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SoHead: we did it for the lulz!

5° Turno

Discussione in 'Archivio storico' iniziata da Rebaf, 11/07/2009.

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  1. Rebaf

    Rebaf Get a life Fantacalciaro

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    A.D. 1153/1154 o A.H. 548/549

    N.B. qui sono riportate solo le notizie di dominio pubblico, per i risultati di altre vostre azioni dovete aspettare la scheda

    Pirateria nel Mediterraneo

    E' un biennio che vede una rinascenza della pirateria nel Mediterraneo, dopo anni di tranquillità ecco che insistenti voci parlano di feroci pirati arabi dediti al rapimento e al saccheggio di gran parte delle navi, a subire queste azioni sono state soprattutto le navi dirette a Lisbona dove l'Ordine del Tempio ha organizzato un grande torneo cavalleresco. Il grosso della flotta pirata ha atteso alcune di queste navi nello stretto per poi chiuderla con il resto della flotta impedendo la fuga sia verso l'oceano che verso l'interno del Mediterraneo, tra le navi che hanno passato lo stretto di Gibilterra e di cui non si hanno più notizie ci sono: una nave battente bandiera genovese che ospitava Simone d'Oria, erede del casato che attualmente esprime il console del comune ligure; una nave battente bandiera georgiana con al suo interno l'erede al trono georgiano Giorgi della famiglia dei Bragationi; una nave battente bandiera fiorentina con al suo interno Goffredo da Casavecchia, giovane nobile della città toscana. Sono sfuggite agli attacchi una bandiera che portava l'effigie di Ruggero II, re di Sicilia, che si accompagnava ad una nave proveniente dalla Sardegna con a bordo Barisone II, conte di Logudoro. Le navi pirata hanno dimostrato una grande perizia di manovra e una tattica sopraffina, è parso pero' impossibile capire da che parte della costa africana potessero arrivare ma è sicuro si trattasse di pirati musulmani.

    Impero Bizantino

    Biennio tranquillo per il basileus dei romani, si segnala la costruzione di un pozzo artesiano, pare che gli ingegneri bizantini abbiano infatti imparato in fretta dopo la visita dei tecnici siciliani, e la stipula di una rotta tra la città di Costantinopoli e quella di Kiev. Teodoro Kontostephanos viene nominato nuovo mega domestikos, divenendo di fatto il nuovo consigliere dell'imperatore mentre partono i lavori per la ristrutturazione dell'Acquedotto di Valente sotto la supervisione direttisima dell'Eparco di Costantinopoli accompagnati da una generica manutenzione delle infrastruttura sanitarie della capitale. Sicuramente un'opera lungimirante di Manuele I che si può dire soddisfatto della stabilità che regna nei suoi domini.

    Califfato Abbaside

    Mentre il maturo Al-Mustanjid è in viaggio per effettuare il suo Hajj (pellegrinaggio), Al-Muqtafì si dedica all'amministrazione ordinaria dello stato. Nuove rotte commerciali vengono aperte, una serie di pozzi artesiani migliora visibilmente le condizioni di vita di ben cinque regioni del califfato e inizia a pieno regime l'attività della Casa delle Scienze.

    Tuttavia la vera azione è a sud, dove Al-Fayyad il secondogenito del califfo è impegnato con il generale sciita Ali a combattere l'eresia kharigita. Dopo l'annessione diplomatica del sultanato buwayhide l'ex sultano e il califfo hanno deciso di comune accordo di attaccare i residui kharigiti colpevoli di destabilizzare la zona. La battaglia è stata molto dura ma alla fine le forze degli abbasidi congiunte a quelle del generale buwayhide Ali hanno sgominato il Sultanato di Al-Arabiyya costringendolo alla fuga a Dharan. Il Kuwait viene quindi occupato e aggiunto al patrimonio del califfato. Grandi efferetazze, inoltre, sono state compiute dall'esercito che ha sterminato tutta la popolazione kharigita della medesima regione, pare che l'ordine venisse dal califfo Al-Muqtafì in persona come monito verso chi non accetta l'arbitrato religioso e politico esercitato nel mondo islamico dall'alleanza di Al-Ruha.

    Sultanato Selgiuchide

    Sul fronte interno il sultano si dedica alle costruzioni, mulini e pozzi artesiani sono edificati un po' in tutto il territorio selgiuchide. Nuove rotte commerciali sono aperte e potenti investimenti puntano a migliorare la burocrazia del regno e l'equipaggiamento militare dell'esercito.

    Sul fronte della guerra, l'espansionismo selgiuchide non si ferma di fronte a nessuno. La Seconda e Terza Armata, al comando del generale Osman, attaccano la confederazione Khazara, il grande shah Ahmed Sanjar, considerandosi come una sorta di padre di tutte le popolazioni turcofone, considera inammissibile la professione di fede ebraica della popolazione e della dinastia regnante khazara. La potente macchina bellica selgiuchide investe il ben meno numeroso esercito posto a difesa dei confini, l'attacco giunge inaspettato alla popolazione data l'esistenza di una tregua stipulata con l'iltabar dei Bulgari del Volga e in circa due mesi l'intera regione è assoggettata all'imperium selgiuchide.

    Si segnala inoltre la stipula di un trattato tra il Sultanato Selgiuchide, il Califfato Abbaside, Califfato Fatimide e la Serenissima Repubblica di Venezia per regolamentare e gestire in comune il mercato delle spezie provenienti da oriente. L'accordo prevede la cessione di una porzione della regione del Libano a Venezia in modo che essa possa costruire una città terminale dei commerci tra oriente e occidente.

    Regno Bulgaro del Volga

    Biennio di conquiste per i Bulgari del Volga. Cuncid, un fedelissimo generale dell'Iltabar, parte per una campagna contro le popolazioni pagane del Rezh e del Pelym. In poco meno di un anno il generale bulgaro riesce ad assoggettare le popolazioni, forse anche intimorti dallo spaventoso saccheggio della regione di Pelym perpetrato dall'esercito bulgaro. Al grido di Allahu Akbar l'Iltabar può dirsi felice del successo nell'aggiungere due nuovi pezzi alla sua scacchiera.

    Sul fronte interno tutto prosegue tranquillo, si segnala solo la creazione di una nuova rotta commerciale a partire dalla città di Bulgar in direzione della nuova città kievita di Mosca.

    Jumuhriya del Grande Maghreb

    Le armate della repubblica maghrebina hanno qualche difficoltà ma alla fine riescono a sedare una pericolosa rivolta nel sud, i ribelli alla fine sono sconfiti e l'ordine ritorna. Nel frattempo prosegue la normale attività dell'Accademia mentre investimenti aumentano l'efficacia burocratica dello stato e si costruiscono alcuni pozzi artesiani.

