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  2. Ai compagni fedeli alla linea ci servono ancora i vostri soldi... per il rinnovo del server. Grazie dell'obolo

  3. Famo partì sto fantacalcio. E' tempo di rosicare
  4. E' resuscitato il vecchio gdr Cyberpunk, controlla nell'Antro dei Nerd, barbone.
SoHead: il forum che ti regalerebbe un rene

Diplomazia Da nord a sud

Discussione in 'GDR' iniziata da Enichaos, 31/07/2020.

  1. Enichaos

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    Il carro era pronto e carico, il viaggio sarebbe stato lungo, quindi erano stati scelti prodotti che non si sarebbero rovinati, soprattutto a base alcolica, vista la destinazione.
    Naled era abbastanza scocciato, sembrava che la sua Bruma gli affidasse di continuo incarichi lontano da casa.
    ...Non che avesse qualcosa o qualcuno a cui fosse minimamente legato, a Kalassia, ma viaggiare era sfiancante.
    Ildan, dal canto suo, stava sincerandosi che il carico fosse ben fermo nella carrozza: c'era dell'ottima produzione, stava ancora cercando di valutare quanto sarebbe stata la perdita...
    D'altro canto, un dono resta un dono, e nulla di gratuito è veramente a buon mercato: sarebbe stata una buona leva.
    "Dobbiamo proprio andare così lontano?"
    "Naled, un nuovo mercato è la chiave per il profitto. Non è una delle nostre regole, ma potrei farla aggiungere."
    "Va bene, ma ci sono posti più vicini... perchè non la Nuova Orda, ad esempio?"
    "I pelleverde tendono ad esserci amici ormai, ma non penso abbiano i soldi per permettersi anche solo un cambio di braghe."
    "E cosa vi fa pensare che i kal'talaikal siano diversi?"
    "...anche solo dove vivono. Hanno scelto un territorio ricco di risorse, dove i pakkai'tol hanno scelto di avere molti cavalli."
    "...Fino a Belegost, quindi? Sarà rischioso arrivare alla loro capitale..."
    "Non ci serve un incontro col loro sovrano o un dignitario. Ci serve di far conoscere i nostri prodotti, la nostra gente e le nostre intenzioni. Nura Pente andrà benissimo."
    Il sicario annuì al mercante, mentre quello entrava nella sezione coperta, lasciandolo da solo a governare i cavalli.
    "Nel mentre" aggiunse la voce da dentro il carro "potreste raccontarmi un po' delle leggende di voi Ombre... e io dovrei avere della carne speziata in stile Troll per voi. Che ne dite?"
    ...sarebbe stato un lungo, lungo viaggio...
    @EuanIronfist presentiamoci ufficialmente dato che non abbiamo alcun tipo di rapporto! :emosewa:
    A te la seconda mossa, visti gli accordi che ho con gli stati in mezzo dovrei arrivare fino ai tuoi confini senza eccessivo disturbo...

    @Silen come suggerito, giocata per far avere i primi rapporti tra due dei popoli più reclusivi di Ea :yuhuu:
     
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  2. EuanIronfist

    EuanIronfist One of many

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    "È uno scherzo vero?" Re Braum del Clan Spezzapietre era incredulo nell'udire le parole del Karugrombthi, l'anziano sacerdote di Wotan e dei progenitori. Ma il cipiglio severo del nano gli fece capire che forse aveva usato un tono poco consono, Thorek Cipiglioscuro era proprio fedele al suo nome. Neanche il rango di Re era esente dal rispetto che si doveva portare ad un Karugrombthi, o Antenato vivente nella lingua comune, e Thorek era il più venerando fra i nani di Nagrond.

    "Karugrombthi, capirai anche tu che questa richiesta è inusuale al limite del pericoloso... Non sappiamo praticamente niente di queste genti, e quel poco che si sa non è certamente positivo..." Provò a spiegare con un tono più diplomatico il Re.

    Ma il cipiglio di Thorek non mutò, il volto pareva scolpito nella pietra. Braum rilesse ancora una volta la missiva dell'Alto Re, rilasciare dei lasciapassare a due drow proveniente dal Matriarcato di Khalassia i cui scopi non erano per nulla specificati.
    Poi con un sospiro si arrese.

    "Farò quanto richiesto dal l'Alto Re Alriksson, come il mio dovere mi impone. Ma che sia noto che sono fortemente contrario a tutto ciò!"

