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SoHead: la community che alza la cornetta del telefono nel '98, quando avevi il 56k, facendoti crepare e perdere tutto il loot.

[TURNO 11] Anno 1298

Discussione in 'Report ed eventi' iniziata da Mikhail Mengsk, 11/11/2013.

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  1. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk MSPAINT OVERTYRANT Membro dello Staff Fantasy League

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    L'ASSEDIO DI AL-ANSAR

    Avendo la sua Orda raggiunto una notevole forza d'urto, e con ben quattro province sotto il suo controllo, Gatadai Khan si guarda intorno alla ricerca di nuove prede. Ce ne sono diverse abbordabili, ma è indubbio che il premio più ambito sia la potente Al-Ansar, la città che tuttora si vanta di non essere mai stata conquistata dagli Zhaki.

    Gatadai Khan inizia quindi a preparare la sua armata per l'impresa: il piano è di provocare una battaglia campale allo scopo di indebolire i difensori, e poi prendere d'assalto la città prima che questa possa rimpiazzare le perdite. Se il piano dovesse andare male, Gatadai è determinato a porre la città sotto assedio per tutto il tempo necessario.

    Tuttavia, il consiglio cittadino aveva numerosi informatori nel campo avverso, e le intenzioni del Khan furono ben presto scoperte. L'armata cittadina si guardò bene dall'uscire dalle mura, e l'armata Zhaki dovette prepararsi ad un lungo assedio.

    Dopo un paio di mesi, però, all'interno della città le discussioni si moltiplicavano. La città aveva enormi scorte di cibo, e poteva procurarsene altro mandando le proprie barche sul lago, ma non sembrava esserci una vera soluzione all'assedio dato che non si vedevano all'orizzonte alleati possibili in grado di rompere l'assedio. Oltretutto, l'assedio stava mandando in rovina le numerose famiglie nobili che prosperavano col commercio, e anche quelle le cui tenute agricole erano ora occupate dal nemico. Il tutto mentre l'Orda di Gatadai Khan non sembrava avere nessuna fretta, e anzi mostrava una certa perizia tattica erigendo fossati e terrapieni anche sul margine esterno dell'area di operazioni, mettendosi al riparo da eventuali assalti a sorpresa da parte di truppe che volessero "salvare" la città.

    Prima della fine dell'anno il partito degli scontenti riuscì ad ottenere una delibera che autorizzasse all'apertura di trattative con Gatadai Khan allo scopo di uscire dall'impasse.


    L'OCCASIONE GIUSTA

    Approfittando dell'assedio di Al-Ansar, l'Orda di Ganturath occupa velocemente la provincia di Madhur assicurandosene i ricchi raccolti agricoli.


    L'IMPERO COLPISCE ANCORA

    Come ampiamente previsto, l'Impero raccoglie le sue forze (fatte salve le forti guarnigioni lasciate a Regum ed Ermos) ed invade i territori dell'Orda di Voryan, dove l'armata imperiale viene affrontata dalla coalizione formata da Azog il Kapoguerra.

    Fortunatamente per l'Impero, Azog finisce col tradire la sua stessa tattica e gli eserciti sotto il suo comando si rinchiudono in tre campi fortificati, mentre Konrad cambia bandiera e si schiera al fianco degli Imperiali. Alla fine dell'anno gli eserciti di Varkazy, di Voryan e di Azog si trovano sotto assedio e con scarse possibilità di ricevere aiuti esterni, mentre le province di Fabria e Domatrum vengono occupate ed annesse all'Impero.
     
    Ultima modifica: 19/11/2013
  2. Mikhail Mengsk

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    EALSTAAN MOLHAWK

    Ormai famoso per le sue veloci incursioni, il condottiero Lucertoloide ne dà nuova prova con una scorribanda che lo porta ad attraversare nuovamente la città di Aggra-Rhaeghan (pagando) per poi irrompere nella Costa Asciutta dandosi al saccheggio. Prima che qualcuno possa reagire, l'armata di Molhawk è già diretta verso il Massiccio di Dravelia, dove fa perdere le sue tracce prima di ricomparire nella Foresta di K'tir con tutto il bottino ottenuto.
     