    Provoca qualche imbarazzo, inoltre, la presenza di Muwafaq ibn Qasim al-Nasr, un filosofo proveniente da Baghdad. Dopo la querelle diplomatica-epistolare tra i due stati fari della cultura e della filosofia islamica, infatti, all'Accademia di Ibn Rushd sorgono feroci dibattiti teologici e filosofici. Al-Nasr, infatti, si fa subito abituale frequentatore dell'Accademia dove entra in conflitto con l'"intellighentia" maghrebina facendosi paladino di una dottrina contrapposta a quella averroiana, debitrice delle opere di Ibn Sina (Avicenna). La cosa crea una certa instabilità nell'Accademia, anche in vista del divieto formale che la Maijlis della Repubblica ha posto all'entrata di uomini provenienti da Baghdad.

    Nel Giugno del 1153 muore Abu Bakr, ex funzionario durante il governo del califfo Abd al Mu'min, aveva progressivamente perso ogni responsabilità di governo. Voci all'Accademia lo davano depresso, fu così che Abu Bakr si tolse la vita facendosi mordere da un serpente. Il peso dei fallimenti, evidentemente, era diventato insostenibile.

    Regno del Takrur

    L'ex califfo almohade Abd al Mu'min, ora visir del regno del Takrur, manda il generale Khadim alla testa di 7000 truppe a conquistare le terre della regione del Gambia. La resistenza locale è bassa ma si fa valere, l'annessione riesce anche se con qualche perdita. Nel frattempo nuove rotte commerciali inaugurano un'era di collaborazione con l'Impero di Wagadou. Nel corso del 1154, inoltre, il re War Jabi riesce ad avere un figlio, nel disappunto generale pero' si tratta di una femmina. Una splendida principessa ma sicuramente non un erede valido al trono.

    Emirato Ziride

    Biennio tranquillo per l'emiro ziride, sotto la sua supervisione viene ampliata la città di Tunisi e viene stipulata una rotta commerciale con il regno del Takrur. Una serie di governatorati vengono inoltre assegnati dall'emiro agli uomini di più sua stretta fiducia affinchè le regioni dell'emirato vengano più efficacemente amministrate.

    Le Isole Canarie, inoltre, vengono rapidamente abitate e la religione musulmana prende piede. Sicuramente sono servite anche le minacce, di fronte alla spada molti si sono convertiti mentre i pochi, folli, ad opporsi sono finiti uccisi. L'islamizzazione dell'isola è completata. Falliscono, invece, i numerosi tentativi di avere un erede da parte dell'emiro, nonostante indiscrezioni di corte dicano il sovrano ziride molto attivo su questo fronte i fatti non danno ragione ai suoi sforzi.

    Califfato Fatimide

    La regione della Dongola viene completamente islamizzata dai coloni e missionari islamici, sono costruite nuove moschee e madrase dove le nuove generazioni imparano l'arabo, al-Quran e tutte le basi per vivere in una società islamica. Nel frattempo l'esercito Al-Qahira attacca la regione del Kordofan sottomettendo in meno di due mesi la resistenza locale.

    Nel frattempo la citta del Cairo viene ampliata sotto la supervisione dell'imam stesso, diventando la più grande città d'Africa e seconda solo a Baghdad la Splendente in tutto il mondo arabo. Una grande capitale che aumenta di sicuro il prestigio della famiglia regnante.

    Regno di Gerusalemme

    Il regno latino d'oriente di Gerusalemme è devastato da una lacerante guerra civile, Melisenda decide, dopo la sconfitta del suo figlio minore Amalrico (ancora detenuto nelle carceri gerosolomitane), di attaccare muovendo le sue truppe dalla Galilea. Alla testa di un esercito di 7000 uomini entra a Gerusalemme di sorpresa dove a riceverla trova Arnau de Torroja con 2000 cavalieri templari e il patriarca Fulcherio. Questi proclama immediatamente regina di Gerusalemme Melisenda con facoltà di reggenza fino alla liberazione del legittimo re Amalrico. Tuttavia la gloria di Melisenda dura poco, Baldovino III, suo figlio maggiore, non rimane a guardare e attacca con l'esercito del regno, in gran parte rimasto fedele a lui. Ne esce fuori uno scontro tiratissimo tra le vie di Gerusalemme. La situazione si mantiene in parità, mentre gli Ospitalieri presenti in città si mantengono neutrali dal porto, pero', arriva la notizia che è sbarcato un esercito di 15000 uomini dalla provenienza ignota. In città scoppia il panico non sapendo cosa avrebbero fatto nell'immediato le truppe appena giunte, l'incertezza pero' finisce quando è Melisenda in persona ad accogliere il il loro generale che decide di allearsi a Melisenda contro il re di Gerusalemme. Questi non può fare altro che soccombere di fronte alla superiorità numerica della fazione avversario mentre Baldovino stesso, con l'ultimo residuo del suo esercito, si dirige successivamente in Giordania.

    Amalrico viene liberato e prima del tramonto incoronato re di Gerusalemme, gli viene concesso di toccare la Vera Croce, recentemente riportata in auge dal Patriarca con l'aiuto dell'Ordine del Tempio, e si impossessa del regno. Il primo atto ufficiale di Amalrico I è di proclamare un protettorato sul regno da parte dell'Impero Bizantino. Il basileus Manuele I è infatti proclamato Imperatore dei Romani e Protettore della città di Gerusalemme e garante della sua sopravvivenza. La situazione in città è relativamente tranquilla, gli ultimi partigiani di Baldovino sono asserragliati nelle campagne ma la regione è saldamente nelle mani di Amalrico. Dopo la vittoria si segnalano anche dei lavori, finanziati dai regni cristiani d'occidente, per l'ampliamento della città di Gerusalemme.

    Regno di Makuria

    Un biennio fatto di successi sia dal punto di vista amministrativo che militare. Mentre infatti l'esercito riesce a conquistare la regione di Funji senza troppi problemi, sul fronte commerciale viene stipulato un accordo con Venezia per l'usufrutto delle riserve naturalali di preziosi nel territorio makuriano. L'accordo ha inizio da subito, vengono infatti costruite varie miniere per cominciare l'estrazione. L'editto Scripta Manent viene ampliato con la creazione di una vera e propria Accademia Reale dove educare la futura elitè dirigenziale dello stato.

    Non ci sono, pero', solo buone notizie. Nell'aprile del 1153, infatti, Damascio, domestikos del regno di Makuria, muore nel sonno roso da un male tanto ignoto quanto veloce. Il metropolita di Mits'iwa Michele ha avuto i primi contatti con il Regno di Banyarwanda, c'è stato un primo contatto diplomatica pacifico anche se il vescovo copto ha rischiato grosso, un gravissimo attacco di dissenteria, probabilmente provocato da una febbre, lo ha costretto ad abbandonare le trattative tornando immediatamente a Makuria. La sua vita non è in pericolo anche se di contro i contatti makuriani con il neonato regno di Banyarwanda sono stati interrotti bruscamente.

