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  3. Famo partì sto fantacalcio. E' tempo di rosicare
  4. E' resuscitato il vecchio gdr Cyberpunk, controlla nell'Antro dei Nerd, barbone.
SoHead: Il forum che ruba la pala della ruspa di Salvini per scioglierci il rame

Report turno 13

Discussione in 'Report' iniziata da TFT, 20/11/2012.

  1. TFT

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    Albània:

    Legge sulla corruzione e sulle terre incolte:

    Umyar II vara una legge volta a distruggere drasticamente il nascente fenomeno della corruzione, direttamente implicato con la sempre maggior romanizzazione del suo regno. Segue poi una legge che concede terre incolte e abbandonate a chi promette di renderlee fertili. Vengono cedute a molti braccianti miserabili un certo numero di appezzamenti in bassa e media montagna, non certo il massimo ma almeno stimolano la crescita economica e riducono la povertà generale. Un'impennata anche nei prodotti laniferi dati sempre da questa legge.

    Il vile tradimento:

    L'esercito Albàno di Deiray è clamorosamente tradito e, salvo alcuni reparti fortunati, totalmente distrutto nelle colline di Cadusi. In patria si scatena immediatamente il più profondo terrore per un'invasione persiana che sembra ormai alle porte. Molti nobili chiedono una pace rapida prima che la Persia giunga a sterminare ogni albàno per vendetta.
     
  2. TFT

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    [size=1.45em]Armenia:[/size]


    Un nuovo re per il regno:


    Vista la fine del triumvirato si decise di richiamare in patria il figlio di Artaxes V. A costui venne dato l'incarico di scegliere il nuovo sovrano d'Armenia; si trattò comunque di una manovra pilotata dalla grande nobiltà che portò all'elezione di Adhur Guschnasp I, un ricco nobile terriero di Yeravan.

    Fine della foederatio:

    Dopo aver preso tempo per diversi anni gli armeni rivelarono la loro intenzione di voler tornare indipendenti, rigettando la foederatio. La cosa fece felice il grosso della nobiltà che non si sentì più vincolata alla politica dei romani e si schierò con Adhur con grande entusiasmo, preparandosi a difendere il regno dal contrattacco.

    [size=1em]Il tradimento:[/size]

    [size=1em]Come fu inaspettata la defezione della Foederatio lo fu anche quella militare. L'esercito armeno si schierò con la Persia e distrusse gli albàni e i laz, quindi fu fermato dagli Iberi a Telavi infliggendo comunque perdite considerevoli.[/size]
    [size=1em]La seconda armata armena si mosse su Teodosiopoli, assediandola e conquistandola con una certa facilità.[/size]
    [size=1em]L'eco della rivolta armena fece il giro del mondo in brevissimo tempo e non fu certo immune ad alcuni contropoteri. Di fatti alcuni nobili deprecarono il comportamento del re, dichiararono decaduto l'usurpatore e posero come nuovo sovrano Artaxes Bagratuni, generale armeno filoromano.[/size]
     
  3. TFT

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    Iberia:


    Misure contro la peste:


    Per arginare l'epidemia di peste di Miskheta vengono prese forti misure sanitarie, costruite fosse comuni e soprattutto stabilite delle zone e dei quartieri di quarantena.
    La cosa, con grande dispendio di danari, da i suoi frutti e in pochi anni l'epidemia viene fermata e debellata senza eccessivi problemi.


    Mano di velluto antipagana:


    Mhirdad, in accordo con il suo clero, decide di concedere sgravi fiscali quinquennali a chi si convertirà alla Vera fede. La cosa trova un certo accoglimento e molti pagani si convertono e battezzano. Le maggiori resistenze si verificano però sugli altopiani della Svanezia e in Alania, dove la popolazione locale non sembra interessata ad abbandonare le proprie tradizioni.




    La guerra persiana:


    Dopo un decennio di trattative l'Iberia accetta di sottomettersi a Costantinopoli come foederata. La mossa provoca un certo dissenso nella fiera nobiltà iberica che non accetta di diventare schiava di sovrani stranieri. Viene concesso il diritto di passaggio alle truppe Laz.
    I fatti interni però passano in secondo piano quando l'esercito persarmeno tenta di conquistare Telavi.
    Mhirdad fa recapitare immediatamente la dichiarazione di guerra ai suoi aggressori e giura vendetta immediata.
     
