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Magia [Quarti di Finale] Shandris Dree vs Shiver

Discussione in 'Torneo Le Prestige' iniziata da Silen, 03/02/2019.

  1. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Uno degli incontri più interessanti, se non il più interessante in assoluto, vede opporsi la maga eldar Shandris Dree all'Arpia Shiver; ci si aspettano scintille in questo scontro che vede coinvolti due popoli in guerra fino a poco fa ma anche due delle scuole di magia più avanzate di Ea, per quanto radicalmente diverse.

    @Last Century
     
  2. Last Century

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    Shandris si guardò il viso, riflesso nello specchio magico che aveva creato per l'occasione, chiedendosi in che maniera avrebbe dovuto affrontare Shiver. L'aveva vista combattere al girone precedente e sapeva di non andare contro una dilettante accademica qualunque; quella era una delle migliori maghe dell'aria in tutta Ea, una veterana, niente a che vedere con una novellina fresca di studio. E Shandris questo era, una novellina che per quanto destra nel manipolare l'arcano aveva tanto da imparare e tanto da migliorare, lo sapeva e non la turbava... al contrario di fare una pessima figura davanti a tutti. Quello, invero, l'avrebbe disturbata più della sconfitta in sé per sé. Afferrò il diadema d'argento che soleva portare in quelle occasioni, infilandolo delicatamente tra i capelli in modo da poggiarlo saldamente sulla testa, controllando ancora una volta che tutto fosse in perfetto ordine. Infilò i suoi guanti costellati di gemme magiche e roteò il bastone da battaglia tra le mani, guardandosi sempre riflessa nel tentativo, forse puerile, di scoprirci qualche difetto, di notare un'imperfezione. Si convinse, anzi s'obbligò a dire il vero, a non entrare in quel circolo vizioso di ansia che l'avrebbe portata a deconcentrarsi, mettendo al centro della sua attenzione solamente lo scontro imminente: fece svanire lo specchio con un gesto della mano, socchiuse gli occhi e si prese un lungo momento per riordinare le idee. Aveva le carte in regola per farcela, sebbene fosse meno esperta, doveva solo metterci ogni briciolo di forza che aveva in corpo e avrebbe potuto aspirare ad un duello degno di tale nome, se non direttamente alla vittoria.

    Con quel pensiero in testa uscì dalla tenda, dirigendosi a passo lento - e cadenzato dal bastone - sino all'arena degli scontri. Il suo lungo abito bianco e azzurro contrastava con le tonalità pastello dell'arena, coi colori sfavillati degli stendardi e persino con le vesti di molti dei concorrenti, ma a lei importava solo di vestire i colori del Principato. Fece il suo ingresso, infine, nell'arena vera e propria salutando il pubblico con la mano libero dall'asta e prendendosi gli incitamenti dei sostenitori, diventati decisamente di più dopo averla vista sconfiggere Lakya. Quando fu arrivata a portata di voce per Shiver si prodigò in un piccolo inchino, lasciando che i numerosi cristalli che le adornavano le vesti tintinnassero l'uno contro l'altro assecondando quel gesto.
    Aveva il viso fermo in una espressione rilassata, anche se dentro di sé serbava quell'agitazione ed emozione tipiche dei grandi eventi, delle cose importanti.
    «Sono onorata di potermi confrontare con voi, Shiver.» esordì. «Ho potuto vedervi lottare e siete senz'altro una delle più talentuose tra le vostre sorelle, il vostro nome non giunge nuovo alle orecchie della mia gente, né la vostra fama, mentre io sono da poco al servizio del mio popolo; spero di riuscire a darvi uno scontro degno di questo nome.»
    In realtà non sapeva se l'arpia fosse una di quelle a cui piaceva o meno il galateo e, nel dubbio, preferì non dilungarsi troppo onde evitare di risultare inutilmente pedante o chiacchierona. Si trattava giusto del necessario bon ton da tenere in occasioni simili, visto e considerati i rapporti di asperità ventennale tra Almarillan e Kyrne Lamiya; probabilmente quella era la prima volta in assoluto che una Eldar ed una Arpia si affrontavano in un duello amichevole, senza odio dalle due parti.
    «Possa la sorte arridere alla migliore.» concluse, augurandosi di dimostrarsi abbastanza brava da aver la meglio.

