• Ai compagni fedeli alla linea ci servono ancora i vostri soldi... per il rinnovo del server. Grazie dell'obolo

  • Famo partì sto fantacalcio. E' tempo di rosicare
  • E' resuscitato il vecchio gdr Cyberpunk, controlla nell'Antro dei Nerd, barbone.

Diplomazia Luna d'Argento

Last Century

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Con la guerra conclusasi e con la crisi completamente rientrata, seppur a caro prezzo, l'Unione restava viva e vegeta al confine del Principato. Sebbene nessuno covasse particolari rancori nei riguardi delle scelte prese dal Direttorio precedente, oramai in catene alla Bastiglia, il nord intero aveva subito una brutta battuta d'arresto, politico e morale, con quello che era avvenuto. Di vincitori, a guardar bene - e a dir di Carnil - non v'era stato che il Consiglio del Giudizio e tutti i Caduti asserragliati oltre le lande dei viventi, nessun'altro. Se non altro, ed era l'unica consolazione materiale, quel conflitto mai divenuto tale aveva risparmiato la vita di migliaia di persone e posto fine in essere a delle crisi intestine di dubbio e mala fiducia tra i figli di Gallean nel loro insieme. Certo le cose erano peggiorate e di sentenze ne erano state sputate molte, ma niente aveva sconfinato l'irreparabile. L'unione esisteva ancora, sebbene in dimensioni ridotte rispetto al violento espansionismo precedente, e la speranza di sopravvivere ai giorni a venire era tutt'altro che remota, con un Konrad pago delle sue conquiste ed un Carnil felice di aver messo in sicurezza Almarillan una volta per tutte, isolandola dalla sua precaria posizione di confine. Erano rimasti solo gli attriti e gli screzi a incrinare le possibilità di ripartire ed il principe, non volendo perdere l'occasione, si era subito messo in marcia per raggiungere l'oramai confinante capitale dell'Unione, così da conferire col nuovo Direttorio e porre le basi per una futura - e auspicabilmente priva di mezze verità e non detti - convivenza.

Si presentò dopo essersi fatto annunciare, nei giorni precedenti, scortato da un nutrito seguito di soldati armati alla leggera. Non temeva tanto per l'Unione, che sapeva non costituisse minaccia alla sua persona, quanto per la vicinanza di Lady Vasthi ed il concreto rischio che si fiondasse all'improvviso in qualche incursione brigantina. Una volta presentatosi e fattosi riconoscere, chiese formalmente di poter conferire col direttorio o, più propriamente, con il portavoce dello stesso. Dubitava di voler apparire in una seduta plenaria del nuovo consiglio, anche perché giusto in quel momento si stava formando la nuova classe politica e la situazione doveva essere, a naso, più confusa e complessa di quello che la presenza del signore del Minnonar avrebbe richiesto.


Mandò a dire che avrebbe atteso nella locale ambasciata Eldar chiunque avesse avuto modo e maniera d'incontrarlo, così da non creare scompiglio.

@Silen GdR per alzare le relazioni con l'Unione e discutere del futuro.
(Si lo so che sei impegnato e te sto a riempì di GdR chiedo scusa)
 

Silen

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Passarono alcuni giorni prima che una delegazione carandorana si recasse all'ambasciata di Minnonar: come giustamente Carnil aveva presupposto erano giorni di grande confusione a Gwaith'Ost: l'intero Driettorio in carica era stato deposto e fatto prigioniero da una potenza straniera, evento senza precedenti nella storia dell'Unione, e i vertici militari, privati della loro figura più di spicco, sembravano depressi quanto la stessa amminsitrazione civile. L'incertezza era aumentata dal fatto che pur avendo detto esplicitamente nei trattati di pace che avrebbero sovrinteso alla nomina del nuovo governo, nessuna delle potenze che avevano imposto la apce all'Unione aveva ancora reso palese la propria volontà (GdR off: e si, @Redual , @Abyssien , @T.k.D , @Last Century parlo con voi, lol. Io mi aspettavo che avreste detto qualcosa sulla nomina del nuovo governo e invece niente...)