    Ultima modifica: 17/11/2013
  3. Mikhail Mengsk

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    EUAN IRONFIST

    Dopo anni di peregrinazioni ed imprese in terre lontane, finalmente il thane Euan Ironfist riesce a farsi notare dagli orgogliosi Nani del Patto di Narrond che, forse minacciati dal rinato Impero, gli chiedono di diventare loro Lord Protettore.

    Lusingato (e affamato di potere), il thane si mette immediatamente in marcia verso Ovest. Attraversando la ricca provincia di Vornus, tuttavia, non perde l'occasione di cercare di convincere i locali a porsi sotto la sua protezione. Incredibilmente, grazie ad un'eccellente parlantina, a banchetti luculliani, e all'indubbia superiorità militare, la manovra riesce: i nobili di Vornus fanno atto di sottomissione!

    Euan si presenta quindi a Narrond forte di una nuova conquista, ricchissima ed ottenuta senza spargimenti di sangue. La cerimonia di "incoronazione" fila liscia, e il novello Lord Protettore può già iniziare ad amministrare parte delle risorse delle province montane e a dare ordini alle truppe locali.

    A Vornus, tuttavia, il malcontento serpeggia fra i nobili minori, e i tributi dovuti vengono raccolti solo in minima parte. Anche a Lonkima c'è aria di insubordinazione: anche qua si notano gravi ammanchi nell'ammontare delle decime.
     
    Ultima modifica: 17/11/2013
  4. Mikhail Mengsk

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    SHIRAN SVENTRAGNOLL

    Perseguitato dai debiti, Re Shiran è costretto a stringere nuovi accordi col Bastione di Awar per tenere in piedi le sue finanze e finanziare il progetto di ripopolamento delle province abbandonate dagli Gnoll con i coloni Nani in arrivo. La manovra riesce, evitando la bancarotta per un altro anno, ma gli costa un'avventura militare nella Tundra di Baras allo scopo di riconquistarla e cederla gratuitamente al Bastione.

    Dopo aver venduto tonnellate di rifornimenti a Karak Lazhan, l'armata dello Sventragnoll si è quindi diretta a nord, entrando nella Tundra senza però avere più un Esploratore in grado di fare da guida. Com'era facile prevedere, l'armata è stata colta di sorpresa da un violentissimo assalto degli Axal locali.

    La neve scricchiola sotto le suole degli scarponi dei soldati di Shiran mentre marciano nella tundra gelata. La foresta innevata sembra risucchiare e attutire ogni suono dell'armata in movimento, creando un silenzio spettrale, fino a quando numerosi corni sconvolgono l'apparente pace. Gli Axal di Baras si riversano fuori dai nascondigli ed assalgono le truppe di Shiran, la cui Guardia Personale è assalita da 100 Lunghezanne e 100 Lanceri Axal. Fortunatamente per lui, la massa degli Stormbringers è troppo compatta e solida per il nemico, che riesce ad infliggere soltanto 55 perdite prima che la Guardia reagisca e lo spazzi via senza tante cerimonie.

    Il resto dell'armata se la cava peggio: i Cavalleggeri Zhaki sulla destra vengono assaliti da 250 Ferali che li fanno letteralmente a brandelli, senza lasciare vivo un solo Zhaki. Un reggimento di 350 Portalance viene attaccato sul retro da un branco di 250 Guardiani che si pianta come una lancia nel cuore della formazione Oghuz e ne fa strage, mandando in rotta i 60 superstiti.

    Gli Elfi Erranti vengono presi di mira dalle controparti Axal, che ne uccidono 106, ma il capitano dei mercenari reagisce con prontezza dirigendo il tiro di risposta. Gli Axal subiscono 80 perdite, e vengono poi messi in fuga dai Lemuri Infernali evocati intutta fretta dal mago di Shiran.