    "La tua opinione è nota, ma superflua. Fa in modo che non capitino incidenti, ne va della reputazione dell'Alto Re"

    Braum sbuffò, come se accettare dei Drahzelgi non fosse già di per sé un'azione che andava a danneggiare la reputazione. La sua in primis soprattutto.


    ***

    Quando il carro raggiunse il passo montano che conduceva a Glokarodar, venne fermato da un gruppo di nani armati. Questi senza dire una parola di benvenuto o che altro, iniziarono a scrutare il cocchiere e a parlottare a voce bassa fra loro indicando più volte il carro coperto. Stranamente parlavano in comune, un udito fino avrebbe potuto capire che erano indecisi sul da farsi, si aspettavano un convoglio con due Drahzelgi, mentre qui ne vedevano solo uno...


    @Enichaos scusa, orribile escamotage per la roba dei lasciapassare, ma non volevamo certo far finire in galare i tuoi xD
     
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  3. Enichaos

    Enichaos One of many

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    I confini erano chiusi. Ecco cosa succede a non iniziare un rapporto tra nazioni con del sano spionaggio: lo avrebbero saputo prima, e sarebbero riusciti a non essere fermati.
    Solo a questo stava pensando Naled, quando i nani di sorveglianza ai confini fermarono il carro per poi mettersi a parlottare tra loro; se volevano il secondo elfo, gli bastava bussare per farlo uscire.
    "Eccomi, eccomi..." disse Ildan da dentro il carro, affacciandosi dai tendaggi un attimo dopo, gli occhi socchiusi per lo sbalzo di luminosità "Guardie di confine, nulla che non ci aspettassimo"
    Scese dal carro, le mani guantate sempre ben in vista "Buon pomeriggio signori, c'è qualche problema? Vi assicuro che abbiamo intenzioni candide quanto la mia pelle"
    Gli piaceva, giocare sul fatto che il suo aspetto era estremamente simile a quello di un cugino di superficie particolarmente pallido "Veniamo per parlare di commercio e di reciproco profitto"
    "Ci sapreste indicare la strada per la città più vicina? Il viaggio è stato incredibilmente lungo, e vorremmo evitare di perderci"
    continuò, completamente ignaro della necessità dei lasciapassare...
    Rispettiamo le premonizioni dell'anziano :profeta:
     
  4. EuanIronfist

    EuanIronfist One of many

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    Se all'inizio i nani sembravano quanto meno sospettosi e guardinghi l'udire il secondo membro sembrò calmarmi lievemente. Fino a quando questi non fece la sua comparsa, pelle candida come la neve dei freddi picchi dei monti e occhi chiari come un cielo primaverile. Che diamine, un Elgi e un drazhelgi assieme era una cosa mai sentita.

    "Certamente. Ve lo aspettavate. Mostrate i lasciapassare e vi indicheremo dove dirigervi" Rispose uno dei nani con un sorriso sardonico. Un altro membro del gruppo di guardia gli diede però una gomitata e gli lanciò uno sguardo severo prima di prendere la parola.

    "Venite da Khalassia? Ci aspettavamo due drow non un Elfo e un Drow, ci hanno dato istruzioni di attenderli e di rilasciar loro i documenti necessari per attraversare..." Così dicendo si avvicinò ai due con dei fogli in mano, presi da tasca da sotto la barba. Oppure proprio dalla barba, anche questa era una possibilità. La mano di tutti i nani era appoggiata sull'elsa delle armi, principalmente asce anche se non mancava qualche martello e un paio di balestre.
    Consegnati i documenti ai due il nano si mise a guardare il carro.

    "Mi sembra abbastanza robusto... Per Nura Pente dovrete proseguire attraverso il passo, svoltare a destra al bivio... Il bivio è segnato da una pietra miliare... Seguite il sentiero. Non potete sbagliare, a meno che il vostro carro non riesca a scalare i monti"

    Così dicendo indicò al duo la strada, permettendo loro di proseguire. Se si fossero girati indietro, avrebbero notato che i nani che poco prima li avevano fermati erano scomparsi alla vista. Probabilmente nascosto tra anfratti e le rocce del passo era presente una guardiola.
     