E così a presentarsi a Carnil furono i rappresentanti del governo provvisorio dell'Unione, una coppia invero bizzarramente assortita: un elfo e un umano, entrambi abbigliati in paramenti sacerdotali. Uno, Alexis Morgraine, era una figura nota essendo stato membro del Direttorio precedente a quello presieduto da Arminas e prima ancora diplomatico e ambasciatore presso diverse nazioni di Ea. Ormai anziano, i capelli completamente canuti aiutava il suo passo incerto con un bastone da passeggio dal pomello elaborato ma a dispetto dell'età avanzata i suoi occhi castani erano vivaci e inquisitivi. Lo accompagnava un elfo allampanato relativamente giovane per la scala dei primogeniti: un "elfo novus" della politica carandorana che si presentò come Elivril Eldrinn. Un terzo elfo dall'aria truce e taciturna, che venne annunciato come Meith Waladrel, completava il terzetto di inviati "Ma io sono qui solo come scorta" disse cupamente quest'ultimo.

Ma va, i role sono uno dei pochi divertimenti che mi distraggono XD
 

Last Century

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Quando i tre inviati vennero annunciati Carnil fece subito portare del vino speziato per allietare il palato, alzandosi nell'attesa che venissero fatti entrare nella sala dei ricevimenti. Essa, nell'ambasciata, era relativamente piccola e poteva ospitare al massimo una dozzina di persone - seppur comodamente - con annesso spazio per camerieri e domestici. Gli addobbi interni ed i decori erano stati lasciati originali, esattamente quelli trovati quando l'ambasciata si era insediata mesi prima, mentre alle pareti l'unica cosa che spiccava più delle altre era l'arazzo blu minnonarense che dominava il muro alle spalle del Principe. Quando finalmente li vide entrare, accompagnati da un attendente - che li presentò - sorrise e fece cenno di accomodarsi.

«Prego, signori, accomodatevi. E non c'è problema sire Waladrel, prendete posto anche voi se gradite.» esordì.
«Spero di non avervi trovato in un momento sgradevole, o di essere capitato in modo da rubarvi troppo tempo ai vostri compiti. Sfortunatamente la situazione col vecchio Direttorio è stata relativamente drammatica e mi stava a cuore premurarmi delle condizioni dell'Unione.» nel frattempo arrivò il vino, versato da una giovane eldar a tutti, inclusa la guardia del corpo.
«So e immagino che molti nutrano dei rancori per la scelta di aver richiesto Galadrian come risarcimento di guerra, e di questo mi dispiace, anche se il momento era periglioso e la fiducia mancante. Non so se posso chiederlo, ma cercate di non biasimarmi: Almarillan è caduta già una volta per mano straniera, non ero disposto a vederla a rischio di nuovo. Sono qui anche per porre rimedio, quantomeno morale, a quanto è successo e lasciarci alle spalle in maniera definitiva i dissapori del conflitto. Sappiamo che Vasthi sta muovendo di nuovo contro i vivi ed è solo questione di tempo prima che tutti i Caduti, in forze, franino contro di noi. L'albero della vita ha i giorni contati e non possiamo farci trovare divisi dal dubbio quando il momento arriverà.» spiegò, bevendo un sorso di vino per umettarsi le labbra.
«Il primo segno di buona volontà che posso darvi, già da subito, è quello di non perorare particolari ingerenze sul nuovo Direttorio. Basta che i nuovi candidati siano retti, onesti e non confabulino più omettendoci informazioni vitali. Il mio disprezzo e astio va a chi ci ha deliberatamente taciuto cose e questioni in cui persino una matrona Drow è stata più onesta.» sospirò. «Non contro chi si è trovato nel fuoco incrociato di strane macchinazioni politiche.»

«A tal proposito, per quello che può valere, stiamo trattando i residenti di Silvermoon nel modo più equo possibile e come cittadini a tutti gli effetti già da subito. Chiaramente il malumore è forte, ma un gesto distensivo è senz'altro il modo migliore per iniziare a riaprire i dialoghi.»
Si passò una mano sulla barba, pensoso. «Ditemi, miei signori, la situazione quanto è grave? So che il vecchio governatorato non ha badato a spese folli pur di assemblare un esercito mostruoso per numeri e mezzi, ho constato coi miei occhi quanto vuote fossero le case di Silvermoon e di Gwaith'Ost. Ma voglio sentire da voi, anziché andare a tentoni, a che punto è l'Unione.»
 

Silen

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Elivril Eldrinn unarcò un sopracciglio con aria scettica "La situazione è quella che si può aspettare da una nazione travolta da eventi infausti" disse in tono piuttosto asciutto "Carandor si è dissanguata per strappare territori al Consiglio del Giudizio: ora non solo tutte quelle conquiste sono andate perdute ma siamo stati costretti a cedere Silvermoon, una città molto sviluppata in un territorio che è sempre stato nostro. La gente pensa che tutti gli sforzi e il sangue versato siano serviti solo ad ingrassare i nostri vicini. C'è una grande amarezza."