    Sul fronte si materializza una Brigata di 500 Guerrieri Sacri. Gli Spaccaferro di Shiran accettano la sfida e avanzano per intercettare la carica dei feroci Axal, riuscendo a fermarla. Nella mischia serrata cadono 340 Guerrieri Sacri e 166 Spaccaferro. La controcarica dà il tempo al resto dell'armata di riorganizzarsi ed affrontare gli altri nemici: i Guardiani vittoriosi vengono a loro volta messi in fuga dall'attacco combinato degli Sventratori e dei Lunghebarbe. Il colpo di grazia al loro morale viene però dato dal Lamento Lacerante lanciato dall'Arcimago Elpmilla.

    Rimasti soli, i Guerrieri Sacri vengono sbaragliati dagli Spaccaferro incitati dal loro Re, e i Ferali vista la disfatta si disperdono nella boscaglia.

    La vittoria, seppure ottenuta a caro prezzo, consente a Shiran di occupare la provincia e donarla agli emissari di Awar non appena questi si fanno vivi. Nonostante le perdite, alla fine dell'anno gli ammanchi di cassa porteranno alle dimissioni di vari membri del Seguito.
     
    Ultima modifica: 17/11/2013
  5. Mikhail Mengsk

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    ALFONSO DE LA CERDA

    Nonostante le insistenze dei suoi soldati, Alfonso non si sente ancora pronto per andare ad assalire Sarzema, e preferisce consolidare e ampliare ulteriormente le proprie conquiste.

    Per prima cosa nomina un Luogotenente, cui affida la difesa di Vsilla, dove costruisce anche un Tribunale e dove nomina un Alcalde (Governatore) per mantenere l'ordine in sua assenza, un nobile minore di nome Lucio Domiziano.

    Una volta sistemati gli affari interni, Alfonso conduce il suo esercito altrove. La prima tappa è Karak Marghost, dove vengono vendute enormi quantità di Rifornimenti e arruolate centinaia di soldati. Prossima meta la Foresta delle Pendici, formalmente sotto il controllo di Konrad von Carstein, che tuttavia è andato ad Ovest ad unirsi all'alleanza anti-Imperiale. I Diseredati saccheggiano la provincia e poi proseguono verso Oxma; la provincia, ormai praticamente disabitata, viene sottomessa senza problemi. Alfonso guida quindi le sue truppe a Boscoalto Orientale, dove però la popolazione non ha la minima intenzione di sottomettersi a lui. Anzi, i locali chiedono aiuto ai cugini di Boscoalto Settentrionale e preparano una trappola ai guadi del Fiume Nero, che l'armata di Alfonso dovrà attraversare. Per assicurarsi la riuscita dell'imboscata gli Elfi per prima cosa tendono un agguato all'Esploratore di Alfonso, uccidendolo, e massacrando gli Scinchi al suo servizio con azioni di guerriglia.

    Costretto ad avanzare alla cieca, Alfonso non può che cadere nell'abile trappola degli Elfi.

    L'armata dei Diseredati si prepara a guadare il Fiume Nero, in un tratto attraversato da due piccoli guadi. Alfonso sceglie di non rischiare, e piazza Elfi e Balestrieri sulla riva pronti a fuoco di copertura intanto che 100 Guerrieri Saurus e 800 Guardie del Corvo si preparano a guadare il fiume. Sembra tutto tranquillo, finché dal bosco sulla riva opposta arrivano salve di dardi a colpire Balestrieri e Elfi Erranti, uccidendo 350 Elfi e spazzando via i Nani. Il fuoco di risposta è disordinato ed inefficace a causa dell'efficace copertura data dagli alberi agli aggressori.

