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7° Turno

Discussione in 'Archivio storico' iniziata da Rebaf, 09/10/2009.

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  1. Rebaf

    Rebaf Get a life Fantasy League Fantacalciaro

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    A.D. 11557/1158 o 551/552 dall'Egira

    Guerra in Nord Africa

    E' un biennio di guerre, sia per terra che per mare, quello che vede la costa nord-africana. Tutto ha inizio nel 1158 con l'inaspettato attacco dell'esercito del Takrur, comandato dall'ex califfo almohade Abd Al Mu'min, coadiuvato da truppe maghrebine. Penetrano infatti in pieno territorio Ziride nonostante l'appartenenza ad Al-Ruha dell'emirato stesso, la motivazione addotta da diplomatici della Jumurhyia è l'accusa all'emiro è quella di aver piratato navi veneziane che commerciavano con la repubblica. L'esercito congiunto Takrur-Maghreb attraversa il deserto, i berberi del Grande Erg Occidentale vengono spaventati dall'enorme polverone sollevato dall'esercito. Tale trucco è ideato da Abd Al Mu'min che applica dei teli alla cavalleria dell'esercito in modo da amplificare la nube di polvere. In breve la regione viene conquistata. Nel frattempo l'Emirato Ziride si trova a dover affrontare altri due fronti, un imponente esercito fatimide infatti è entrato a Gefara comandato dal generale Nur al-Din coadiuvato dai due suoi storici ufficiali curdi Shirkuh e Ayyub, recentemente immigrati in territorio fatimide. Mentre l'esercito fatimide avanza, una grande opera di propaganda viene effettuata per convincere la popolazione dell'inettitudine dell'emiro Abul Hasan. Da un punto di vista diplomatico i fatimidi giustificano la loro azione di guerra contro l'alleato affermando che l'emiro non ha rispettato i patti non consegnando navi costruite con soldi fatimidi. Inoltre i fatimidi accusano gli ziridi di aver appoggiato gli attacchi pirata del 1155/1156 nei quali il califfo fatimide ha avuti gravi danni economici. La regione della Gefara viene conquistata facilmente proprio mentre un ulteriore, enorme, esercito maghrebino invade la regione di Algeria.
    Intanto qualcosa si muove anche per mare, una flotta veneziana rinforzata da alcuni navi sarde e siciliane giunge nel golfo di Tunisi in assetto da guerra. L'obbiettivo è quello di creare un blocco navale presso il porto di Tunisi come ritorsione, anche i veneziani accusano l'emiro di aver dato appoggio ai pirati. L'ammiraglio Teodato Dandolo può contare su 17 domeniche e 14 navi alleate, giunto nei pressi del golfo di Tunisi la flotta veneziana trova pero' una situazione non del tutto favorevole. Il porto è infatti bloccato da una catena dietro la quale si ripara una grossa flotta ziride di 16 navi. Le navi "italiane" decidono di sferrare un attacco nel tentativo di sfondarla, la battaglia che segue è furiosa. Dopo cinque ore di tentativi la catena viene neutralizzata ma a prezzo di tre navi sardi e cinque siciliane che vengono affondate. Giorgio di Antiochia ammiraglio della flotta siculo-sarda, viene ferito gravemente e portato in salvo miracolosamente sulle navi veneziane. Niente da fare, invece, per Roberto di Capua, nobile normanno, che muore eroicamente proprio nell'ultimo, decisivo, attacco alla catena. Nel frattempo le navi rimaste continuano l'attacco, il porto di Tunisi si rivela essere assai fortificato con palizzate sulla battigia, catapulte e altri armi da difesa. L'ammiraglio ziride Tamin ordina alla sua flotta di resistere, nel frattempo infatti è giunta voce che l'esercito fatimide si trova sotto le mura di Tunisi e sta per cominciare un assedio. Nur al-Din, infatti, dopo aver sconfitto l'esercito del generale Bulugguin in campo aperto ha costretto l'armata ziride ha ripararsi nella città di Tunisi. Sul mare, quindi, si gioca gran parte del destino della capitale ziride. La flotta veneziana ha non poche difficoltà ad avere la meglio, la resistenza ziride è orgogliosa e sicuramente all'altezza dell'abilità nautica veneta. Nonostante tutto, pero', i veneti hanno la meglio. Le 16 navi ziridi vengono affondate, l'ammiraglio Tamin dato per disperso ma al costo di altre gravi perdite. Alla fine i veneti rimangono con 10 domeniche e 3 navi siciliane mentre l'intera flottiglia sarda viene affondata. Dopo la vittoria il blocco navale viene prontamente effettuato bloccando così i rifornimenti alla città.
    Intanto Nur al-Din, dopo aver lasciato Yusuf figlio di Ayyub, in Gefara, appronta l'assedio di Tunisi coadiuvato dai suoi due luogotenenti curdi. Tunisi si rivela pero' un osso duro, la mancanza di armi da assedio rende l'assalto alle mura assai difficile. Alla fine del 1158 Tunisi non è ancora caduta mentre Nur al-Din si trova a dover fronteggiare copiose perdite nel suo esercito. La situazione dell'emirato non è facile, il generale Bulugguin che guida le difesa avrà davanti mesi davvero molto difficili. Inoltre a causa del blocco portuale le provviste stanno rapidamente finendo e la città, nonostante stia resistendo efficacamente, è allo stremo.
    Intanto l'esercito Takrur-Maghreb si sposta in territorio maghrebino per poi sferrare un altro attacco nella regione di Al'Hauts che, pressochè sguarnita, viene occupata in breve. Contemporaneamente l'esercito maghrebino in Algeria conquista anche la regione di Kabilya.

    Attacco alle Baleari

    Dopo il nord-africa anche il Mediterraneo è funestato da una guerra. Una flotta veneto-spagnola giunge infatti nei pressi delle Baleari dove sferra un attacco giustificandolo come giusto atto contro degli infedeli. La motivazione diplomatica portata dagli ambasciatori spagnoli a Genova, dei quali l'imamato di Madina Mazurcaa è vassallo, fa riferimento al recente editto spagnolo "Contra Pirates". Secondo tala editto ogni atto di partecipazione ad atti pirateschi nei pressi delle coste spagnole diventa automaticamente un casus belli, rapporti veneziani indicano i kharigiti delle Baleari come corresponsabili della recente pirateria nel Mediterraneo dando così legitimmazione alla spedizione spagnola. La ovvia vera motivazione è di ordine strategico, l'imamato si trova infatti in una posizione strategica del Mediterraneo e la loro fede musulmana non aiuta di certo la loro posizione. La flotta veneto-spagnola, comandata dagli ammiragli Failer e Pietro da Valencia, è immensa: si parla di quasi trenta navi. Dopo non aver incontrato alcuna resistenza per mare, la flotta riesce ad avere il controllo delle coste delle Baleari e a far sbarcare un esercito spagnolo. Ermengol I, nobile spagnolo, comanda l'esercito di terra che avanza rapidamente lungo l'isola. Ad aspettarlo trova il generale Shirkuh, un kharigita di origine curda, che alla testa di 5000 uomini tenta una disperata resistenza. Il tentativo è vano, Shirkuh perde la vita in battaglia, mentre i suoi pochi uomini rimasti si rifugiano presso San Giovanni in territorio genovese. L'esercito spagnolo può quindi dare il via all'occupazione, in poco tempo Ermengol I conquista tutto il territorio musulmano. In questa fase della guera viene aiutato anche dal grande rispetto portato dai soldati ai luoghi di culto musulmani. L'esercito spagnolo si mostra molto disciplinato e non da seguito ad efferratezze contro la popolazione locale. I pochi genovesi rimasti in territorio musulmano vengono rassicurati sulla loro condizione e gli viene offerto un salvacondotto fino alla vicina colonia genovese di San Giovanni. Nel frattempo a Genova giunge Muhammad bin Omar, imam di Madina Mazurcaa, che scampato all'occupazione spagnola è arrivato esule in Liguria accompagnato dalla sua famiglia e dai suoi ministri.

