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GDR Ipairos, visto da sei differenti punti di vista.

Silen

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Tutte le razze hanno le proprie leggende sulla origine dell'Universo, ma per quanto diferenti e bizzarre, tutte le storie concordano su un punto fondamentale: gli Dei, il mondo di Yfilis e ogni altra cosa nell'Universo nacquero nel momento in cui lo Splendore permeò il cosmo, illuminadolo e trasformandolo in un tripudio di luce e di potere. Prima dello Splendore, dicono, non vi era altro che una distesa infinita di tenebra, uniforme e stagnante. Le Aracne d'altro canto, raccontano una leggenda (è il caso di dirlo) più oscura.

Le leggende più antiche tramandate dalle Grandi concordano sul fatto che In principio tutto era buio: una tenebra informe, un Grande Vuoto senza limiti nè confini, un continuum a sè stante, eterno e immutabile. Poi, da qualche parte, venne lo Splendore, aprendonsi a forza un varco fra le tenebre riverberando l'intero cosmo della sua luce: un bagliore della forza inimmaginabile che percorse il Vuoto da un capo all'altro permeandolo e modificandolo per sempre. Dalla mescolanza di Tenebra e Splendore nacquero le stelle e il mondo di Yfilis e infine gli stessi Dei, emanazione ultima dell'accecante potere dello Splendore.
Ma sebbene anche in loro si annidasse un frammento di tenebra, gli Dei non amavano il Grande Vuoto, la cui immensa vacuità riusciva loro intollerabile. Ben presto gli dei si misero a solcare il cosmo in cerca di loro simili come anche di qualunque altra cosa scaturita dallo Splendore; ma di tutte le meraviglie dell'Universo, fu Yfilis, il mondo dei viventi, ciò che essi più apprezzarono. Gli dei presero dunque dimora nel mondo scendendo fra i mortali in gloria e potere portando ognuno con sè le proprie idee e ambizioni, rivaleggiando fra di loro per conquistare la sovranità e la venerazione delle razze mortali. Vi era chi era giunto per dominare e chi per riscattare, chi per regnare e chi per liberare, chi per corrompere e chi per redimere.
E poi giunse Ungoliant.

Nessuna storia, nemmeno le leggende più antiche, spiegano l'origine di Ungoliant ma a differenza di tutte le altre razze, che credono che nulla esistesse nel cosmo prima dello Splendore, le Aracne credono che Ungoliant esistesse da un tempo incommensurabile, una creatura fatta di Buio e Vuoto, così come Buio e Vuoto erano la sua casa. Essa era sempre stata, semplicemente.
Quando il bagliore vivifico dello Splendore permeò il cosmo, Ungoliant ne fu attirata come le falene da una luce notturna. Quando scoprì Yfilis, Ungoliant vide per la prima volta nella sua esistenza la possibilità di saziare la fame che da sempre la tormentava, di riempire il Vuoto che aveva dentro, infinito e incommensurabile come il Grande Vuoto da cui proveniva. A differenza degli altri dei, Ungoliant non giunse su Yfilis per dominare o redimere: Ungoliant venne per divorare.

E in quelle ere primordiali Ungoliant si aggirò per Yfilis rivestita di una forma che era tenebra e buio divorando ogni cosa vivente che aveva la sventura di incontrarla e tessendo grandi tele che assorbivano ogni raggio di sole chè essa se avesse potuto avrebbe divorato la Luce stessa, crescendo sempre di più, senza mai conoscere riposo o sazietà perchè essa era una creatura del Grande Vuoto e come esso era infinito e incommensurabile così era la sua fame. E le razze di Yfilis diedero un nome a quel flagello che camminava fra loro: gli elfi la chiamarono Ungwe-Liante, la Tessitrice di Ombre, gli Umani si riferivano a lei come la Viaggiatrice, il cui arrivo segnava la fine di ogni cosa, i pelleverde la battezzarono la Divoratrice, ed altre razza con altri nomi, tutti sinonimi di terrore.
E poichè presto gli dei e le creature viventi di Yfilis si unirono per combatterla, Ungoliant usò la sostanza e la luce che aveva divorato per creare le sue figlie, le Aracne, perchè combattessero gli eserciti dei mortali e la venerassero e nutrissero la sua fame; e in ere dimenticate le Aracne eressero per lei una grande città-tempio. Qui, rannicchiata nelle tenebre, Ungoliant veniva nutrita e accudita dalle sue figlie e si dice che intere guerre vennero combattute col solo scopo di permetterle di saziarsi.

