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SoHead: dislessici solo a parole

Quest Legami Splendenti III - L'isola Silenziosa

Discussione in 'GDR' iniziata da Last Century, 07/05/2019.

  1. Last Century

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    La nave di Demetria solcava le onde in direzione della vicina isola senza nome, portando con sé solamente pochi uomini e Aglauro, l'oratrice responsabile - nel bene o nel male - delle vicissitudini portate da Vani all'interno della Splendente. Adesso il consiglio l'aveva inviata oltre il mare ad occuparsi di un'altra annosa questione nella speranza che la popolazione insulare fosse più pacifica e gentile delle così bellicose amazzoni. La navarca, prima di far sbarcare Aglauro, le raccomandò di prestare estrema attenzione alle sue azioni, dato che per quanto positivo potesse essere stato integrare nuove culture queste avevano, per usare un eufemismo, gettato scompiglio nella solida burocrazia ionica.

    «Aglauro... dico davvero, sii prudente. L'ultima cosa che ci serve è qualche altra amazzone giunonica intenta a dire quanto sia meglio somigliare ad Atena che non a Zeus.» sorrise amaramente.
    «Prometto di stare attenta, Demetria. Lascia qualche uomo qui sulla spiaggia e torna pure a casa, impiegherò diverso tempo a compiere il sopralluogo, nel frattempo ti attendono altri doveri, suppongo.» rispose, composta, Aglauro. Si sentiva ancora in difetto per aver spinto le amazzoni all'interno di Palladia, ma sapeva di aver fatto la scelta giusta sul lungo periodo.
    «E così sia. Che Atena e Poseidone siano con te in quest'avventura.» la salutò, lasciando ad affrontare le terre inesplorate da sola.

    La giovane oratrice, vestita con abiti eleganti ma non troppo decorati onde potersi muovere agevolmente, si mosse sulle dolci colline che dominavano il paesaggio, addentrandosi nell'entroterra alla ricerca degli abitati locali; non avrebbe fatto gli stessi sbagli quella volta, sarebbe stata attenta.

    @giobia86 Gdr per l'annessione del territorio 12, l'isoletta collinare davanti alle mie coste!
    Oratrice: Aglauro di Attica.
     
    A giobia86, Enichaos e Andros piace questo elemento.
  2. giobia86

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    passeggiando passeggiando arriva infine a una piccola cittadina bianca cinta da mura, il paesaggio è incantevole e tutto sembra molto curato, un cartello in marmo inciso dice: Benvenuti a Lesbo
    Una guardia, vista Aglauro, si fa avanti
    "Salve fanciulla, cosa vi porta in queste terre?"
    La guardia è una giovane donna con abito lungo, elmo, lancia e scudo
     
  3. Last Century

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    L'oratrice si avvicinò, salutando con un gesto della mano con fare amichevole.
    «Sono Aglauro, vengo dalla vicina Splendente per conoscere coloro che abitano in queste isole.» rispose. «Nei miei - seppur pochi - viaggi non ho mai potuto vedere città così deliziose e ben curate, il paesaggio è davvero prezioso per gli occhi.» continua.
    «La mia gente mi ha inviata qui parlare con voi, per farvi conoscere la nostra cultura e per conoscere la vostra, sempre che vogliate.»
    Memore di come era finita l'ultima volta, tuttavia, non sapeva quanto poteva fidarsi degli isolani. Potevano anche avere una bellissima città immersa in un incantevole paesaggio insulare, ma se poi nascondevano intenti crudeli o poco chiari ai suoi occhi, questo avrebbe dovuto scoprirlo il prima possibile. Decisamente Palladia non aveva bisogno di una seconda Vania a cui badare.
     
  4. giobia86

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    "bene Aglauro, vieni con me, non è bene che vi presentiate stanca dopo un lungo viaggio, sarete mia ospite, vi laverete e vi rilasserete e domattina vi presenterete agli aristocratici locali"
    detto questo si gettò sulle spalle un mantello di pelle di capra e fece strada

    1: accetti l'ospitalità
    2: rifiuti gentilmente e prosegui diretta per la missione
     
  5. Last Century

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    (1) Aglauro accetta l'ospitalità.