  5. Enichaos

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    Ildan si portò la mano al mento "Oh, lasciapassare. Ammetto che quelli non ce li aspettavamo, ma era prevedibile che sul confine tra due stati che hanno avuto rapporti tesi come voi e Agharti avremmo trovato una Pattuglia di qualche tipo..."
    "Comunque sì, siamo entrambi cittadini di Kalassia"
    si risparmiò di spiegare che nonostante l'aspetto, anche lui era un drow... il punto della sua carica era esattamente quello "Vi ringrazio per la premura, ma onestamente non pensavamo nemmeno di essere attesi"
    Naled lo guardava, entrambe le mani sulle briglie dei cavalli da tiro, fermamente seduto. Molte mani sull'elsa di asce, e balestre pronte, per di più erano ben preparati al loro arrivo... la cosa non lo metteva a suo agio, ma doveva solo assicurarsi che il mercante tornasse a casa sano e salvo.
    L'elfo pallido ascoltò con attenzione le indicazioni, annuendo "Ottimo, pare un percorso semplice da rispettare. Vi ringrazio per l'aiuto e vi auguro buon lavoro..." Risalì quindi sul carro, completate le cortesie di circostanza, restando a fianco del sicario ora.
    Solo quest'ultimo si accorse della scomparsa dei nani, era stato come se fossero improvvisamente diventati tutt'uno con le rocce del passo di confine... notevole, ma facilmente giustificabile con una maggior conoscenza del territorio.

    Il viaggio dal confine alla città fu abbastanza rapido grazie alle indicazioni, più di una volta avevano preso la strada sbagliata durante il resto del viaggio, allungando notevolmente il percorso, ma finalmente erano lì.
    Nel fianco della montagna, alla fine del sentiero, erano state scavate le facciate di diversi edifici, ed altri si trovavano di fronte ad essi, probabilmente costruiti con i materiali tolti dal ventre della parete rocciosa.
    "Come sempre, parla tu. Io al massimo aiuto a scaricare" il mercante annuì, la città sempre più vicina "Non mi aspettavo altro, Naled... vediamo di darci da fare, ognuno con quello che si sente di potere."
    Si avvicinarono lentamente, cercando di capire se nella città c'era qualcosa che facesse la funzione di piazza del mercato, tenendo gli occhi aperti e i lasciapassare pronti per eventuali guardie cittadine...
     
  6. EuanIronfist

    EuanIronfist One of many

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    La Nura Pente che i due drow avevano davanti, non era nient'altro che un piccolo agglomerato di edifici più o meno grossi caratterizzati dal tipico stile nanico ossia larghi, bassi e dalle entrate su misura per genti di una statura non troppo elevata; anche se non mancavano altre costruzioni all'apparenza destinate a genti più... lunghe.
    Questo agglomerato era situato ai piedi di una montagna sul lato sud-ovest dove si potevano vedere entrate scavate nella parete della stessa. La totale assenza di mura poteva insospettire gli stranieri, oltre al fatto che in giro vi erano fin troppe poche persone e il numero di edifici era abbastanza risicato.
    La ragione poteva essere una sola: quella non era la vera e propria città ma più un punto di incontro con le razze della superficie.
    L'ora non era tarda, il sole era quasi al suo zenit, e l'atmosfera era tranquilla e rilassata malgrado erano presenti diversi nani armati che giravano questi parlavano allegramente e prestarono poca attenzione al carro, se non qualche occhiata di stupore per il suo scuro cocchiere.
    I due drow potevano udire voci di persone provenire da una svolta poco più avanti, la maggior parte chiaramente naniche ma alcune dal timbro meno profondo e basso, probabilmente umane. Superate le prime costruzioni e inoltratisi nel piccolo borgo seguendo queste voci, ai due drow si aprì d'innanzi un largo spiazzo posto esattamente davanti ad un montacarichi che era prima nascosto agli occhi dal fianco della montagna sul lato est-sud-est; alzando lo sguardo poco più sopra, ad un centinaio di metri era possibile vedere quello che molto probabilmente era l'ingresso della città: due statue di nani reggenti un martello a due mani erano poste come a guardia di una larga scalinata in parte crollata, alla cui cima era visibile un alto portone scavato nella montagna. Da qui era anche visibile diverse torri che ne uscivano fuori, collegate fra loro da una cinta muraria. Diversi nani erano al lavoro sulla scalinata e grandi lastre di pietra stavano venendo posizionate per ricostruirla e farla ricongiungere col suolo.
    [​IMG]
    Il tutto aveva un aspetto antico, molto più antico delle costruzioni giù in basso.
    I due drow non avevano notato tutto questo poiché si erano avvicinati dal lato opposto, ma ora guardavano ciò che era l'ingresso per Nura Pente.
    Nello spiazzo un gruppo umani e nani aventi il simbolo araldico della Teocrazia Agharti stavano animatamente discorrendo, o contrattando, con dei nani autoctoni.
    La lingua parlata era ovviamente il comune, anche se talvolta qualche esclamazione o più probabilmente imprecazione, lasciava la bocca dei nani nella loro rude e aspra lingua natia.

