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Letteratura L'angolo della Fantascienza

Shaka

Get a life
Fantacalciaro
Prendendo spunto da questo 3D

http://forum.sohead.org/index.php?threads/mangiamo-insieme.32265/

è uscita l'ipotesi, scherzosa, che un giorno gli insetti conquisteranno il mondo. Il pensiero non è così originale, altri già ci avevano pensato, e qualcuno ci ha anche scritto racconti e libri. Non so quanti sono, ma io ne ho letto uno, e ve lo propongo

Le Mosche (oppure Incubi Perfetti) di Jacques Spitz (1938)

Cosa succederebbe se grazie a una misteriosa e improvvisa mutazione, le mosche diventassero intelligenti?
Una ipotetica risposta a questa domanda viene data in questo romando da Jacques Spitz. Un'improvvisa invasione di mosche nell'est dell'Asia diviene pian piano un incubo per tutto il mondo, agevolato soprattutto dalle divisioni dei vari governi presenti nel mondo in quegli anni. Invece di fare fronte comune contro la sottovalutata minaccia, ogni popolo propone la sua soluzione individuale. Considerate che parliamo del 1938, quindi comunismo staliniano, nazismo, fascismo, boriosi inglesi con il loro impero...e più tra stati non si cacano, più la minaccia diventa pericolosa e incontrollabile. Chi vincerà la guerra tra l'Homo sapiens sapiens e la nuova musca sapiens (come viene definita nel libro?)
Il romanzo di per se non è "il capolavoro" di fantascienza assoluto, ma è una lettura nel complesso anche divertente, ma con punti angosciosi che fanno riflettere sul ruolo e sul destino dell'uomo, soggetto, nonostante le sue smanie di grandezza, ai capricci della natura. I vari stati assolutisti presenti in europa in quegli anni vengono caricaturati molto, il tutto però in un contesto generale di tragedia che rende il racconto secondo me interessante.
 

Shaka

Get a life
Fantacalciaro
Visto che ci sono, vi propongo anche un nuovo racconto breve.

La giraffa blu di L. Sprague De Camp (1939)

https://drive.google.com/file/d/0Bzwy5X61MR38clBRTXh4RF9LZEk/edit?usp=sharing

Questo racconto non ha nessun significato sottinteso, nessuna morale, nessuna particolare tecnica fantascientifica...è semplicemente un ottimo esempio di letteratura "fantastica". Un bel viaggio, divertente e fantasioso in Africa da parte di un "funzionario della corona inglese" per scoprire le cause di una strana segnalazione...in un parco naturale è comparsa poche settimane prima una giraffa blu.
E' il racconto che più ricordo con piacere dei miei 13/14 anni, talmente tanto con piacere che prima di postarvelo l'ho riletto. E' un buon modo, a mio parere, per passare una mezz'oretta leggendo un racconto senza pretese ma ben scritto.

L. Sprague De Camp, statunitense, è un altro degli autori di punta della golden age della fantascienza. Se vi capita qualcosa di suo, prendetelo e leggetelo
 

The Shiran Reborn

Chosen one
Le Mosche (oppure Incubi Perfetti) di Jacques Spitz (1938)

Cosa succederebbe se grazie a una misteriosa e improvvisa mutazione, le mosche diventassero intelligenti?
Una ipotetica risposta a questa domanda viene data in questo romando da Jacques Spitz. Un'improvvisa invasione di mosche nell'est dell'Asia diviene pian piano un incubo per tutto il mondo, agevolato soprattutto dalle divisioni dei vari governi presenti nel mondo in quegli anni. Invece di fare fronte comune contro la sottovalutata minaccia, ogni popolo propone la sua soluzione individuale. Considerate che parliamo del 1938, quindi comunismo staliniano, nazismo, fascismo, boriosi inglesi con il loro impero...e più tra stati non si cacano, più la minaccia diventa pericolosa e incontrollabile. Chi vincerà la guerra tra l'Homo sapiens sapiens e la nuova musca sapiens (come viene definita nel libro?)
Il romanzo di per se non è "il capolavoro" di fantascienza assoluto, ma è una lettura nel complesso anche divertente, ma con punti angosciosi che fanno riflettere sul ruolo e sul destino dell'uomo, soggetto, nonostante le sue smanie di grandezza, ai capricci della natura. I vari stati assolutisti presenti in europa in quegli anni vengono caricaturati molto, il tutto però in un contesto generale di tragedia che rende il racconto secondo me interessante.

non riesco a trovarlo su amazon.
ce l'hai in pdf? :°
 

Ostrègone

GIF MASTER
Fantacalciaro
Da inizio giugno la Mondadori ha inaugurato una nuova collana degli Oscar chiamata "I grandi della fantascienza", tenetela d'occhio perché magari ripubblicano anche cose interessanti. Come potete vedere qui, al momento ci sono solo quei libri.
 

Mikhail Mengsk

MSPAINT OVERTYRANT
Membro dello Staff
Finito di leggere il libro da cui è tratto Blade Runner: "Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?", titolo il cui senso non ho ben capito.

