurarsi in uno spiazzo poco affollato come per accertarsi che nessuna Alata stesse atterrando proprio in quel momento.
Il mercato non deluse affatto le aspettative della drow: merci delle provenienze più disparate erano reclamizzate da venditori entusiasti o facevano bella mostra di sè su banchi e bancarelle; merci del lontano nord raggiungevano la capitale tramite le navi mercantili degli eldar di Minnonar, mentre emrci esotiche del lontano est affluivano tramite le rotte commerciali che passavano per Ambir. Articoli esotici provenienti dai paesi soggetti del sud si affiancavano a manufatti britannicie della Contea e lui lati della piazza botteghe da artigiano dall'aria costosa o uffici delle corporazioni mercantili cittadine promettevano l'accesso a merci più rare e costose.
Le Alate sembravano affollare particolarmente la paizza e Afya ne vide molte intente ad esaminare questo quell'articolo; anzi una parte consistente delle emrci che vide la drow sembravano essere pensate a uso e consumo dei capricci della razza dominante le esponenti della quale dal canto loro facevano mostra di una accesa curiosità per ogni cosa nuova o insolita che le faceva assomigliare un pò a un incrocio fra un corvo e una gazza. Sole o a gruppetti le alate spendevano il loro denaro molto liberamente e nessun mercante o venditore contrattava molto con loro sebbene ormai dopo mezzo secolo di contatto delle altre razze le alate fossero diventate competenti, se non esperte, nell'uso del denaro: era evidente che i venditori ritenessero che accendere la curiosità delle alate prometteva guadagni molto migliori che non lo stare a tirare sul prezzo.
"Nobili...si, ho sentito altre volte questo concetto" disse Aerianira che evidentemente aveva riflettuto sulle parole di Afya durante il tragitto "noi non ci riteniamo tali, Afya Sreen. Noi siamo Cacciatrici. Noi percorriamo i cieli mentre i Senzali sono legati alla terra, ed è questo che ci rende superiori, non astratte considerazioni come il rango o la nascita o il fatto di avere accumulato più monete metalliche. Per questo soprattutto le Sorelle hanno sempre pensato a voi Senzali come niente altro che prede. Ma ci sbagliavamo. No, un Senzali non sarà mai una Cacciatrice ma questo non vuol dire che la vita di un Senzali sia priva di valore. Al contrario, i Senzali sono la nostra risorsa più grande; grazie a voi siamo cresciute, siamo divenute molte, sane e prospere. Voi siete importanti, siete preziosi. Meritate un posto accanto al nostro."
 

Enichaos

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Afya annuì, capendo di aver toccato la sua guida dove era sensibile, affrettandosi a seguirla poi per le strade. A livello di architettura, non risultava troppo dissimile da una normale città di superficie; tuttavia, il comportamento delle persone era fortemente differente: gli occhi degli umani guizzavano spesso in alto, ma senza timore come ancora capitava con le altre razze presenti a Kalassia. Ormai la convivenza tra le due specie era diventata la normalità, una cosa che avrebbe richiesto molto tempo in patria: i drow riuscivano a dividere facilmente una città con i duergar, ma le altre razze erano così diverse...
Ma questi pensieri lasciarono la sua mente appena messo piede nel mercato, così ricco e diverso da quelli visti a Kalassia o lungo il tragitto per giungere nella capitale delle alate. "Voi non vi ritenete nobili, ma è la nicchia che occupate nell'Impero. I senz'ali sono attenti a scostarsi per farvi atterrare e spiccare il volo: semplice rispetto e convivenza ai vostri occhi abituati a questa scena, ma per chi non riescisse a mettersi in quest'ottica non sembrerebbe dissimile dallo scostarsi dal percorso un nobile per evitare di sgualcirgli l'abito. I diversi punti di vista sono importanti, e sono proprio questi a rendere fruttuosi i contatti tra culture differenti" Non avrebbe mai pensato che le divagazioni del vecchio Zundalaran le sarebbero mai state utili, ma ormai il mondo stava diventando sempre più simile all'intrepida visione del suo anziano maestro...
Osservava, la strega, tanto la città quanto gli sguardi che le venivano rivolti: una deformazione professionale, si potrebbe dire... Ansiosa di proseguire la visita, ma senza perdere di vista la propria sicurezza, da brava incantatrice drow.
 