  4. TFT

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    Sassoni:


    Un solo popolo:


    L'esodo dei Vandali a nord non impaurisce la confederazione sassone, che anzi vara una legge dove sono donate pari dignità ai fratelli Vandali, martiri contro gli invasori Unni.
    Non viene specificato nulla a livello religioso, pertanto le piccole minoranze wotaniste dei Vandali cominciano a stabilirsi in Sassonia con una certa tranquillità.
    L'esercito Sassone pare deciso a far vedere le unghie ai nemici Unni e lancia una serie di rapidi raid contro di essi e i loro alleati Lemovi.
    La cosa però non turba particolarmente Ellac, che anzi raduna un grosso esercito e lo ammassa al confine.
     
  5. TFT

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    Alemanni:


    Torismondo il colto:


    In questi anni Torismondo Barbaforcuta decide come prima cosa di stabilire un'istruzione di base per tutta la popolazione, finanziata dal regno stesso. Nonostante la spesa sia elevata il livello di alfabetizzazione si alza di molto, anche se si nota una certa resistenza da parte degli strati più bassi della popolazione.
    Inoltre vengono inserite alcune modifiche strutturali all'equipaggiamento della fanteria e un raid ai danni degli Unni.
    Con immenso giubilo da parte della popolazione le tasse assolutamente impossibili in auge fino ad ora vengono praticamente dimezzate.


    I problemi religiosi crescono:


    Il preludio di una guerra religiosa diventa molto più concreto. Il re non da ulteriori disposizioni favorendo una religione o l'altra perciò molti decidono di fare da sè.
    Capitanati da un gruppo di preti una folla di almeno 500 persone armate alla meno peggio si lancia all'assalto di diverse fattorie norrene, incendiandole ed uccidendone gli abitanti dopo averli battezzati.
    I nobili norreni, proprietari delle terre, armano parte del loro esercito e rispondono al fuoco con il fuoco. Vengono assaltate almeno 5 cappelle, due chiede e tre monasteri, i prelati impiccati agli alberi sacri.
    La nobiltà norrena chiede la deposizione immediata di Torisomondo "il traditore" e auspica la salita di suo figlio, ancora fedele all'antico culto.
     
  6. TFT

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    Onogurs:

    Una mandria di figliuoli:

    Il capotribù decise che era giunto il momento di ampliare la sua famiglia molto amata e quindi si dedicò con grande energia ai doveri coniugali. Naquero ben 5 figli, 3 maschi e due femmine.
    Stranamente il sovrano non si dedicò minimanete alla gestione economica ma continuò ad arraffare danari a spese dei propri vicini.
    Un grosso esercito scese a sud passando dalle terre degli iberi senza incontrare resistenza e razziò un po' la parte alta dell'Anatolia. L'obbiettivo pareva essere Antiochia ma i cavalieri tornarono a casa carichi di bottino ben prima di raggiungerla.
    Un secondo esercito, interamente di cavalleria, mosse in direzione della Cimmeria devastando le terre dei Kurtiurg, impegnati ad est, tuttavia raccogliendo un bottino alquanto misero.
     
  7. TFT

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    Kurtiurg:


    Sedentarizzazione:


    Dopo una lunga marcia verso occidente il Kurtiurg si ferma definitivamente nelle terre occupate, forse non riuscendo a scacciare gli Unni protetti dai fiumi e dalla steppa.
    Come prima cosa per consolidare il proprio dominio i Kurtiurg razziano le popolazioni sottomesse ma subiscono a loro volta un raid dai vicini Onogurs.
     
  8. TFT

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    Ghassanidi:


    La guerra persiana:


    L'esercito ghassanide si impegna a supporto dei romani come richiesto. L'esercito arabo si muove a difesa della Mesopotamia romana attuando una tattica mordi e fuggi lungo l'Eufrate.
    I persiani occupano facilmente Al Hira e Mhundir ma giungono completamente sfiaccati in Mesopotamia, dove si ritirano lasciano il campo al contrattacco ghassanide.
    Si segnala la costruzione di una chiesa a Petra.
     
  9. TFT

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    Franchi:


    Politica filoromana:


    L'annessione della nuova provincia non crea alcun problema ai Franchi, che anzi si aggiudicano l'amicizia della popolazione locale concedendo sgravi fiscali alle famiglie con 4 o più figli (praticamente tutte). Inoltre viene creato un forte sistema di prevenzione delle malattie con fosse comuni e altro.