Totalmente diverso dal film, anche l'ambientazione. Nel libro si dà una fortissima enfasi allo spopolamento, alla polvere radioattiva e alle estinzioni di massa, che condizionano fortissimamente sia Deckard che gli altri umani. Oserei dire che solitudine e spasmodica ricerca di vita siano un tema centrale per tutti gli umani, che infatti sono ricorsi in massa alla nuova religione empatica per sentirsi meno soli (nella fusione con Mercer si soffre e si rischia di morire, ma lo si fa insieme a tutti gli altri).

Ribaltato totalmente anche il punto di vista sugli androidi, che nel libro sono veramente inumani e risultano totalmente freddi e alieni. L'androide femmina è una spietata manipolatrice, quello interpretato da Rutger Hauer è fondamentalmente pazzo. L'unico androide interessante secondo me è la cantante lirica, che è quella che si era meglio integrata nella società umana e quindi aveva una quasi-personalità.

Mi è piaciuto, ma non so dire quale sia "meglio" o quale storia sia più interessante o profonda dato che libro e film parlano di due cose diverse: il libro parla degli umani e il film degli androidi.
 

Shaka

Get a life
Fantacalciaro
Finito di leggere il libro da cui è tratto Blade Runner: "Ma gli androidi sognano pecore elettroniche?", titolo il cui senso non ho ben capito.

Ho sempre pensato a un modo ironico per associare gli androidi all'umanità, almeno come domanda. Il protagonista, dall'inizio del libro fino alla fine, sogna un animale vero. E' un suo desiderio, un sogno appunto che è tipico degli umani. Gli androidi, similmente, "sognano pecore elettriche"?, nel senso (imho), hanno dei desideri anche loro? Desideri diversi dall'uomo ma comunque desideri, infatti non sognerebbero un animale vero, ma uno più simile a loro. Se anche loro avessero desideri, allora non sarebbero in parte anche loro """"umani?"""", o magari, impacciatamente, pensare di esserlo? Non so se mi sono spiegato.
Io ho sempre dato questo significato al titolo, che tra parentesi è una figata e in italia era stato sostituito con un merdosissimo "il cacciatore di androidi". Fortunatamente poi fu ripubblicato con un titolo più aderente all'originale "does the android dream of electric sheep?"

Totalmente diverso dal film, anche l'ambientazione. Nel libro si dà una fortissima enfasi allo spopolamento, alla polvere radioattiva e alle estinzioni di massa, che condizionano fortissimamente sia Deckard che gli altri umani. Oserei dire che solitudine e spasmodica ricerca di vita siano un tema centrale per tutti gli umani, che infatti sono ricorsi in massa alla nuova religione empatica per sentirsi meno soli (nella fusione con Mercer si soffre e si rischia di morire, ma lo si fa insieme a tutti gli altri).

Ribaltato totalmente anche il punto di vista sugli androidi, che nel libro sono veramente inumani e risultano totalmente freddi e alieni. L'androide femmina è una spietata manipolatrice, quello interpretato da Rutger Hauer è fondamentalmente pazzo. L'unico androide interessante secondo me è la cantante lirica, che è quella che si era meglio integrata nella società umana e quindi aveva una quasi-personalità.

Mi è piaciuto, ma non so dire quale sia "meglio" o quale storia sia più interessante o profonda dato che libro e film parlano di due cose diverse: il libro parla degli umani e il film degli androidi.

Personalmente ho sempre ritenuto il film troppo "banale" rispetto al libro, il solito messaggio controverso sull'umanità dei robot rispetto agli esseri umani, ma questo è un tema alla Asimov, che aveva un suo stile. Dick è tutt'altro, ha una visione differente, snaturata dal film. Gli androidi sono un nemico vero, inumani (come dice giustamente mick) egoisti, pericolosi, e gli uomini si difendono da loro. Nel film invece gli androidi appaiono come vittime dei cattivi essere umani, e quasi lo spettatore empatizza con loro che "poveretti, vorrebbero essere umani ma non possono, condannati dai loro cattivi creatori"...invece no. Più che altro nel libro leggo un messaggio contrario nella possibile similitudine umani/androidi. Non tanto quanto gli androidi sono simili agli umani, ma quando gli umani sono simili agli androidi, cioè quanta "umanità" è andata persa in quelle difficili condizioni di vita
 

camarillo

Chosen one
Fantacalciaro
sono un dickiano anomalo

ubik e "ma gli androidi etc.." e la trilogia di valis ancora non li ho letti
vi consiglio di scavare nella sua bibliografia

ho letto redenzione immorale e adesso nei tempi morti leggo menzogne spa
fenomenali :awseome:
 

Ostrègone

GIF MASTER
Fantacalciaro
Molto interessanti le vostre osservazioni su "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?", non pensavo ci fosse una differenza così sostanziale fra i due prodotti.
 

The Shiran Reborn

Chosen one
Ragazzi mi sto fissando con i volumi Urania, ho quasi finito di leggere "I naufraghi del tempo" di Vinge, pubblicato nel 1988.
Si trovano a meno di cinque euro.
 
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