    Saurus e Guardie del Corvo tentano di attraversare i guadi di corsa per arrivare addosso al nemico, ma vengono inchiodati dal tiro di altri arcieri nascosti. Le Guardie subiscono 208 perdite ma non mollano e continuano ad avanzare, mentre sulla riva opposta appaiono due reggimenti da 200 Lanceri Elfi che bloccano i guadi. Un'altra salva di frecce massacra i Saurus e fa altri 200 morti agli Erranti e 188 alle Guardie. Gli Erranti stavolta riescono a centrare 100 arcieri nemici col tiro di reazione, ma alla fine le perdite sono eccessive e l'unità si disperde.

    Furioso, ALfonso ordina ai Golem di Ferro e ai Kroxigor anfibi di saltare in acqua e guadare il fiume a nuoto per impegnare il nemico, mentre Spaccaferro e Soldati del Clan si apprestano a dare manforte alle Guardie del Corvo decimate. Queste riescono finalmente ad arrivare sulla sponda opposta ed ingaggiare i lanceri, ma vengono caricate sul fianco da 200 Guerrieri Danzanti. Nella mischia cadono 183 guardie, 63 lanceri e 100 Danzanti. L'unità resiste a stento, ma in suo soccorso arriva la potente magia del Mago Kootal, che riporta in vita 100 soldati.

    Gli Spaccaferro intanto iniziano il guado, e vengono bersagliati dai tiratori nemici, che ne abbattono 110. Ciò tuttavia non ne smorza l'impeto, che li porta sulla riva opposta e in mischia con i Lanceri. Anche stavolta però dalla boscaglia emergono 200 Guerrieri Danzanti che investono sul fianco i Nani. Questi, però, sono di ben altra pasta rispetto alle Guardie: si chiudono a quadrato e spazzano via entrambe le formazioni in una cruenta mischia nella quale perdono solo 92 soldati. Il primo guado è in sicurezza, e Alfonso benedice la scorza dura dei Nani. Va molto peggio ai Soldati del Clan che accorrevano in aiuto delle Guardie del Corvo: due salve di frecce massacrano i Nani prima che arrivino a dare manforte alle Guardie.

    Finalmente, Golem e Kroxigor emergono dalle acque ed impegnano il nemico. I lenti Golem riescono a mettere le mani sui Guerrieri Danzanti solo perché questi stavano combattendo praticamente sul ciglio del fiume contro le Guardie del Corvo. La mischia è brevissima: i possenti costrutti fanno strage dei fragili elfi e mandano in rotta i superstiti, prendendo poi posizione accanto ai soldati di Alfonso. Dalla parte opposta i Kroxigor fanno sfoggio di rapidità e ferocia addentrandosi immediatamente nella boscaglia e sorprendendo un reggimento di 350 Arcieri Elfici che viene fatto letteralmente a pezzi dai bestioni.

    Proprio mentre sembrava mettersi tutto per il meglio per i Diseredati, nuovi nemici emergono dalla foresta: 300 Spadaccini freschi impegnano i già stanchi Spaccaferro, e li abbattono in gran numero. Nella sanguinosa mischia cadono infatti ben 125 Nani, anche se 198 Elfi restano anch'essi al suolo, morti o feriti. La Brigata di Guardie del Bosco guidata dal comandante elfico ordina di tirare sui Kroxigor, che vengono spazzati via. Gli ultimi Arcieri Elfici tirano contro i Golem di Ferro che avanzano contro di loro, ma ne abbattono solo 5 prima che la ferrea formazione si abbatta su di loro come una frana di macigni, decimandoli e disperndendoli.

    Vedendo un'apertura, Alfonso manda gli Ussari a guadare il fiume ed impegnare le maledette Guardie del Bosco causa di così tante perdite. Il fango del guado, tuttavia, rallenta i cavalieri e li fa arrivare alla mischia impreparati. Il combattimento è quindi equilibrato, e anzi gli Elfi riescono a chiuderlo in vantaggio, abbattendo ben 333 Ussari al prezzo di "solo" 250 Guardie. Altrove, tuttavia, l'armata di Alfonso riesce finalmente a prendere saldamente possesso dei guadi grazie alla vittoria delle Guardie del Corvo e degli Spaccaferro sui loro avversari, che vengono messi in rotta.