Silen

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"Le Sorelle raccontano che in passato poteva succedere che una di noi calando verso terra finisse per scontrarsi con un umano distratto" Aerianira sorrise e sembrò rilassarsi un poco "io lo trovo molto buffo ma la cosa poteva provocare...ah, incidenti. Ora naturalmente è diverso, noi abbiamo imparato a capire come muoverci in mezzo ai Senzali. Si potrebbe dire che abbiamo imparato a conoscerli e loro hanno imparato a conoscere noi. Ma si potrebbe anche dire che gli umani prestano maggiore attenzione per evitare di trovarsi ad affrontare una Sorella infuriata" Aerianira sorrise ancora, uno sfoggio inquietante di zanne affilate anche se il tono dell'Alata era inequivocabilmente amichevole "Credo che tu abbia ragione Afya Sreen, quello che può apparire scontato a volte non lo è."
In effetti la drow si ritrovò a pensare che la stessa Aerianira costituiva un altro esempio della medesima tesi. Con ogni probabilità l'Alata non aveva alcuna intenzione di minacciarla ma quel sorriso da tigre aveva portato tutti gli istinti della strega sul rosso. Ignara dell'impressione che stava facendo la sua dentatura la messaggera intanto stava continuando a parlare accompagnando le parole con un ampio gesto della destra "Scegli pure tu stessa quale banco o negozio esaminare, magari ne approfitterò anche io per dare una occhiata in giro. Quando sarai pronta a proseguire non avrai che da dirmelo."
 

Enichaos

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Per Afya, quelle zanne quasi stonavano nel resto della fisionomia delle alate: certo, anche i sauriani del nord avevano zanne predatorie, ma i tratti del volto e del corpo erano altrettanto differenti da quelli drow; Aerianira invece, come le sue sorelle, utilizzava quelle armi naturali come un normale umanoide. Se non fosse bastato l'istinto atavico a creare inquietudine, questo contrasto certo l'accentuava; tuttavia, la strega era anche stata di fronte a Lazarus senza vacillare, quindi non le era troppo difficile dissimulare il disagio sopprimendo i suoi istinti. Seguendo l'invito della sua guida, la strega si fece indirizzare ad un negozio che vendesse spezie, una delle cose più carenti nella cultura del nord dove erano limitate a menta e liquirizia; magari ne avrebbe persino acquistate piccole quantità per sperimentare personalmente. Soddisfatta questa curiosità, sorrise all'alata "Penso si possa procedere col resto della visita, la torre di magia ed il tempio mi sono di particolare interesse..."
@Silen se continuiamo così però facciamo solo il turismo entro la fine del turno... glissiamo rapidamente sul resto della visita, o preferisci se qui continuiamo con calma e le trattative vere e proprie le sistemiamo in PM?
 