    Quando i giudici dettero il via alla contesa, Shandris agì rapida. Aveva visto Lakya sfruttare la ferromanzia e in qualche modo questo le aveva dato l'idea per affrontare al meglio Shiver e i suoi temuti fulmini: colpì il terreno con il bastone facendo saettare dal suolo un'infinità di filamenti metallici, neri e lucenti, che andarono a formare una gabbia attorno a lei, conficcati nel terreno. Questo - sapeva lei - avrebbe disperso la maggior parte dell'energia delle saette a terra, dove sarebbe stata poco più che inutile, vanificandosi in larga parte. Per colpire, invece, sapendo di non potersi mettere a lanciare palle di fuoco - poiché sarebbe stato anche sciocco - cercò di agire direttamente sulla gravità che circondava l'arpia, aumentandola in maniera tale da costringerla al suolo. Anche con tutti i venti del mondo a favore le sarebbe risultato difficile muoversi avendo le ali pesanti come macigni. E contemporaneamente alla gravità creò una grossa mano di pietra che, uscendo alle spalle dell'arpia, provò a bloccarla. Avrebbe potuto cercare di schiacciarla, ma non le pareva il caso di agire in maniera tanto aggressiva, non durante un gioco. La sua era una dimostrazione di Geomanzia allo stato puro; sapeva di non poter competere in quanto a magia del vento e sperava, a quelle condizioni, di pareggiare i conti.
     
  3. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Shiver ricambiò il saluto dell'elfa con un cenno del capo. Come sempre la maga indossava una semplice tunica bianca e azzurra, adeguata alla sua anatomia ma per il resto niente affatto diversa da una qualsiasi veste da mago. Altera e orgogliosa com'era, riusciva nonostante questo ad apparire imponente e minacciosa, qualcuno da cui era bene guardarsi.
    "In questo gioco, giovane eldar, la vittoria non è importante. Migliorarsi, per quando lo scontro conterà veramente, questo è importante. Qui ed oggi, vincere senza affrontare nulla di nuovo è peggio che perdere imparando qualcosa" l'arpia sorrise mettendo in mostra una chiostra di denti bianchissimi da carnivoro "Forse oggi entrambe impareremo qualcosa."

    L'arpia guardò con interesse la gabbia creata da Shandris; un fulmine di prova, lanciato dall'arpia, venne effettivamente deviato e scaricato a terra lungo i filamenti di ferro.
    "Difesa creativa" annuì l'arpia. Era evidente che la sua avversaria cercava di controbattere con un misto di magia elementale di terra ed altri incantesimi che permettessero di rafforzare l'effetto indebolendo i suoi incantesimi basati soprattutto su aria e fulmine. Tuttavia un certo sauriano durante alcuni scontri accaniti aveva insegnato all'arpia alcune interessanti varianti basate combinando gli effetti di vento e pioggia di cui ora Shiver intendeva fare uso. Forse l'eldar non immaginava quanto può essere terribile la forza di una tempesta ed ora Shiver evocò un vero e proprio tornado, prima per disintegrare la mano di peitra con la propria furia, poi per dirigerlo contro la gabbia metallica creata da Shandris. Non volendo causare danni permanenti all'eldar, Shiver prevedeva di dissolvere il tornado non appena avesse terminato di essere utile...ovvero dopo aver spezzato la gabbia di Shandris come fosse un mucchio di foglie secche.

    (Per i tiri di dado facciamo domani...stasera non connetto...)
     
  4. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Come nello scontro fra Kairos e Kani anche fra Shandris Dree e Shiver il leit motiv sembra essere chi per primo riuscirà a sfondare le difese dell'avversaria. Più volte fulmini e pioggia si abbattono su shandris ma l'eldar in qualche modo riesce a limtiare i danni mentre Shiver si trova in difficoltà di fronte all'uso massiccio di magia della terra fatto dalla sua avversaria. Alla fine di uno scontro vibrante i giudici decretano la vittoria di Shandris Dree il cui scudo peraltro è rimasto in piedi per la miseria di 2 punti soltanto.
    Per quanto palesemente contrariata dall'esito dello scontro, Shiver si rivolge in tono di apprezzamento alla sua avversaria "Veramente spiacevole la tua magia della terra, giovane eldar. Sembra che dovrò pensare a qualcosa."