    «Se proprio insistete...» sorrise appena, l'oratrice. «Spero di non recarti troppo disturbo.»
    L'ultima volta che aveva soggiornato a casa di una straniera le era andata particolarmente bene; doveva solo prestare più attenzione al tipo di straniera che stava frequentando, anche se quella donna sembrava di tutt'altro stampo rispetto a Vania. L'Ellade riservava, tuttavia, molti segreti e perplessità.
    «Spero di non essere indiscreta ma come ti chiami? Vorrei sapere a chi rivolgere i miei ringraziamenti, dopotutto!»
     
  6. giobia86

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    "Glaucopide...e venite ho casa non molto distante dalle mura"
    Aglauro durante il giro notò le strade ben tenute e la popolazione locale che sembrava assolutamente normale e decisamente pulita, inequivocabilmente dall'aspetto e dai modi oltre che dal dialetto i locali erano Ioni
    Giunta a casa di Glaucopide potè rilassarsi, lavarsi e mangiare qualcosa, poi raggiunse la sua ospite in una stanza mentre era intenta a filare e a tessere un peplo di vari colori al lume di una lucerna, il tessuto era veramente splendido tanto che Aglauro non ne aveva mai visti di così belli
    Glaucopide la invitò a sedersi e a tessere con lei e nel caso a dimostrare quanto fosse brava, l'idea di una sfida di cucito pareva stimolarla.
    Aglauro in effetti era decisamente capace avendo imparato da giovane come tessere al tempio di Atena per vestire le statue della dea.

    1: ti siedi e fai una bella sfida a chi tesse meglio per compiacere la tua ospite
    2: sei stanca dal viaggio e rifiuti
     
  7. Last Century

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    (2) Aglauro accetta la sfida!

    L'idea di avere incontrato altri Ioni entusiasmo Aglauro; finalmente poteva sentirsi a casa sua nonostante tutto. Dopo essersi adeguatamente rifocillata e rinfrescata per il viaggio, raggiunse la padrona di casa Galucopide e non poté che meravigliarsi dei drappeggi meravigliosi e delle vesti squisite che ella sembrava in grado di realizzare. Affascinata dalla maestria della donna, Aglauro quasi si sentì lusingata di essere chiamata in causa per una sfida: per quanto brava a tessere non poteva certo immaginare di competere con meraviglie del genere! Tuttavia l'idea di indisporre l'altra rifiutando non le parve cortese, quindi prese posto decidendo di unirsi a quel peculiare sfoggio di abilità sartoriale.
    «Ammetto di saper tessere, anche se dubito di poter battere quello che ti ho visto intessere.» disse. «Da piccola ero solita creare vesti e manti per adornare le statue della dea padrona della mia casa, Atena.»
    Poi sorrise, mentre iniziava a filare i rocchetti di tessuto scegliendo quali colori adoperare per la sua piccola opera - nello specifico il bianco e l'azzurro.
    «Hai anche un nome peculiare, che ha un significato molto importante per me.» le sottolineò. «Non so se lo sai, ma è uno degli epiteti di Atena! La splendente, un poco come Palladia. Ma ora vediamo chi favorirà tra le due il fato, che vinca la migliore!»
     
  8. giobia86

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    (tiro)
    Aglauro se la cava piuttosto bene ma...al momento del confronto tra le tele la tela di Glaucopide risulta di qualità superiore
    "a sto giro pare che me la sia cavata meglio...hai perso...BRAVA" il suo sguardo era fisso su Aglauro, come a suggerire che...qualora avesse vinto...non sarebbe andata a finire bene
    "ora a dormire che domani sarà una giornata impegnativa...e per quanto riguarda il mio nome...LO SO!"