    La conversione:


    Molto scalpore lascia nel regno la conversione pubblica di Meroveo e della sua famiglia alla religione apostolica. Le minoranze romane e Roma stessa si dichiarano entusiaste e diverse voci parlano di rendere il regno dei Franchi una provincia romana, donando la cittadinanza ad ogni suddito franco.
    La cosa però non piace a tutti, specialmente dopo che Meroveo dona terre ai nobili che decidono di convertirsi.
    Il grosso della nobiltà e del popolo non si lascia abbindolare, nonostante vengano inviati stuoli di preti a convertire Aetrabatia e Frisia, le zone di più intensa presenza cristiana.


    Salii e Ripuarii:


    Legittimati da un potere sempre maggiore i cristiani di Frisia, sobillati dai preti, si lanciano in una serie di scorrerie punitive, che spesso sono date da fatti personali, contro i norreni. Il tutto culmina con la distruzione della foresta sacra di Frisia, che viene devastata da un incendio di 3 giorni.
    I norreni insorgono in massa maledicendo Meroveo e i suoi ma l'arrivo tempestivo dell'esercito regio disperde gli insorti, causando oltre 400 morti e 3000 feriti.
    La nobiltà norrena si riunisce a Menapi, roccaforte pagana e celebra i sacrifici rituali all'Irminsul, dopodichè giura vendetta e nomina un proprio leader che sfida l'autorità di Meroveo, Asmondo dei Ripuarii.
    L'esercito a questo punto è allo sbando, non sapendo se seguire l'uno o l'altro.
    Nonostante Asmondo non dichiari formalmente guerra all'attuale re la situazione rimane tesissima e un passo falso potrebbe portare alla guerra civile.
     
  10. TFT

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    Dani:

    Nelle isole britanniche:

    Sven il Rosso patrocina un forte attacco in Caledonia, non prima di aver sistemato per bene la Pittia. La regione infatti viene devastata dall'esercito, che massacra tutti gli abitanti che riesce a trovare e li sostiuisce con coloni provenienti dalle isole danesi.
    Disgraziatamente il tentativo di combattere i Caledoni a sud riesce di meno e l'esercito subisce un colpo molto duro che ne brucia l'espansione.

    Rivolta degli Angli:

    Il governo di Sven decide di cambiare radicalmente la politica verso gli Angli. Sono ripristinate le leggi di tolleranza varate dal sovrano precedente e in più una legge sui matrimoni misti che considera i bambini meticci come Dani a tutti gli effetti.
    Disgraziatamente la misura non porta buoni risultati, anzi approfittando della lontanaza delle truppe gli Angli si ribellano apertamente e incoronano Rodd Dentedidrago come loro Duca.
    Il nuovo sovrano anglo rivolge ancora una volta la sua preghiera a Sassoni e Angli " fratelli d'armi che hanno abbandonato l'onore per le spade dei Dani".

    Molte agevolazioni:

    Sven si dimostra molto fantasioso e comprende che per avere un'economia florida bisogna attuare diverse riforme. Vara quindi una riforma del sistema di forgiatura del ferro, una riforma agraria mediante cessione di terreni incolti.
    Si tenta poi di formare un esercito di leva su base quinquennale, cosa che incontra forti resistenze dall'elite guerriera norrena ma in ogni caso la legge non è ben specifica e si pensa ad un suo varo futuro.
    Inoltre si creano delle gilde per le arti e i mestieri, migliorando il sistema delle fare già presenti.
    Tutte queste leggi però, come ci si piò immaginare, richiedono molto denaro e le casse dei Dani non sono così piene.
    Si tenta inoltre una colonizzazione della Rugia ma la cosa non va benissimo. I coloni sono attaccati dalle tribù locali e confinati in alcuni villaggi fortificati sulla cosa.
     
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    [size=1.45em]Caledoni:[/size]


    Misure sanitarie:


    Le già presenti leggi per l'igiene vengono ulteriormente migliorate sotto la guida di Etaine, sorella di Oreste II, conoscitrice del mondo romano. Attraverso l'uso della quarantena e di particolari accorgimenti si riesce ad evitare un'ulteriore diffusione della malattia nelle zone caledoni, che invece si propaga nella parte occidentale dell'isola.


    La riconquista continua:


    L'esercito di Brix viene inviato a tappare a nord mentre Oreste II muove contro gli Anglosassoni occupando il Kent. Dopodichè l'esercito è richiamato a nord da un efficacissimo sistema di vedette che lo avvisa di un imminente attacco in Caledonia.
    Il resto dell'esercito romano in loco continua la sua marcia da solo e conquista Cantiaci prima di fermarsi.
    La vittoria in Caledonia pone un grosso freno al problema dei Dani, mentre un nuovo contingente, questa volta di 7000 Hiberni sbarca a Luguvallium.
    Si segnala inoltre l'arrivo di un contingente franco a Cantiaci a supporto dell'esercito romano.


