• Ai compagni fedeli alla linea ci servono ancora i vostri soldi... per il rinnovo del server. Grazie dell'obolo

  • Famo partì sto fantacalcio. E' tempo di rosicare
  • E' resuscitato il vecchio gdr Cyberpunk, controlla nell'Antro dei Nerd, barbone.

Report T2

salvor_hardin

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SSA
Leggi:

Per prima cosa il Congresso Continentale approva una legge che ha tutta l'intenzione di far decollare l'industrializzazione del Paese. Infatti prevede la possibilità di impegnare terreni sufficientemente grandi per poter ottenere un prestito per poter avviare attività non agricole. L'idea di base è buona e fa sperare in ottimi risultati, anche se la partenza non ha avuto il successo sperato visto il "l'embargo".
La seconda legge prevede l'istituzione delle milizie, ovvero esorta i cittadini all'impratichirsi nell'uso delle armi da fuoco mettendoli al centro del meccanismo della difesa nazionale. La legge viene approvata immediatamente ed incrementa notevolmente la difesa dei dello Stato, sopratutto vista l'enorme quantità di armi da fuoco ancora in giro dalla secessione dalla Gran Bretagna e la guerra civile.

Entrata in guerra:
Dopo molto vociferare dell'entrata del Rio Colorado negli SSA, viene finalmente firmato il trattato con quello che resta della Repubblica. Questo atto sancisce l'entrata in guerra degli SSA contro la superpotenza spagnola. Per il momento, nonostante la forte vicinanza delle truppe dei due Paesi da una parte e dall'altra del confine, non un colpo viene sparato. Il dato negativo però c'è lo stesso, ed è duplice. In primo luogo alcuni Governatori iniziano a preoccuparsi per il mancato supporto militare verso il nuovo membro della Confederazione ed a criticare aspramente il Presidente Washington. La seconda nota negativa è che il commercio con uno stato ritenuto estremamente a rischio e completamente circondato da eserciti e flotte con cui è ufficialmente in guerra fa crollare il commercio nell'Atlantico. Il Paese resiste bene anche grazie alle scorte e una buona autosufficienza di materie prima, ma per quelle lavorate la situazione inizia a peggiorare.

Passaggio di consegne:
Anche a causa delle preoccupazioni espresse dai Governatori circa il mancato intervento, il Presidente uscente George Washington decide di ritirarsi a vita privata. Si svolgono così le prime elezioni dello Stato che vedono contrapporsi il Ministro della guerra e vicepresidente Jhon Wayne contro Billy Kidd, un abile generale che tenta di sfruttare la sua popolarità per conquistare il ruolo di Comandante in capo. Dopo mesi di agguerrita campagna elettorale, gli aventi diritto al voto optano per Wayne, che come prima cosa nomina Jobs come ministro dello sviluppo economico.

Infrastrutture:
Sono anni di grandi lavori: per prima cosa viene costruita una serie di fortificazioni in una zona non meglio identificata sul confine con la Spagna, nella speranza di riuscire a respingere un'eventuale invasione. In secondo luogo viene progettata una ferrovia tra le maggiori città del Paese che, se costruita, porterà una rivoluzioni nei tempi di viaggio non indifferente.
 

salvor_hardin

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USA

Pace bianca:
Vista l'alleanza tra Repubblica e USA, quest'ultimo si era trovato in guerra con la Spagna. Con un controverso atti di politica estera, che di fatto fa crollare la credibilità internazionale del governo americano, viene immediatamente sottoscritta una pace bianca tra USA e Spagna, in cui si stabilisce anche una cessione territoriale dai possedimenti di Re Carlo VI a quelli dello stato federale. Immediatamente la Repubblica, sentendosi tradita, dichiara immediatamente guerra agli USA, per poi ritirare tale dichiarazione qualche mese dopo come da accordi per l'entrata negli SSA.