    @Last Century
     
  5. Last Century

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    «Detto da voi è un complimento, Shiver.» disse Shandris, inchinandosi appena. «Non posso vantare le peculiarità della vostra razza, ma parrebbe che il mio apprendistato abbia dato i suoi frutti.»
    Sorrise, sistemandosi meglio il vestito rimasto sgualcito durante lo scontro. Era contenta di aver vinto almeno uno scontro, in quella maniera non si sarebbe sentita eccessivamente svilita anche perdendo; specialmente contro le arpie quella era una vittoria estremamente importante, capace di ridare sia dignità che rispetto al popolo eldar. Ne avevano passate troppe, alcune delle quali sembravano non finire mai all'interno del turbolento principato, ma con un altro piccolo sforzo - e una giusta dose di fortuna - avrebbe potuto persino vincere il girone, coprendo di lustro quel che al momento era solo umiliazione.
    «Come avete detto poco prima, la speranza è quella di imparare qualcosa l'una dall'altra. Per la prima volta ci troviamo ad affrontarci in maniera costruttiva, anziché distruttiva, posso solo sperare che questo sia il primo di tante altre esperienze come questa.» in effetti, a conti fatti, quello era forse il primo "scontro amichevole" - volendo usare un termine improprio - che avevano Eldar ed Arpie.
    «Appena siete in comodo possiamo procedere.» disse, rivolendosi ai giudici per poi tornare su Shiver. «Vediamo a chi la fortuna ha scelto di sorridere questa volta, quindi!»

    Attese l'ordine dei giudici di gara, poi roteò rapidamente il bastone battendolo al suolo con forza. Attorno all'arpia si materializzarono una miriade di puntini luminosi che, in un istante, assunsero le dimensioni di grosse arance. Conscia di non aver speranze di competere per esperienza - e di non poter usare due volte il medesimo stratagemma - decise di giocare d'astuzia e creare tante piccole sfere di mana, sovraccaricate e magnetizzate direttamente allo scudo di Shiver; le aveva caricate così tanto che al minimo spostamento, di un corpo o dell'aria, avrebbero preso a esplodere creando una reazione a catena devastante. Non era "eticamente" corretto come un semplice blocco alle ali, anche perché aveva provato a intrappolarla in un campo minato, ma non poteva più permettersi di giocare a ribasso, visto di quanto poco aveva vinto il tenzone precedente. Colpì di nuovo il terreno col bastone, più velocemente di prima, e stavolta la terra franò sotto ai suoi piedi, inghiottendola completamente in un sbuffo di polvere: al suo posto si levò un gigantesco serpente di roccia, veloce come una saetta, dalle fattezze del muso non dissimili a quelle di un dragone. Sulla sommità della testa aveva inserito il bastone della maga, pronto a captare qualsiasi fulmine Shiver avesse scagliato, convogliando tutta l'energia all'interno delle fauci del costrutto. Il serpente si lanciò contro l'arpia a fauci spalancate, con lunghi denti in ferro visibilmente creati per condurre tutta l'elettricità possibile rivoltandola contro la stessa Shiver. Shandris aveva dato fondo a tutte le sue carte per generare quel ben di Dio, consapevole che se anche le sfere non fossero esplose per colpa dell'avversaria, ci avrebbe pensato il suo costrutto a farle detonare direttamente sull'alata, creando un botto tanto forte da poter essere scambiato per il crollo di un edificio.
    L'eldar, in tutto quello, era bel al sicuro all'interno della coda del serpente roccioso, circondata da terra non conduttrice e fuori dalla vista dell'avversaria, abbastanza lontana da non subire i danni dell'esplosione.
     
  6. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Shiver dal canto proprio decise per un completo cambio di strategia rispetto alla manche precedente. Mentre Shandris era occupata ad evocare sfere di mana sovraccaricate, Shiver si dilettò ad evocare sull'arena un banco di fittissima ed impenetrabile nebbia. Quando le sferette presero ad esplodere, per via dello spostamento del serpente o perchè Shiver si era mossa, l'unico effetto apparente fu una serie di piccoli botti ovattati e di lampi di luce altrettanto smorzati senza alcun indizio delf atto che le sferette avessero danneggiato oppure no lo scudo della maga. Poi dalle nebbie cominciarono ad uscire elementali dell'aria, impegnati in una sorta di routine "cerca e distruggi" prontissimi ad assalire sia Shandris che il suo costrutto.

    (anche qui rimando a domani i tiri, che sono cotto.)
     