Infine, quando fu chiaro che Ungoliant non si sarebbe mai fermata, l'intero pantheon degli dei si unì per combattere la Tessitrice di Ombre temendo che essa avrebbe finito per divorare il mondo intero e tutto ciò che conteneva e una grande guerra fra i seguaci degli dei e le moltitudini delle Aracne infiammò Yfilis. Lo scontro fu aspro e terribile ma nonostante l'immensità del suo potere e il numero sterminato delle sue servitrici contro la potenza degli dei riuniti nemmeno Ungoliant potè prevalere: la grande città-tempio venne conquistata dopo un lungo assedio e gli dei scacciarono la Tessitrice al di là dei confini di Yfilis, nel Grande Vuoto da cui proveniva.
Restava da decidere cosa fare delle Aracne ma sebbene alcuni degli dei più bellicosi volssero cancellare la progenie di Ungoliant da Yfilis, la maggioranza si oppose: senza la Tessitrice a guidarle e a moltiplicarne il numero plasmando l'essenza di ciò che divorava le Aracne erano innocue: un altra razza che viveva e si riproduceva a mò delle altre creature viventi e nelle quali la Tenebra si mescolava allo Splendore nè più nè meno che negli altri esseri. Inoltre, argomentarono alcuni, coloro che avevano combattuto per preservare Vita e Luce dalla fame della Divoratrice non potevano a loro volta tramutarsi in sterminatori. Le Aracne superstiti vennero dunque risparmiate; ma gli dei le scacciarono dalla città-tempio e la distrussero, radendola al suolo perchè non rimanesse nulla di Ungoliant e del suo dominio.

Gli eventi successivi confermarono le previsioni fatte: disperse e orfane della dea che aveva monopolizzato così totalmente ogni ambito della loro esistenza le Aracne sprofondarono nella barbarie divenendo una razza bucolica che trovava il suo sostentamento principalmente nella caccia e in rare, primitive forme di allevamento. Col passare dei secoli e dei millenni le Aracne finirono per dimenticare esse stesse i giorni antichi in cui avevano servito la Tessitrice di Ombre e lentamente edificarono una propria cultura e civiltà ma il nome di Ungoliant non venne mai scordato del tutto. Alcune Aracne preservarono il ricordo della Tessitrice ed elaborarono una religione basata sulla speranza messianica di un ritorno della loro dea che, a loro dire, sedeva appena al di là dei confini di Yfilis, attendendo pazientemente l'occasione propizia per entrare di nuovo nel mondo e ricongiungersi con le sue figlie devote e coniarono per lei un nome nuovo:
Colei che Attende.
 