"Amarezza accentuata dalla umiliazione di arrestare l'intero Direttorio come se si trattasse di criminali comuni" aggiunse Alexis Morgraine in tono rattristato, come se stesse commentando la malvagità del mondo "Lanthalas e Lantrilaq hanno fama di essere irruenti e Lantrilaq in particolare di essere un pò pazzo, è possibile, anche se ancora stento a crederlo, che abbiano compiuto qualche gesto avventato. Ma Toruviel? Dritta e orgogliosa come un fuso e la nostra miglior generale ora che Galadriel Anth è morta. E non ho mai conosciuto una persona più onesta di Arminas Silverleaf eletto unanimamente presidente del Direttorio. E che dire del povero Aymar Van der Decken?" l'anziano scosse il capo "conosciamo il Regno della Tempesta e non ci aspettiamo di rivedere vivo nessuno di loro. E l'Unione potrebbe non riprendersi mai più dal colpo."
 

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«Immaginavo che fosse questa la situazione.» confermate le sue supposizioni il principe si fece pensoso.
«La situazione non è delle migliori, e lo riconosco, così come è drammatico quello che è accaduto alla vostra gente. Non sono qui a far colpe e colpevoli, se fosse stato per me sarebbe bastato semplicemente deporre il Direttorio precedente o lasciare che voi stessi trovaste chi aveva complottato con il drow traditore per rubare la lacrima.» spiegò. «Certo la mia parola aveva un peso relativo, specie su quella del Duca Konrad. Ora la situazione è diversa e senza quei vincoli posso prendere posizioni più accomodanti che non siano così aspre nei vostri confronti. E ho intenzione di farlo, beninteso, dopotutto è per questo che sono qui.» bevve un altro sorso di vino.
«Quando Elenwen venne deposta e uccisa la situazione nel Minnonar era infinitamente peggiore della vostra. E da parte dei nostri vecchi alleati non è arrivato se non silenzio, quando non proprio minacce a mezza bocca. Quindi capiamo bene la situazione e non ho intenzione di ripetere l'esperienza toccata a noi. Per questo ho lasciato intonse tutte le nostre attività commerciali e la nostra ambasciata.» fece una breve pausa, dondolando la testa con quel fare meditabondo, seppur non confuso, che lo aveva contraddistinto sin dall'inizio della discussione.

«I miei uomini sono stati gli unici, ad eccezione della Contea, a schierarsi al vostro fianco contro i morti. Numerosi sono stati i consigli sul non farlo, sull'idea che fosse un suicidio, ma essendo che siamo un unico popolo, seppur con le dovute differenze con cui abbiamo stabilito i nostri stati, ho comunque deciso di rischiare.» annuì. «Calarel non era... felice di perdere uomini a questa maniera. Ma ha combattuto duramente per mesi, salvando più volte la situazione all'undicesima ora, specie quando i vostri generali non erano propensi a discutere o parlare. Ma non è tutto perduto, affatto. L'Unione si è comunque ampliata nei suoi confini naturali e, questo posso promettervelo, non avrà più problemi né da parte nostra né da parte del Duca. Guardo più con timore Vasthi a onore del vero, e penso che presto o tardi scoppierà di nuovo un conflitto con la traditrice. Un conflitto da cui, mi auguro, riuscirete a trarre il massimo vantaggio sia politico che territoriale.»

«Non c'è da disperare, per quanto la situazione sia drammatica. Io posso darvi, pubblicamente, una garanzia di sicurezza e spingere affinché il nuovo Direttorio sia liberamente eletto, senza ingerenze da parte di nessuno. So che Re Dedric è... intollerante a queste cose, così come lo era suo padre, ma dubito abbia intenzione di rendervi dei vassalli come è toccato a noialtri. Con un poco di tempo la fiducia si ricostruisce e il morale aumenta. Se posso fare qualcosa, per voi, che non rivolva sulla questione di Silvermoon, non avete che da chiedere, posso vedere di trovare un accomodamento di qualche tipo.»
 