    Guerra civile danese

    Valdemaro, proclamotosi re di Danimarca, muove l'esercito danese, ormai quasi totalmente fedele a lui, contro re Sweyn nel tentativo di deporlo. Quest'ultimo, assicurato dal burocrate svedese Fredrik Hakansson,sul lesto aiuto da parte degli stati dell'Alleanza Nord-Orientale, attende l'arrivo di rinforzi che vanamente arriveranno. Lo coglie quindi impreparato Valdemaro che lo attacca arrivando ad assediare il palazzo reale. Sweyn, tuttavia, riesce ad opporre una minima resistenza mentre decide di fuggere dallo Yutland per ritirarsi verso l'Holstein. Nel frattempo ha inviato il suo consigliere Edmund, anch'egli scampato all'esercito di Valdemaro, di assicurarsi la fedeltà delle regioni scandinave. Dall'Holstein quindi, mentre Valdemaro espugna il palazzo reale e, si dice, defecò in segno di disprezzo sull'ex trono di Sweyn, quest'ultimo può oganizzare le difese. Riesce ad arruolare un buon numero uomini in Scandinavia dove Edmund, consigliere personale di Sweyn, scopre di avere ancora una forte influenza. Nel Luglio del 1157 Valdemaro dopo aver arruolato 5000 arcieri mercenari e aver acquisito il comando sulla guardie a cavallo del palazzo reale, decide di muovere verso l'Holstein per stanare il suo acerrimo nemico. Sweyn, con le poche truppe rimastegli fedeli, si pone in difesa in attesa dell'arrivo delle truppe di rinforzo. Il 28 Agosto del 1157 Cristiano, giovane condottiero dell'Halland fedele a Sweyn, giunge finalmente nell'Holstein dove può fermare in una morsa letale l'esercito di Valdemaro. La fortuna, dunque, pare girare decisamente verso Sweyn che ora attacca Valdemaro su due fronti. La battaglia che ne consegue è furiosa, il sangue che scorre molto e gli atti di valore da ambo le parti si sprecano. Re Sweyn stesso combatte in prima linea. Alla fine Valdemaro, nonostante resista per ore e ore, si trova a dover cedere all'esercito di Sweyn, rimasto con un esercito di soli 10000 uomini si ritira verso il palazzo reale appena conquistato mentre Sweyn stabilizza la sua posizione nell'Holstein prima di tentare il contrattacco decisivo.

    Durante il 1158 la guerra ha una pausa, la dura battaglia dell'anno precedente tenutasi vicino alla città di Slesvig ha infatti fiaccato le forze. Valdemaro cerca di trovare rinforzi e si assicura la fedeltà della regione dello Skane. Sweyn, accortosi evidentemente di essere stato tradito dagli alleati dell'Alleanza Nord-Orientale, invia la moglie Edvige, con i figli Magnus, Nils e Brigit nel Sacro Romano Impero presso la sede della nobile famiglia Ascani. Edvige, quindi, giunta nel castello di famiglia chiede a suo padre Alberto I, principe elettore di Lausatia e Brandeburgo, di intercedere presso Corrado III l'Imperatore affinchè, in nome dell'alleanza matrimoniale, l'esercito tedesco possa intervenire per riportare la pace. Nel frattempo Absalon, il chierico di Roskilde come viene chiamato, grande amico e alleato di Valdemaro inizia un'opera di propaganda contro re Sweyn nel tentativo di mostrarlo come un eretico intenzionato a riportare in auge i culti pagani. La cosa ha una certa presa sul popolino, se il controllo di Sweyn sull'Holstein, l'Estonia e la Sareema sono ben saldi nelle mani di Sweyn, lo stesso non si può dire per la regione dell'Halland ormai vera terra di contesa tra i due pretendenti al trono.

    Emirato Ziride

    Inizia bene il biennio per l'emiro Ziride che si occupa di ingrandire Tunisi e di fortificare la zona del porto con grandi opere infrastrutturali e un'avanzatissima catena a bloccare l'ingresso per mare alla città. Pozzi artesiani sono costruiti mentre Otman, governatore delle canarie, parte per un'esplorazione geografica lungo la costa africana. Tuttavia, inaspettatamente, la guerra scoppia furiosa mettendo l'Emirato in una brutta situazione. L'emiro intanto è scomparso, non si trova a Tunisi dove c'è invece Bulugguin assediato da Nur al-Din, intanto il territorio nazionale viene ulteriormente ridotto lasciando gli ziridi con una manciata di regioni.

    Califfato Fatimide

    La macchina statale fatimide è impegnata nella guerra contro gli Ziridi, lo stato viene efficacemente amministrato e la situazione interna rimane stabile.

    Jumhuriya del Grande Maghreb

    Anche per la repubblica filosofica è un biennio di impegno sul fronte militare, nel frattempo lo stato è amministrato da Ibn Rushd e la Sacra Accademia continua senza problemi la sua attività.

    Regno delle Spagne Unite

    Mentre l'esercito spagnolo è impegnato nell'attacco a Madina Mazurcaa, lo stato viene amministrato. L'editto sulle fedi apre la stagione della tolleranza, per quanto limitata, dell'islam e dell'ebraismo. Nonostante questo l'attacco alle Baleari, nazione musulmana per quanto considerata eretica, crea del malcontento nella nutrita comunità musulmana. Nulla di preoccupante, solo qualche predica di qualche imam troppo zelante preoccupa la regina. Intanto gli ordini militari di Calatrava e Alcantara vengono inquadrati nell'apparato statale spagnolo con l'editto "De Militha Christi" e altri investimenti riescono a far fruttare le stazioni di posta precedentemente costruite rendendo la gestione dell'esercito meno difficoltosa.

    Si segnalano anche grandi opere sulla cartiera di Jativa che, di molto ingrandita, ha aumentato la produzione di carta e il matrimonio tra Ermengol I e Bianca Garcès, ex principessa di Navarra.

    Repubblica di Venezia

    Anche per Venezia biennio di guerre, in patria intanto mentre le compagnie commerciali riprendono a pieno ritmo le loro attività in una situazione di totale assenza di pirateria. Lo stato viene amministrato efficacemente e nulla sembra turbare la pace della repubblica marinara.

    Colpisce, a Venezia, la strana storia di Carlo Mocenigo, rappresentante della congrega degli Acetai nel Maggior Consiglio. I suoi famigliari, preoccupati, hanno chiesto aiuto al doge e al clero veneziano, pare che Carlo sia stato impossessato dal demonio. I suoi strani comportamenti lo hanno portato a presentersi abbigliato da musulmano nel Maggior Consiglio e a declamare in piazza allucinate filippiche contro i suoi avversari politici. A metà del 1157, inoltre, muore di vecchiaia Burlando Piccinino, rappresentante dei Soffocapesci nel Maggior Consiglio.

