Riforma Istruzione - Seconda Lingua

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In piena concordanza con l'articolo I della carta del Consiglio Nordico riguardo all'importanza della condivisione dei valori e della cultura Scandinava
In pieno supporto dell'articolo II e III riguardo alla cooperazione scientifica e commerciale
Tenendo conto dell'avanguardia dei sistemi d'Istruzione Scandinavi e delle grandi possibilità ad esse legate

Oslo avanza ai paesi membri la proposta di un dettagliato piano riguardante l'Istruzione nei paesi Scandinavi basato sui seguenti punti:
- Standardizzazione dei sistemi d'Istruzione nei paesi Nordici
- Studio obbligatorio di una seconda lingua Nordica a scelta

Standardizzazione dei sistemi d'Istruzione dei paesi Nordici
Avviare un processo di standardizzazione dei sistemi d'Istruzione a tutti i livelli basandosi sul modello d'Istruzione Svedese, riconosciuto ad oggi come il migliore sistema d'istruzione al mondo. Lo stato deve garantire la frequenza dei corsi liberi da costi e pagamenti vari dalla scuola dell'obbligo all'Università compresa. Il rapporto con il mondo del lavoro deve essere amplificato tramite stage e visite in aziende.
E' da notare come queste caratteristiche siano già presenti nei sistemi d'Istruzione Scandinavi e che la riforma punti quindi ad un'elevazione del sistema scolastico Islandese e Groenlandese tramite l'accesso a fondi dedicati del Consiglio Nordico.

Studio obbligatorio di una seconda lingua Nordica a scelta
Questa proposta si basa sul modello Svizzero che garantisce lo studio della lingua nativa, inglese e di un'altra lingua nazionale a scelta.
Dovrà quindi essere introdotta all'interno del sistema d'Istruzione una delle seguenti lingue a scelta tra Svedese, Finlandese, Norvegese, Danese, Islandese e Groenlandese. E' consigliato inoltre che lo studio della seconda lingua venga intrapreso tenendo conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Al fine di facilitare questo punto saranno rese disponibili numerose borse di studio da parte di enti statali (ad ogni paese membro questa responsabilità) e saranno garantite quote di lavoratori Nordici non-locali all'interno delle aziende dei paesi membri. Tutti i trasferimenti saranno incentivati da un fondo del Consiglio Nordico.


Si rende quindi necessario l'istituzione di un "Fondo per la Cultura" per incentivare gli spostamenti all'interno dell'area Nordica, per finanziare le numerose borse di studio, per certificare i nuovi insegnanti di lingua che troveranno lavoro, per creare le nuove strutture necessarie e tutti gli altri costi legati a questa Riforma.

Oslo, convinta della necessità di questa riforma, si offre come prima investitrice di questo fondo con lo stanziamento della cifra di 10miliardi di dollari.
 
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