Piano infrastrutturale:
E' un periodo di grandissima attività per lo Stato, che mette in campo progetti a lungo termine per svariate centinaia di monete. Infatti si ritrova a dover chiedere un prestito ingente ai cittadini più benestanti, bisogna però vedere se tra le uscite per le nuove opere e gli interessi il Tesoro riuscirà a reggere la grande richiesta di moneta.
Degno di essere citata è la costruzione della nuova università di Boston, che una volta ultimata potrebbe far correre più velocemente il progresso tecnologico della nazione

Politica interna:
Anche per far fronte all'enorme richiesta di moneta, viene richiesto al Congresso di alzare di ben 7 punti le tasse sui religioni. Molti sono d'accordo sull'innalzamento della pressione fiscale, ma non di così tanto così in fretta. Dai 7 richiesti si giunge alla mediazione di 4, successivamente approvata.
 

salvor_hardin

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PRUSSIA

Matrimoni:
In rapidissima successione entrambi i figli di Federico II convolano a nozze. Il primo ed erede al trono sposa la cugina di primo grado del sovrano del Meclemburgo, mentre il secondogenito la figlia di un generare danese.
Grande festa è per il regno quando viene annunciata la nascita di un erede.

Politica estera:
Per prima cosa inizia la costruzione della linea ferroviaria Berlino Amsterdam. I lavori sono lunghi e faticosi, ma procedono senza intoppi!
Con la Polonia vengono stretti due accordi: il primo prevede un trattato di non aggressione, mentre il secondo intavola rapporti commerciali di scarsa rilevanza, ma potenzialmente nevralgici in futuro.

Politica interna:
Con una mossa a sorpresa il Re decide di aumentare i fondi per l'istruzione di base. Ovviamente il popolo continua a rimanere quasi completamente analfabeta, ma la forbice tra bassa e alta borghesia si riduce di un pochino.
Ma la vera rivoluzione sta nella creazione di un proto stato germanico. Infatti Federico II riesce a mettere d'accordo i sovrani della Dieta del Nord per la creazione di un Parlamento germanico. Sarà eletto a suffragio universale maschile da liste bloccate costituite solo dalla nobiltà e media e alta borghesia. Gli attuali Stati saranno le circoscrizioni elettorali e ciascuna circoscrizione avrà un numero di seggi proporzionato alla propria popolazione. I poteri sono la nomina del Governo e l'approvazione delle leggi. Per tutti i Re è previsto un seggio fisso a vita.
Questo cambiamento, primo di una probabilmente lunga serie di accordi, non è altro che il primo passo verso l'unificazione della Dieta del Nord
 

salvor_hardin

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INGHILTERRA

Politica estera:
Anno molto attivo per la Corona britannica da questo punto di vista. Per prima cosa viene firmato un accordo con Spagna ed USA che rende tali nazione ufficialmente alleate. Per suggellare tale accordo, il Regno Unito versa a fondo perduto 60 monete agli USA.
A distanza di poche settimane un diplomatico inglese viene visto a Parigi, segue immediatamente un annuncio ufficiale da parte del Re che comunica la sottoscrizione di un trattato di non aggressione tra l'Impero e il Regno di Francia. In realtà l'annuncio è fatto quando il Parlamento non ha ancora ratificato l'atto, cosa che infastidisce ulteriormente i conservatori ed erode la già risicata maggioranza. Alla fine di una lunga discussione il provvedimento passa con solo 2 voti in più del necessario, denotando come un cambio del Governo possa mettere a repentaglio il mantenimento di tale accordo.
All'alba del 10 luglio molte unità navali inglesi vengono viste salpare con a bordo truppe, ma la destinazione non viene resa nota. Subito vengono in parte rimpiazzate da un nuovo arruolamento a Londra. Si segnala inoltre l'inizio della costruzione di una caserma nel Dominion del Canada, cosa che permetterà agli inglesi un reclutamento sul posto.