    La mattina dopo Glaucopide accompagnò Aglauro fino ad un bellissimo palazzo sulla scogliera, prima di entrare la prese sottobraccio con fare amichevole e anche un po civettuolo e le coprì le spalle col suo mantello di capra
    Curiosamente le guardie del palazzo non mossero un sopracciglio al loro passaggio ne parvero effettivamente notarle, come effettivamente non parevano notarle i servi mentre attraversavano le stanze del palazzo.
    Infine le due donne giunsero fino ad un ampio cortile in cui un gruppo di uomini e donne stava facendo colazione discutendo di filosofia e poesia.
    "questi sono coloro con cui devi parlare giovane Aglauro, dai il meglio di te"
    Disse Glaucopide, e detto questo fece un passo indietro scoprendo le spalle di Aglauro, i commensali parvero accorgersi solo in quel momento della sua presenza in mezzo a loro e sobbalzarono un momento come se la cosa li avesse sorpresi
    gettata un occhiata rapida alle sue spalle Aglauro non vide nessuno
     
  9. Last Century

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    Dopo aver avuto il sentore di trovarsi davanti qualcuno che non avrebbe preso di buon grado la sconfitta, Aglauro si scoprì felice di non essere poi così tanto brava. L'orgoglio della vittoria non valeva l'essere infilzata a morte o presa a botte da quella guerriera, decisamente no. Mentre riposava, comunque, uno strano tarlo continuò a tormentarla, come se ci fosse qualcosa di Glaucopide che le sfuggiva, un dettaglio così vistoso e allo stesso tempo incredibile da risultare nascosto. Il mattino successivo si fece accompagnare in città, muovendosi assieme a lei verso il palazzo del governo centrale.
    Glaucopide la prese sottobraccio e le poggiò il manto di capra sulle spalle; Aglauro la prese come una semplice gentilezza - forse persino troppo affettuosa - ma niente più. Si sarebbe aspettata di dover chiedere udienza, di dover in qualche modo farsi annunciare, ma né le guardie né la servitù di palazzo parvero far caso a loro che, indisturbate, arrivarono sino al cortile interno dove gli aristoidella città stavano facendo colazione e disquisendo di filosofia.

    In quel momento le scoprì le spalle e tutti parvero vedere di nuovo l'oratrice che, un attimo spaesata, si voltò a cercare la tessitrice... ma non c'era più nessuno. Sebbene questo avesse confermato la sua ipotesi sul fatto che non si trattasse di una persona comune la cosa l'aveva comunque scioccata. Facendosi forza, per non apparire completamente fuori posto agli occhi degli aristocratici, si voltò di nuovo verso di loro.
    «Nobili signori, mi scuso per aver interrotto la vostra colazione.» esordì, inchinandosi. «Mi chiamo Aglauro, arrivo a voi da Palladia come ambasciatrice e studiosa. Sono stata accompagnata qui da una guerriera con un vello ovino, ma...» si voltò di nuovo per un istante. «...credo sia andata via.»
    «Sono qui per dirvi che Euryphaessa sta cercando nuovi amici in cui espandere la propria tradizione culturale e sociale. Se le vostre usante non mi ingannano siete fratelli Ionici e, come tali, è desiderio della mia gente che viviate assieme a noi, formando una società stabile ed eterogenea. So che l'indipendenza e l'isolamento possono apparire fruttuosi all'inizio, ma sul lungo periodo anche noi abbiamo compreso l'esigenza di comunicare ed espanderci pacificamente... e ne siamo usciti rafforzati ma non cambiati.»
     
  10. giobia86

    giobia86 Spammer

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    uno dei commensali, evidentemente il padrone di casa, prese la parola
    "ma la domanda vera è se noi vogliamo vivere con voi mia cara, non ho visto la vostra accompagnatrice ma dopotutto non ho viso neanche voi arrivare...detto questo gli dei non permetterebbero di rifiutare un'ospite, e la casa di Alceo non contrasta il volere dei sommi olimpi, per cui siate la benvenuta e sedete con noi, e lasciateci discutere della vostra proposta mentre vi rifocillate"
    i commensali si misero a discutere animatamente mentre Aglauro si sistemava e mangiava qualcosa
    Alla fine una donna, non di bellissimo aspetto in verità, ma che emanava grazia in ogni suo movimento ed eleganza impareggiabile, si alzò in piedi e prese una cetra dopo che Alceo le aveva fatto un occhiolino e lei...all'apparenza...avesse compreso un qualche loro personale messaggio segreto, la donna fissò dritta negli occhi Aglauro, dolcemente, e dopo un sorriso iniziò a pizzicare le corde.
    "Cosa c'è
    in fondo ai tuoi occhi
    dietro il cristallino
    oltre l'apparenza?
    Dove il tempo
    d'improvviso
    si ferma e
    la mia anima
    sulle tue labbra
    resta
    sospesa?"