    Si segnala anche la ratifica veneziana al progetto fiorentino di costituzione della Repubblica Toscana e la costruzione di un emporio commerciale in Sicilia.

    Regno di Sicilia

    Lo stato viene efficacemente amministrato, tuttavia la situazione rimane tesa a causa della giovane età di Serlone I. Sono soprattutto le nobili famiglie musulmane, che con Ruggero avevano privilegi e posti nell'amministrazione del regno, a lamentarsi e a voler essere coinvolti maggiormente nella gestione dello stato. Nel frattempo l'emporio genovese viene revocato facendo perdere a Genova i suoi privilegi in terra siciliana, ne beneficia Venezia che può quindi costruire un emporio mentre una serie di strade viene costruita.

    Parte della flotta siciliana, inoltre, è occupata nel trasbordo di pellegrini verso la Terra Santa nell'ambito della neonata Via dei Pellegrini templare. Nel maggio del 1157 un lutto flagella la corte normanna: Nilus Doxopatrius, consigliere e uomo di intelletto che fu al servizio di Ruggero II, già malato di peste muore tra atroci sofferenze. Perisce anche Costantino, ex uomo di stato pisano, era incarcerato a Malta in seguito ai moti pisani del 1145

    Infine, a seguito della morte prematura di Roberto II di Capua, i suoi feudi sono lasciati, come da suo testamento, alla corona degli Altavilla che prendono così possesso direttamente anche della Campania.

    Regno di Norvegia

    Mancata consegna degli ordini. Dal momento che Luxor ha avuto poco tempo per impratrichirsi si considera che l'azione amministra stato sia stata fatta ma ogni precedente cosa viene bloccata.

    Non giungono notizie dalla Norvegia, lo stato è comunque ben amministrato e la stabilità rimane buona.

    Sultanato Selgiuchide

    Per il sultano la guerra khazara è conclusa, il fronte tenuto dall'esercito selgiuchide si è esaurito lasciando alcune sacche di resistenza solo nella zona combattuta dai Bulgari. A conclusione della guerra lo shah decide di nominare Atabeg (vassallo) Berkant, nobile khazaro musulmano, con giurisdizione sulle regioni di Khazar, Nogai e Saksiny.
    In patria, nel frattempo, giunge da Baghdad Usama Ibn Mundiqh, medico ed intellettuale, incaricato dal califfo in persona di costituire una Casa della Scienza a Damasco. Gli abitanti di Damasco ricevono con felicità la notizia, dopo le guerre contro gli zengidi la città aveva faticato a rialzarsi e gli investimenti fatti dallo shah hanno sicuramente reso la situazione più vivibile e stabile.

    Intanto, mentre un censimento viene effettuato per massimizzare i profitti sulle terre appena conquistate, giungono notizie riguardo la famiglia Isfahani, precendentemente preda di un male sconosciuto. Gli ultimi due esponenti rimasti, Oghuz e la moglie Kogachin, muoiono tra atroci sofferenza nel Dicembre del 1157. Il 7 Aprile del 1158 nasce il secondogenito dello shah Ahmed Sanjar, si tratta di una splendida bambina di nome Elaheh, parola che in lingua farsi significa "dea".

    Infine copiosi investimenti vengono effettuati sia per migliorare l'efficenza della già pericolosa macchina bellica selgiuchide sia per concludere le infrastrutture necessarie affinchè il mercato delle spezie veneto possa attivarsi efficacemente.

    Califfato Abbaside

    Vengono fatti alcuni arruolamenti mentre il califfo amministra bene il suo stato. Nel frattempo nelle ex regioni kharigite viene costruita la città di Fatima, parte di un progetto più ampio in cui le autorità di Baghdad hanno favorito la migrazione di famiglie dalla Mesopotamia alle nuove terre appena conquistate. Fatima diviene così il maggiore centro portuale del califfato.
    Altri investimenti, intanto, vengono effettuati con successo. Si segnalano soprattutto gli investimenti sul settore nautico, ovvia appendice della costruzione di Fatima. Una rotta commerciale è stipulata tra la città di Baghdad e il Bassora, città selgiuchide.

    Nel frattempo una serie di nomine ridisegna le cattedre della Casa della Scienza, con la morte di Al-Gilani viene nominato Shayk della Bayt al-Hikma il nobile poeta Hafez, già da tempo entrato nell'entourage amministrativo dell'università. Si segnalano anche i primi rapporti commerciali con il Sultanato Corasmio.

    Stato Templare di Lusitania

    Il biennio è interamente catalizzato dall'elezione del nuovo Granmaestro, a spuntarla è Philippe de Milly, giovane ex Maresciallo dell'Ordine. La decisione è pressochè umanime e lo stato non risente troppo in fatto di stabilità del momento di passaggio.

    Intanto continuano i lavori per la costruzione di alcuni tratti della via pellegrina, la via è attiva, nonostante l'empasse diplomatica con l'Imperatore, e per il primo biennio arriva efficacemente a Gerusalemme grazie anche all'aiuto delle navi siciliane. Il tutto è accompagnato da alcuni accordi siglati con gli stati attraversati da tale infrastruttura.

    Sultanato Corasmio

    Continua la posizione subalterna del sultanato ai mongoli Khara-Khitay, intanto un trattato commerciale viene siglato con il Khanato stesso e il tributo a Yelü Yilie è regolarmente pagato. In politica interna il sultano si da da fare grandemente. Dispone una serie di investimenti atti a migliorare la burocrazia statale, grazie ad una suddivisione del territorio in provincie rette da un Wadil (governatore) e un Qadì (giudice), le infrastrutture, con l'istituzione di una serie di stazioni di posta, e il livello delle forze armate che, intanto, vengono completamente riorganizzate in modo più efficente. Da segnalare il complesso sistema di controllo delle frontiere che, unito ai lavori infrastrutturali, permette all'esercito corasmio di essere difficilmente colto di sorpresa.

    Nel Febbraio del 1158 viene celebrato il matrimonio tra Zulfu, figlio di un nobile turco di nome Muammer, e Süheyla, sorella di Cumhur. Si sancisce in questo modo una probabile alleanza tra le due famiglie. Si segnala inoltre la costruzione di una miniera di rame nella regione del Dasht'Kavir.

    Regno di Makuria

    Mentre Mits'iwa viene ulteriormente ampliata con la costruzione di interi nuovi quartieri e il potenziamento del porto, una nuova città sorge nel Funj, regione che da sempre ha avuto un posto particolare nell'immaginario collettivo di re Georgios IV, essa prenda il nome di Neos Meroe. Intanto per volontà reale tutti gli schiavi vengono convogliati proprio verso il Funj, la cosa crea qualche malumore tra le classi più agiate abbassando di un po' la ottima stabilità del regno.

    Nuove rotte interne vengono siglate, mentre in diplomazia si segnala un accordo con il califfato Fatimide che permette uno scambio di tutti i testi in possesso delle biblioteche e dei palazzi di entrambi gli stati. Nuovi monasteri sono poi costruiti rendendo ancora più efficace il Vincastro del Pastore, una complessa macchina burocratica che da qualche anno gestisce molto bene i rapporti della capitale con le sue regioni più periferiche.