    Infine si segnala la missione dei Cartografi del Regno, una delegazione infatti raggiunge i confini della popolazione con cui gli esploratori avevano avuto a che fare 2 anni prima. Uno dei cartografi è riuscito ad entrare in contatto con un uomo dal nome ancora ignoto, da quello che sono riusciti a capire, ben poco a causa delle enormi differenze linguistiche, deve essere una sorta di governatore o comunque capo di una parte di questo stato. I Cartografi hanno chiamato questa entità Regni Bantu dalla parola con cui questo primo nostro contatto pare indicare se stesso.

    Impero Etiope

    L'espansionismo etiope continua con l'annessione della regione di Gefira, assoggettata dal figlio del negus, Tatadim, ed erede al trono del Leone d'Africa, mentre con un'azione diplomatica gli indigeni dell'isola di Zanzibar accettano di sottomettersi al negus negesti Mara Takla. Grandi successi per l'imperatore d'etiopia che può dirsi soddisfatto della sua autorità in quella parte d'Africa. Meno confortanti i progressi con la regione del Rwanda dove gli autoctoni hanno deciso di resistere rifiutando l'annessione.

    Nel Marzo del 1153, inoltre, nasce l'erede al trono etiope, nipote dell'attuale negus e figlio di Tatadim e la nobile Huwa. Giubilo per le strade, la popolazione festeggia, la notizia ha sicuramente portato stabilità nel regno grazie alla popolarità della dinastia regnante. La tattica del panem et circensem d'altronde ha quasi sempre funzionato. Sul finire del 1154, inoltre, si segnala il matrimonio del secondogenito di Mara Takla Jan Seyum con la bellissima Garè. In un'ottica di rafforzamento della fedeltà dei propri figli, infatit, Mara Takla ha anche inaugurato una vera e propria Accademia Militare dove educare i futuri generali dell'impero, il progetto è stato effettuato sotto la supervisione del secondogenito Jan Seyum che diventa così responsabile dell'Accademia. Colpisce invece la decisione dell'affrancamento degli etiopi schiavi per debiti, mandati a popolare la regione di Mogadishu. Se da una parte in questo modo il negus si crea una sorta di classe sociale a sè fedelissima alla sua autorità, dall'altra crea malumori negli strati più cittadini, dediti al commercio e all'artigianato, che si vedono così sottratta gran parte della forza lavoro. La schiavitù per debiti rappresenta un'altissima percentuale del numero totale di schiavi e la scelta del negus ha realmente cambiato gli assetti sociali dello stato. E' così che nel Luglio del 1153 un moto popolare divampa nei quartieri più centrali della capitale Harar Jugol, la ribellione dura una settimana in cui la guarnigione di miliziani della capitale fatica a far rientrare i riottosi. Alla fine, presi per fame, i rivoltosi, in gran parte mercanti musulmani e ebrei, devono cedere e la situazione torna alla normalità. La situazione, tuttavia, rimane tesa.

    Infine, Mara Takla decide di patrocinare una nuova stesura del Kebra Nagast, antico testo sacro dei popoli africani risalente al periodo aksumita. Il negus affida al nobile Israele il compito di redarne una nuova versione affinchè possa essere diffuso a tutto colore che sanno leggere e scrivere e che possa, invece, essere letto a chi non ha facoltà di poterlo fare da solo. Mara Takla, invero, vuole rimarcare con questo la sua continuità con la vecchia dinastia aksumita rafforzando così la sua legittimità sul trono etiope.

    Regno delle Spagne Unite

    I primi due anni da regina di tutta la Spagna di Petronilla sono all'insegna del tentativo di mettere ordine nella nuova entità statale. L'editto "Fueros Extensos" ci riesce egregiamente ufficializzando il nuovo assetto più prettamente feudale dello stato. Anche l'esercito viene completamente riorganizzato da Ermengol VI mentre una serie di investimenti costruiscono un sistema di stazioni di posta in tutto il regno affinchè il pagamento dei tributi sia più efficace e veloce. Mulini vengon costruiti in alcune regioni e un trattato commerciale assieme ad una nuova rotta segna l'inizio di una proficua collaborazione con il Ducato di Sardegna.

    Nel Maggio del 1153, inoltre, Petronilla partorisce un altro bambino assicurandosi così un secondo erede.

    Regno di Georgia

    Un trattato commerciale e un'alleanza militare difensiva siglano definitivamente l'amicizia tra il Regno di Georgia e il Gran Principato di Kipchak, il nuovo gran principe Gokturk, infatti, si è subito dimostrato fedele ai suoi nuovi alleati ortodossi premurandosi di iniziare una proficua amicizia con il regno georgiano. Per il resto si tratta di un biennio di ordinaria amministrazione per re Demetrio, si segnalano pero' le grandi opere infrastrutturali con la costruzione della città di Santatoga nella regione del Khazhakh e l'ampliamento di Tblisi che lentamente sta assurgendo a città perla del cristianesimo orientale. Continua anche la graduale abolizione della schiavitù, Demetrio si sta dimostrando un regnante lungimirante e la scelta di affrancare gli schiavi con lentezza sta decisamente pagando giacchè la cosa non pare intaccare minimamente la stabilità del regno.

    Desta preoccupazione invece la scomparsa del principe Giorgi, dopo la lotta fratricida che l'ha visto scontrarsi con il fratello maggiore, l'attuale erede al trono georgiano è scomparso nel Mediterraneo non giungendo al Torneo di Lisbona dove avrebbe dovuto partecipare in qualità di rappresentante della Georgia.

    Sul finire del 1153 muore il vecchio Vasilenko, una sorta di monaco-mistico asceta. Grande scoramento tra la popolazione comune tra cui l'uomo era molto popolare.

    Rus' di Kiev

    Biennio tranquillo per i kieviti, mentre nuovi generali vengono nominati affinchè l'esercito sia più efficiente missionari vengono mandanti nelle regioni del principato ancora pagane. Nel frattempo rotte commerciali vengono aperte tra le città di Kiev e Mosca con le capitali stranieri di Bolgar e Costantinopoli. I kieviti, inoltre, acquisiscono le conoscenze necessarie per la costruzione di pozzi artesiani, immediatamente il Gran Principe ne fa costruire ben cinque in modo da migliorare le condizioni igieniche e di salute di tutto il Rus'.

    Un trattato commerciale, infine, viene siglato con la Repubblica di Novgorod affinchè le merci kievita possano essere commerciate efficacemente in tutto il Mare del Nord.

    Stato Templare di Lusitania

    Dopo anni di guerre e consolidamento della propria presenza nella penisola Iberica, il Gran Maestro Everard passa un biennio tutto sommato tranquillo. Viene costruito il Monastero di Alcobaça che, per volontà del Gran Maestro stesso, viene adibito a Biblioteca ufficiale dello stato. Un grande successo per Everard des Barres che migliora ulteriormente il prestigio cuturale dello stato templare.