Silen

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Il resto della giornata trascorse così con Aerianira che faceva da cicerone alla strega in una visita ad alcune delle attrattive più notevoli di Kyrne Lamiya. La messaggera non sembrava dispiaciuta del fatto di prendersi una giornata di riposo bighellonando per la capitale per cui il tempo trascorse abbastanza piacevolmente per Afya che ebbe occasione di vedere coi suoi occhi la famosa città delle Arpie. Era senza dubbio una città notevole punteggiata dalle grandi torri che si alzavano verso il cielo ed era evidentemente una città prospera: gli umani, da sempre la razza più adattabile di Ea, si erano ormai integrati nella struttura voluta dalla razza dominante ed anzi era evidente che molti di loro ci sguazzavano come pesci in un lago: Afya vide interi negozi dedicati espressamente alle necessità o ai capricci delle Arpie come non el sfuggì che la guardia cittadina era interamente composta da umani come anche la numerosa classe di attendenti e burocrati di vario rango. Era come se le alate si fossero installate al vertice di una tipica nazione umana monopolizzando le cariche di alto rango ma poi facendone un uso assai blando e negligente. Molte norme e leggi vigenti in altre nazioni erano decadute semplicemente perchè le Alate non erano interessate a mantenerle, la schiavitù ad esempio era scomparsa non per iniziative ideologiche od umanitarie od anche soltanto economiche ma semplicemente perchè le alate pretendevano che le tasse venissero pagate per testa e le tasse dello schiavo doveva necessariamente pagarle il padrone dello stesso e chi cercava di evadere le tasse finiva infilzato sul grande spiedo che faceva bella modtra di sè nella piazza principale. Per i padroni degli schiavi era molto banalmente divenuto poco conveniente averne.
Nel complesso l'effetto del loro lungo dominio aveva avuto effetti positivi e negativi: Kyrne Lamiya era un paradiso per l'iniziativa mercantile e privata in generale dato che alle arpie non interessavano le usanze e le fisime di una società umana. Se un nobile avesse cercato di fare pressione sulla burocrazia imperiale per far valere i propri interessi corrompendo i cosiddetti Domestici per evadere le tasse o abusare in qualsiasi modo della sua autorità avrebbe corso un grosso rischio di finire sullo Spiedo dato che alle Alate le stratificazioni sociali dei sudditi interessavano poco o punto e tutti lo sapevano: l'accusa di tradimento portava sempre a una brutta fine e finire decapitati era il meno che potesse succedere.
D'altro canto la strega intuì il lato negativo di quell'abissale disinteresse: la macchina imperiale era come un carro che procede su un binario stabilito: finchè procedeva nel modo corretto era efficente e rapida ma smuoverla o farle cambiare percorso era un problema serio. Convincere le alate a intervenire o anche semplicemente far loro capire la necessità di un azione poteva essere terribilmente frustrante e la burocrazia imperiale rifletteva in gran aprte l'inerzia e la svogliatezza dei vertici, ma non si può governare uno stato con la semplice ordinaria amministrazione e sperare che le cose vadano sempre bene. In questo senso le ein'kethi governavano maggiormente l'Impero delle setsse arpie affannandosi a intervenire dove emergevano le necessità con le Alate che facevano spesso conto su di loro perchè risolvessero le situazione che si verificassero.
In sostanza l'Impero non era migliore nè peggiore agli occhi della drow che altri stati di Ea, come essi aveva punti forti e punti deboli. Forse pensò Afya, era soltanto diverso.
Il giorno successivo Aerianira venne a prendere la strega nei suoi alloggi per codurla alla Grande Torre: dopo un numero di scalini interminabile la drow si trovò nella Sala del Trono Alato. Era come Aerianira loa veva descritto e anche più intimorente: le alate erano accorse numerose a vedere la prima dorw che avesse mai percorso la lunga strada che separava Kalassia dalla capitale imperiale e commentavano a voce alta nella propria lingua ma in toni che, lo si intuiva, non erano sempre lusinghieri. Assisa sul trono, Silene sedeva con la testa appoggiata alla mano destra, il gomito su uno dei rbaccioli, un lieve sorriso sul volto e una espressione sorniona.
"Benvenuta, Afya Sreen. Aerianira mi ha detto di averti accompagnata a visitare la mia città. Confesso di essere incuriosita...cosa pensa una drow del lontano settentrione di Ea di Kyrne Lamiya? Certamente deve apparire molto diversa dalla tua Kalassia, esattamente come essa apparve...inusuale, diciamo...a Saska quando la visitò due anni fa."
 