    Si segnala anche la prima uscita della neo-flotta Makuriana che è vista passare per il golfo persico. Gli eunuchi della corte reale, inoltre, sussurrano che negli ultimi anni il principe Feraki, fratello del re, si è dato particolarmente da fare per dare un altro erede alla Makuria. Tuttavia pare che gli sforzi siano stati vani e non c'è stata traccia di alcun pargolo.

    Impero Etiope

    Lo stato è efficacemente amministrato, le ribellioni di Harar Jugol paiono solo uno sbiadito ricordo. Intanto si segnalano forti contatti diplomatici con gli ebrei falashiti e il regno di Banyarwanda. Alla fine del 1158 il negus Mara Takla può dirsi soddisfatto, due nuove convenienti rotte commerciali sono stipulate con gli animisti e la teocrazia giudaica. Una vera vittora del negus che ha così normalizzato i rapporti con i propri vicini mettendo le basi per una pacifica convivenza. Lo mwami Karemeera I, re di Banyarwanda, pare essere molto soddisfatto dei suoi vicini etiopi. Il dono offertogli da Mara Takla, una copia del Kebresh Nagast sorta di testo sacro del cristianesimo copto etiope, è stato molto gradito e, nonostante non si può certo dire che la conversione è vicina, l'azione è indubbiamente servita a far nascere una sorta di profilica amicizia tra i due regnanti.

    Il villaggio di Mogadisho, intanto, viene ampliato e diventa una fiorente città. L'attività dell'Accademia Militare prosegue senza intoppi mentre l'esercito si sposta nella regione di Kobowen conquistando i territori alle spese degli autoctoni di quelle zone, la forza militare etiope è superiore e la regione non oppone molta resistenza. Nuovi investimenti vengono disposti affinchè tutte le nuove regioni possano integrarsi meglio alla burocrazia e alle infrastrutture del regno, inoltre nuove chiese sono costruite nelle regioni animiste nel tentativo di convertire al cristianesimo. Il risultato, pero', non è buono come quello sperato: la religione cristiana fa fatica ad attechire nelle antichissime e tradizionali credenze di stampo animista. Il problema, comunque, permane dal momento che i pagani rappresentano quasi un terzo della popolazione dell'impero.

    Stato Falashita

    Il Gran Sacerdote non pare aver perso l'entusiasmo, dopo essersi riavvicinato in parte ai copti etiopi grazie alla stipula di alcune rotte commerciali, ha immediatamente mobilitato l'esercito per continuare quella che lui ama definire una definizione dello spazio vitale dei falashiti. Le regioni di Bura e Kilwa vengono infatti conquistate con poche difficoltà, un'ottima vittoria militare che pero' rischia di rovinare i rapporti con il regno di Banyarwanda che ora si è fatto un nemico scomodo. Preoccupa poco, invece, la situazione dei Regni Bantu che, troppo inframezzati tra loro, non sembrano aver fatto caso all'espansionismo giudeo.

    Regno di Banyarwanda

    Forte dell'amicizia con il negus negesti di Etiopia, lo mwami Kareemera I decide di imitare i suoi vicini ebrei cominciano la conquista di nuove regioni. Le regioni del Burundi e del Narif vengono conquistate, mentre la conquista ebrea della regione di Bura rischia di creare un incidente diplomatico a causa delle rivendicazioni dello mwami sulle terre ad est del lago Tanganica.

    Regno di Kush

    Tutto procede tranquillo fino all'arrivo di un'ambasciata Makuriana sulla fine del 1157, si tratta di un vero e proprio ultimatum che vede il Qore Amanilade sdegnato rifiutare il vassallaggio. In vista di una possibile invasione, intanto, il qore di Kush ha deciso per una leva di massa. La cosa ha creato alcuni scontenti e bloccato ogni investimento intrapreso dal regno, ma per ora la situazione regge permettendo ad Amanilade di schierare un numero consistente di truppe sul confine con la Makuria.

    Regno di Takrur

    Mentre parte dell'esercito è impegnata nella campagna contro gli Ziridi, un'altra armata comandata dal fiero generale Khadim conquista la regione di Banjul. Sul fronte interno tutto tace, lo stato viene amministrato efficacemente e la popolarità di re War Jabi II rimane intatta.

    Impero del Mali

    Prosegue la guerra civile, le regioni maliane un tempo assoggettate all'Impero di Wagadou, si sono rese indipendenti qualche decennio fa senza, pero', riuscire a creare una struttura statale fissa. I vari capi-clan locali si stanno fronteggiando per il controllo del territorio. In tutta questa anarchia la figura più carismatica e con più potere è sicuramente Bello I. Si tratta del faama, ossia del "governatore" di quelle terre per conto dei ghana di Wagadou, che dopo lo scoppio della ribellione ha ordito per creare attorno a sè un fronte compatto. Approfittando anche dell'instabilità dell'impero di Wagadou, nel 1157, dopo essersi assicurato diplomaticamente l'annessione degli autoctoni del Kidal e del Niger Settentrionale, muove guerra nel Niger Meridionale sconfinando in territorio Wagadou e, di fatto, sfidando i suoi vecchi padroni.

    Le imprese di Bello I risuonano in tutto il Mali, la cosa riesce a creare un certo fronte comune e nel corso del 1158 Bello I può dirsi unico detentore del potere in Mali. Le fazioni avversarie vengono annientante o, di fronte alle vittorie militari, decidono di lora spontanea volontà di chinarsi di fronte a lui. La situazione diventa quindi di nuovo stabile dando una parvenza di normalità all'Impero del Mali.

    Impero di Wagadou

    La situazione non è delle migliori, il ghana di Wagadou fatica a mantenere il controllo sulle sue terre più periferiche. Mentre gli antichi vassalli del Mali si ribellano arrivando anche ad occupare il Niger Meridionale, i capi-clan dell'ovest del paese sono sempre più insofferenti e rifiutano di pagare le tasse all'autorità centrale.

    Per il ghana Musa I è una bella gatta da pelare, tenendo conto che l'unità dell'impero è a rischio e ora si trova a dover affrontare una guerra non voluta contro il rampante Bello I.

    Impero di Kanem-Bornu

    Il mai Bir I si dimostra un fervente musulmano, la religione islamica, infatti, ha molto attechito nella società di Kanem-Bornu soprattutto in una variante guerriera di conquista delle terre non ancora abbracciata dalla Umma, ossia la comunità islamica mondiale. Per questo sul finire del 1157 un grosso esercito occupa la regione della Nigeria del Sud dichiarando formalmente guerra ai pagani del Regno di Ife.

    Infine si segnalano messi in direzione del Regno di Takrur

    Regno di Ife

    L'attacco subito dai musulmani di Kanem-Bornu è stato un duro colpo, il piccolo regno pagano non ha potuto opporre resistenza e tutte le forze armate sono asserragliate nella regione del Benin nel tentativo di preparare la miglior difesa possibile. Si segnala l'invio di un messo verso il vicino impero di Wagadou con una formale richiesta di aiuto e alleanza.

    Regno Bulgaro del Volga

    Mentre sul fronte diplomatico viene siglato un trattato di non aggressione con il Gran Principato di Kiev, l'esercito continua la sua campagna di conquista delle terre khazare per tutti e due gli anni. La Levedia è conquistata agilmente, quasi senza colpo ferire, ed entra a far parte dei possedimenti dell'iltabar. Non si ha traccia di Joseph, ex Bek vassallo del Khan David, e autoproclamatosi nuovo khan dei Khazari.