Politica interna:
Frana invece in Parlamento la proposta per il cambio delle circoscrizioni elettorali. Giorgio IV, intuendo il grandissimo problema di una campagna politicamente troppo forte per la società inglese che si è avviata da tempo alla migrazione verso le città, unito ad una forte corruzione, tenta di riorganizzare il le circoscrizioni facendo assai poco mistero del tentativo di far perdere il posto a coloro che effettivamente meriterebbero una cella al posto di uno scranno. Ma le ingenti ricchezze di codesti individui fanno si che la maggioranza questo provvedimento non trovi, finendo così scartato.

Blocco navale:
Come ultima azione, ben due flotte vengono mandate in pattuglia a largo delle coste degli SSA. L'ordine è quello di non permettere il passaggio di eventuali flotte turche. La mossa impaurisce molte compagnie mercantili che decidono di spostare altrove i propri commerci, nonostante la totale mancanza di azioni offensive inglesi nei confronti degli SSA o dei mercantili di qualsiasi nazione
 

salvor_hardin

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OLANDA

Espansione:
L'espansione iniziata dall'Olanda oltre un decennio fa non si arresta. Nel corso dell'anno vengono creati nuovi insediamenti ai confini con le terre dei Boscimani. Tutto scorre tranquillo in un primo momento, nessuno sconfina. Dopo un paio di mesi di pacifica convivenza, le notizie dal villaggio più a nord smettono di giungere nel centro amministrativo coloniale del Sud Africa. Approntata immediatamente una pattuglia per verificare l'accaduto, una volta giunta in loco trova un villaggio completamente bruciato, con cadaveri di cittadini olandesi sgozzati ovunque e qualche indigeno farcito di piombo. Da alcune note del facente funzioni del Governo del luogo si arriva alla conclusione che si è trattato di un attacco a sorpresa da parte degli indigeni.

Politica:
Comincia la costruzione anche della parte olandese della ferrovia Berlino Amsterdam.
Inaspettato invece è ma mancata sottoscrizione da parte spagnola per la creazione di un'area commerciale in cui i dazi doganali da e per le tre nazioni sarebbero stati ridotti.

Militare:
I cantieri navali olandesi hanno fortissime commesse da parte del Ministero della Guerra: ben 5 navi di grandi dimensioni vengono ordinate. Grande preoccupazione viene espressa dalla Danimarca per l'aumento della potenza navale olandese.
Intorno a metà luglio in una notte si perde notizia di navi militari olandesi. All'alba sembrano semplicemente svanite nel nulla
 
Ultima modifica:

salvor_hardin

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RUSSIA

Politica estera:

Vengono firmati ben due trattati con l'Austria, il primo è un semplice acquisto di una tech austriaca e l'abbassamento dei dazi tra i rispettivi paesi. Il secondo, invece, è la pronta risposta all'alleanza prussiana con il Regno di Polonia e Lituania, infatti tramite la firma di due delegati rispettivamente di Austria e Russia viene sancita un'alleanza tra le due.
Degno di essere citato è anche l'invio di esploratori ben oltre ogni villaggio. Si vocifera che siano stati mandati tanto ad est da poter quasi essere considerato ovest...
Altro fatto strano, molte truppe vengono viste lasciare le proprie caserme e dirigersi a sud

Politica interna:

L'anno si apre con un lutto reale: Caterina II di Russia muore nel suo letto per l'avanzata età. Gli succede senza problemi Paolo I Romanov.
Come prima azione, il nuovo Zar aumenta le tasse al clero, cosa che fa infuriare letteralmente il clero. Si dice che addirittura che dai vertici ecclesiastici sia arrivato l'ordine di falsificare i conti e nascondere i soldi per evitare di pagare di più. Effettivamente le entrate sono meno di quelle previste, ma i bilanci non ne risentono particolarmente, almeno per il momento.
Vengono anche iniziate due tratte ferroviarie, una che va da Mosca alla capitale San Pietroburgo e l'altra che da Mosca continua fino agli Urali, ma subito i lavori si fermano. Infatti essendo il progetto stato fatto con estrema fretta, i fondi richiesti non erano sufficienti al completamento.
Dopo il crollo verticale della propria popolarità verso il clero, lo Zar recupera un minimo di credibilità presso la media ed alta borghesia, introducendo un piccolo fondo per chi volesse costruire una miniera nei pressi di San Pietroburgo. Il fondo si esaurisce subito e solo una miniera viene avviata alla costruzione.
 