    Mentre un censimento aumenta le entrate fiscali, nella Talavera viene costruita una grandiosa cattedrale (Sant'Eugenio) dove nel corso del 1153 vengono portate le spoglie di Eugenio III, precedente Papa. Nella regione, inoltre, si fa sempre più pressante l'attività di missionari per convertire la popolazione, ai pochi che ancora si aggrappano alla loro fede musulmana è fatto capire, con tutti i metodi possibili, che i musulmani nella Talavera non sono più graditi. Case Templari sono costruite un po' ovunque in Europa permettendo all'Ordine di aumentare la loro presenza in tutta l'Europa, particolarmente fruttuoso è l'accordo con il regno scozzese tramite il quale l'Ordine potrà arruolare cavalieri in quelle lande.

    Nel 1154 avviene il Torneo di Lisbona, nonostante i problemi con i pirati arabi la giostra è un grande successo e Riccardo di Clare, comandante delle Guardie Reali inglesi può giustamente trionfare e prendere la meritata gloria. Tuttavia non ci sono solo buone notizie, poco prima del Torneo, nel Gennaio del 1154, muore infatti Bernard de Tramelay stroncato da una caduta da cavallo letale.

    Si segnala, infine, anche l'arrivo in Islanda di alcuni diplomatici templari nel 1154. Essi, tuttavia, si sono ritrovati, più che a parlare con i nativi, a dover discutere con una delegazione diplomatica norvegese che, già da alcuni mesi prima dell'arrivo, era giunta nella fredda isola e, in anticipo sui templari, aveva già concordato un'annessione diplomatica dell'isola alla corona scandinava.

    Regno di Polonia

    Re Miezsko, dopo aver "rimesso ordine" in famiglia, si occupa della stabilità statale. Un editto diminuisce le tasse per il popolo e una serie di investimenti migliora le infrastrutture in tutto il territorio statale, ottime mosse che rendono gli strati più bassi della popolazione estremamente contenti e fedeli a re Mieszko. Nel 1153, inoltre, nasce uno splendido figlio maschio a Mieszko, un erede finalmente è giunto.

    Preoccupa, invece, Boris Kalamanos, pretendente al trono d'Ungheria. Dopo la risoluzione dello scisma si è ritrovato con un'armata nella Slovacchia che, nel frattempo, ha deciso di tornare all'ovile vista la buona disposizione di re Gèza II a ritornare fedele alla Chiesa di Roma. Boris, sentendosi defraudato da un suo diritto e preso in giro dalle promesse polacche, ha deciso di non tornare e di non restituire le armate polacche che gli sono state prestate. [NdRebaf: parte delle truppe è rimasta a fedele a Boris, altre hanno disertato e non sono più recuperabili]

    Infine si segnala una grande opera infrastrutturale che veda la città di Cracovia ingrandita enormemente rendendola forse la città più popolosa e grande dell'Europa Orientale.

    Regno di Sicilia

    Biennio tranquillo per re Ruggero II, una serie di pozzi viene costruita e la città di Napoli viene ingrandita grazie all'impagabile lavoro dell'architetto Giovanni, già fautore dello splendido Duomo di Caserta. L'editto "De Filiis Christi" riesce a calmare un po' la popolazione cattolica del regno, tuttavia le tensioni rimangono anche perchè si segnalano le prime immigrazioni di arabi sciiti, precedentemente residenti in Sicilia, in Calabria e Apulia. Servirà ben altro per mantenere una multiculturalità positiva e per rompere definitivamente le tensioni tra la componente musulmana e quella cristiana del regno.

    E' un biennio, anche, in cui Ruggero chiude i conti con i fantasmi pisani. Cocco Griffi, ex console, viene condannato a morte e giustiziato per conto della giustizia degli Altavilla. Il resto dei prigionieri pisani viene mandato sull'isola di Malta ad espiare le proprie colpe. Grande prestigio ha dato questa esecuzione a re Ruggero che ha visto la sua popolarità aumentare soprattutto tra gli strati sociali più bassi dei comuni indipendenti del centro-nord della penisola italiana.

    Una caduta da cavallo preoccupa per la saluta di Nilus Doxopatrius, lo statista, tuttavia, pare non averne risentito molto e nonostante l'età sembra ancora decisamente attaccato alla vita. Brutte notizie invece dalla Germania, dove il teologo kharigita Ismail ibn Musa al-Misri, in missione per costruire alcuni pozzi artesiani in terra teutonica, muore a causa di un'indigestione durante un banchetto.

    Si segnala anche la costruzione di una Casa del Tempio in Apulia.

    Stato Pontificio

    Biennio tranquillo per il neo papa Vittore IV, si segnala solo l'indegna fine del riformatore religioso Arnaldo da Brescia. Questi, sul finire del 1153, viene trovato per le strade di Roma mangiato dalla lebbra e, in breve, perde tutto il suo carisma e l'appoggio del nobile romano Giovanni Pierleoni. La breve parabola ascendente di Arnaldo finisce qui, Vittore IV fa leggere un suo proclama in cui la lebbra è vista come sicura punizione divina per i peccati di Arnaldo. Il popolino pare crederci e la stabilità nei domini pontifici torna.

    Confederazione Khazara

    La guerra infuria, l'attacco selgiuchide coglie impreparati i khazari che si ritrovano a dover cedere immediatamente una regione agli avversari. Come se non bastasse, mentre i residui dell'armata posta a difesa dei confini si dirigono verso Itil (la capitale), nella regione del Nogai si segnala una sollevazione popolare contro David II khagan dei khazari. Berkant, un nobile khazaro di religione musulmana, pare essersi messo alla testa di un piccolo esercito che punta allo staccarsi dall'influenza khazara e che guarda ai Bulgari del Volga e ai Selgiuchidi come legittimi signori.

    Gran Principato di Kipchak

    Biennio tranquillo per il Principe Gokturk, da una parte consolida il suo potere interno con una serie di epurazioni degli ultimi residui musulmani nell'amministrazione e nell'esercito e dall'altra firma un trattato commerciale e un'alleanza difensiva con l'amico Regno di Georgia. Nel frattempo, a metà del 1154, è lo stesso Gokturk ad arrivare a Costantinopoli dove chiede udienza al basileus [NdRebaf Bizantino, poi ne parliamo privatamente su cosa ti deve dire. Ad ogni modo rimarrà tuo ospite per tutto il prossimo turno].

    Intanto, mentre il gran principe è all'estero, i generali dell'esercito pensano a consolidare il potere del principato e, preoccupati anche dal continuo espansionismo bulgaro, conquistano militarmente le regioni di Tobolsk e Omskaya.

    Repubblica di Novgorod

    E' un biennio di grande attività per Novgorod la Grande. Dopo aver trattato la restituzione della sua flotta con Sigurd II, re di Norvegia, Novgorod si è molto applicata nei commerci con la stipula di due trattati con Norvegia e Kiev per nuove rotte commerciale e la creazione di compagnie mercantili in grado di trasportare merci per tutto il Mar del Nord. Sul finire del 1154 muore Vladimir detto il Matchko, consigliere kievita del gran principe Vsevolod II ormai da anni trasferitosi a Novgord, roso da un male incurabile.