    L'arrivo dei due non passò inosservato agli astanti della piazza, un nano dalla guisa piuttosto colorata e dalla barba marrone che arrivava poco sotto il petto acconciata con piccoli anelli di un materiale bianco come la neve che portava un monocolo legato al gilet si avvicinò ai due.

    "Buongiorno Elgi! Dai vostri sguardi comprendo siate nuovi, e anche dal fatto che non vi ho mai visti prima, sono Kornotar Zarnosson Occhivivo, al vostro servizio... " Disse allegro in un comune non troppo fluido e con un forte accento, facendo un piccolo inchino.
    Spostò poi la sua attenzione al carro: "Immagino il motivo della vostra visita... Portate pietra o materiale da costruzione eh? Ne abbiamo bisogno per la ricostruzione. Oppure viveri? Merci esotiche? Dal vostro aspetto immagino che abbiate viaggiato molto e veniate da lontano! Lasciate pure il carro in quel punto, non si può parlare di affari all'aperto...." Kornotar guardò il cielo scrollando le spalle ".... Ogni buon affare si deve concludere sotto un solido tetto! E davanti ad una buona birra."

    Il gioviale nano attese che i due scendessero dal carro, per rispondere ad eventuali domande prima di accompagnarli in quello che sembrava un refettorio. La porta di pietra isolava completamente i rumori dell'interno, una volta aperta infatti gli schiamazzi e le parole di vari gruppi di umani e nani che svolgevano varie attività di contrattazione seduti a questi lunghi tavoli di pietra colpì i nuovi venuti.
    La sala era grande, e scendeva di qualche metro sotto il livello del suolo, facendo sì che il soffitto fosse alto tre metri permettendo ai gambelunghe di non sbattere la testa una volta dentro. Le tavolate erano a misura sia di uomo che di nano, anche perché una volta seduti si è tutti più simili.
     
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  7. Enichaos

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    La città era decisamente ben misera cosa... per i due drow era più che chiaro che doveva esserci una parte non visibile, nascosta nelle viscere della montagna; d'altro canto, erano partiti da Kalassia, che fuori dal terreno portava solo una solida roccaforte.
    L'atmosfera nel complesso era piacevole, e la presenza di più razze prometteva bene per il futuro dei rapporti, a differenza della necessità di lasciapassare per entrare nei territori dell'Alto Re.
    Se stavano lavorando alla ricostruzione, la pietra sarebbe certamente stata un buon prodotto, peccato non averne portata... e c'era anche una piccola delegazione di Agharti, nel complesso era un buon ambiente.
    Tutto questo stava vorticando nella mente di Ildan assieme al solito, sommesso suono di monete che cozzano una contro l'altra, mentre valutava l'entità dei possibili profitti... Ma ecco, finalmente una vera accoglienza
    "Buongiorno a voi, il mio nome è Ildan Xiltin, mentre lui è la mia riluttante guardia del corpo, Naled. Lieto di trovare qualcuno che ha voglia di parlare d'affari, temevo che il nostro lungo viaggio avrebbe trovato terreno sterile...
    E' stato un lungo viaggio per arrivare fin qui da Kalassia... Non sapevamo foste in fase di ricostruzione, altrimenti ci saremmo premurati di portare anche una selezione di marmi oltre ad alcune nostre specialità...
    Ma non voglio certo mancare di rispetto alle vostre usanze. Vi seguiamo con piacere, ho sentito molto parlare della birra della vostra gente..."
    Naled li guardò, corrugando la fronte ma seguendoli nondimeno.