    Nel frattempo nel cuore del regno si procede alla costruzione di nuove moschee e scuole coraniche nelle regioni pagane, affinchè le nuove generazioni possano essere educate secondo Al-Quran e possa essere combattuta la piaga del paganesimo. Un grosso investimento burocratico, infine, viene effetuato con successo.

    Qualche difficoltà, invece, nella conquista della regione del Tavda. L'esercito mandato a conquistare la regione non pare molto organizzato, la catena di comando non è ben definita. Alla fine del 1158, comunque, la regione è conquistata nonostante qualche perdita.

    Regno di Georgia

    Grande festa a Tblisi per il matrimonio tra Giorgi, erede al trono georgiano, e la giovane Mthvarisa, rampolla di una nobile famiglia della città di Santatoga. Al matrimonio giungono numerose delegazioni da tutto il mondo, a testimonianza dei grandi rapporti diplomatici di re Demetrio. Un nobile tedesco porta in dono una stupenda croce in oro massiccio come dono nuziale per la coppia. La funzione viene celebrata da Saba II, patriarca della chiesa ortodossa georgiana, il 12 Maggio del 1157 nella cornice della splendida Basilica Anchiskhati, chiesa che si dice fondata da re Dachi, lo storico re georgiano che spostò la capitale dello stato proprio a Tblisi. Al banchetto successivo musici spagnoli intrattengono gli ospiti mentre il principe si gode il suo giorno di gloria.

    Nell'Aprile del 1158, intanto, il generale Jadaron muove con un esercito verso la regione del Kuban, in pieno territorio khazaro, decidendo di banchettare sulle ceneri dell'ormai sfinito stato turco-ebraico. La decisione di re Demetrio, tuttavia, non è supportata da un casus belli precisamente ben definito e la cosa crea alcuni pericolosi cali di stabilità. Le 4000 truppe al comando del principe Giorgi nella regione della Georgia, composte prevalentemente da soldati provenienti dalle minoranze religiose ed etniche del regno, si ribellano al proprio generale, pare rovinandogli la felice luna di miele, e si si muovono verso la capitale nel tentativo di assediarla. Sono uomini disperati, alcuni ex schiavi, che hanno scelto consapevolmente la via della violenza per affermare la propria aspirazione ad una condizione sociale migliore.
    Jadaron, comunque, prosegue nella sua attività di conquista. Giunto a Kuban riesce agilmente a conquistare le campagne mentre si dirige verso il centro urbano più rilevante della regione. Ad aspettarlo trova Joseph, l'autonominatosi khan dei Khazari, deciso ad opporre l'ultima resistenza barricandosi nella città. Le fortificazioni, tuttavia, sono nulle e la superiorità della tecnologia militare georgiana pesa nello scontro. Le perdite di Jadaron sono minime mentre l'esercito khazaro, ormai composta da non più di 1500 unità, fugge in rotta nella vicina regione di Taman. Alla fine della battaglia Joseph viene trovato morto, ucciso durante l'assalto. Nessuna notizia, invece, di Channukah, ultimo erede legittimo della casata reale khazara, e figlio di quel khan David appena sconfitto dai Selgiuchidi. Ad Ottobre la regione di Kuban è comunque controllata efficacemente e Jadaron attende nuovi ordini.

    Tali ordini, pero', tardano ad arrivare per un motivo ben preciso. E' il 18 Novembre del 1158 quando una tragedia colpisce la famiglia reale. Proprio mentre l'esercito degli insorti festeggia il primo mese di assedio della capitale, una notte un infarto colpisce re Demetrio I. Immediatamente viene convocato al suo capezzale il principe Giorgi, due giorni dopo il re termina la sua esistenza terrena tra le lacrime della corte e del proprio erede. Il giorno dopo vengono tenuti solenni funerali, in una situazione un po' grottesca data la tensione che si registra tra le strade deserte. Nonostante re Demetrio fosse un regnante molto amato, la paura per l'assedio è troppa e il popolino rimane barricato in casa. Immediatamente dopo il funerale, Giorgi riceva la corona da Saba II e viene legittimamente assiso sul trono come re Giorgi III. Un mese dopo la neo-regina Mthvarisa da alla luce una bambina di nome Tamar, non l'erede sperato ma il primo frutto dell'unione tra i Bagrationi e i Donauri.

    Regno Kipchak

    Biennio tranquillo per i turchi neo-ortodossi, lo stato viene amministrato efficacemente e la situazione interna è piuttosto stabile.

    Gran Principato di Kiev

    Un trattato di non belligeranza è firmato con i Bulgari del Volga, intanto un editto sulla nascite viene proclamato. Il Gran Principe vuole iniziare una politica sulla natalità pagando una somma sussidiaria per ogni figlio maschio, in questo modo si punta ad un aumento della popolazione e dei guadagni tributari. Una serie di investimenti viene inoltre effettuata sia in campo economico, che militare, viene poi costruita la Basilica di Santa Sofia a Kiev e ne viene affidata la gestione al Metropolita Clemente di Kiev, in passato su posizioni divergenti circa il nuovo sistema di governo kievita, ora più ammorbodito grazie ai privilegi accordatigli.

    Nel frattempo il comando delle armate viene ridistribuito tra i nobili e Rotislav Dolgorukij viene nominato Gran Consigliere con carica ereditaria. Questo permette, finalmente, il totale riavvicinamento della famiglia Dolgorukij. L'unico a mostrarsi ancora su posizioni scettiche è il patriarca della famiglia Yuri che pero', essendo stato messo in minoranza dai figli, si trova costretto a cedere e a ritirasi a vita privata.

    La città di Plostov, infine, viene costruita nella regione di Polotsk.

    Repubblica di Novgorod

    Prosegue il buon momento per i novgodoriani, le nuove flotte commerciali portano cospicui guadagni nelle casse della Repubblica mentre Novgorod stessa viene ampliata. Una nuova rotta commerciale viene instaurata con la vicina Svezia mentre una serie di editti è proclamato dalla Vece, l'assemblea che governa di fatto la repubblica. Il primo editto riguarda l'istituzione di un torneo cavalleresco a biennio con in premio un posto nel consiglio di guerra della Repubblica, l'iniziativa ha un grande successo tra il popolo che vede così speranze di riscatto sociale nel tentativo di acquisire un posto nell'entourage gestionale dello stato. Il secondo, invece, istituisce un consiglio commerciale affinchè i rapporti commerciali possano essere gestiti più efficacemente, il risultato dell'editto è, invece, un aumento della fedeltà delle famiglie nobili che, in questo modo, entrano ancora più massivamente nelle istituzioni statali. Infine una fiera viene istituita ogni due anni, obbiettivo è quello di portare a Novgorod le migliori innovazioni affinchè possa aumentare l'efficacia degli investimenti tecnologici della Repubblica.

    Infine l'emporio kievita viene ampliato aumentando i guadagni commerciali relativi al trattato commerciale che intercorre fra i due stati.

    Regno di Polonia

    La città di Mieszka viene costruita nella regione di Polonia, una grande opera infrastrutturale voluta da re Mieszko in persona che, in questo modo, vuole celebrare il suo ego e l'autorevolezza raggiunta dai suoi anni di regno. Mentre nuove truppe vengono arruolate, una nuova rotta commerciale con le Spagne Unite viene siglata.