    dopodichè si risedette, fu di nuovo Alceo a prendere la parola
    "Ἐννέα τὰς Μούσας φασίν τινες· ὡς ὀλιγώρως.
    Ἢν ἰδέ· καὶ Σαπφὼ Λεσβόθεν, ἡ δεκάτη."
    "Alcuni dicono che le Muse siano nove; che distratti!
    Guarda qua: c'è anche Saffo di Lesbo, la decima."

    Poi proseguì
    "Buona Aglauro, quest'isola di Lesbo più di tutto ama la cultura, costei è la dolce e amabile Saffo, maestra del Tiaso delle Muse e della dolce Afrodite, scrutando i tuoi occhi ella ha cantato, dimostra che la tua terra non è rozza e incivile e noi considereremo le sue offerte."
    Di fatto stava proponendo ad Aglauro una sfida di poesia, se essa avesse composto una poesia quantomeno decente (poichè superiore a quelle della somma poetessa è ben difficile) Lesbo si sarebbe unita agli Eury

    PS: la poesia è un'originale di saffo, la frase di Alceo è di Platone che la attribuisce al grande poeta Alceo che si ritiene avesse una cotta pazzesca per Saffo, non si sa se sia vero ma si sa che Saffo e Alceo erano legati da una profonda amicizia
    A te Last...poeteggia meglio che puoi, ho preferito una versione più aulica piuttosto che popolare Lesbo di femminazi amazzoni
     
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  11. Last Century

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    Aglauro, che per quanto brava poetessa non era, si sentì vagamente a disagio nel dover "duellare" a quella maniera, tanto che quasi ebbe l'istinto di rifiutare quel genere di sfida quando, forse presa dall'esigenza di fare bella figura nei riguardi degli abitanti di Lesbo, decise di provare.
    «Cercherò di fare del mio meglio, allora, per dimostrarvi l'arte Palladiana.» sorrise, prendendosi qualche momento per costruire in testa una poesiola adeguata alla situazione.

    «Lesbo sul mar si erge meravigliosa
    e a parlar coi suoi abitanti quasi pare
    che il mondo tutt'intorno le debba ruotare
    spezzando imponente una nebbia silenziosa.

    Di promesse e parole pieno è il creato
    ma a Palladia gli Eury non restano nel sonno
    auspicando celermente, e forse troppo forte

    che il destino gli arrida a dispetto della sorte
    con la grazia di Atena che li veglia da vicino
    a pregar che non si resti nel passato.

    Cosa ne dicono Alceo e Saffo
    della mia poesia d'intrecciata rima?
    Son io inutile come un sasso
    o forse meglio assai di prima?


    Voi fidatevi e vedrete
    che da noi non ci saran sorprese
    tutti Ionici e poeti
    finirem per viver lieti.
    »

    L'oratrice finì di decantare la sua poesia, aspettando responso.
     
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  12. giobia86

    giobia86 Spammer

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    I vari poeti si consultarono...da un lato c'era chi in effetti aveva apprezzato che le rime erano corrette e in fondo per una principiante aveva dato una bella prova, dall'altro c'era chi invece non aveva apprezzato che avesse comunque parlato come una politicante sebbene in rima, alcuni rispondevano che comunque lei era una politicante in missione per cui non c'era nulla di male ecc...ecc... dopo circa un'ora di dibattito Alceo prese la decisione finale...Lesbo si sarebbe unita a Euryphaessa ma...Aglauro sarebbe rimasta a Lesbo per un anno nel Tiaso di Saffo per imparare un po di buone maniere da signorina a modo

    Lesbo si unisce a Euryphaessa
    Aglauro non è utilizzabile nel turno 3
    Aglauro guadagna il tratto Poetessa: +1 alle prove di poesia
    Aglauro guadagna l'oggetto Civetta: un leale compagno animale che testimonia la benevolenza di Atena
     
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