    Si vedeva che il posto era stato pensato per mettere a proprio agio le razze alte senza far perdere di dignità i padroni di casa: forse solo le razze più massicce come troll e minotauri avrebbero avuto problemi a stare in quella sala...
    E forse, sempre forse, hobbit e goblin avrebbero dovuto mettersi in piedi sulle panche. Non che si sarebbe mai aspettato di trovarci un goblin, le dicerie dei loro rapporti con gli hargluk puntavano ad una scarsa sopportazione reciproca...
    "Allora, Kornotar Zarnosson Occhivivo..." Nome impegnativo, doveva ammetterlo "immagino cosa state pensando... Kalassia, puhà, un covo di assassini, libertini e traditori, cosa avrà mai da offrire?
    Onestamente, spero che potremo offrire ciò di cui avete bisogno. Io e voi rappresentiamo due regni che hanno sempre preferito l'isolamento, ed ammetto che nel nostro caso in passato ci ha fatto compiere scelte... discutibili, quantomeno.
    Ma ci ha fatto anche capire che era il momento di cambiare. Ci siamo aperti ai regni circostanti, ed abbiamo deciso di venire fino da voi, ad offrirvi la possibilità di prosperare assieme. Mettendo le prime pietre per costruire un rapporto solido.
    Stavolta, ammetto che è quasi una visita di piacere: sappiamo pochissimo gli uni degli altri. Abbiamo portato in dono del nostro vino, diverse annate e metodi di invecchiamento... Non sarà birra, ma è uno dei nostri prodotti più caratteristici."

    Voleva aggiungere tra quelli legali, ma non sembrava una buona presentazione...
     
  8. EuanIronfist

    EuanIronfist One of many

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    Ildan Xiltin, Naled... Ildan Xiltin, Naled... Ildan Xiltin, Naled... Dannati nomi Elgi... Ildan Xiltin, Naled... Ildan Xiltin, Naled...
    Stava pensando il nano, non poteva certo permettersi di scordare i nomi degli ospiti.
    Era così intento a sorridere e a ripete mentalmente i due nomi che per un momento aveva perso il filo del discorso. Una parola però lo fece trasalire un po': Khalassia.
    Certo se si vede un Drow ci si può scommettere la barba che questi venga dal regno sotterraneo, però questo Drazhelgi era accompagnato da un Elgi, e Kornotar conosceva le voci che giravano sull'inamicizia tra le due razze cugine; un po' come quella tra i Dawi e i Dawi-Zharr... Anche se Kornotar avrebbe presonalmente preferito mangiare sterco di troll che sedere al fianco di un suo "cugino". O spaccargli la testa con un'ascia, anche questa era una validissima opzione.

    "Khalassia..." disse sottovoce, per poi continuare come se nulla fosse con un sorriso forse un pelo più forzato e meno naturale di prima "Oh Sono certo che le vostre selezioni di marmi siano di qualità non inferiore a quelle che riusciamo a trovare qui nelle nostre montagne. Sono certo che a qualche mio connazionale non dispiacerebbe un tocco.... Più esotico, magari per la proprio dimora esterna"

    Una volta dentro al refettorio, il nano fece accomodare gli ospiti in una zona che sembrava fosse stata lasciata libera appositamente. Un grande zaino di pelle era appoggiato ad una gamba del tavolo di pietra. Lui prese la posizione che dava la schiena alla parete, avendo visuale dell'ingresso e della maggior parte della sala compreso il bancone; indicò ai due ospiti di sedersi di fronte a lui. Fece poi arrivare della fresca birra per tutti. Sorseggiandola mentre ascoltava le parole dell'albino. Non sapeva fosse un albino, ma ignorava comunque anche altri dettagli. Così poco i nani di Nagrond sapevano riguardo quel distante reame, unica cosa sapevano che anche loro preferivano il sottosuolo all'aria aperta, chissà se anche loro avevano i loro stessi "problemi".

    "Il pensiero non mi aveva minimamente sfiorato!" Mentì palesemente, lo aveva sfiorato eccome. Soprattutto una parte: gli schiavi. O meglio, questi avevano schiavi nani? Avrebbe dovuto trovare un modo di toccare l'argomento prima o poi... Non potevano permettersi di compiere passi falsi in questa fase, troppe questioni importanti dipendevano da questo colloquio amichevole.

    "Certo, certo. Credo e penso di trovare in voi uno spirito affine, un qualcuno che capisce che l'isolazionismo può avere i suoi pro... Ma soprattutto comporta molti contro, uno tra i quali la circolazione di merci e le possibilità di creare un libero mercato! Fortunatamente l'Alto Re sta lentamente cambiando le cose, ci stiamo aprendo sempre più ai mercati esteri e merci che prima non circolavano ora viaggiano attraverso il regno. Prodotti da varie nazioni arrivano ora nelle nostre città."

