• Ai compagni fedeli alla linea ci servono ancora i vostri soldi... per il rinnovo del server. Grazie dell'obolo

  • Famo partì sto fantacalcio. E' tempo di rosicare
  • E' resuscitato il vecchio gdr Cyberpunk, controlla nell'Antro dei Nerd, barbone.

Arco Gara di Tiro con l'Arco

Silen

Get a life
Squalli di trombe e rulli di tamburo salutano il giorno dell'apertura del Torneo Le Prestige. Una grande folla di curiosi, britannici e stranieri, è convenuta per assistere all'evento attirata dal desiderio di assistere al confronto fra tanti campioni provenienti da molteplici nazioni e razze; molti anni sono passati dall'ultimo grande torneo tenutosi a Sylvania e anche se a nord il conflitto coi non morti si è riacceso da Carandor fino alle steppe del lontano est (o forse proprio per questo) l'attesa per il Torneo è assai grande.

"Signori e Dame, cavalieri di Britannia e nobili ospiti provenienti da tutte le nazioni di Ea, il giorno che avete tanto atteso è giunto: di fronte a Sua Maestà Imperiale Lelouch IL Britannia per grazia del Padre Celeste signore di tutta Britannia e prottettore dei fedeli e alla nobile Silene, Prima nella Caccia e sovrana assoluta dell'Impero Meridionale. E' davvero un augusta giornata oggi che vede questo torneo aprirsi sotto lo sguardo del Sacro Imperatore e dell'Imperatrice Alata." terminato questo piccolo discorso in lode dei regnanti l'araldo passò ad enunciare le regole della gara.
"La gara di tiro si volgerà in una sessione unica, in cui ogni partecipante avrà a disposizione dieci tiri. Ad ogni tiro verrà assegnato un punteggio in base alla vicinanza al bersaglio; chi totalizzerà il punteggio più alto verrà proclamato vincitore. Eventuali situazioni di parità saranno risolte con un tiro supplementare.
Per permettere a tutti di apprezzare la bravura dei tiratori in pieno verranno disputate della manche di quattro tiratori per volta. Che la gara abbia inizio!!!"

Dopo un ulteriore squillo di tromba l'araldo chiamò i primi quattro contendenti:
Cristopher EL Britannia per il Sacro Impero @Dyolance
Valeera per Centaurestria @The Pony Killer
Naled per Kalassia @Dust
Maiev Cantombroso per Minnnoar @Last Century

(Se desiderate fare dei gdr di rpesentazione dei vostri personaggi e di come sia ccostano alla gara, è il momento giusto ^__^ Visto che il torneo è di epr sè molto lungo, vi chiedo per favore di non attendere troppo tempo prima di itnervenire. Trascorso un paio di gironi al massimo io proseguo)
 

Last Century

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La delegazione del Minnonar, eccezion fatta per Fianna ed il suo entourage arrivati assieme a Silene, arrivò quasi all'ultimo a causa dei ritardi imposti dai problemi in patria. Dopo aver preso posizione fuori dalle mura, nelle zone adibite alle tende, rimasero perlopiù in disparte preparandosi tutti per la gara; chi faceva pratica, chi si rilassava e chi, invece, ammirava Tarakasa in quella sera di festa. Tutti quanti, comunque, vedevano quella come un'occasione di svago più che una prova di forza, vincere o perdere era abbastanza ininfluente per la stragrande maggioranza dei presenti, ma non per questo avrebbero giocato sottotono. Tutti tranne Maiev. Invero, per loro, sarebbe stato divertente mettersi, finalmente, alla prova in un ambiente più congeniale rispetto al campo di battaglia dove, sovente, scorrettezza e vigliaccheria la facevano da padrone. Maiev, che era arrivata a malincuore lasciando Almarillan, aveva passato l'intera notte a meditare e, alle prime luci dell'alba, aveva svegliato la sua compagna di gara, Aneirin.