salvor_hardin

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AUSTRIA

Il Nulla:
E' un periodo estremamente vuoto di avvenimento per l'Austria: gli unici avvenimento degni di nota sono l'accordo con la Russia e la conquista di terre sulla costa atlantica dell'Africa in politica estera, l'ammalarsi del sovrano e il matrimonio dell'erede con la figlia del Sovrano del Wuttemberg in politica interna.

Verso la metà di maggio alcuni reggimenti lasciano Vienna per dirigersi ad est
 

salvor_hardin

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SPAGNA

La guerra continua:

La 9° armata spagnola (2.5/4/2) continua la sua avanzata verso la capitale della Repubblica. Sfruttando le stesse vie di comunicazione usate per i commerci, gli spagnoli speravano di raggiungere il proprio obiettivo in tempi molto celeri e porre così fine alla riconquista. Purtroppo per gli spagnoli, il nazionalismo della Repubblica si fa molto sentire così molti si arruolano, quelli con un minimo di esperienza come fanteria, gli altri come milizie. Nel giro di un mese l'esercito di Rio, grazie anche all'azzeramento delle casse dello Stato per finanziare la resistenza, passa dai 2000 sopravvissuti della battaglia a 3000 fanti e 5000 miliziani.
Durante il percorso, le truppe spagnole subiscono continue imboscate che distruggono un pezzo di artiglieria e qualche centinaio di soldati. La mossa più audace, però rimane l'avvelenamento di alcuni campi lungo la strada che uccide circa 1000 cavalli. Da notare, però, che queste vittorie sono tali sono nello spirito, in quanto costano la vita ai circa 3000 miliziani che si occupavano di organizzare ed attuare le imboscate.
Nonostante tutto gli spagnoli arrivano alle porte della capitale, ma dopo qualche cannonata, Bel Riose, comandate dell'armata, decide accamparsi e aspettare rinforzi per evitare di perdere il vantaggio mandando i propri uomini a farsi massacrare in delle stradine che non conoscono.

Colonie:
Carlo IV, appena appreso della mancanza di nuove comunicazioni della spedizione mandata nel Pacifico, decide di mandare subito un'altra spedizione per appurare cosa sia successo e recuperare eventuali superstiti. La nave giunge a destinazione dopo mesi impiegati a circumnavigare l'intero continente americano. Oltre le isole Hawaii, estremo avamposto spagnolo, viene trovata un'altra isola. Della precedente spedizione non c'è traccia, ma l'isola viene immediatamente proclamata proprietà della Corona spagnola, con il nome di Avenida Central.
La nave poi continua verso ovest, lasciando le isole appena "conquistate" alla mercé di cormorani e tartarughe marine. Purtroppo anche di questa spedizione non si ha più notizia.
Altra impresa ad avere successo, anche vista la conoscenza spagnola della zona, è la presa di alcune terre sulla costa africana, poco sotto le Canarie, tra il Marocco e il Senegal.

Un altro libro:
Sull'onda delle conquiste di isole al di la di ogni terra conosciuta, in Spagna appare un piccolo libro scritto da un membro della prima spedizione verso le Hawaii che riscuote molto successo tra le famiglie borghesi. Non è altro che una narrazione romanzata del viaggio, ma fa subito presa tra la piccola borghesia che sogna lande incontaminate e tra le famiglie più ricche che vedono subito un'occasione per arricchirsi. Il risultato è che alcuni partono alla ricerca di nuovi affari. Per il momento la cosa non rappresenta altro che folklore, ma se adeguatamente coltivata può dare nuova vita all'economia spagnola d'oltre oceano.
 