    Disse pieno di orgoglio, come se fosse stato lui il fautore di quei trattati.

    "Conosciamo poco gli uni degli altri, ma sapete che il miglior modo per parlare ad un nano è portandogli dell'alcool, assaggerò volentieri le vostre annate. Non certo un esperto..." esordì mentre si piegava nello zaino, tirandone fuori un bauletto e posandolo sul tavolo "... Ma qualcosina me ne intendo... " continuò mentre apriva il suddetto tirandone fuori diversi calici di varia forma e dimensione di vetro pregiato, e una sputacchiera. "... Di rimando qui potrete assaggiare diverse qualità di birra, questa che abbiamo davanti è una birra leggera prepasto, perfetta per fare due chiacchere!"

    Leggera, certo. Per un nano.

    "Ma dite, oltre al vino che tipo di merci potete trattare? Come è possibile immaginare noi nani abbiamo un'ottima industria metallurgica, e scalpellini di rara abilità... Mi chiedo che tipo di prodotti potremo commerciare. Non per forza destinati ad un mercato interno, l'esportazione di merce così lontana sarà sicuramente gradita in certi mercati esteri!"

    Kornotar pensava già alla possibile speculazione di certa merce, forse la quetione degli schiavi si poteva trascurare.... Uno sguardo appena sopra le spalle degli Elgi e i suoi occhi incrociarono quelli di un altro avventore, occupato apparentemente a parlare con altri nani. No, la questione degli schiavi non poteva essere trascurata. Lasciò il tempo di scambiare con Ildan alcune considerazioni, sulla birra e il vino, sulle merci di scambio, sistemi di produzione e trasporto; per poi porre la tanto fatidica domanda

    "Esiste però un piccolo dettaglio che necessita chiarimenti prima che si possa procedere ad una discussione più approfondita... Giunta ci è voce che nel vostro reame la schiavitù sia usanza consolidata... Ecco, per essere piuttosto diretti: avete schiavi di razza nanica? Perché vedete questo potrebbe essere un problema. Non saremo visto di buon occhio se accettassimo di avere rapporti con chi detiene in schiavitù altri figli di Wotan..."

    In cuor suo Kornotar sperava gli elfi negassero. Anche mentendo, gli avrebbe creduto.... Lui. Il suo Maestro probabilmente no.

    [​IMG]
     
    Ultima modifica: 06/08/2020 alle 11:30
  9. Enichaos

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    Il sangue chiaro si sedette tranquillo con la spalle all'entrata come suggerito dal nano; il sicario, da parte sua, si pose sulla panca restando trasversale al tavolo col busto, per avere una miglior visuale della sala: dopotutto, era lì come guardia del corpo.
    Ildan sorrise "Abbiamo notato, i confini serrati non sono mai una cosa buona per gli affari, riesci giusto ad ottenere abbastanza da sopravvivere. E come dice la nostra regola del commercio 97: abbastanza non è mai abbastanza."
    Bevve un sorso di birra, mentre Naled disponeva sul tavolo diverse bottiglie, ancora sigillate con sughero e cera "Dato che siamo ancora all'aperitivo, vi consiglio l'Oli'pul" disse l'albino, indicando una bottiglia piena di liquido chiaro, di una tonalità delicatamente chartreuse.
    "Se invece preferite i rossi, il Tunti'kap è molto affine... diciamo che sono buone aperture" aggiunse quindi, indicando una bottiglia piena di vino rosso molto opaco. "Purtroppo non possiamo permetterci di commerciare molto vino... lo portiamo principalmente per le trattative o come dono di pregio.
    Non pare si riesca a far attecchire le vigne altrove, un vero peccato. I nostri marmi invece sono abbastanza abbondanti da poter essere commerciati senza che se ne soffra. E soprattutto, anche se non so quanto possa interessarvi...
    Abbiamo una vasta selezione di legname per qualsiasi utilizzo, edilizia, carpenteria, strumenti musicali... ci hanno detto che ne abbiamo anche di adatto per le imbarcazioni, ma l'assenza di mare ci impedisce di verificare la cosa... Ma stiamo per testare delle chiatte fluviali."