Silen

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"Quello che potreste fare, Principe Carnil, è provare a intercedere presso il Regno della Tempesta perchè ci restituisca almeno Toruviel, Arminas ed il povero Aymar. La loro carriera come membri del Direttorio è ormai finita ma restano pur sempre i maggiori esperti nei rispettivi campi e grazie a loro potremmo se non altro essere più preparati a ciò che ci aspetta" disse l'anziano Alexis Morgraine "vorremmo inoltre capire quali sono le intenzioni nei nostri confronti. Voi, principe, affermate di non volere interferire nel nuovo Direttorio ma si può dire lo stesso dei Frostlings, del Duca e del Re della tempesta? Nelle trattative di pace è stato detto esplicitamente che essi intendono tenere sotto sorveglianza il nostro governo e questo è fonte di ulteriore incertezza. Come possiamo eleggere i nuovi direttori se su di noi incombe la spada di Damocle di un parere negativo da parte delle potenze che ci hanno sconfitti?"

"Le vostre assicurazioni, principe Carnil, purtroppo non valgono molto" rimarcò Elivril Eldrinn "le nostre enclavi sono perdute: Kalassia ha già annunciato che invaderà le due province che avevamo occupato, proprio grazie a loro fra l'altro, e non non siamo certo in grado di difenderle. Quanto al territorio a sud, abbiamo perso le comunicazioni ormai da due anni. E' ragionevole considerarli a loro volta perduti, quale sia il loro fato. Quindi no, non abbiamo avuto alcun ampliamento da questa lunga guerra, anzi le nostre perdite stanno raggiungendo proporzioni disastrose. E come se non bastasse, se Vashti dovesse decidere di attaccarci la resistenza che potremmo opporre sarebbe assai scarsa. Carandor è sempre stata il bastione del nord contro i non morti ma ora voi stessi avete distrutto questo bastione e quello che accadrà ora è nel grembo degli dei."
 

Last Century

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«Posso... provare ad intercedere con Re Dedric.» rispose, per niente convinto però di avere delle reali possibilità. «Ma se è della stessa risma di suo padre, beh, temo di poter fare molto poco. Fosse dipeso da me avrebbero semplicemente potuto dimettersi e continuare a vivere la loro vita nell'Unione, ma Dedric è di tutt'altro avviso.» poi, a bassa voce, aggiunse. «E non è che non possa biasimarlo. So che voi non avete le rispose a ciò che il vecchio Direttorio aveva intenzione di fare, ma se proprio volete salvare qualcuno dei vostri la cosa migliore che potete fare è avviare una indagine interna per capire chi, materialmente, ha commissionato il furto della Lacrima da Kalassia.»

Poi, bevendo un altro sorso di vino, proseguì. «Sarebbe anche bello sapere cosa, di preciso, c'era in ballo con la questione della Lacrima stessa. Sì, sappiamo che aveva a che fare con Vasthi, ma dopo tante bugie ho iniziato ad avere il fondato sospetto che non fosse un semplice "modo per disfarsi di lei" quanto qualcosa di molto più pericoloso. Già avere la certezza di queste informazioni potrebbe aiutare un minimo a spiegare a Dedric chi sia il reale colpevole. Qualche testa cadrà, senz'altro, ma in una situazione come la vostra non si può fare molto di più. E non è che possa fare io materialmente qualcosa dall'esterno.» spiegò.

«Per i territori, onestamente, la scelta del Direttorio è stata a dir poco azzardata. Un conto è tenere aperto il dialogo con i figli di Llorath, un conto è arrivare a intesserci una relazione di quel tipo. Era chiaro e palese che in capo a poco tutto sarebbe crollato. Sono regioni distanti, inservibili. E quelle in mezzo al Matriarcato sono persino più in pericolo di quelle nell'estremo meridione. È stato un esperimento, un tentativo encomiabile, ma che era destinato a finire prematuramente. Tutti, alla mia corte, erano sconcertati quando d'improvviso l'Unione si è accordata col Kalassia per quelle regioni, e tutti credevano in egual misura che la cosa sarebbe durata poco.» guardò alternativamente i due delegati, pensoso. «Ad onore del vero è durata più di ogni nostra rosea aspettativa, di questo va dato atto al vecchio consiglio.» affermò.

«E sì, so che adesso la situazione è difficile, ma se siamo risorti noi dopo la guerra nulla vieta a voi di fare altrettanto, specialmente perché i vostri alleati vi circondano e possono supportare in qualsiasi momento. Avete un solo confine problematico, quello con Vasthi, e ho già proposto a Dedric e al domino frostlings che, in caso di guerra, la cosa migliore sarebbe quella di cedere le terre della caduta direttamente a voi. O almeno la maggior parte. Questo non compenserebbe forse il dolo subito, ma è senz'altro una prospettiva allettante, visto che penserò personalmente - e su questo avete la mia parola - a dissuadere il Duca Konrad da fare altre... azioni negative nei vostri riguardi.»
 