    Intanto l'esercito viene riorganizzato e la Polonia termina il suo segmento di Via Europa rendendone attivi i guadagni.

    Nel Maggio del 1158, inoltre, la principessa Richeza parte alla volta dell'Ungheria dove contrae matrimoinio con il principe Ladislao, duca di Croazia, fratello di re Gèza d'Ungheria. Un importante matrimonio che sancisce il definitivo riavvicinamento tra le due corone dell'Europa occidentale.

    Regno di Ungheria

    Mentre re Gèza firma un trattato coi templari affinchè la via Pellegrina possa transitare su terre ungheresi, un grande censimento degli schiavi ne permette l'usufrutto in modo più sistematico e vantaggioso. Lo stato è efficacemente amministrato e la stabilità interna è buona, vengono inoltre costruite alcune navi da trasporto nel porto di Rijeka.

    Nel Maggio del 1158, nella Cattedrale di Santo Stefano a Rjeka viene celebrato il matrimonio tra il principe Ladislao e la principessa Richeza di Polonia. Una grandiosa celebrazione che vede, quindi, il finire delle ostilità con i vicini polacchi. Infine nuovi arruolamenti vengono effettuati e l'esercito è riorganizzato in modo più efficente con la crezione di nuove armate e alcune nomina a generale.

    Stato Pontificio

    Una rotta commerciale viene stipulata tra la regione di Romagna e Gerusalemme, sancendo ancora di più la vicinanza del papato alle sorti del Regno dei Cieli in terra. Alcuni nuovi arruolamenti vengono eseguiti mentre il papa Vittore IV mantiene saldo il controllo sul Patrimonio di San Pietro.

    Regno di Gerusalemme

    Lo stato è efficacemente amministrato da Baldovino di Ibelin, valoroso nobile crociato molto amato da tutta la popolazione indipendentemente dalla religione. Intanto nuovi investimenti infrastrutturali sono eseguiti, un magazzino per le scorte in caso di assedio viene approntato e il Santo Sepolcro è finalmente completamente restaurato affinchè i pellegrini possano visitarlo agevolmente.

    Comune di Milano

    Dopo il difficile biennio che ha visto la discesa in campo dell'Imperatore per spezzare le reni all'eresia pataro-catara, il console di milano Ariberto da Baggio si impegna a ristabilire l'autorità comunale su tutta la regione di Lombardia. Un editto di risarcimento dei danni provocati dalla guerra da parte del Sacro Romano Impero rende la popolazione meno bellicosa, a questo riguarda viene ampliata anche l'Università di Bologna con nuove cattedre e nuove infrastrutture. Ma il vero editto che fa ritornare il Comune di Milano alla normalità è la grandiosa riforma amministrativa che il console Ariberto approntan el 1158. Le istituzioni del Comune vengono completamente ridisegnate, il tutto diviene una sorta di confederazione di patti d'alleanza tra comuni geograficamente contigui che mantengono istituzioni proprie e che eleggono rappresentanti in una sorta di generale assemblea di tutti i comuni. L'editto crea un'ottima base di consenso al console che in questo modo si rende fedeli le aristocrazie cittadine e rende una sorta di autonomia ai comuni sotto il suo controllo. Tale opera di decentralizzazione giova grandemente alla stabilità di Milano riportando la serenità.

    Intanto, pero', venti di guerra spirano verso ovest. Landolfo Soresina, dopo aver addestrato alla guerriglia boschiva alcuni reparti scelti dell'esercito imperiale, muove verso la Savoia con un esercito milanese unito alle 40000 truppe tedesche appena addestrate e capitanate da Enrico I, figlio dell'Imperatore Corrado III. Il casus belli è quello della libertà dei comuni piemontesi, da decenni sottomessi all'autorità dei Savoia. Prima della partenza un proclama viene inviato nei territori degli ex comuni liberi piemontesi in cui si invita alla collaborazione per una proficua entrata nella confederazione milanese e in cui si afferma il valore fondante dell'autogoverno contrapposto alla tirannia nobiliare. Il risultato è pero' altalenante: mentre il Monferrato, storico nemico dei Savoia ma ancora governato da un regime nobiliare, rifiuta sdegnosamente i liberi comuni di Torino, Saluzzo, Ivrea e Vercelli aderiscono con entusiasmo e mandano delle truppe in aiuto dell'esercito milanese. Aosta, invece, decide di mantenersi neutrale in attesa degli eventi. Landolfo Soresina, espertissimo condottiero, guida l'esercito che entra in territorio piemontese e il 15 Luglio del 1158 incontra le forze avversarie. La forza dei milanesi, coadiuvati dall'esercito imperiale, è soverchiante. Nonostante la Contea possa assicurarsi un buon esercito di più di 10000 uomini, la resistenza è vana e sul finire del Settembre l'intera regione è controllata dai milanesi. Nella Battaglia di Torino la Savoia vede il suo esercito completamente distrutto, Ottone Manfredi, il generale delle forze savoiarde, viene ucciso nei combattimenti proprio da Landolfo Soresina. Nel frattempo la famiglia reale riesce a raggiungere la Francia, Umberto di Savoia, quindi, si rifugia in Provenza dove richiede asilo politico a re Luigi di Francia nonchè un azione decisa contro la prepotenza messa in atto dai milanesi.

    Terminata la conquista della Savoia Landolfo Soresina congeda le truppe imperiali e si dedica al consolidamento della regione appena conquistata. Il compito è tutto sommato semplice, un precedente proclama fatto leggere dal console a tutti i suoi militari ha limitato di molto le efferratezze e le violenze gratuite contro la popolazione civile rendendo più accettabile il dominio milanese. In più, con l'appoggio preventivo di alcuni dei comuni liberi piemontesi, esiste anche una forte base di consenso al progetto Milanese di inserire la Savoia nel complesso sistema amministrativo-burocratico che il console ha appena varato. Unica sacca di resistenza rimane il Moferrato dove i nobili locali chiedono a gran voce un intervento francese o di qualche altra potenza affinchè la Savoia venga restituita ai suoi legittimi conti.

    Jalato di Carelia

    Biennio tranquillo per i pagani della Carelia, lo jalo Kauko Aleksanteri si da un gran da fare nel tentativo di consolidare il suo potere non ancora stabilissimo a causa dei conflitti etnici tra le varie popolazioni dello jalato.

    La situazione comunque non desta troppe preoccupazioni, Kauko Aleksanteri ha ancora l'autorità e il carisma per continuare la sua opera di normalizzazione dello stato.

    Regno di Curonia

    Dopo lo scorso difficile biennio, re Vairis I può tirare un sospiro di sollievo. La presenza dell'esercito kievita aiuta a mantenere la situazione tranquilla e nessuno pare attentare alla tranquillità dei curoni. Con la sconfitta dei suoi avversari Vairis può imporre un'ortodossia più pura e scevra dall'eresia superiorista, che pero' rimane ancora forte tra gli strati più bassi della popolazione e in alcune regioni più lontane dalla città di Turgus. Non pare nulla di preoccupante ma Vairis si trova costretto a convivere, almeno per il momento, con questa cosa.