Ancora vagamente assonnata l'arciera si girò tra le coperte, mentre Maiev la scuoteva senza troppa grazia.
«Svegliati, Domabelve. Il tiro con l'arco è la prima gara che verrà disputata e noi siamo chiamate a fare il nostro dovere.» la voce della sicaria, bassa per non disturbare il resto delle persone, pareva più grave di almeno due toni rispetto al solito.
«Arrivo, arrivo.» brontolò l'altra. «Stavo sognando Kyrne Lamiya messa a ferro e fuoco dai non morti, era uno strano sogno.» difficile era capire se le fosse piaciuto o meno far quel particolare sogno, sentiva sentimenti contrastanti in merito. Si tirò a sedere sul letto, massaggiandosi la testa e lottando contro i capelli vagamente increspati dall'umidità notturna.
«Molto interessante il sogno, ma la priorità va alla gara. Il Principe ci ha chiesto di fare bella figura e, per quanto non sia interessato a trionfare, è mio interesse fare in modo di dimostrarci quantomeno all'altezza delle aspettative.» la incalzò Maiev. «Il che significa che devi essere lucida e sveglia per quando verrà il tuo turno.»
«Maeiv, per Gallean, rilassati... è un gioco. Andrà bene, siamo brave con l'arco e di certo anche se mancassimo una freccia non succederebbe assolutamente niente. Farsi venire l'ansia o l'apprensione per questo genere di cose è stupido.» finalmente, non senza riluttanza, Domabelve si alzò dal letto stiracchiandosi con la grazia di un felino. «Inspiri, espiri e scocchi.» e schioccò le dita quasi a sottolineare l'ovvio.
«... avere troppa confidenza non porta niente di buono.» lievemente indispettita Maiev si voltò verso l'uscita delle tende.
«E vivere nella paranoia per ogni cosa ti impedirà di vincere questa gara.» rispose la collega. «Maiev, ascoltami, andrà bene! Gareggiamo come sappiamo fare, non ci manca niente per eguagliare gli altri, e se vinciamo portiamo a casa un premio, altrimenti portiamo a casa comunque la dignità degli sconfitti. A volte gli Eldar mi sembra tengano più alle questioni di principio che non alle cose serie; guarda dove ci ha portato questa... paranoia, questa ansia.» si avvicinò all'amica. «Abbiamo già perso tanto, non mettiamoci a perdere anche la testa per queste inezie.»
Quello che Aneirin voleva dire, e che Maiev non fece fatica a comprendere, rivolveva attorno al fatto che, anche perdendo al gioco, non ci sarebbe stato disonore, a dispetto invece di quanto era successo con la guerra. Molti eldar avevano ancora un grande rancore nei confronti dell'Impero ma, soprattutto di Britannia e Tempesta e non avrebbero dovuto lasciarsi guidare a quel sentimento, bensì esorcizzarlo in altre maniere, in altri modi. Contro altri nemici. Ci sarebbe solo voluto un altro poco di tempo, probabilmente, e di schiacciare definitivamente la ribellione interna per riuscire ad andare avanti.

[ ... ]
La Gara di Tiro con l'Arco.

La prima chiamata a tirare, per la delegazione eldar, fu proprio Maiev Cantombroso. Si presentò con il suo fido arco e vestita con l'armatura leggera dei ranghi di tiratori elfici; una lunga veste bianca e blu a bordature argento che metteva, di quando in quando, in evidenza la sottoveste metallica di finissima maglia. Passò davanti al palco nobiliare e fece un piccolo inchino per salutare i presenti, poi prese posto dove assegnatole, iniziando a saggiare l'aria. Era così austera che - quasi - pareva non vedere le centinaia di occhi che la fissavano.
 

The Pony Killer

Spam Master
Valeera sentiva su di sé il peso dell'evento. Circondata da amici ma anche molti nemici, sapeva di dover avanzare e dimostrare ciò di cui era capace, ciò per cui si era allenata così duramente. L'altra rappresentante di Centaurestria, Centorea, l'aveva supportata molto e le aveva dato manforte, ma lei non poteva capire cosa provasse Valeera a dover rappresentare le piccole comunità umane di Centaurestria, unito ovviamente a dover rappresentare il regno centaureo intero in un poligono affollato dalle persone più illustri di Ea.

Ma era quello il suo compito, il suo lavoro, si era allenata molto duramente per rendere fiero tutto il Regno. E, mal che andava, ci sarebbe stata Centorea dopo di lei.

La sicaria prese posto, a coprirla c'era la sua solita armatura leggera in pelle. Ispirò profondamente e si concentrò al massimo sul bersaglio. Riusciva a colpire da lunghe distanze bersagli in movimento, a confronto cos'era un semplice bersaglio da tiro?
 