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Silen

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Lo shock culturale subito dalle Aracne dopo la sconfitta e l'esilio di Ungoliant fu enorme. Sotto la Tessitrice la vita era semplice: ogni individuo viveva e moriva al servizio della dea e non c'è quindi da stupirsi se l'intera razza cadde in uno stato primitivo alla sua scomparsa poichè senza di Ungoliant non vi era più nulla che tenesse insieme le Aracne e desse loro uno scopo, nè la loro peculiare biologia era di aiuto nell'edificare un nuovo modo di vita che rimpiazzasse quello vecchio...Ungoliant aveva creato le Aracne perchè fossero ancelle e guerriere e la loro natura era per istinto solitaria e bellicosa, assai poco favorevole alla creazione di una qualsiasi struttura sociale. Per di più, similmente agli aracnidi a cui tanto assomgiliavano, le Aracne dopo l'accoppiamento erano colte da frenesia e assalivano e divoravano il partner mentre i nuovi individui nati dalla covata deposta dalla femmina divenivano adulti e indipendenti in brevissimo tempo. Non esisteva in sostanza nessun legame familiare paragonabile a quello delle razze umanoidi, nessun nucleo di aggregazione intorno al quale si potesse formare una comunità.
Le stesse Aracne inoltre sapevano pochissimo della propria natura come dimostrò la vicenda delle Grandi. Tutte le Aracne notoriamente avevano una vita attiva di circa 40/50 anni dopodichè un individuo diventava via via più torpido fino a cadere in una specie di sonno comatoso a cui in genere seguiva la morte; per ordine della loro dea morti o no tutti gli individui comatosi venivano raccolti e portati alla Tessitrice che nella sua fame insaziabile li divorava. Per tutto il tempo del suo dominio le Aracne avevano sempre creduto che la loro esistenza avesse inizio e fine nella loro tenebrosa divinità, creatrice e distruttrice al tempo stesso ma con la scomparsa di Ungoliant le Aracne cadute in letargo, il cosiddetto Sonno, vennero semplicemente abbandonate a sè stesse. Qualcuna di esse, contro ogni aspettativa, emerse dal Sonno pur continuando ad alternare periodi di veglia a lunghi periodi di sonno letargico. Questi rari individui mostrarono col tempo ulteriori caratteristiche insolite fra cui una vita eccezionalmente lunga, durante la quale continuavano a crescere di dimensione fino a diventare veri e propri colossi, e la capacità di ricordare avvenimenti anche molto remoti nel tempo, capacità quest'ultima che rivestirà una grande importanza nella futura storia della società Aracne.

Dapprima le Aracne accolsero con perplessità e stupore questo fenomeno e successivamente con timore: coloro che emergevano dal Sonno vennero inizialmente viste come un fastidio e poi come un pericolo: le loro necessità sempre crescenti esaurivano i territori di caccia, le loro dimensioni enormi sconcertavano e spaventavano così come la loro vita così innaturalmente lunga incuteva un terrore superstizioso. Riesce difficile crederlo vedendo gli sviluppi successivi, ma le Aracne che sopravvivevano al Sonno, presto chiamate "Grandi" dalle loro corraziali per via delle loro imponenti dimensioni, inizialmente furono delle reiette, sfuggite come la peste dalle altre Aracne che le vedevano come un vero e proprio flagello.
Successivamente però la situazione conobbe un drammatico mutamento, quando alcune Aracne con più acume e meno timore superstizioso cominciarono ad avvicinarsi maggiormente alle Grandi e si resero conto di quanto enorme fosse il patroimonio di esperienza e conoscenza che potevano apprendere per loro tramite e quale vantaggio questo costituisse in una società arretrata e primitiva come la loro. Poche dapprima, queste Aracne si raccolsero attorno alle Grandi scambiando il cibo che queste avevano sempre maggiore difficoltà a procurarsi con il consiglio che potevano ottenere dal loro sapere e dalla loro esperienza. Col tempo si formarono piccole comunità di Aracne ognuna raccolta attorno a una Grande che rappresentava il cuore della comunità racchiudendo in sè le funzioni di guida, insegnante, sciamana e sacerdotessa. Tutte le nuove scoperte le venivano immediatamente riferite in modo che in essa fossero perpetuate e tramite essa comunicate alle generazioni successive; le Grandi finirono insomma per costituire quel centro di aggregazione che la razza aveva perduto insieme ad Ungoliant.
Man mano che le comunità crescevano, alcune Aracne mostrarono una particolare affinità con le Grandi con le quali riuscivano a creare un legame empatico abbastanza forte da riuscire a scuotere le mastodontiche aracnidi dal proprio torpore. Queste Aracne, che riuscivano a interpellare le Grandi a loro discrezione sfuggendo ai loro lunghi cicli di torpore seguiti da brevi periodi di attività presto assunsero una importanza sempre più grande nella comunità aracne, tanto più che le crescenti necessità delle Grandi così come le loro dimensioni colossali stavano risvegliando un istinto profondamente impresso nell'animo delle creature aracnidi. Accudire, nutrire e proteggere le Grandi, come un tempo avevano nutrito, accudito e protetto la Tessitrice: e più le necessità e le dimensioni delle Grandi crescevano, più suscitavano il fervore e la adorazione delle altre Aracne. E così, quasi senza che nessuno se ne accorgesse, nacquero le cosiddette Risveglianti, custodi, portavoce e interpreti delle Grandi, vertice e guida della nascente società aracnide.