    Preoccupa invece la nascita dello stato careliano, l'esercito viene immediatamente richiamato per evitare scontri diplomatici con il neonato Jalato di Carelia. Messi vengono immediatamente inviati allo jalo Kauko Aleksanteri.

    Repubblica di Genova

    Ansaldo d'Oria passa due anni tranquilli, la compagnia mercantile viene ingrandita grazie ad investimenti nell'armamento di galee apposite mentre una rotta commerciale collega le città di Genova e Vienna. Nicola Embriaco, dopo aver passato qualche anno in Portogallo, torna a Genova dove costruisce una Casa del Tempio ponendo le basi per una presenza dell'Ordine nel territorio ligure. Si segnalano anche dei lavori infrastrutturali sugli empori commerciali, sono stati ristrutturati appositamente per accogliere le navi mercantili della nuova Compagnia Tirrenica in modo da fornire il massimo del guadagno dalle tratte commerciali interessate.

    Si segnalano anche grandi lavori infrastrutturali, vengono collegate e fortificazioni delle mure di Genova a quelle della Casa del Tempio appena costruita e viene creato il quartiere di Carignano.

    Tuttavia ci sono anche brutte notizie, Caffaro di Rustico ha, per la seconda volta, un infarto che lo costringe a letto. E' sopravvissuto ma non versa in condizioni eccelse.

    Regno di Svezia

    Con la risoluzione dello scisma la situazione in Svezia si normalizza. Se persino re Sverker, famoso per le sue lamentele data il suo poco potere decisionale, pare esseri ammansuito la situazione religiosa si fa scoppietante. Un editto impone che tutti i bambini imparino a capire e a parlare correttamente la lingua latina, vere scuole vengono costruite in ogni angolo del regno affinchè la legge possa venire eseguita efficacemente. L'atto permette ad un alto numero di bambini pagani di avvicinarsi alla lingua della Bibbia e aiuta i già imponenti investimenti fatti in materia di conversione pacifica. Numerosi missionari vengono spediti e molte delle scuole che insegnano il latino si affiancano in fretta a vere e proprie Chiese.

    Dopo due anni la popolazione della regione dello Jatmland, del Vasterboten e di Vaasa è per larga parta convertita al cattolicesimo, la presenza dei missionari è capillare e continuando di questo passo il cattolicesimo potrebbe riprendere in modo molto efficace. E' ovvio, pero', che la cosa crea delle resistenze in alcune regioni più ferocemente attaccate alle loro tradizioni, moti di discontento provengono dal Lohrar-Jarvi dove uno jarl locale ha pubblicamente accusato la nuova politica di conversione appoggiata dalla corona norvegese. Alcuni si sentono traditi e nelle regioni più lontane dalla capitale gruppi di briganti inneggianti alle antiche divinità norrene minano la stabilità del regno, assaltando chiunque.
     
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    Regno di Inghilterra

    Stefano e il nuovo papa Vittore IV vengono a patti, risolvendo lo scisma londinese con un compromesso parzialmente favorevole agli inglesi. I diritti di Stefano sono riconosciuti e il testamento di Enrico I (che avrebbe voluto lasciare il regno a Matilda) viene meno. Il Plantageneto ottiene il titolo reale dal pontefice sulla Bretagna e la Normandia, anche se il Ponthieu viene reintegrato nel regno di Inghilterra, ritornando ad essere di proprietà della corona inglese. Con il titolo reale al figlio di Matilda, donato forse per non scontentarlo eccessivamente, si crea una strana situazione in cui l’autodeterminazione del nord della Francia sembra sia avvallata dal pontefice. Sarà quindi difficile un aggregazione del vecchio ducato norreno se non tramite un matrimonio reale tra discendenti diretti o peggio, una guerra.

    L’Inghilterra procede tecnologicamente allo sviluppo di nuove unità per il suo esercito, soprattutto nel campo delle armi da tiro, tutto ciò nonostante l’infarto accaduto al cambriano Gannella, che tuttavia sopravvive. Anche Stefano rimane vedovo nel 1153 dopo che Matilde muore alla torre di Londra, in circostanze misteriose. I maligni sostengono (quasi certamente a ragione) che il vedovo sia anche l’assassino, ma la scarsissima popolarità di Matilde non nuoce a Stefano, anzi la nobiltà tira un sospiro di sollievo e la notizia non scandalizza nemmeno il clero romano, interessato più alla pragmatica risoluzione dello scisma che altro. Stefano quindi può sposare l’altra Matilde, figlia di Roberto di Gloucester, imparentandosi ancor di più col suo generale. Eustachio e Olena hanno un figlio, Riccardo, secondo in linea di successione dietro al padre. Pellegrini inglesi si muovono infine in Svezia per aiutare i chierici locali nella conversione al cristianesimo. E’ la fine della politica anti papale dell’isola e il pieno ritorno alla normalità. Enrico di Blois, l’ex antipapa diviene cardinale nel natale del 1154.
    Masse di profughi irlandesi raggiungono la Cambria sporche e affamate.

    Sacro Romano Impero

    Lo SRI finalmente trova un biennio di relativa quiete.
    Corrado III conclude un trattato che cambia i confini sloveni. Il Fiumano e la Cinquerlizza vengono consegnate a Re Geza d’Ungheria che accede quindi all’Adriatico. La Savoia viene garantita dell’indipendenza ed entra nel Patto di Aquisgrana mentre tre case templari sorgono nelle città imperiali di Aquisgrana, Friburgo e Wilelhmsaven. Ingrid di Svezia viene riconsegnata a Sigurd di Norvegia, che la incarcera subito, sollevando qualche protesta all’Imperatore da parte del clero cistercense, ma la controversia rientra nell’ottica di pieno rientro delle ostilità tra i nordici e l’Imperatore. Avviene lo sgombero della Manica da parte dei pirati nordici che restano comunque nei paraggi.

    Vladislao II di Boemia assume il controllo delle truppe stipate nelle navi genovesi pronte allo sbarco in Irlanda e salpa verso l'isola.
    Da solo però, visto che Il Plantageneto non cede un soldato agli Imperiali.

    Sorge una controversia riguardante i lavori per la Via Europa che proseguono senza alcun miglioramento, poichè non giungono le manovalanze richieste dai capomastri [NdToga!: hai messo l’ordine senza l’investimento…]

    Le miniere tirolesi invece cominciano a funzionare grazie all’accordo con la Repubblica Veneziana e numerosi pozzi artesiani, costruiti da un certo Salesio, (i tedeschi infatti li chiamano “Salesiani”) sorgono in Germania dopo che la tecnologia viene acquisita all’estero per conto dell’Imperatore.

    Comune di Firenze

    Dopo i trionfi elettorali Bonati, forte di un grande consenso, si limita a regolare massimalmente le corporazioni mercantili fiorentine, oltre ad aprire una società con la Zecca di S.Marco: il Banco Mercantile Fiorentino che comincia subito a lavorare per i veneziani ottenendo alcune commissioni nel Ponente Mediterraneo.