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Dyolance

One of many
A Cristopher normalmente non sarebbe fregato un cazzo di fare bella figura. Ma proprio niente di niente. Ma proprio zero, proprio nulla, perché era un po' orgoglioso ed anche un po' viziatello, una brutta (ed anche abbastanza frequente) combo per chi nasceva nobile del più alto lignaggio. Come di norma, un campione dello stato ospitante avrebbe scoccato la prima freccia per dare ufficialmente inizio ad i giochi; e tra i due britannici lui aveva necessariamente la priorità essendo non solo fratello del Sacro Imperatore ma anche Principe della Corona (almeno per la durata in cui Lelouch non si fosse ricordato di avere un pene ed avesse ingravidato quel metro cubo e qualcosa di carne sylvaniana che si ritrovava come moglie).

Così fu il primo ad entrare nella lunga arena piena di centri installata al centro del complesso di tende dedicato ai campioni. Camminò lentamente, stringendo con vigore pauroso l'arco che teneva in mano per impedirsi di incoccare una freccia e spedirla direttamente nella gola dello stramaledetto pinguino che improvvisamente si riscopriva figlio dell'Impero Meridionale più che di Britannia. Probabilmente un plutocrate che non vedeva l'ora di leccare la terra dove cadevano le penne di Silene, avrebbe voluto davvero avere la sua gola a portata di coltello per ricordargli l'onore e la tradizione che rendevano Britannia tale.
Ma buttando un occhio nella platea all'ennesima osanna verso la Prima di StaGranCeppa vide che anche altri rimasero impettiti davanti a cotanto decantare che andava contro allo spirito assolutamente privo di sottotono politico che la Corte aveva desiderato: tale persona era Lelouch, che non fermò il cantore per una mera questione di buon gusto e bon ton; ma appena l'uomo si allontanò dal palco dove i commentatori dovevano introdurre i campioni fece un cenno alle proprie guardie affinché venisse prelevato e allontanato dallo staff del Torneo.

Tutte le gare dovevano essere vissute in un clima neutrale: l'Impero Meridionale partecipava non come stato co-organizzante bensì come ospite (tant'è vero che per quanto il Torneo puntasse a celebrare il matrimonio tra Odisseus ed Anna le Arpie avevano comunque pagato le quote di iscrizione per i loro araldi. Nessuno sconto era stato fatto in quell'occasione) e non si capiva il perché di un così improvviso trattamento con i guanti.
Stavano a Taraska, non a Kyrne Lamiya.
Ovviamente tutto ciò avvenne con la massima discrezione possibile, ma dall'atteggiamento del fratello e Imperatore, Cristopher fu sicuro di non dover ricordargli quanto fosse necessario una voce d'introduzione che fosse neutra e non schierata e si limitasse a introdurre i concorrenti o meglio a cantare solo Britannia e non i dannatissimi piccioni. Ne era fortunatamente certo.

Così prese il suo arco con serenità e rigore, prendendo bene la mira per centrare il bersaglio.
A Cristopher normalmente non sarebbe fregato un cazzo di fare bella figura. Ma proprio niente di niente. Ma proprio zero. Però quella volta doveva vincere o quanto meno dare tutto se stesso, in qualità di figura di spicco all'interno della nobiltà.
Così, con questo chiaro pensiero, scoccò.

(prossima volta evitiamo tante citazioni su Silene e l'Impero Meridionale :sisi:)
 

Silen

Get a life
(A me comunque non sembra così strano che una reale ospite venga citata nella introduzione. Se ci fosse stato Gid Lucione per Centaurestria avrei citato anche lui. )
 

senzanome.exe

One of many
(A me comunque non sembra così strano che una reale ospite venga citata nella introduzione. Se ci fosse stato Gid Lucione per Centaurestria avrei citato anche lui. )
(Quindi il principe ailas del minnonar, muldrun goo condottiero della banda, la regina eterna delle driadi, la principessa amestris dei rahonavidi e il duca konrad...? ndo stanno?
Che non si dica "non avete postato" perché, almeno last, ha postato - c'è peraltro pure fianna che anche se non è ereditaria è na principessa)
 

Dyolance

One of many
(Ma no si ma non è per far caciara o che solo che sono dei suprematisti bianchi della razza umana di base i britannici :zizi: un commento così a babbo da parte di un nessuno che non fa parte della Corte fa strano, tutto lì. Senza contare il fatto che sì ci sta mezza Ea che conta e se dovessimo citarli tutti (A cominciare tipo da Konrad) non finiremmo più)

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Silen

Get a life
(Quindi il principe ailas del minnonar, muldrun goo condottiero della banda, la regina eterna delle driadi, la principessa amestris dei rahonavidi e il duca konrad...? ndo stanno?
Che non si dica "non avete postato" perché, almeno last, ha postato - c'è peraltro pure fianna che anche se non è ereditaria è na principessa)