    Schiavi e Scoti:


    Per ovviare alla carenza di popolazione sul territorio i Caledoni untilizzano la manodopera della popolazione anglosassone appena catturata, spargendola un po' ovunque per i propri dominii.
    Disgraziatamente la presenza degli Scoti nelle Ebridi si fa sempre maggiore, tanto che in pochi anni dichiarano un proprio regno.
     
  12. TFT

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    Bretagna:



    L'arrivo:


    In questo periodo, data la pressione anglosassone in loco, moltissimi britanni decidono di fuggire sul continente per evitare la morte.
    Il grosso di questa gente si ritrova nell'antica armorica gallica, che rinominano Bretagna.
    Effettivamente parte dell'Impero romano, la Bretagna viene occupata da questo stuolo di fuggiaschi che rendono complicate le comunicazioni con Roma, specie in questi anni traballanti.
    Non è ancora chiaro se i britanni creeranno uno Stato a parte o si faranno annettere da Roma.
     
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    Anglosassoni:


    Il nuovo leader e la difficile guerra:


    Morto per cause naturali il vecchio sovrano viene eletto come nuovo anglesaxenwalda Sven, il decaduto Earl del Kent.
    Il nuovo sovrano conduce una migrazione massiva dei suoi verso l'est del Paese, sfuggendo alla tenaglia dei suoi nemici e potendo così continuare la guerra a nord, colpendo Brummagen che viene devastata alla solita maniera degli Anglosassoni.


    La fine del conflitto?:


    Dopo quasi 40 anni di guerra ininterrotta i contendenti sono ancora ad un punto morto. La Britannia ormai non risulta nientaltro che un deserto rossastro, dove imperversa la peste ad uccidere i pochi abitanti rimasti e devastare la terra non ancora bruciata.
    A conti fatti gli Anglosassoni offrono una tregua ai Caledoni che tuttavia non danno alcuna risposta.
    Nei prossimi anni forse arriver´la soluzione.
     
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    Mauri e Getuli:


    Predoni del deserto:


    Dopo aver colpito per una decina di anni le popolazioni berbere del sud stabiliscono una tregua quinquennale con i romani. Voci parlano del pagamento di un forte riscatto per liberare le zone occupate. In ogni caso i guerrieri del deserto tornano verso sud con un ricco bottino.
     
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    Visigoti:

    Il patto di Ratiara:

    Come annunciato gli anni precedenti viene stabilito un patto di alleanza scritto fra Visigoti, Gepidi, Alani d'Oriente e Goti Cimmeri. La cosa fa guadagnare un grosso prestigio al Concilio dei nobili visto che il comando militare dell'alleanza viene affidato interamente ai Visigoti, che avranno la piena facoltà di come disporre degli eserciti alleati.
    Sfortunatamente alcune incomprensioni impediscono una manovra efficace ed unita ma il non attacco degli Unni lascia nelle più totale tranquillità tutti i membri della coalizione.

    Le persecuzioni:

    I due vescovi più potenti della Gotia sono messi al comando di un'operazione di epurazione delle minoranze, nonostante l'esplicito parare di Costantinopoli.
    La cosa si rivela un coltello a doppio taglio visto la presenza numerosissima di non ariani (circa il 15% della popolazione).
    Nella capitale Ratiara si sviluppano vere e proprie guerriglie sedate con grande fatica dalle prefetture locali, mentre a Dorostrum un gruppo di ellenisti da fuoco ad una chiesa ariana invocando la forza e benedizione di Serapide.
    Ma l'evento peggiore si verifica in Gotia. Qui la popolazione, in massima parte norrena, che si era schierata con i Visigoti a causa delle persecuzioni del re ostrogoto tempo addietro, urla al tradimento e imbraccia le armi per reinstaurare un regno ostrogoto.
    La presenza delle truppe visigote in loco stronca la nascente ribellione, lasciando comunque una forte cicatrice nella popolazione.
    Per quanto riguarda la politica estera, Costantinopoli risponde apertamente alla provocazione visigota facendo crocificcere il vescovo inviato ad Atene e muovendo qualcosa come 10 legioni al confine con le terre dei "foederati".
     