Enichaos

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La parte turistica della visita era stata intrigante ed istruttiva, la strega pensava si sarebbe solo svagata dopo la lunga monotonia di un viaggio attraverso un intero continente di cui metà occultata... invece, che la sua guida se ne fosse accorta o meno, aveva anche compreso molto della società che si era creata dalla convivenza di specie estremamente diverse sia per mentalità che per capacità fisiche. Alcune nozioni poi sarebbero risultate estremamente utili al miglioramento delle condizioni di vita nella lontana Kalassia... e quasi tutte avevano a che fare con lo spiedo che aveva potuto ammirare nella piazza principale.
Ma ora, dopo una notte di riposo, era arrivato il momento dell'incontro con i vertici. Dismessi gli abiti da viaggio, si era vestita della sua solita mise che lasciava scoperta la zona dove decenni prima era stata pugnalata, mettendo in risalto le venature nere quanto le sete dell'abito che contrastavano sulla pelle ardesia dell'incantatrice; a sorreggere il corpetto, quelle che potevano sembrare le costole di qualcun altro, ai piedi stivali antracite indossati con una maestria che faceva quasi pensare alla mancanza di contatto col pavimento. Se ieri chi l'avesse vista avrebbe potuto pensare ad una viaggiatrice, forse nobile, ora ogni parte dell'aspetto dell'inviata di Kalassia pareva dichiarare al mondo la parola strega: persino le minuscole gemme luccicanti che adornavano il bordo di ogni lembo di tessuto contribuivano ad aumentare la sensazione di misticismo.
La sala del Trono Alato era piena di zanne affilate e voci dal tono di scherno, diffidenza o sdegno; nulla a cui non fosse abituata per le comari alla torre dell'Accademia; il fatto che però queste zanne potessero arrivare da qualsiasi direzione senza bisogno di ricorrere alla magia le dava un lieve senso di apprensione... ma nulla che fosse paragonabile allo stare in presenza di un caduto vecchio di cinquemila anni. Il vero elemento di disagio, per la strega, era una sola, singola arpia in tutta la sala... che le sorrideva con aria astuta dal suo trono. Una sua parola, e la sensazione di minaccia sarebbe diventata una dura realtà; si poteva dire che questa fosse decisamente una prova del fuoco. Lo sguardo, inconsciamente, andò a cercare l'aspetto familiare di Saska tra la folla, se fosse stata presente, prima di posarsi sulla sovrana delle arpie, facendo una profonda riverenza.
"Vi ringrazio per il benvenuto anche a nome della mia Matriarca, Prima Silene, e personalmente per la guida che mi avete assegnato. La sua competenza e disponibilità mi sono state di notevole supporto durante la visita di un luogo così diverso dalla mia patria" Aveva già intuito dai discorsi fatti dall'alata corvina negli anni precedenti che nella società delle alate svolgere incorrettamente il proprio compito poteva avere serie conseguenze sociali, ci teneva invece a far fare una buona figura a quella che l'aveva seguita il giorno prima "Credo che il termine che ha usato Lady Saska fosse opprimente. E vedendo la vostra capitale capisco bene perché la nostra avesse fatto un'impressione simile. E' una città spaziosa, dove razze profondamente diverse possono vivere assieme, senza limiti sul vasto cielo; anzi, a voler essere totalmente onesti sembrano quasi due città impilate, una pensata per chi può volare costruita sopra ad una più adatta alle... ein'kethi mi pare le chiamiate... ma in entrambe le parti c'è modo per l'altra parte di arrivare, di svolgere i propri compiti e di soddisfare i propri desideri." Certo, se uno non fosse in grado di volare sarebbe una grande fatica frequentare le guglie della città alta, ma questo pensiero venne tenuto per se dall'incantatrice "Penso che avremmo molto da imparare dal vostro esempio, restando nei limiti di ciò che possiamo mettere in pratica. Tuttavia, per quanto mi piacerebbe parlare dell'architettura e della... rigida applicazione delle regole stabilite..." lo sguardo era fisso sulla regina, come per ostentare spavaldamente l'assenza di timore nei confronti delle altre presenti "Immagino sia di vostro interesse parlare di faccende più ufficiali riguardo il futuro dei nostri rapporti; mi sbaglio?"
 