Man mano che le comunità delle Aracne crescevano cominciarono i primi contatti e conseguentemente le prime guerre: bellicose per natura le Aracne non esitarono a combattersi per la supremazia, non meno ferocemente di quanto avevano fatto al tempo in cui avevano servito il volere della Tessitrice. Eppure queste guerre ebbero sempre un carattere gentilizio, persino cavalleresco: uccidere la Risvegliante di una comunità rivale era considerato disdicevole e universalmente biasimato, mentre la sola idea di uccidere una grande semplicemente inconcepibile. Il fine ultimo di queste guerre era sempre costringere la comunità rivale a fondersi con la propria: le Risveglianti rivali venivano invitate ad unirsi alle proprie con un rango appena inferiore a quello della comunità vittoriosa mentre la Grande della comunità sconfitta veniva servita e accudita con il medesimo fervore e rispetto. Mentre le comunità aracnidi si fondevano in entità maggiori, l'unico parametro che misurasse il prestigio delle Grandi divenne la loro anzianità per il banale motivo che la Grande più anziana era invariabilmente colei che possedeva più conoscenza come anche la più enorme. Cavalcando l'onda, le Risveglianti della Grande più anziana divennero a loro volta le più importanti e seguite.
Mentre la società Aracne si sviluppava e fioriva, colmando finalmente il divario con le altre razze di Yfils, il destino volle che venisse scoperto, quasi per caso, un modo per porre termine allo stagionale sterminio della popolazione maschile durante il periodo degli accoppiamenti. Uno dei bistrattati maschi, da sempre marginali nella società Aracne per via delle loro ridotte dimensioni e della brevità delle loro vite, intuì che la frenesia delle femmine dopo l'accoppiamento era probabilmente dovuta alla necessità di assimilare una grande quantità di cibo per produrre le uova. Cacciando letteralmente in bocca alla sua partner grossi pezzi di carne ogni volta che questa si faceva aggressiva il maschio riuscì, per la prima volta a memoria aracne, a sopravvivere, aprendo un nuovo e promettente sviluppo nella società aracnide.
Sebbene il numero dei maschi rimanesse basso rispetto alle femmine e queste continuassero a monopolizzare alcune classi e mestieri, il modo in cui le Aracne guardavano ad essi fu trasformato per sempre: l'atto dell'accoppiamento divenne ritualizzato allo scopo di proteggere la vita dei maschi, troppo preziosa per essere inutilmente sprecata, e le femmine svilupparono un certo atteggiamento protettivo nei loro confronti. Il prestigio e l'intelletto dei maschi ne uscirono grandemente rivalutati e divenne normale che i compiti di ricerca e studio venissero affidati a loro: nacque così la classe dei cosiddetti Cercatori, terzo braccio del tripode che sosteneva la società aracnide.

Pressappoco in questo periodo le separate entità statali delle Aracne finirono per coalescere in quella che i libri di storia chiamano la Prima Tela.
 