    Nell’estate del 1154 si ammala gravemente Lapa Acciaiuoli, e la malattia è quantomai evidente: si tratta di febbre malarica. Ragion per cui il console dovrà correre ai ripari molto velocemente poiché evidentemente vi sono zone poco salubri lungo il corso dell’Arno e la malattia potrebbe incrementare il numero delle vittime trasformandosi in una pandemia.

    Regno di Ungheria

    Re Geza profitta del rientrato scisma per venire a patti assolutamente convenienti con l’Impero Tedesco, ottenendo una minuscola porzione di terra a maggioranza slava: la Cinquerlizza, che permette ora al regno di affacciarsi al tanto agognato Mare Nostrum.
    Nessuna tensione nemmeno con i nuovi vicini Illirici e la manovra si rivela un successo clamoroso per il giovane re, anche se la costruzione di una città pare l’unica soluzione per aumentare gli introiti commerciali e attirare popolazione.

    Tuttavia è una rosa con molte spine questo biennio magiaro.
    L’Ungheria esce un po’ a sorpresa unilateralmente dall’ANO, dopo che meno di due anni prima Geza aveva bellicosamente difeso lo scisma londinese con provvedimenti fortemente incisivi. Geza giunge a questa conclusione forse rendendosi conto di quanto la nazione, l'unica aderente allo scisma nel cuore d’Europa, fosse provata dal clima conflittuale degli ultimi 4 anni. Con il clero in rivolta la paralisi di fatto della sua politica estera è risultata inevitabile.
    Si tratta però di una mossa molto precipitosa e se la Slovacchia ribelle cessa immediatamente le ostilità e i vescovi romani possono riunirsi a Budapest con gli ex scismatici per fare festa; l’alfiere della romanità, Gofro, nella sua fortezza a Pressburg, può celebrare e far suo un trionfo quasi completo sul Re, che perde molto prestigio a vantaggio di questo scaltro “parvenu” di campagna, il quale nonostante l’incontro, in armi, di pacificazione con Geza alle terme di Svakonim; mantiene di fatto un armata indipendente. Si segnala inoltre la presenza in Slovacchia, ormai ben visibile, di Boris Kalamanos, pretendente al trono ungherese; Boris è una vera mina vagante, dopo aver strappato al re polacco degli uomini armati in prestito, ha rifiutato di accettare la risoluzione dello scisma e, sentendosi tradito un po' da tutta l'Europa, non pare volersi muovere da quella regione portando molta instabilità a causa del suo esercito e dei suoi modi efferati.

    Anche sul fronte orientale sono molti i fedelissimi di Geza a lamentarsi del comportamento reale, soprattutto in Transilvania dove i Tepes si lamentano apertamente della condotta del Re, dopo che le confische a titolo personale effettuate dal conte Josefz, avevano arricchito e di molto, la sua famiglia.
    Le cose poi si complicano con la morte per vecchiaia di quest’ultimo: la seconda moglie Csillag lusinga il Re nella speranza di ottenere il titolo per il proprio figlio di secondo letto Sandor, mentre Ozskar, erede di primo letto, saputo degli accadimenti di Gerusalemme, tenta di coinvolgere apertamente Bisanzio nella faccenda, facendo sapere di avere la volontà di farsi ricevere in udienza dall’Imperatore Bizantino, terminando la contesa innanzi a un arbitrato di giurisperiti.
    Millanteria o realtà, Ozskar non è disposto a rischiare la sua contea.
    La situazione resta quindi tesa per quanto, timidamente, in via di normalizzazione.

    Repubblica di Venezia

    Qualche brusio in Maggior Consilio sollevato perlopiù dalla Congrega degli Acetai, riguardo la lievissima marcia indietro del Doge sulle liberalizzazioni economiche.
    Sembrerebbe un biennio straordinario questo, biennio in cui Dandolo arriva ad uno storico accordo con lo Shah di Persia. La città di San Rebbo in Tiro prende forma dal vecchio villaggio libanese, occupato dai selgiuchidi. Essa diventa la prima colonia Veneziana nel Levante e viene sponsorizzata come un successo politico ed economico straordinario, soprattutto per le libertà concesse da entrambi i firmatari. Il Doge raggiunge l’apice del consenso anche all’estero dove una piccola comunità di ebrei Khazari in rotta, seguendo le rotte del levante giunge sino a San Rebbo e da li in parte a Venezia, in base al decreto “salva ebreo” di qualche anno prima.
    Che sia un bene o un male solo il tempo lo dirà.
    Iniziative anche da parte della Zecca, guidate dalla sapiente mano del Baseggio, con la creazione di una società in Makuria per l’estrazione aurifera e a Firenze dove sorge un banco mercantile che immediatamente comincia a produrre denari per l’alleato Spoletano.
    C’è la mano del doge anche dietro l’edificazione della città georgiana di Santatoga, di chiara architettura veneziana, mentre notevole e di grande impatto è l’appalto delle miniere del Sacro Romano Impero nel tirolese che cominciano ad essere produttive.

    Il Doge prosegue poi nella creazione di mercantili sul modello genovese, con un investimento nautico che migliora anche il resto della flotta.
    Sul finire del 1154 però la fase positiva si interrompe bruscamente: notizie giungono da Gerusalemme e da Gibilterra, e colgono il Minor Consilio e il Maggior Consilio in grande agitazione. Il Doge, con la solita tranquillità, convoca Baseggio privatamente. È il 2 Gennaio del 1155.


    Regni d'Irlanda

    Diarmait muove sull’Ulster e riceve l’esercito guidato dal figlio di Tairdellbach, Brona, che da Sligo si muove oltre lo Shannon per sfidare nuovamente l’erede di Brian Boru e l'assassino di suo padre.
    L’esercito di Diarmait si è allargato di qualche centinaio di unità a causa della defezione di pochi Re e co-Re dell’Ulster, che in cambio di bestiame accettano di riconoscerlo come legittimo Re di Irlanda.
    Brona da battaglia onorevolmente, ma non riesce a sconfiggere Diarmait, che ancora una volta fa pesare la maggior eterogeneità delle sue truppe e l’alto morale.
    Il Re di Connacht deve ritirarsi, anche per non acconsentire a una disfatta totale, ripiegando nuovamente a Sligo, dove Garban di Munster ha mosso le sue truppe in supporto del re di Connacht, pronto all’ultima battaglia che deciderà le sorti dell’Isola.
    Cú Ulad, Re di Ulster, viene imprigionato e ucciso da Diarmait in persona, che ne fa appendere la testa su un palo e passare in parata lungo i villaggi, in tal maniera si assicura, grazie al terrore, la fedeltà dei sottoposti al suo nuovo territorio.
    Mentre Diarmait prepara la stretta finale, vi è però un colpo di scena.
    Nel frattempo infatti i norvegesi sono sbarcati sull’isola! Guidati da Asui, un luogotenente lappone fedele a Sigurd. Trovata Dublino in cenere, Brotar Thorgillsson, giunto coi nordici, versa ora lacrime amare.
    I nordici quindi puntano a stabilizzare l’area del Leinster e soprattutto il regno di Dublino e il borgo di cui partecipano alla parziale ricostruzione.
    Qualche settimana più tardi però, altro colpo di scena: navi genovesi scaricano quasi 13 000 soldati francesi più qualche piccolo battaglione tedesco in casacca normanna, ad appena sei miglia dal campo base di Asui che immediatamente si schiera in posizione difensiva lungo la costa, a meno di 3 miglia dal mare cercando di sfruttare una carica frontale larga, sapendo il lappone di disporre di più cavalli.