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    Alani d'Oriente:

    Misure belliche:

    Con la guerra unna in atto il sovrano alano si trova più o meno costretto a raccimolare denaro raddoppiando le imposte a tutta la popolazione. La cosa non piace per niente e si verificano già sporadiche rivolte, specialmente di quei nobili filounni che mal vedono la rivolta ma la situazione rimane sotto controllo, per ora.

    Prepararsi alla battaglia:


    Forse temendo una morte prematura il sovrano pone come erede non suo figlio ma l'ammiraglio Macare, un antiromano di religione ariana della fara Occidentale.
    Per tenere calmo il popolino re Asi consacra una radura agli dei e attua delle misure igieniche di base in alcune zone del proprio territorio. Male va la creazione di una città che viene decantata ma non si trovano i fondi necessari per l'opera.
     
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    Impero romano d'Oriente:

    L'offensiva persiana:

    L'attacco persiano non giunge inaspettato ma inaspettata è la reazione dell'Armenia che causa un vero e proprio crollo del fronte caucasico, dove i romani contavano di tenere impegnati dai 30 ai 50.000 persiani.
    Con queste forze libere i persiani possono lanciare un assalto in forze contro la Siria e la Mesopotamia.
    Mentre in Mesopotamia subiscono l'attrito causato dai Ghassanidi, nonostante riescano a conquistare buona parte della zona, molto più fortunata è la spedizione siriana.
    L'esercito del Gran Re infligge una serie di ripetute sconfitte al generale Basilisco e riesce ad occupare Antiochia, la Porta d'Oriente. Anche Teodosiopoli cade sotto la pressione inaspettata degli Armeni, mentre viene respinto un attacco a Gerusalemme dalla guarnigione del generale Anastasio, che sconfigge un esercito persiano tutto sommato abbastanza numeroso per un fronte secondario.
    Basilisco viene richiamato e destituito dall'incarico, il comando dell'esercito è affidato allora a Tarassicodissa, fratello dell'Imperatore che raduna un enorme esercito a Tarso e si prepara al contrattacco.
     
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    Khanato Unno:

    Dengizico:

    Con l'aiuto di Svevi e Turingi gli Unni riescono a sedare le continue rivolte del loro impero e a prepararsi per la guerra a sud. In questo clima Ellac viene ucciso in un'imboscata dal fratello Dengizico, che si proclama nuovo Khan.
    Dengizico riesce a tenere saldo l'Impero fermando l'invasione dei bulgari del Kurtiurg ma deve accettare il fatto compiuto lasciando indipendenti i Turingi a cedendo l'Alania agli alleati Eruli, che si muovono verso sud.
     
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    Burgundi:

    Riposizionamento:

    Contro ogni previsione i Burgundi chiedono ed ottengono di migrare a sud, abbandonando il fronte renano. Il nuovo regno burgunde si configura a cavallo dei pirenei, fra l'Hispania e la Gallia Narbonensis.
    La popolazione locale non viene sostanzialmente toccata, le leggi burgunde sono applicate e vengono stabilite misure igieniche per evitare la diffusione della peste. I burgundi si diffondono con una cera omogeneità su tutto il territorio.
    Si segnala inoltre il matrimonio dell'erede Gundobado con una nobile minore.

    Guerra di logoramento:


    In questi anni i burgundi decidono di evitare uno scontro diretto ma di affrontare i nemici con forme di guerriglia e logoramento. Sono numerosi i raid volti solamente ad affamare la popolazione, distruggere edifici o uccidere i contadini vandalici. Si cerca in qualche modo di evitare danni ai romani occupati anche se ovviamente indirettamente subiscono parecchie ripercussioni.
    Le manovre sono molto violente e la popolazione vandalica ne soffre pesantemente.
     
  20. TFT

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    Vandali:

    Migrazione a sud:

    Forse per sfuggire ad un grosso contrattacco da nord il popolo vandalico decise di migrare con grande forza a sud. I baschi approfittarono della situazione per riprendersi la loro terra, non rientrando nell'orbita dell'Impero.
    A sud l'esercito romano ripiegò verso Cadice e Turdetani, lasciando però Cartagena e la ricca Toledo nelle mani del nemico.

    Azione antivandalica:

    Nel frattempo burgundi e romani cercavano di piegare la popolazione vandalica con rapide incursioni volte a affamarla e devastarne gli abitanti. Complice la migrazione la situazione divenne estremamente caotica e complicata. Mentre il popolo vandalico soffriva i primi sintomi di una crisi senza precedenti l'esercito nemico non dava ancora battaglia.
     

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