Silen

Get a life
Comprendere la struttura di governo della Tela delle Aracne non è un compito facile. A prima vista la Tela poteva sembrare analoga ad una oligarchia umana ma la somiglianza era più apparente che reale dato che, sotto molti aspetti, ogni singola colonia era una città-stato a sè stante che rispondeva solamente alle proprie Grandi, il cui potere a sua volta era più che altro nominale dato che le decisioni vere e prorie venivano prese dalle rispettive Risveglianti. Periodicamente le Risveglianti si ritrovavano a concilio nella colonia di Shurrakan e qui decidevano le linee guida della politica della Tela nel suo insieme. Prescelta non tanto per ragioni politiche o economiche, ma semplicemente perchè ospitava la Grande più vecchia ancora in vita al tempo della formazione della Tela, Shurrakan finì per conoscere un forte sviluppo e diventare "de facto" la capitale della Tela per quanto il concetto di capitale in realtà non fosse di per sè rilevante agli occhi di una Aracne.
Si trattava dunque di una struttura particolare, molto duttile e decentrata eppure al tempo stesso di monolitica compattezza: tutta la organizzazione della Tela aveva come scopo principale la tutela e il benessere delle Grandi anziane; è generalmente creduto che arti come la pittura e la scultura nacquero e prosperarono fra le Aracne principalmente per offrire svago e divertimento alle Anziane. Ogni scoperta dei Cercatori veniva del pari riferita prima di tutto alle Grandi, presso le quali venivano inviate tutte le Aracne più promettenti perchè venissero ammaestrate e istruite da loro; non era raro che durante questo apprendistato qualche Aracne dotata di particolari doti empatiche formasse un legame con una Grande divenendo a sua volta una Risvegliante. E tuttavia nonostante la vita delle colonie ruotasse attorno a loro le Grandi erano quasi del tutto prive di qualunque potere decisionale: le Risveglianti dirigevano le colonie e stabilivano la politica, interpellando solo occasionalmente le letargiche Anziane.

Per molti secoli le terre abitate dalle Aracne avevano campeggiato nelle mappe delle nazioni di Ipairos come una larga macchia bianca nella quale campeggiavano scritte del tipo "Hic sunt Araneas" e per buoni motivi. Feroci e territoriali le Aracne non esitavano ad assalire glis tranieri che entrassero non invitati nel loro territorio e questo molto spesso voelva dire qualsiasi straniero. Poichè le aracnidi tendevano a non lasciare mai il territorio che avevano reclamato come proprio le altre razze erano tutto sommato disposte a lasciarle cuocere nel loro brodo.
Una volta unite però le Aracne iniziarono ad aumentare rapidamente di numero: nuove colonie vennero fondate e le esploratrici della Tela erosero rapidamente la terra di nessuno che separava il territorio Aracne dalle terre popolate dalle altre specie di Ispairos e non passò molto prima che avvenissero i primi contatti. Con sorpresa di entrambe le parti questi primi incontri fra le Aracne e le altre razze furono prevalentemente pacifici: le esplroatrici erano caute e prudenti avendo avuto l'ordine tassativo di evitare scontri inutili e dopo una inziale diffidenza dovuto alla loro reputazione non meno che all'aspetto minaccioso i vicini della Tela cominciarono ad allacciare qualche prudente relazione con le nuove venute che si trasformò in un fiorente commercio quando una intraprendente mercante a nome Vittoria Melara(gdr off, un piccolo ma doveroso omaggio a chi ha avuto l'idea originale ^_^) scoprì come il filo generato dalle Aracne, opportunamente trattato e lavorato, potesse essere impegato per tessere abiti di grande pregio, superiori a qualunque varietà di stoffa o seta conosciuti. A tutt'oggi la cosiddetta "Seta Aracne" è richiestissima e tenuta in grande pregio fra tutti i popoli di Ipairos e spunta prezzi alti su pressochè ogni mercato. Presto frotte di emrcanti inziarono a chiedere il permesso di visitare le colonie della Tela per approvvigionarsi alla fonte, per così dire, e le Aracne finirono per dare, a malincuore, il proprio assenso. Ma nè le misure restrittive nè la stretta sorveglianza nè gli occasionali incidenti scoraggiarono i mercanti e le stesse Aracne traevano un profitto tale che tutte le difficoltà vennero superate.