Silen

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Molti visitatori erano disorientati oltre che dalla folla di Alate che presenziava alle udienze anche dal fatto che non sembrava esserci alcuna distinzione apparente di rango: a differenza di quanto accadeva fra gli umani e gli stessi drow gioielli e abbigliamento erano parametri ingannevoli dato che le Alate non seguivano altra regola che il proprio gusto personale. La stessa Silene indossava abiti di buona qualità ma dal taglio semplice e le lamine di argento che ricoprivano gli artigli di mani e piedi erano un vezzo comune fra le Arpie.
Non c'era da stupirsi se il nuovo venuto si trovava in difficoltà, solo e sottoposto a tanti sguardi ostili. A dispetto di questo però Afya cominciava a notare un ordine, un silenzioso balletto sotto il quale si nascondeva un preciso ordine sociale. Aerianira ad esempio dopo averla accompagnata nella sala del trono si era mossa di lato per raggiungere le sue corraziali, le quali si erano subito scostate per lasciarle un posto in prima fila. Saska dal canto suo non era fra il pubblico ma poi Afya la scorse in compagnia di un gruppo ristretto di alate, in piedi alle spalle del Trono Alato, appena qualche passo dietro Silene. Piccoli indizi che erano pane per lo spirito di osservazione di una elfa scura per le quali le distinzioni sociali avevano una importanza assoluta.
La Prima annuì alle parole della drow e sorrise "Non ti sbagli. Per lungo tempo abbiamo trascurato l'un l'altro a causa di incomprensioni e della lontananza...e si anche del nostro disinteresse nei vostri confronti. Quanto stà accadendo negli ultimi anni d'altro canto stà evidenziando come le strade seguite dalle nostre nazioni presentano insospettati punti di convergenza. Avete molti nemici, Afya Sreen. Noi potremmo essere un amico potente che renderebbe la vostra posizione molto più solida. E voi d'altro canto avete abilità e peculiarità affascinanti, che ci sarebbero di grande aiuto nei nostri scopi. I vantaggi per entrambi sono evidenti, non trovi?"
 

Enichaos

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Afya fu rassicurata dal vedere Saska; si trovava alle spalle del trono, ed una posizione alle spalle era per i drow esclusiva delle persone più fidate, che spesso non comprendevano nemmeno i compagni di talamo. Per delle predatrici naturali come le arpie, non doveva essere una situazione dissimile: alle spalle voleva dire non solo nel punto cieco, ma anche esporre agli artigli affilati che ogni arpia possedeva i muscoli che permettavano il volo; sarebbe stato strano quindi che la posizione avesse un significato diverso per loro. Quindi, ancora una volta, l'unica vera chiave di volta di quella sala, era Silene stessa, che poteva controllare tutta la stanza dal suo trono. "Nonostante la scoperta di nuove terre, il mondo sembra essersi fatto più piccolo, Prima Silene. Per quanto per natura ci preoccupi essere sotto scrutinio di molte nazioni distanti, devo ammettere che alcune di queste attenzioni sono più gradite di altre. Kalassia non è certo l'emblema della stabilità, ma voi a differenza di altri ci avete teso una mano in soccorso, ed è nostro interesse ripagare al giusto modo ogni cosa." L'incantatrice riflettè per pochi istanti, prima di proseguire "Ho visto la vostra torre di magia, e ne ho percepito le energie mistiche... dubito che si stia parlando della nostra innata bravura nell'incantamento; stiamo parlando della nostra... discrezione quindi?" sorrise leggermente, certa della conferma dei suoi sospetti...

Scusa l'attesa, è un periodo complesso...
 
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