salvor_hardin

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FRANCIA

Militare:

Grame fermento nelle caserme francesi. in buona parte dell'impero ci sono truppe che si imbarcano. Le prime a salpare sono 16 reggimenti, presi tra Torino e Venezia.
Subito dopo 5000 miliziani vengono trasportati nella colonia di Zanzibar dove li aspettano altrettanti miliziani e qualche unità di fanteria. Appena sbarcarti ricevono tutti l'ordine di conquistare il più possibile del circostante regno di indigeni. Le truppe francesi sono perlopiù milizie, armate alla meno peggio e senza un reale addestramento militare, ma solo qualche rudimentale nozione pratica. Nonostante questo, contro un esercito armato di lance, sassi, archi e frecce la sola forza della polvere da sparo basta a conquistare quasi tutta la parte nord del regno.
L'ultima manovra militare è il l'imbarco di 6 reggimenti di fanteria e 3 di artiglieria da Venezia per lo sbarco in Corsica contro Napoleone. Appena avvistate le navi francesi che fanno rotta verso Bastia, cittadina nel nord dell'isola, le truppe napoleoniche si ritirano nella capitale Ajaccio consci della propria inferiorità numerica.
In questo modo le truppe francesi hanno gioco facile fino alla capitale. Una volta cinta d'assedio quella, Descampes ordina di cannoneggiare le mura finché queste non saranno altro che polvere, e così dopo un'intera notte. All'alba i 6000 fanti francesi entrano nella capitale trovando ad aspettarli solo 2000 uomini con il morale a terra. Circa la metà gettano immediatamente le armi venendo fatti prigionieri, gli altri 1000 difendono strenuamente la cittadina e le loro famiglie. Alla fine non ne sopravviverà neanche uno, ma 1500 soldati francesi sono risulteranno morti con loro. Dopo varie domante poste in maniera non troppo amichevole, alcuni soldati catturati riferiscono che Napoleone è scappato via mare poco prima dell'alba con la flotta e circa 2000 uomini a lui fedelissimi verso una destinazione ignota. In ogni modo, la Corsica è tornata a far parte dell'Impero francese.

Politica interna:
Il governo, come promesso mette a disposizione degli imprenditori 60 monete per la costruzione di una miniera nell'Afrique du Sur e 180 per una ferrovia che unisca Calis con Barcellona passando da Parigi, e Bordeaux con Torino passando da Marsiglia. La miniera trova immediatamente un imprenditore della ricchissima borghesia parigina che, già commerciando con le colonie, decide di ampliarsi. La ferrovia trova anch'essa investitori, ma ci vorranno anni e anni per vederla ultimata, sempre che le finanze private lo permettano. Si stima che un'opera del genere possa passare le 1000 monete, ma nessun calcolo accurato è stato fatto.
Di concerto con la creazione del piano infrastrutturale, la Francia entra a far parte con Olanda e Prussia di una regione nella quale i dazi sono ridotti ai minimi per favorire i commerci. Nell'accordo doveva essere presente anche la Spagna, ma non è ancora pervenuta la ratifica del trattato.
 

salvor_hardin

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OTTOMANI

La presa di Algeri:

L'anno si apre con l'esercito ottomano che cannoneggia senza tregua Algeri, mentre manipoli di uomini battono l'intero stato per assicurarsi il territorio, giustiziando sul posto chiunque gli sbarri la strada. Nel giro di un paio di mesi, l'intera Algeria è in mano ottomana, mentre Algeri è un cumulo di macerie fumanti, con più cadaveri che vivi. Finita la messa in sicurezza delle terre algerine e riunito l'esercito davanti alla capitale, gli Ottomani entrano in città, perdendo neanche 100 uomini dichiarano l'Algeria una nota piè pagina dei libri di storia. Subito dopo la battaglia si sentono molti soldati farsi besse delle minacce marocchine e spagnole. Non un solo uomo si è visto.