  7. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Lo scontro fra Shiver e Shandris è ancora una volta accanito e combattutissimo e sarebbe assai spettacolare da vedere...SE l'arena non fosse avvolta nelle nebbie evocate dall'Arpia, cosa che permette ad un seccatissimo pubblico solo di intravedere un lampo quà e ora laà, un pezzo di roccia saettare fuori dalla nebbia, mentre occasionalmente si ode un grido di guerra o qualche esclamazione ora dell'una ora dell'altra.
    Quando finalmente le nebbia si dissipano è Shiver ad essersi aggiudicata la vittoria di misura strettissima: il suo scudo è pressochè evanescente avendo un solo punto energia che lo tiene in piedi.
    Il verdetto finale di questo accanitissimo scontro fra due maghe le cui abilità sembrano essere uguali ed opposte, è quindi demandata ad una tesissima terza manche; ancora una volta lo scontro è sospeso per alcuni minuti per permettere ad entrambe le contendenti di radunare le forze per l'ultima battaglia.

    @Last Century
     
  8. Last Century

    Last Century Just a newbie

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    «Consolatevi, Shiver, appena avrete vinto potrete vantarvi con le vostre colleghe di avermi insegnato qualcosa.» disse, sorridendo, l'eldar. «Anche se credo di dovermi regolare, se voglio lasciare abbastanza arena per chi verrà dopo.» scherzò, pulendosi la preziosa veste dalla polvere e dalla terra. Non c'era rimasta nemmeno troppo male, lo strapotere delle arpie che permeava ogni loro azione era fatto così noto che oramai, almeno per Shandris, risultava più un dato accademico che una meraviglia. Sospirò, alzando una mano a richiamando a sé il bastone finito chissà dove in quel marasma, roteandolo velocemente per scrollarlo dal pietrisco rimastovi attaccato. Si poggiò all'asta, quindi, guardando Shiver come a cercare le parole giuste per continuare quella conversazione, ma dopo qualche parolina sprezzante sulla geomanzia l'alata si era chiusa in un silenzio indecifrabile. In parte la maga sospettava che quel modo di fare fosse dovuto al bisogno di vincere a tutti i costi, specialmente contro il Minnonar, specialmente contro una novizia, che si era impadronito completamente di Shiver, forse memore di come era finita durante La Rosa D'oro. C'era anche da capirla, oggettivamente, persino Shandris combatteva per lo stesso motivo dopotutto, ma una delle due sarebbe tornata a casa con quell'umiliazione addosso e sospettava, fortemente, di essere lei a subire quella sorte. Sospirò di nuovo, riprendendo fiato mentre lasciava la testa vagare per quei pensieri, cercando di trovare una quiete che - per ovvi motivi - le sfuggiva costantemente. Aveva comunque bisogno di prendersi un momento di pausa dopo quel disastro, anche solo perché gli inservienti togliessero dal terreno la maggior parte dei detriti evitando problemi di sorta, quindi decise di provare a esprimere - a parole - un suo pensiero in merito alla situazione.

    «Ma ci avete fatto caso che ogni volta che ci scontriamo finisce sempre così?» indicò il cratere da dove aveva estratto il serpente di roccia. «Parrebbe quasi che dove vanno gli elfi e le arpie si generino calamità peggiori delle Spaccature, anche se non saprei dirvi con esattezza perché. Magari il Principe Carnil lo saprebbe spiegare meglio, ma io sono solo un'apprendista, mi pongo domande semplici a quesiti complessi.»
    scosse lievemente la testa, facendo dondolare i capelli, sorridente. «Scherzi a parte ci siamo scornati abbastanza altrove per non aver bisogno di affrontarci anche altrove, se non fosse un semplice gioco mi sarei già fatta da parte da un bel pezzo, anzi non sarei nemmeno arrivata a sfidarvi. Noi povere prede impariamo in fretta le lezioni della vita, anche da elfi, il che è tutto dire considerato che per genia siamo particolarmente restii al cambiamento!» rise. «Consideratelo il mio modo per dire che vi ritengo ampiamente superiore a me sotto quasi ogni aspetto. Ora, se siete pronta, facciamo la nostra ultima manche, cercando di non occludere la vista ai nostri spettatori: stiamo scrivendo un capitolo fondamentale di questo torneo, se devo perdere che almeno sia nel giusto stile!» roteò di nuovo il bastone, portandolo in posizione difensiva, pronta a colpire di nuovo.