('ndo stanno proprio non lo so, visto che nessuno di loro ha scritto nulla e io non ho sfere di cristallo a mia disposizione. Magari ne avessi una. Per quanto ne so io possono anche attendere il loro turno per partecipare alla gara in cui sono iscritti senza assistere alla gara di tiro con l'arco perchè a loro fa cagare o senza stare sul palco perchè aloro Silene e Lelouch stanno sul cazzo. Un pò come Fianna perche si, Last ha postato ma mi sbaglierò, non ho letto da nessuna parte che intendeva assistere alle gare, magari dal palco dove si trovano i vari regnanti e verso il quale l'araldo ha rivolto il suo saluto. Avrò interpretato male io ma nei post di Fianna si direbbe che fa di tutto per passare inosservata perchè personalmente la schifano sia le arpie che britannia.
Un giorno mi spiegherete comunque perchè ogni volta si sprecano tante energie per dettagli di poco conto come questi :wat:)

La gara ha dunque inizio. Nei primi tiri Cristopher alterna buoni risultati e tiri mediocri in una sorprendente altalena che sembra dare sui nervi al principe reale britannico. Nel quartultimo tiro, una clamorosa padella del reale, che manca completamente il bersaglio, viene accolta con grida di delusione da parte del pubblico di casa, che ovviamente sperava in un risultato ben diverso. Cristopher sembra disunirsi e dopo un tiro decente manca nuovamente il bersaglio attirandosi una salva di fischi. Prestazione davvero deludente da parte dell'atleta di casa.
Valeera prende la sua gara con piglio deciso; i suoi tiri non sono buonissimi ma l'umana coi colori di centaurestria va a punto un tiro dopo l'altro. Le emozioni maggiori nel finale: dapprima Valeera azzecca un centro perfetto, il primo del torneo, suscitando gli applausi del pubblico, ma poi, forse per l'emozione, manca malamente l'ultimo tiro. Il risultato finale è comunque niente male.
Grande curiosità per l'elfo scuro Naled, il primo della sua razza a partecipare ad un torneo di questa grandezza, ma i risultati sono inferiori alle attese. Forse infastidito dallo splendido sole di britannia a cui il drow non è abituato, i risultati sono mediocri, nonostante due centri perfetti, il punteggio finale è inferiore a quello di Valeera.
Ben altro piglio quello di Maiev Cantombroso, la concorrente di Minnonar. Decisa e concentrata, l'elfa mette subito in mostra l'abilità per cui la sua razza è bene nota con un paio di tiri eccellenti e un paio inferiori ma pur sempre positivi. Purtroppo però due bersagli esterni rovinano la prestazione dell'elfa, che porta a casa punteggi assai scarsi, prima di rirpendersi nel finale dove Maiev, forse spronata dall'orgoglio, mette in mostra il meglio di sè con tre centri perfetti negli ultimi quattro tiri. La concorrente di Minnonar ha finora il miglior punteggio e raccoglie un caloroso applauso da parte del pubblico.


Dopo la prima manche la classifica parziale è
Maiev Cantombroso 56 punti
Valeera 45 punti
Naled 41 punti
Cristopher 35 punti

Per la seconda manche vengono chiamati in pedana
Ajain dei Naga @Abyssien
Kohorro per l'impero Rahonavide @Monitor_Dundee
Scarlat Deb per la Repubblica di Ambir @Guy_Montag
Calnae Tyr'nddare (nome su cui l'Araldo inciampa più volte) per Sylvania @Balto

(Vale lo stesso criterio, due giorni poi vado avanti)
 

Monitor_Dundee

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Durante il viaggio Rakharro, con i consueti rispetto per l'autorità e cortesia, aveva diffidato ogni esponente della delegazione, famiglia reale compresa, a "far vedere il muso alla prova di tiro con l'Arco." Perchè "Il ragazzo è qui perché voglio fargli vedere il mondo, non per dare spettacolo".
La Principessa Amestris aveva persino finto di essere dispiaciuta dalla richiesta.
Nel migliore dei mondi possibili, Rakharro avrebbe gradito non dare nell'occhio entrando nell'arena, ma il vecchio Sauriano era al mondo da troppo tempo, e sapeva bene che il mondo cospirava contro di lui.