La fine dell'Impero:
La notizia della vittoria ad Algeri è appena arrivata al Sultano Abdul Hamid I, che giungono dispacci confusi da tutto l'impero. Dal Marocco al confine nord con l'Austria il messaggio è sempre lo stesso: "avvistate ingenti truppe nemiche". Se tutte le notizie fossero vere, l'attacco sarebbe di proporzioni immani, così si pensa ad uno scherzo di qualche generale. Dopo pochi giorni arrivano notizie dei primi scontri e l'aria a palazzo di fa cupa. In tutto l'impero ci sono circa 70 reggimenti (36/26/10) e 41 navi da battaglia (28/13), ma i dispacci parlano di forze d'attacco che superano i 150 reggimenti e le 80 navi.

La caduta delle Isole:
I primi territori a cadere sono Creta e Cipro. Entrambe senza esercito né flotta cadono in pochissimi giorni. La prima viene presa da Napoli e Venezia che sbarcano sull'isola 6 reggimenti (2/2/2), mentre la seconda cade preda degli inglesi che vi sbarcano un reggimento per tipo di unità. In entrambi i casi qualche tentativo di rivolta c'è, ma rimangono casi isolati ed immediatamente messi a tacere nel sangue.

La flotta distrutta:
Per assicurare gli sbarchi lungo tutto il Mediterraneo, le flotte militari inglesi, della Lega e di Napoli, per un totale di 22 tre alberi e 15 fregate capitanate dall'ammiraglio inglese Oratio Nelson, si congiungono sulla costa turca davanti a Cipro, per poi scendere e navigare sotto costa per distruggere le flotte commerciali e militari ottomane. Innumerevoli sono i vascelli di semplici mercanti colati a picco, così come i trasporti di cibo, causando una delle più grandi carestie che la storia ricorsi. Non una nave sopravvive.
La prima battaglia si ha davanti al Cairo, dove viene trovata una flotta ottomana di 18 vascelli (6/6/6) che nulla può contro gli attaccanti che la chiudono nel porto e la cannoneggiano a ripetizione finché il pezzo più grande non ha le dimensioni di una monetina. Nonostante l'incredibile inferiorità numerica due fregate napoletane vengono affondate.
La seconda flotta attaccata è quella di Sirte, 3 tre alberi e 8 fregate. Anche qui i numeri aiutano enormemente la flotta anglo napoletana, ma la conoscenza della costa e dei fondali da una grossa mano alle piccole e leggere fregate turche, che riescono ad affondare 5 tre alberi rimaste incagliate nel basso fondale, 3 inglesi, 1 della lega e 1 di napoli.
La terza battaglia viene scampata per poco, ma il corpo principale della flotta ottomana viene chiuso nel porto di Algeri e li lasciato, senza attaccare. I marinai sono stanchi e la vittoria potrebbe costare troppo cara.

La discesa dal Caucaso:
Un paio di giorni dopo 8 reggimenti (5/2/1) russi scendono ad est del Mar Nero, non incontrando resistenza. Si fermano a metà tra gli estremi orientali del Mar Nero e del Mediterraneo, dopo aver conquistato tutto ciò su cui hanno calato i piedi.

L'impero spezzato:
Mentre Istanbul veniva messa a ferro e fuoco, 3 reggimenti (1/1/1) francesi sbarcano nel lembo di terra a metà dei possedimenti ottomani in nord Africa, interrompendo ogni comunicazione tra le due parti, sia di ordini che di risorse.

La beffa del Cairo:
Un piccolo gruppo di navi spagnole sbarca 6 reggimenti (2/2/2) sulla costa egiziana vicino al Cairo. Dentro la città, però, sono asserragliati circa 2000 miliziani ed altri 3 reggimenti (1/1/1). La situazione per gli spagnoli appare subito disperata: troppo pochi per attaccare una cittadine ben fortificata che nella storia aveva retto ad assedi ben più grandi. La svolta arriva dopo qualche giorno, quando le porte si aprono da sole.
Un facoltoso nobile egiziano, stanco del dominio turco, aveva reclutato un piccolo esercito privato con il quale aveva teso assalti ai soldati turchi dentro le mura, troppo occupati dagli spagnoli fuori che giocavano al tiro al bersaglio con i cannoni. Così, anche il Cairo e le terre circostanti cadono in mano cristiana, almeno temporaneamente.