    Arrivato il via libera da parte dei giudici si preparò a dare il tutto per tutto. Quello che aveva detto a Shiver non era falso, tutt'altro, era la sincera verità e sapeva benissimo di esserle inferiore a conti fatti, anche perché con tutto quello che le aveva tirato addosso non sembrava essersi nemmeno affaticata, non quanto lo aveva fatto l'eldar, perlomeno. Ed era vero anche il fatto di volersi fare da parte, non aveva più senso quella sterile e inutile diatriba su chi fosse il migliore tra eldar e arpie, avevano vinto le arpie quel contenzioso, qualsiasi altra chiacchiera sarebbe stata solamente un mero ripetere gli errori del passato. Lei voleva solo dimostrarsi all'altezza della situazione, che avesse fatto colpo o meno su Shiver, giusto per tornare a casa con la soddisfazione di aver "giocato" bene tutte le sue carte. E se poi ci fosse riuscita, tanto di guadagnato per la reputazione del Principato, che più bassa non poteva essere in quei giorni.
    Mosse la mano libera, alzando dal suolo una miriade di ciottoli e frammenti di terra che presero a vorticarle attorno creando un vero e proprio tornado di terriccio e sassi capace di fare a brandelli qualsiasi cosa nel suo percorso; senza indugio si alzò in volo, levitando a mezz'aria, prima di scatenare l'intero turbine contro Shiver. Non era diventata improvvisamente sciocca, tutt'altro, quella tempesta sarebbe servita solamente come distrazione, coprendo totalmente la visuale all'alata e permettendo all'eldar di creare una dozzina di copie esatte di se stessa. Non solo, schermò la sua essenza magica e ne creò una fittizia all'interno di una copia per ingannare le magie a ricerca, dopodiché si lanciò, assieme alle altre undici copie, dentro la tempesta. Il suo corpo si ricoprì di uno spesso strato di roccia, così come quello delle copie, dando l'effetto che ci fossero delle statue intente a volare nell'aria sospese dalla magia, e una dopo l'altra tutte si lanciarono contro Shiver cercando di colpirla: ora con un pugno, ora con un calcio, ora afferrandole le ali e strattonandola, non si sarebbero risparmiare; alcune di loro usarono persino il bastone come vera e propria arma! E nel caos inverecondo di quell'ennesimo turbinio di magie Shandris sperò di avere la meglio o, se non altro, di fare il duello di magia migliore di tutti i tempi.
     
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  9. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Shiver si strinse nelle spalle ai commenti della maga eldar sullo stato dell'arena, con assoluta e totale indifferenza.
    "Se vuoi la carne, devi uccidere l'auroch" rispose, dando l'impressione di avere tradotto in comune un qualche modo di dire tipico della sua razza. Il discorso successivo invece sembrò interessare maggiormente la maga che diede una lunga occhiata valutativa a Shandris prima di replicare "Esistono tipi differenti di prede e tipi differenti di cacce. Anche se questo è solo un gioco, la tua magia è davvero spiacevole e ancora più spiacevole è il modo con cui la stai usando. Io apprezzo tutto questo, giovane eldar. Lo apprezzo così tanto che se la situazione fosse diversa non disdegnerei di cacciare la tua carne e fare di te la mia preda." il tono usato dalla maga era leggero ma qualcosa nel tono di Shiver lasciava pensare che ella intedesse quelle parole come un elogio di qualche tipo, lasciando all'eldar il compito di lambiccarsi il cervello per capire per quale motivo l'Arpia ritenesse che darle la caccia per divorare la sua carne fosse un complimento.
    Poi l'incontro riprese e non ci fu più tempo di perdersi sietro a pensieri oziosi: Shiver ricorse nuovamente alla magia dell'aria questa volta per evocre una vera e propria tromba d'aria tutto attorno a sè, con lei stessa al centro. Girando vorticosamente a causa del vento l'aria costituiva una vera e propria barriera a proiettili e armi e presto fu chiaro che l'arpia era in grado di muoversi e volare persino rimanendo al centro di quel suo tornado in miniatura usandolo al tempo stesso come difesa e attacco. Il tutto mentre continuava a sprigionare tutto attorno a sè fulmini magici in ogni direzione in una accecante dimostrazione di potere distruttivo.

    Decisamente dopo quella battaglia l'arena dedicata agli scontri di magia avrebbe avuto bisogno di qualche giorno per essere riemssa in sesto, e solamente l'opera congiunta dei maghi britannici evitava che la potenza grezza degli incantesimi scatenati da Shiver e Shadris devastasse anche gli spalti infuriando fra il pubblico.
     
  10. Silen

    Silen SoHead Sith

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    Ancora una volta lo scontro fra le due maghe scuote l'arena fra raffiche di pietra e di fulmine, tornadi in miniatura e scoppi di magia assortita. Quando infine i giudici chiamano la fine dell'incontro, è Shandris Dree ad ottenere, sia pure di misura, la vittoria ed il passaggio alle semifinali del torneo.
     

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