    Ringalluzziti dal successo delle forze alleate, gli Ussari tentano un nuovo assalto, ma vengono respinti, e sono costretti alla fuga nonostante stavolta abbiano inflitto più perdite di quante ne abbiano subite. La carica degli Ussari impedisce però alle Guardie del Bosco di ritirarsi in tempo quando i Golem di Ferro si fanno sotto, riuscendo a mettere le mani addosso ai fragili elfi e a ridurli ad una distesa di arti strappati e corpi maciullati, di fatto concludendo la battaglia.

    Boscoalto Orientale cade quindi nelle mani di Alfonso De la Cerda, ma il prezzo è stato altissimo, e il morale delle truppe è decisamente basso. I veterani mugugnano che i caduti sono morti invano, mentre invece sarebbero potuti perire onorevolmente cercando di prendere Sarzema, piuttosto che una pulciosa e povera provincia elfica.
     
    Ultima modifica: 19/11/2013
  6. Mikhail Mengsk

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    SILENE L'ARPIA

    Inizialmente, l'enorme afflusso di Goblin in fuga dalle stragi degli Zhaki sembrava giocare a favore della famelica arpia che serrava i Colli Grigi nelle sue grinfie. Se prima dell'arrivo dei profughi era inevitabile spostarsi in aree più ricche per mantenere il proprio esercito e magari ampliarlo, dopo la migrazione la popolazione era talmente cresciuta da poter garantire un discreto afflusso di denaro nelle casse di Silene, che quindi decise di annettere formalmente la provincia.

    Purtroppo, i profughi si erano portati dietro le loro armi durante la migrazione, quindi quando Silene decise di fare un giro dei suoi nuovi possedimenti i Goblin colsero la palla al balzo ed assalirono la colonna di soldati che difendeva l'arpia. Sopraffatti dal numero degli aggressori, i soldati di Silene caddero uno ad uno. Persino il potente Chierico che l'aveva riportata in vita dovette soccombere ai Goblin, incapace di concentrarsi in mezzo al caotico combattimento. Silene tentò allora di levarsi in volo e sfuggire alla trappola, ma diverse decine di arcieri stroncarono il tentativo sul nascere. Pochi minuti dopo, tutti i soldati giacevano morti al suolo e il cranio dell'Arpia faceva bella mostra di sé sulla picca del Kapoguerra scelto dai rivoltosi. Il resto dell'armata di Silene, una volta saputa la sorte del loro condottiero, si diede alla fuga. I Colli Grigi tornavano indipendenti.
     
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    GADAT-BULBAI

    La sconfitta dell'anno precedente si rivela troppo pesante per permettere all'ambizioso Khan di continuare la sua campagna di conquista. In seguito a numerose contestazioni fra i vari capi dei reggimenti al suo servizio, Gadat-Bulbai è costretto a ritirarsi nella Grande Steppa ed a rinunciare ai suoi progetti per le Terre Libere.
     
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    BALON IL PAZZO

    Forse soddisfatto dei risultati finora ottenuti, Balon si limita all'ordinaria amministrazione, e dal Nord non arrivano notizie degne di nota se non il ritorno dell'armata reale e della flotta principale nella capitale. Logos viene lasciata sostanzialmente a sé stessa, la popolazione tradotta in massa a Vas Aegrin; sull'isola vengono lasciati solo alcuni pescatori cui viene affidato il compito di portare il pescato a Vas Aegrin e tenere d'occhio le acque circostanti. Si segnalano diversi contatti diplomatici con la storica alleata Gramlund: si vocifera di un'imminente matrimonio fra il Re della città e una cugina di Balon.
     
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    BEHOREN STONELEG

    Terminata la minaccia di Gadat-Bulbai a sud, morta Silene l'Arpia, e con Molhawk rifugiatosi tra gli Elfi, finalmente l'alleanza Behoren-Osman può muoversi liberamente. Sorprendentemente, però, l'offensiva dei Nani non va a colpire Massoud Al-Sadat, ben piazzato ad Al-Bakhra. La forza armata dei Nani del Sud si schianta invece contro la città Ogre di Aggra-Rhaeghan, da sempre spina nel fianco dei Nani Rossi e un obiettivo sicuramente più abbordabile rispetto alla ben difesa Al-Bakhra.