    Alle scogliere di Lorn è Vladislao II Re di Boemia, vassallo imperiale, a marciare contro l’esercito nordico, Vladislao usa saggiamente gli arcieri e la propria superiore abilità tattica e numerica; nonostante il maggior numero di cavalleria dell’avversario e la qualità delle sue armi, riesce a imporsi nettamente sull’esercito dei norvegesi.
    Asui si ritira verso sud, ma durante la rotta, inseguito dalla cavalleria reale, preso un arco scocca una freccia dal proprio cavallo la quale riesce a ferire il nobile tedesco in pieno volto (Vladislao aveva la visiera sollevata) conficcandosi tra lo zigomo e l’arcata superiore dei denti del sovrano francese.

    Vladislao arresta il cavallo e urla dolorante. La ferita fortunatamente non è mortale e nemmeno troppo grave, essendo stata la freccia deviata dall’elmo. Lo sfregio invece è terribile e il generale quando riprende a parlare fa fatica ad articolare le parole, dopo che perde più di metà dei suoi denti e parte del palato resta gravemente sfigurato.
    Garban Mac Endai ha parole riprovevoli per l’intervento di entrambe le nazioni, che esorta a non intervenire oltre. Le truppe francesi occupano la collina di Tara e per ordine di Vladislao con molta magnanimità stabiliscono buone relazioni con i poverissimi abitanti. Una delegazione di monaci riceve Vladislao convalescente. Asui invece raggiunge Sligo e si unisce in Connacht agli oppositori di Diarmait, che nel frattempo continua a incendiare e bruciare e devastare il nord dell’isola levando più persone possibili alle armi.


    Regno di Norvegia

    Mentre alcune rotte commerciali vengono nuovamente ricollocate, Sigurd senza troppi fronzoli organizza una missione di soccorso del suo neo parente Brotar a Dublino. Le truppe Norvegesi raggiungono il Leinster nella primavera del 1153, per difendere i possedimenti del Re di Dublino, ma vengono però sconfitte dall’esercito francese sbarcato anch’esso sull’isola. I nordici si ritirano in Sligo, mentre Brotar scampa per miracolo alla morte ed è tuttora disperso.

    L’avvenimento genera grosse ripercussioni e violente reazioni anti-Aquisgrana, nonostante Ingrid, la madre di Inge, sottratta alla prigione norvegese due anni prima, sia riconsegnata dall'Imperatore.
    La totalità della nobiltà nuovamente contro il patto franco-tedesco.
    Il Re, in questa situazione complicata, viene esortato ad intervenire contro i nemici in maniera decisa.
    Tuttavia la pazienza e la lungimiranza di Sigurd sono doti da tutti riconosciute, perciò il Re prende tempo con una legge di sgravi fiscali per le famiglie numerose, cosa che ammorbidisce moltissimi pagani del nord. Ancora Sigurd fa sorgere una nuova città in Norvegia: Oslo; mentre dalla lontana Islanda giungono buone notizie dalla spedizione nordica, la quale si è rivelata un successo per cui l’antica terra del ghiaccio è ora provincia del regno.

    Aldilà di ciò resta il fatto che risolto lo scisma pare essere cominciata la guerra e Sigurd convoca gli jarl e i vescovi nel nuovo palazzo a Oslo il primo giorno dell'anno 1155.


    Regno di Francia

    La Francia vara alcuni investimenti ben riusciti, mentre Bernardo di Chiaravalle comincia l’edificazione di monasteri nelle valli catare, a cui però moltitudini di popolo si oppongono, dileggiando il vecchio monaco, soprattutto in Provenza.
    Tuttavia Bernardo la sa lunga e l’investimento riesce alla perfezione anche se non risolve ancora il problema, si limita piuttosto a spostarlo verso l’Italia, in Savoia in particolar modo e ora anche a Milano città.

    Fallisce la propaganda pro francese di Luigi contro Enrico Plantageneto, che isola gli agitatori con un efficace sistema di controspionaggio, e diplomaticamente li rimanda sani e salvi al mittente, dopo averli fatti mettere alla gogna ad Havre per 2 giorni e 2 notti.
    Eleonora e Luigi VII hanno un secondogenito, che Eleonora chiama Bernardo, in onore al Chiaravalle, che la moglie partorisce in Aquitania lontano da marito.
    Nuove rotte commerciali sono stabilite con varie città europee, mentre le notizie della vittoria di Vladislao giungono in patria facendo levare grida di giubilo al popolino.

    Ducato di Sardegna

    Mentre Barisone continua ad avere dei problemi con la moglie, addirittura una processione alla vergine viene messa in piedi a Torres, affinchè al suo ritorno dal Portogallo egli possa ingravidarla, il povero Salusio comincia a sentire gli acciacchi dell'età, fissa così un editto in cui solamente un figlio tra Lacon-Gunale e Spano potrà divenire erede, tagliando fuori eventuali bastardi.
    Nel frattempo Spano non si fa venire il sangue amaro, anzi inizia l'anno facendo le prove con una giovane di modi generosi e sottane ballerine, tale Filippa Mona, che da alla luce un pargolo, bastardo, chiamato quasi per divertimento Eros. Mentre Spano fa esercizio di virilità i sardi operano le loro solite perlustrazioni marittime. Al ritorno dal torneo portoghese Barisone riceve la richiesta da parte di Costantino Spano, di sposarne la sorella Giorgia, visto che l'editto del Salusio lo presupponeva implicitamente. Di figli nel frattempo nemmeno l'ombra.
    La lotta a colpi di matrimoni prosegue in Sardegna, mentre Barisone chiede il supporto di giurisperiti siciliani per eventualmente contestare la richiesta del suo rivale di Gallura davanti al Duca.
     
  3. Rebaf

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    Imamato di Madina Mazurcaa

    Biennio tranquillo per i madinesi delle Baleari. Provoca qualche preoccupazione la guerra tra il califfato e al-Arabiyya, anche se l'Imamato è sotto la protezione genovese vedere, e sentire, di un genocidio perpetrato ai danni di fratelli kharigiti porta grande sconforto tra la popolazione e l'elitè dirigenziale dell'isola. Per il resto ordinaria amministrazione.