Il contatto con gli altri popoli inevitabilmente influenzò la vita delle creature aracnidi che fra le altre cose mostrarono una fascinazione tutta particolare per i libri, le pergamene e i tomi di sapienza forse perchè, sebbene la scrittura fosse ben conosciuta fra le Aracne, fino ad allora esse non avevano mai pensato di utilizzarla allo scopo di preservare la conoscenza dato che questo compito era svolto interamente dalle Grandi, vere e proprie biblioteche viventi di tutto lo scibile della Tela. Sarebbero stati stupiti gli abitanti di Ipairos se avessero potuto vedere come ogni libro venuto in possesso delle Aracne, dal raro trattato di magia al più insignificante compendio di botanica, venisse diligentemente letto ad alta voce da una Risvegliante a beneficio di qualche Grande e poi consegnato ai Cercatori per essere sviscerato, analizzato e copiato e successivamente passato ad altre Grandi e ad altri Cercatori fino alla disintegrazione per eccessivo logorio.
Per certi versi però, le Aracne mantennero intatta la loro atavica diffidenza verso le altre specie. Attentamente sorvegliati e seguiti passo passo per tutto il loro soggiorno nella Tela mercanti e viaggiatori solo raramente e di sfuggita ebbero occasione di intravedere i maschi Aracne e mai finchè la Prima Tela durò nessun straniero viene mai ammesso alla presenza di una Grande, la cui esistenza era pressochè sconosciuta prima delle guerre Theofonias.
Allo stesso modo alcuni concetti comuni fra le razze di Ipairos non fecero mai breccia nella mente delle Aracne: valga per tutti l'esempio del denaro. Fino ai primi contatti fra la Tela e le altre entità politiche del continente l'economia delle creature aracnidi era basata sul baratto puro e semplice e solo dopo che i mercanti cominciarono ad andare e venire dalla Tela le Aracne vennero a conoscenza del concetto di economia monetaria; eppure nonostante arrivassero a cercare metalli preziosi ea coniare monete a loro volta le Aracne non lo fecero mai con troppa convinzione considerando denaro e monete nient'altro che una nuova merce che valeva la pena barattare più che un mezzo di pagamento vero e proprio sul quale basare la propria economia. Tuttora qualunque mercante avveduto vi dirà che solo i novellini propongo pagamenti in denaro alle mercanti Aracne e che è possibile fare affari molto più vantaggiosi proponendo invece uno scambio con altre merci.

In politica estera la Prima Tela fu sostanzialmente uno stato pacifico con una certa tendenza all'isolazionismo: le Aracne raramente accettavano di stipulare trattati che andassero al di là deglis cambi commerciali o dei patti di reciproca non aggressione preferendo concentrare le proprie energie sullo sviluppo interno; in un paio di occasioni questa loro politica venne scambiata per debolezza ma, come imparò a sue spese il Tiranno di Hekateia, mai fraintendimento fu più erroneo. Quando il Tiranno invase la Tela alla testa di 30mila soldati infatti non solo andrà incontro a un disastro in quella che passerà alla storia come la Battaglia della Zanna Velenosa, ma il successivo contrattacco Aracne arrivò fino alle mura della capitale, salvata solamente grazie all'intervento degli dei locali che indussero la Risvegliante a capo delle forze della Tela a rinunciare all'assalto della città. Anche così, buona parte del territorio della Tirannia venne fagocitato dalla Tela e la Tirannia ne uscirà talmente indebolita da scomparire dai libri di storia nemmeno vent'anni più tardi.
Nonostante il suo relativo pacifismo la Tela venne sempre considerata un vicino scomodo e questo a causa del peculiare concetto Aracne di "minaccia". Le Aracne, come la storia di Hekateia insegna, saranno sempre molto aggressive nel reagire a minacce vere o presunte alla loro nazione ma a volte il semplice fatto di costruire una città troppo vicino ai confini veniva vissuto dalle Risveglianti come una "minaccia" alla quale seguiva immancabilmente una ambasciata che richiedeva in termini diplomatici ma perentori di allontanarsi dai confini della Tela e abbandonare qualsiasi insediamento, territorio o qualsivoglia progetto avesse causato la controversia. Rifiutare l'intimazione portava sempre a una guerra, seppure in genere limitata nel tempo e nello scopo, e in genere la guerra finiva con la vittoria delle Aracne.
Nel 2768 aUC la Prima Tela era al suo massimo splendore: uno stato formidabile, intensamente popolato e dotato di un esercito numeroso e agguerrito, una società stabile e compatta e una economia prospera sebbene un pò primitiva se paragonata ad altre grandi potenze del periodo. Eppure nubi nere si addensavano all'orizzonte: non molto lontano dai confini della Tela colui che sarebbe diventato il primo Imperatore uccideva il dio Brontipatras aprendo una nuova era nella storia di Ipairos; da lì a poco sarebbero cominciate le Guerre Theofonias.
 
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