    Gli eserciti condotti personalmente da Behoren Stoneleg ed Osman Pugnodipiombo si riuniscono nella Costa Asciutta (appena saccheggiata da Molhawk) e marciano a tappe forzate contro la città degli Ogre, prendendola totalmente di sorpresa. L'assedio è breve e feroce: le macchine d'assedio dei Nani sbriciolano le mura, e fiumi di soldati pesantemente corazzati sciamano nelle strade. Gli Ogre sfruttano al massimo la possanza dei loro guerrieri, ma sono costretti a rifugiarsi nella fortezza che domina il porto mentre gli assalitori occupano il resto della città.

    Malgrado le pesanti perdite, alla fine dell'anno la città è ufficialmente passata sotto il controllo di Behoren, con gli Ogre assediati e sotto pressione. Resta da vedere se questi accetteranno una resa onorevole o costringeranno i Nani ad un'ultimo sanguinoso assalto. Tra l'altro, la popolazione è assolutamente ostile ai Nani, e gli Ogre delle Colline di Erkhat stanno già fortificando i passi di confine e (pare) preparando una spedizione di soccorso.

    Nel frattempo, però, le province più lontane dell'ex regno di Behoren manifestano l'intenzione di tornare indipendenti, ed entro la fine dell'anno il controllo di Behoren su di esse è praticamente nullo.
     
  10. Mikhail Mengsk

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    MASSOUD AL-SADAT

    Ancora in attesa dell'assalto del rivale, Massoud continua a solidificare la sua presa su Al-Bakhra. I sostenitori di Behoren, infatti, sono ancora ben presenti nella città, e alcune famiglie nobili invocano apertamente il ritorno del loro Re. Massoud reagisce prontamente e con durezza, imprigionando i nobili insubordinati e confiscando i loro beni; fra le famiglie più colpite quella dei Martell, che aveva ricevuto numerosi incarichi sotto Behoren Stoneleg.

    Massoud non si limita però alla repressione: ingenti donativi al Clero, discorsi propagandistici e religiosi, e diverse distribuzioni gratuite di generi alimentari alzano decisamente la fedeltà dei cittadini, che iniziano a vedere generalmente di buon occhio il cambio di regime. E' comunque come sempre decisiva l'azione dei sacerdoti del Culto della Luce, che appoggiano fortemente la guida di Massoud e tornano a proporgli una cerimonia di beatificazione e cosacrazione nel Grande Tempio, e l'inizio di una Santa Crociata contro l'Imperatore Morto che regna a nord.

    Nel frattempo, Behoren Stoneleg fa finalmente la sua mossa, ma invece di schiantarsi contro le potenti difese di Al-Bakhra unisce le forze a quelle dei Nani Rossi ed espugna Aggra-Rhaeghan. Approfittandone, Massoud lancia un attacco contro la provincia di Zenghad con una piccola armata agli ordini di un suo Luogotenente. La provincia viene rapidamente sottomessa. La conquista, insieme al sostanziale disiteresse di Behoren verso i suoi vecchi dominii e la sua incapacità di difenderli dalle incursioni (come l'ennesima scorribanda di Molhawk) causano la defezione di Ollaria e Sengath, della quale presumibilmente Massoud dovrà prima o poi approfittare.
     