La capitale in fiamme:
Mentre una parte dei russi scendeva ad est del Mar Nero, truppe austriache e russe si congiungevano ad ovest, dopo aver conquistato la parte nord dell'impero. Dopo aver organizzato i due eserciti i 44 reggimenti (24/11/9) marciano verso Istanbul. Arrivati alle porte della città i cannoni vengono immediatamente fatti tuonare contro le mura e i 12 reggimenti (5/5/2) a difesa della capitale. In mezza giornata le mure vengono abbattute e 24000 uomini entrano in città, mentre la cavalleria si dispone a attorno per evitare fughe. Immediatamente la situazione appare disperata per gli ottomani, così il Sultano da un ordine drastico: ritirarsi nella parte sud della città ed abbattere tutti i ponti sul Bosforo. E così viene fatto, metà città viene abbandonata alla mercé degli invasori.
In un paio di settimane il genio militare costruisce ponti di fortuna con delle barche da pescatore trovate sul posto, nel giro di mezza giornata cade anche la sud della città, ma del Sultano nessuna traccia.

Il massacro di Algeri:
La battaglia più grande si ha però ad Algeri. Le mura della città sono inesistenti dopo il bombardamento turco, ed i soldati ottomani devono ancora riprendersi dalla battaglia. Gli stessi che ridevano del fatto che non si erano visti né marocchini né spagnoli sono i primi a perdere il sorriso quando le vedette danno l'allarme. In città sono presenti ben 37 reggimenti (2/20/10/5) turchi, ma fuori ce ne sono 55 della Coalizione (26/19/10).
Immediatamente accerchiata la città per evitare di lasciare superstiti i cannoni di entrambe le parti iniziano a tuonare. Non riuscendo a venire a capo di nulla, la Coalizione decide di non sprecare ulteriori colpi ed attendere. Dopo una settimana i viveri all'interno della città finiscono e l'esercito turco, sapendo di essere comunque destinato alla morte, decide di portarsi con se quanti più nemici possibile. Così, sulla piana davanti ad Algeri i due eserciti si scontrano. Immediatamente i cannoni tornano a tuonare. L'esercito ottomano è sfinito, prima una battaglia e poi la carenza di viveri l'hanno fiaccato nel corpo, ma lo spirito è più vivo che mai, decisi a vendere cara la pelle, anche perché con l'interruzione da parte dei francesi delle comunicazioni non sanno niente degli altri attacchi.
Nel giro di poche ore la piana viene intrisa del sangue di circa 35000 uomini e 18000 cavalli. A fine giornata non un turco è ancora in piedi.
L'esercito entra in città e li si accampa, mentre i generali dei vari contingenti si accordano su cosa fare della flotta e dei marinai ormai morti di fame. Alla fine viene deciso che non ci devono essere superstiti. Le porte della città che danno sul porto non vengono aperte e la flotta della Coalizione cannoneggia senza pietà chiunque tenta di allontanarsi. Molti marinai turchi cadono preda di malattie, fame e disidratazione. Dopo un mese non ne rimangono che un centinaio che si sono dati al cannibalismo per sopravvivere. Senza fare la fatica di uccidere i pochi superstiti, viene appiccato fuoco alle navi turche, facendole affondare tutte.
A lungo si era battuto se poterle riutilizzare, ma alla fine si era optato per l'affondarle perché un mese di malattie e cadaveri le avrebbe rese perlomeno malsane.


Questo è il quadro politico una volta ultimati gli attacchi:

Ormai il Paese è alla mercé di piccoli gruppi armati indipendenti. Non esiste più un ordine costituito, l'impero ottomano ormai esiste solo sulla carta.
 
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