    Mentre parlava, sorseggiava la birra, soppesandone la gradazione e l'intensità del sapore. Naled, dal canto suo, restando in silenzio aveva già svuotato il boccale... l'alcol non lo preoccupava, a differenza delle spezie, il suo mortale nemico.
    "Ovviamente, siamo interessati anche al commercio di beni minori, come specialità locali ed opere d'artigianato, in entrambe le direzioni... Qualsiasi cosa valga la pena fare, vale la pena guadagnarci sopra" Regola 13, aggiunse mentalmente

    Il chiacchiericcio si dilungò per diversi minuti, prima di arrivare all'ultima domanda, quella che voleva essere la prima ma non poteva essere la prima "Mi domandavo quando vi sareste azzardato a chiederlo, Kornotar... abbiamo schiavi, certamente.
    Li avevamo anche nani, lo ammetto a malincuore. Tuttavia, tutti i nani presenti a Kalassia sono ora cittadini della provincia di Norukku. E come dice la parola stessa, sono liberi di lavorare e pagare tasse come qualsiasi drow entro i nostri confini."

    Un altro sorso, prima di proseguire "Anzi, mi correggo... sono stati esentati per qualche anno, in virtù del precedente trattamento da parte del Matriarcato. Come ho detto, ci stiamo dando da fare per cambiare... ma anche la tradizione è importante."
    Annunciata a questo modo l'intenzione di non privarsi di certe comodità statali, attese quindi le reazioni del suo barbuto anfitrione. Non aveva mentito, ovviamente, ma se fosse stato sospettato, non si sarebbe certo stupito...

    Se qualcuno se lo stesse chiedendo, il vino bianco è Erbaluce, il rosso è Scapigliato. :zhat:
    Quanto al commercio di beni minori... beh, non saprei proprio come rendere il concetto di "rotta pura" altrimenti :pipa:
     
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  10. EuanIronfist

    EuanIronfist One of many

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    Kornotar annuiva alle parole dell'albino mentre iniziava dalle bottiglie indicategli, versando la giusta quantità per un assaggio e compiendo con mano abile i riti: odorava il tappo, poi ne osservava il colore nel calice, odorava dal calice e infine assaggiandone e assaporando il sapore per poi sputarlo nella sputacchiera. Erano ottimi vini, per palati raffinati. Assaggiò solo le due bottiglie che l'elfo aveva consigliato.

    "Ottimi davvero, farò in modo che il vostro dono giunga a chi di dovere, io sono solo un intermediario." Disse mettendo poi a posto il tutto, ordinando poi un'altra pinta di birra questa volta più scura. Due pinte, notando che Naled aveva finito la sua.

    "Sì, sono sicuro che le vostre merci troveranno un mercato adatto qui a Nagrond, e se non qui con qualche altro nostro partner commerciale."

    Un sospiro di liberazione e una distensione del volto del nano fecero capire che era soddisfatto della risposta dell'elgi riguardo la schiavitù.

    "Questo mi rincuora. Nel caso ne aveste avuti avremmo discusso della loro liberazione, ma se sono liberi cittadini non abbiamo obiezioni di sorta. Abbiamo certo un'opinione diversa riguardo la schiavitù nel suo insieme, ma qui a Nagrond le tradizioni sono molto importanti e capiamo perfettamente la vostra posizione.
    E' probabile in ogni caso che qualcuno verrà in quella regione ad assicurarsi che diciate il vero. Non è mancanza di fiducia nelle vostre parole, sia ben chiaro, ma è una precauzione per fugare ogni possibile dubbio.
    "

    La discussione continuò poi coprendo diversi aspetti di possibili rotte, gli stati che sarebbero stati attraversati e i rapporti coi suddetti. La via più breve avrebbe attraversato i domini della Teocrazia, dei Minotauri e dell'Impero prima di poter arrivare a Khalssia.

    Una volta terminata ed usciti dal refettorio i due drow avrebbero trovato vicino al loro carro diversi barili e un paio di casse.

    "Così come voi ci avete portato in dono del vino, noi vi restituiamo il favore con della birra tra la più pregiata e degli strumenti minerari prodotti a Moria. Ci farebbe piacere che i nani di Norukko li ricevessero." Disse indicando le merci.

    "Potete soggiornare all'esterno per quanto vi aggrada, almeno un altro giorno. Così da trovare chi potrà accompagnarvi nel viaggio di ritorno per far visita ai liberi nani di Khalassia."

    Bon, no schiavi nani = si commercia!
    Ottime scelte di vini comunque :asd:
     

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