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    KONRAD VON CARSTEIN

    Il 1298 vede Konrad tornare alla ribalta, ma per una serie di ragioni del tutto imprevedibili. Sembrava infatti che il condottiero pazzo avesse aderito alla causa di Azog il Kapoguerra, che stava riunendo una potente forza combinata allo scopo di fronteggiare l'Impero del Corvo, ma alla prova dei fatti Konrad si è schierato a sorpresa dalla parte di quest'ultimo. Fatto ancora più eclatante, l'Impero ha accettato la defezione ed anzi ha affidato a Konrad l'assedio di uno dei campi fortificati nelle quali le truppe coalizzate si sono (un po' scioccamente) rinchiuse. Tuttavia, i suoi possedimenti del Bosco delle Pendici vengono saccheggiati dal warlord Alfonso De la Cerda, che approfitta della sua partenza per fare bottino a spese dei suoi sudditi.
     
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    AZOG IL KAPOGUERRA

    Proveniente dalla conquista di un nuovo piccolo impero personale subito dopo la sua "resurrezione", Azog non si contenta però di questo, e dà nuovamente prova di audacia rispondendo alla richiesta di aiuto dell'Orda di Voryan e formando una coalizione anti-Imperiale alla quale si mette sostanzialmente a capo. L'idea è quella di coalizzare i Goblin di Varkazy, l'Orda di Voryan, le truppe di Konrad von Carstein e quelle di Azog in una muraglia contro la quale il previsto assalto Imperiale avrebbe dovuto infrangersi come un'onda.

    Prima di partire, però, è imperativo consolidare le conquiste appena fatte. A tale scopo Azog si fa incoronare Re del Nord con una corona di rami di alberobianco e dota la sua nuova armata di un nuovo sgargiante vessillo. Ufficializzata la sua reggenza, forma una piccola armata alla cui testa pone il fido Luogotenente Udrak, con l'incarico di fare un rapido giro delle province per riscuotere i tributi e sedare le voci di rivolta che si diffondono soprattutto fra gli Unghar.

    Una volta terminati i reclutamenti, attraversa le terre di Euan Ironfist (previa accordo diplomatico) e si pone alla testa delle truppe della calizione a Domatrum. Le quattro armate iniziano quindi a costruire un sistema di fortificazioni composto da trincee, pali acuminati e terrapieni che nelle intenzioni di Azog dovrebbero essere presidiate dai suoi tiratori allo scopo di dissanguare le truppe imperiali prima che si arrivi al contatto fra le prime linee, mediante una tattica di ritirata a scaglioni. Dietro di esse, ad una certa distanza, Azog fa costruire dei campi fortificati come ultimo rifugio in caso di sconfitta.

    Il piano è ottimo, sulla carta, ma viene totalmente vanificato da una decisione incomprensibile. Inizialmente, infatti, le cose vanno come previsto: le truppe imperiali avanzano lentamente verso le fortificazioni, subiscono perdite e sono costrette a rallentare ancora e ad occupare le linee difensive una alla volta perdendo slancio e compattenzza mentre i tiratori della coalizione si ritirano velocemente. Proprio quando sembra concretizzarsi l'occasione per la battaglia in campo aperto, Azog ordina alle armate di rimanere nei campi invece di uscire e affrrontare le scompaginate truppe imperiali in battaglia!

    Una volta occupata l'ultima linea difensiva, gli Imperiali si rendono conto della situazione. Non vedendo alcun motivo per prendere d'assalto i campi dove le truppe nemiche si sono rinchiuse da sole, i generali dell'Impero schierano le proprie truppe intorno ad essi, iniziando le operazioni d'assedio. All'interno dei campi i coalizzati non possono far altro che osservare il nemico mentre converte le loro stesse trincee in opere difensive a copertura delle macchine d'assedio che iniziano a venire costruite a distanza di sicurezza, mentre i legionari si schierano a loro difesa. La Coalizione si è messa in trappola da sola, e le scorte di rifornimenti basteranno per un anno solamente. Nel frattempo, la cavalleria dell'Impero conquista velocemente Fabria.

    E le brutte notizie non sono certo finite: Konrad von Carstein, infatti, si è schierato dalla parte dell'Impero in un tradimento sicuramente già concordato con essi, e la notizia dell'intrappolamento di Azog fa aumentare l'agitazione nei suoi possedimenti, dove gli Unghar tramano ai suoi danni.
     
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