    Sultanato di al-Arabiyya

    Le forze del califfato Abbaside sono troppo numerose e l'esercito dei kharigiti di al-Arabiyya si ritrova più che dimezzato, inoltre avviene una sorta di genocidio nella regione del Kuwait, appena persa, creando grossi problemi di sovrappopolamento nella regione del Dharan. Proprio in quest'ultima regione, infatti, si è rifugiato l'esercito in rotta e tutto lo stato maggiore del sultanato. La situazione pare disperata e la breve parentesi di questa entità statale pare già conclusa.

    Regno di Curonia

    Di ritorno dal Torneo di Lisbona Vairis è accolto come un eroe, il re pagano indice un giorno di festa e distribuisce pane a tutti. I suoi consiglieri, soprattutto i missionari ortodossi, storcono un po' il naso di fronte a questo sperpero di denaro dalle casse statali ma, di contro, i re confederati a Vairis sembrano felici per la mossa demagogica di Vairis.

    Preoccupa invece la situazione dal punto di vista religioso, se Vairis ancora non si è convertito al cristianesimo e i principali re confederati osteggiano ancora la religione cristiana, il popolino si sta battezzando in massa. Il reale problema, pero', sono le derive ereticali che il cristianesimo sta prendendo proprio tra gli strati più bassi della popolazione. Unendosi sincreticamente alle religioni tradizionali della Curonia, la figura di Gesù sta prendendo piede a scapito della trinità cristiana e i primi preti ordinati, quasi tutti ex sciamani o sacerdoti pagani, professano una natura unicamente divina di Gesù rifiutando il dogma niceano. Gesù è vista coma una divinità messianica che, incarnatasi in un corpo mortale per perseguire i suoi fini ma mantenendo unicamente una sua unica natura divina, è giunta sulla Terra per spazzare via le vecchie divinità legate ai cicli della Terra. I preti della Curonia, quindi, arrivano a professare non tanto un monoteismo di stampo teologico ma quanto un monoteismo di stampo "militare" in cui Gesù avrebbe eliminato tutte le altre divinità rimanendo come l'unica divinità suprema. Rifiutando così la trinità si sta lentamente andando per un nuovo tipo di cristianesimo che i missionari ortodossi, che invano tentano di fermare queste derive, chiamano "superiorista".

    Regno di Danimarca

    Biennio tranquillo in Danimarca, la risoluzione dello scisma pare aver portato un po' di serenità anche se la situazione non è ancora risolta del tutto a causa di alcuni membri del clero danese non soddisfatti in toto dalla bolla papale promulgata da Vittore IV.

    Regno di Scozia

    Dopo le guerre e le morti di re ed eredi la situazione si normalizza in Scozia. Si segnala solo un patto con l'Ordine del Tempio per una serie di facilitazioni che l'Ordine avrà in Scozia per l'arruolamento di cavalieri scozzesi. Il re, invece, rifiuta fermamente la proposta di annessione che gli giunge dal Gran Maestro Everard des Barres bollandola come "ridicola".

    Comune di Lucca

    Biennio di fuoco a Lucca. Il capo della casata dei Pontremoli, famiglia nobile della Garfagnana, accusa il Guinigi di contatti con Genova affinchè il comune sottostia al dominio della repubblica ligure. Reclutato un esercito di circa 5000 uomini, il Pontremoli muove dalla Garfagnana verso la città di Lucca per portare avanti le sue regioni con la forza. Ad Aulla, pero', si scontra con l'esercito comunale del console che, data l'inferiorità numerica, ne esce sconfitto. L'esercito del Pontremoli pone dunque d'assedio Lucca che, pero', grazie alle portentose mura della città resiste senza troppe perdite.

    Nel frattempo il Guinigi, che in infuocati comizi tenuti nella città sotto assedio accusa il Pontremoli di essere manovrato da Firenze, manda ambascerie a Genova e a Milano chiedendo aiuto militare e una dichiarazione di guerra al Comune di Firenze, reo di essersi intromesso in questioni interne dello stato lucchese. La situazione è molto tesa, giacchè il Pontremoli, invece, fa leva sulla bolla papale del defunto papa Eugenio III in cui Lucca doveva entrare a far parte della sfera d'influenza Spoletana.

    Comune di Milano

    E' un biennio tranquillo, Landolfo Soresina torna, nonostante la sconfitta, da eroe grazie alle buone prestazioni ottenute nel Torneo di Lisbona. Preoccupa solo il lato religioso: il lariano e l'orobico sono infatti preda del patarismo. Una Casa del Tempio viene costruita ma pare che i cavalieri templari, almeno per ora, non possano arginare efficaciemente il fenomeno.

    Arcivescovato Repubblicano di Pisa

    Tutto tace, l'arcivescovato repubblicano pare quasi in una bolla impenetrabile dall'esterno. Qualche preoccupazione solo per le frequentazioni di Violante Ziani, moglie del tribuno Sebastiano, che pare essere in contatto con frangie estremiste del popolino pisano che, ancora, in toto non accetta l'autorità tribunale e arcivescovile imposta da fuori dopo i moti di Pisa.

    Giudicato di Arborea

    Biennio tranquillo, la stipula dei trattati con Sicilia e Sardegna garantisce l'indipendenza di Arborea che, nel frattempo, si avvicina ancora di più a Genova che vede come sua unica alleata affidabile nell'area.

    Repubblica di Siena

    Giunge a Siena il nuovo arcivescovo, Rolando Bandinelli, membro della curia romana, viene infatti inviato nella città toscana. Il Bandinelli, di opinione moderate, riesce a far arginare il conflitto tra guelfi e ghibellini che lacera la repubblica di Siena. Tuttavia la situazione non è ancora stabilissima, saranno anni di duro lavoro per il neo-vescovo.

    Per il resto tutto tace, il console Duccio valli continua il suo governo tra l'appoggio pressochè totale delle famiglie nobili senesi.
     
  4. Toga!

    Toga! Chosen one

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    Contea di Savoia

    Grandissimi problemi in Savoia. L'ingresso soffertissimo in Aquisgrana non trova beneficio a causa dell'invasione vera e propria di Catari francesi. Dalla savoia i catari si mescolano coi patarini lombardi, creando e fondando comuni che mettono in ginocchio il fisco savoiardo. La nuova casa dei templari appena fondata registra una ventina di pesanti scontri, con ronde incontrollate templari nelle campagne che se da un lato malmenano gli eretici, dall'altro lato sconvolgono la popolazione. La Savoia chiede ai templari lusitani maggior controllo e disciplina dei propri adepti

    Quasi il 30% della popolazione sta abbandonando il cristianesimo, l'indebolito dell'ultimo lustro della chiesa cattolica a causa del concilio londinese ha amplificato la virulenza dell'eresia che oramai controlla tutto il valdostano e comincia a influenzare l'astigiano. Savoia nonostante ciò recluta truppe e si prepara all'epurazione unilaterale del problema, notando il disinteresse più completo da parte dell'Impero e della Francia, duramente ciriticata dal Conte, in quanto ritenuta resposnabile delle orde di predicatori che si aggirano tra donne e straccioni per le vie del piemonte.
     
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