    Nel frattempo il re indice, su consiglio dei suoi consiglieri, grandi investimenti burocratici migliorando di molto il sistema di stazioni di posta e dando una sorta di configurazione amministrativa alle varie province sotto il suo controllo.

    Regno di Bretagna e Normandia

    Con la restituzione di tutte le truppe tedesche, francesi e polacche, re Enrico I riesce finalmente ad alleggerire il bilancio. Segue quindi un nuovo arruolamento e una riorganizzazione per rendere l'esercito più efficente. Nel Marzo del 1157, inoltre, si celebra anche la nascita della secondogenita di re Enrico I e sua moglie Maria, principessa d'Inghilterra. Si tratta, tra lo stupore generale, di un'altra bambina chiamata Matilde in onore della madre di Enrico stesso. Nonostante gli sforzi ancora non è arrivato l'erede tanto atteso.

    Un trattato di alleanza militare difensiva viene stipulato con il Regno di Scozia.

    Repubblica di Genova

    Il bienno parte bene per Genova, lo stato è efficacemente amministrato mentre alcuni investimenti migliorano le tecnologie militari. Alcuni pozzi artesiani sono costruiti e un censimento viene disposto nuovamente per monitorare meglio la situazione della popolazione dopo l'ampliamento di Genova e alcune annessioni.

    Alcuni lavori vengono effettuati su empori commerciali e nuove navi ingrandiscono la flotta genovese. Tutto sembra andare per il meglio, se non che una flotta spagnolo-veneta attacca l'Imamato delle Baleari destituendo il governo kharigita. Sul finire del 1158 arriva a Genova l'imam Muhammad chiedendo aiuto al console genovese e una netta condanna all'azione intrapresa dalla corona spagnola e dalla Serenissima.

    Si segnalano anche due lutti, il console Caffaro di Rustico muore infatti per alcune complicazioni dovute ai suoi due precedenti infarti mentre Oddone, nobile astigiano, cade da cavallo durante una battuta di caccia. Per lui niente da fare, due giorni dopo muore a causa delle ferite riportate.

    Repubblica di Toscana

    Nonostante la malaria infuri a Firenze e a Lucca, il console Broccardo Bonati si impegna notevolmente e nell'Aprile del 1157 viene proclamata la nascita della Repubblica di Toscana. Grazie all'avvallo veneto e papale, infatti, Firenze può riunire i comuni di Pisa, Lucca e Firenze stessa in un grande stato di stampo repubblicano. E' un enorme successo diplomatico per il console che vuole così mostrare l'autorità e la forza della città toscana. Broccardo Bonati diviene così Gran Console della Repubblica in attesa delle prime elezioni repubblicane che si terranno, da editto promulgato, nel 1159.

    Intanto i lavori in politica interna sono tutti dedicati al tentativo di risolvere la drammatica situazione delle città di Firenze e Lucca flagellata dalla peste. Firenze, grazie ai buoni rapporti diplomatici mantenuti con alcuni stati, si assicura la presenza del fior fiore dei medici di tutto il Mediterraneo. Giungono nella città toscana, infatti, un'equipe di medici direttamente dalla Scuola di Salerno, prestigiosissima scuola medica campana, e Moshe ben Maimon, medico ebreo maghrebino. Grazie anche agli enormi fondi messi a disposizione dallo stato fiorentino la malaria riesce ad essere debellata efficacemente. Tuttavia, in mezzo a tenta buone notizie, anche qualcuna cattiva: mentre Durante, figlio del console, Pietro Adimari, ambasciatore a Lucca, Beatrice Pontremoli, sua moglie, riescono a guarire, non c'è niente da fare per lo stesso console Broccardo che, nel Novembre del 1158 vede la sua situazione peggiorare in modo molto grave. Ormai costretto a letto si dice che abbia già ricevuto l'estrema unzione da parte del Vescovo di Firenze.

    Sacro Romano Impero

    Mentre parte dell'esercito è impegnata in Savoia al soldo di Landolfo Soresina, il celebre condottiero milanese, la città di Friburgo viene enormemente ampliata rendendola, a buon diritto, forse la maggiore città europa per ampiezza e popolazione. E' un grandissimo lavoro infrastrutturale, la città fondata da pochi anni sviluppando un villaggio pre-esistente, diviene ora una città degna di Roma, Londra, Parigi o dei comuni indipendenti del nord-italia. Tratte commerciali sono siglate come normale corollario del completamento della Via Europa. Si segnala la nomina di Ottone I a Ingegnere di Stato con facoltà di accedere all'erario imperiale per finanziare lavori infrastrutturali degni dell'Impero.

    La risoluzione del problema delle case templari ribelli ha una duplice conseguenza: il clero tedesco ha guadagnato potere a Roma ed è ora assai vicino a Corrado III mentre alcuni nobili ora si lamentano per la perdita di alcune rivendicazioni sui territori del nord italia e alla, de facto, rinuncia al titolo di Re d'Italia. Nulla di grave, comunque, che non possa essere risolto con dei buoni accordi e delle assicurazioni agli elettori.

    Chiacchere dei cortigiani a corte, inoltre, parlano di un gran da farsi per Federico III e la sua nuova moglie Sophia di Ungheria, tuttavia pare che nessun risultato sia arrivato e un pargolo, invero, ancora non è nato. Si segnala anche l'arrivo a corte della madre di Sophia, Helena di Rascia.
     
  2. Rebaf

    Rebaf Get a life Fantasy League Fantacalciaro

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    Regno di Francia

    Re Luigi amministra lo stato con efficacia ma deve continuare a fare i conti con l'eresia catara nel sud della Francia. Alcuni patarini, fuoriusciti dal nord italia dopo la discesa dell'Imperatore, hanno raggiunto i catari francesi unendo strategicamente le forze. Tuttavia pare che per ora gli eretici non vogliano prendere l'iniziativa e rimangono arroccati nei villaggi e nei castelli dove hanno più simpatizzanti. La percentuali di eretici rimane comunque molto alta e la morte di Bernardo non ha di certo aumentato la stabilità del regno.

    Nel frattempo si registra pero' la risoluzione di alcuni problemi interni circa diatribe tra i feudatari del re, Luigi VII riesce infatti a far valere la sua autorità. Muore definitivamente Roldfo di Vermandois, la lebbra lo consuma, mentre Ugo di Vermandois, figlio di primo letto del lebbroso Rodolfo di Vermandois, che non aveva accettata la scelta del suo fratellastro Rodolfo II come legittimo discendente del padre, decide di accettare l'invito di papa Vittore IV a raggiungerlo a Roma dove prendere i voti e diventare cardinale come ambasciatore ufficiale di Francia per il Patrimonio di San Pietro.

    Il 7 Maggio del 1157, poi, muore Tebaldo, conte di Blois e Champagne. Un boccone troppo grosso ad un banchetto lo tradisce, suo figlio Stefano assicura una successione senza troppi problemi.

    Il 1 Gennaio del 1158, inoltre, viene finalmente liberato Roberto di Gloucester che ritorna a casa dopo 8 anni di lunga prigionia a seguito della guerra civile inglese. Si segnala anche il ritorno in Francia delle truppe prestate al Plantageneto.

    Regno di Inghilterra

    Grande festa per il ritorno di Roberto di Gloucester, accolto in patria con tutti gli onori dato il suo fondamentale ruolo nella guerra civile e la sua duratura prigionia. Nel frattempo l'Inghilterra si premura di approfittare della sua recente vocazione commerciale ospitando un emporio veneziano.