Silen

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"Vorremmo avere il vostro stesso ottimismo, Principe" disse ancora Elivril "perdonatemi se parlerò con schiettezza e vi dirò che dopo quanto accaduto non ci sentiamo circondati da 'alleati'. Speriamo ardentemente che la situazione prenda una piega positiva...al momento l'unica certezza è che Vashti stà dando segni di irrequietezza e temiamo che un suo attacco sia imminente; specialmente se è vero che l'Albero della Vita è ormai secco e avvizzito, una cosa che noi di Carandor ci siamo battuti per evitare" il giovane elfo sospirò "recriminare è inutile, lo so, ma questa vicenda è venuta a vantaggio solamente dei non morti, lo avete detto voi stesso. Ripartire non sarà facile."

"Creare delle enclavi lontane dal corpo principale della Unione era una delle idee di Lanthalas" aggiunse Alexis Morgraine "una idea ardita e che sembrava avere successo anche se la guerra ha reso drammaticamente evidente quantof ragile fosse il colelgamento fra noi e queste regioni lontane. Eppure non posso che dolermi del fallimento di questa iniziativa" l'anziano delegato scosse il capo "posso dirvi conc ertezza che l'idea di trafficare con la Lacrima veniva da Lantrilaq. Non ci crederete ma la sua speranza era di scoprire un modo di utilizzare la stilla di potere divino della Lacrima per riconquistare Vashti alla causa dei vivi annullando il Dono Oscuro di Tiamat e riprotandola alla vita." il vecchio scosse nuovamente il capo "Non so se fosse veramente possibile o se fosse solo il sogno di un pazzo. Ma tant'è: non lo sapremo mai."
 

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«La frustrazione è comprensibile, signori. Non preoccupatevi di sfogare le vostre preoccupazioni. E capisco anche la mancanza di fiducia. E' il motivo per cui sono qui, dopotutto. Non sono certo venuto solamente a dirvi belle parole, sto anche approntando l'esercito per venire in vostro soccorso qualora la situazione lo richieda - e so che lo richiederà - e come siamo intervenuti a vostro favore contro il Consiglio lo faremo anche contro Vasthi.» disse. «Questa non è solo una promessa ma è una dato di fatto. Mi premurerò anche di lasciare i commerci attivi e operativi tra di i nostri stati, se doveste avere dei problemi non dovete far altro che parlarmene, la mia porta è sempre aperta.»

Poi si rivolse a Morgraine. «Se quello che dite è vero, posso fare in modo che siano solamente in due a "pagare" i tafferugli con Lacrima e con Kalassia. Sono venuto qui chiedendo amicizia e quindi voglio fidarmi di quello che mi state dicendo. Riporterò le vostre parole a Re Dedric e anche se non posso dirvi con certezza che sia in vena di lasciare andare i vostri vecchi governanti, è un tentativo che sono disposto a fare. Per il resto, come ho detto, considerate i nostri uomini a disposizione per la difesa del territorio da Vasthi. A prescindere da tutti gli screzi e i dubbi, siamo lo stesso popolo e la stessa gente. Nessun trattato potrà cambiare quello che siamo e nessun dubbio rendere meno importanti i nostri legami.»

«Se non c'è altro, io vi ringrazio per avermi ricevuto. Scriverò subito a Re Dedric e vi farò pervenire la risposta qui in ambasciata.»
A quel punto, se non avessero detto niente, il principe si sarebbe alzato per andare a scrivere immediatamente una missiva al nuovo Re Tempesta.

"A Sua Altezza Re Dedric della Tempesta,
Vi scrivo per conto dei delegati pro tempore dell'Unione. Ho avuto modo di incontrarli e la situazione risulta più precaria di quanto avessimo mai potuto preventivare. Mi è stato assicurato che la stragrande maggioranza della colpa è da imputare a due personaggi precisi, Lanthalas per quel che riguarda l'esuberanza diplomatica e Lantrilaq per quello che concerne il mercificio, furto e caos scaturito dal Matriarcato. Se il Consiglio non è stato ancora giudicato nel suo insieme, vi chiederei di avere clemenza quantomeno di Dama Toruviel in quanto unica esperta combattente e degli altri accusati minori. Ora che Vasthi è nuovamente attiva l'Unione potrebbe non sopravvivere. Chiaramente Voi siete la parte lesa in questa storia e a Voi spetta la decisione, ma spero che si riesca a salvare il salvabile di quel che fu il Direttorato.

Cordialmente, Carnil Calenardon Elensil.
"

@Redual
 
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