    Arruolamenti sono effettuati in tutto il regno, dopo la guerra civile il regno aveva bisogno di una riorganizzazione delle sue forze armate. Re Stefano I, infine, si prodiga di allontanare dalla corte reale Elemonda, una cortigiana apparsa dal nulla. L'apprensivo re ha deciso di premurarsi nel caso qualcuno gli volesse giocare un brutto scherzo.

    Colpisce anche un editto proclamato dalla corona reale inglese, in cui si esplicita un divieto per i suoi sudditi di recarsi al di là della Manica per frequentare le università francesi, il tentativo è quello di potenziare ancora di più Oxford. L'editto ha il risultato di controbilanciare un po' negativamente la distensione diplomatica avuta con la liberazione di Roberto di Gloucester, ma di contro ha aumentato il prestigio dell'università di Oxford e ha generato degl introiti occasionali.

    Regno di Svezia

    La regina Ulvhild amministra efficacemente lo stato, una rotta commerciale è siglata con la Repubblica di Novgorod mentre alcuni investimenti migliorando grandemente l'esercito e la burocrazia. L'intesa firmata con Costantinopoli non ha leso la stabilità, nonostante la Svezia riconosca nell'Imperatore d'Oriente il vero ed unico discendente dell'Impero Romano, grazie ad una certa lontananza da Roma. La popolazione sente poco la faccenda, nonostante questo il ceto ecclesiastico si è leggermente risentito. Voci, queste, zittite subito dai risultati dati dalle scuole costruite nelle regioni ancora pagane. I primi risultati sono molto confortanti e molte famiglie sono convertite al cristianesimo.

    Il 13 Marzo del 1157 muore Digord il Forte, stimatissimo Jarl di Vasa. Gli succede per diritto guerresco il nipote Bjorn Jakob. Questi, battezzato da qualche anno, decide di far convertire la sua gente alla religione cattolica supportando così l'attuale casata reale.

    Regno di Scozia

    Un censimento viene approntato dal giovane re Malcolm, proprio mentre la città di Edimburgo, un tempo solo un insediamento fuori da una fortezza, assurge a vero e proprio centro urbano con la costruzione sistematica di alcuni quartieri e un abbozzo di cinta muraria. Un primo successo del neo-re che sta dimostrando la volontà di portare avanti il regno di Scozia dopo la crisi dovuta all'affrettate decisioni prese durante la guerra civile. Intanto un editto tenta di regolarizzare la distillazione di un alcolico dai cereali e un'alleanza militare difensiva viene stipulata con il Regno di Bretagna e Normandia.

    Anche dal punto di vista militare assistiamo ad una serie di arruolamente e alla nomina di Winund, figlio naturale di William Fitz un nobile scozzese molto amato dal popolino, a generale delle armate reali.

    Il 7 Maggio del 1158, inoltre, si celebra, con con una sobria ma efficace funzione, il matrimonio tra re Malcolm IV e la bellissima Sibèal, figlia di Gospatric III, mormaer di Lothian. Un matrimonio di indubbia importanza strategica in vista di un tentativo di imporre la propria autorità sui nobili scozzesi.

    Impero Bizantino

    Grandi arruolamenti sono effettuati in tutto l'impero, il Comneno amministra efficacemente il regno mentre vengono effettuati alcuni investimenti generici per mantenere gli attuali coefficienti tecnologici.

    Per il resto biennio tranquillo senza particolari problemi, tutto tace mentre la vita quotidiana dei sudditi dell'Imperatore dei Romani continua imperterrita.

    Ducato di Sardegna

    Mentre la flotta è impegnata in azioni anti-ziridi assieme ai Veneti e ai Siciliani, il ducato di Sardegna si prepara ad affrontare la pericolosa faida che divide le famiglie Spano e Lacon-Gunale per la conquista del titolo di ufficiali eredi di Costantino I di Salusio. La situazione si è fatta ormai complessa, anche grazie al fato che ha voluto che entrambe le due grandi famiglie non possano contare su un erede maschio ai due capi-famiglia, fatto che avrebbe di molto privilegiato una delle due dinastie. Costantino I, quindi, stufo dei problemi creati da questa faida proclama Teofilo, figlio legittimo di Costantino Spano, come suo unico erede. Inoltre il duca dispone che Costantino Spano e Barisone II si sfidino in un duello con il coltelo lungo per lavare ogni possibile onta data dalla scelta di un figlio bastardo.

    Nonostante qualche resistenza del clero locale, che trova un po' troppo pagana l'idea del Duca, il duello si tiene. Lo scontro è breve. La bravura di Barisone II, che già qualche anno fa mostrò la sua abilità guerresca molto bene nella resistenza alle truppe genovesi, è indubbiamente superiore e Costantino viene battuto. Sfortuna vuole, pero', che Costantino riporti gravissime ferite dopo il duello e il 4 Aprile del 1158 muore per alcune complicazioni. Il fatto rappresenta una soddisfacente rivincita per i Lacon-Gunale, ma a prezzo dell'incompleta infedeltà di Comita Spano, fratello di Costantino Spano, che desideroso di vendicare la morte e fresco Conte di Gallura, a causa della giovane età di Teofilo, si barrica nei suoi domini dove, si dice, sta armando un esercito per marciare contro lo stesso duca.
     
  3. Rebaf

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    Repubblica di Siena

    Anno di elezioni il 1157 per Siena. A contrapporsi sono il console uscente Duccio Valli, Piccolomo di Montone, nobile senese molto in vista, e Ranuccio Bandinelli, fratello di Rolando Bandinelli già vescovo di Siena. La popolarità di Duccio Valli è molta, soprattutta tra il popolino date le sue origini non propriamente nobili, ma non basta per sconfiggere gli intrighi politici dei suoi rivali. Il 7 Luglio del 1157, infatti, diviene Console della Repubblica Senese Piccolomo di Montone, fiero appartenente dell'aristocrazia cittadina senese. Viene battuto per pochissimo il Bandinelli che, invece, aveva dimostrato un'apertura maggiore verso il Papato, grazie al fratello cardinale, e al resto dei comuni toscani. Piccolomo di Montone manda subito messi verso Firenze, salutando così con favore la nascita della Repubblica di Toscana ma, implicitamente, ribadendo la totale indipendenza di Siena.

    Giudicato d'Arborea

    Barisone I dei Lacon-Serra amministra efficacemente lo stato. La situazione attuale arboretana è tranquilla per quanto assai complicata negli intrighi dinastici sardi. Comita Spano, infatti, ha, tramite la moglie Susanna de Lacon-Serra figlia di Barisone I e Pellegrina de Lacon, fatto una formale richiesta d'aiuto al suocero affinchè la morte del fratello Costantino Spano venga vendicata e il duca Costantino I possa essere giudicato da un tribunale. Barisone, nonostante l'amicizia con Genova possa dargli appoggio diplomatico e non, decide di non rispondere subito trattenendo Susanna ad Arborea.

    Nel frattempo, pero', invia una lettera alla sorella Elena de Lacon-Serra, che vive alla corte cagliaritana da anni a causa di un colpo di mano fallito contro il fratello, chiedendole di riappacificarsi e di trovare una soluzione diplomatica alle richieste di Comita Spano.
     
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