In ogni caso, sarebbe stato difficile non attirare l'attenzione.
Zothar il Troll lo seguiva come un'ombra, fendendo la folla come un'aratro. Per ora sorrideva, placidamente stolido, ma la sua razza non era una vista comune qui al Sud, e non era una vista piacevole in ogni luogo. Ancora ricordava con un misto di imbarazzo e preoccupazione la discussione che il Troll aveva avuto con un Orco a Justa.
Ma se per Rakharro controllare Zothar era una collaudata abitudine, dover tenere dietro al ragazzo era un'esperienza nuova e per nulla rilassante.

Kohorro, lontano dal cinismo del nonno, passava da una distrazione all'altra, il muso all'aria, ipnotizzato dai colori, dalle voci, dagli odori e soprattutto dalla cacofonia di razze senzienti che affollava la strada della città cosmopolita, il suo unico dispiacere l'aver dovuto lasciare il suo fido Roc assieme alle cavalcature della delegazione.
La città si era appena abituata alle Arpie, un'aquila con tre metri di apertura alare che plana tra i tetti e le torri sarebbe stato troppo.

"Nonno! Quelli sono Gnoll! Quelli Elfi! Guarda, un'Arpia che sta volando! Dici che potrei andare in una delle loro torri in sella a Shonkhor?"
"Kohorro, stammi vicino, non voglio perderti nella folla prima ancora di arrivare alla gara. E fa attenzione, le Jene sono selvagge quanto noi Aliurai, e i Primispennati sono sempre offesi per qualcosa. E sono convinto che se portassi il tuo Roc alle Arpie ti prenderebbero per il garzone della rosticceria.
Ho visto tutte le bestie strane di Ea e oltre, e ho deciso di non fidarmi della maggior parte di loro."

"Hai visto proprio tutte le razze di Ea?"
"Garantito al sangue, ragazzo, e la maggioranza le ho viste tirare con l'arco. Uomini serpente, alberi che parlano, formiche grosse come Raptor..."
"E quelli?"

Entrando nell'arena, erano passati di fronte alla delegazione di Centaurestria, e qualcosa nel cervello di Rakharro aveva smesso di funzionare.
"... nonno?"
"... Pensa alla gara adesso, ci sarà tempo per il turismo."
Gli Déi erano evidentemente annoiati quando hanno dato il soffio della vita a quell'affare. Spezziddio, il più grosso dei Centauri era l'equivalente materiale della frase di un Troll.

Il vecchio Sauriano scrutò gli spalti e il gruppo dei concorrenti, dispensando dritte mentre Kohorro si preparava a entrare in campo.
A vederlo, Rakharro ebbe un moto d'orgoglio. Poco più di un pulcino, con un mantello di penne scarruffate, l'arco....
"Dove hai preso quell'arco, ragazzo?"
"E' il tuo arco fortunato, lo avevi lasciato nella tenda quando siamo partiti. Te lo eri scordato vero?"
Fortunato, lo chiamava, l'arco che lo aveva cacciato in ogni possibile guaio, e ce lo aveva anche tirato fuori.
L'arco che sarebbe rimasto in una tenda vuota e polverosa, ora che l'Orda Kadath si era spostata a sud, fuggendo da nientemeno che l'Orda dei Caduti.
"E' un arco vecchio e testardo."
"E' per questo che l'ho preso con me."
Con la voce mezza ferma in gola, Rakharro spinse il ragazzo nell'arena
"Basta sciocchezze, ora, vai là e fagli vedere come tira con l'arco un Aliurai"
 
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Abyssius

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Ricevuti gli auguri sia da Kani che da Hitala, Ajarin si recò nella zona di attesa, aspettando il proprio turno. Non molto tempo, la nuova Generalessa della Confederazione, Alasz, prese posto al suo fianco. Ad eccezione della razza e per il simbolo della Confederazione che portavano sulla divisa, nulla accomunava i due arcieri: Ajarin era rilassato e paziente nella sua uniforme da parata - semplice come tutti i capi di abbigliamento della Confederazione, ma dignitosa -, mentre Alasz indossava il solito insieme di abiti consunti che contrastingueva ogni svaichchhik e sembrava pronta a scattare da un momento all'altro.
-Cosa c'è, Volontaria?- Chiese lui nella lingua Naga, in modo da garantirsi il minimo di privacy che si poteva avere in un'occasione come quella.
-Come fai ad essere così tranquillo? Siamo ad un torneo ospitato da gente con cui eravamo in guerra poco tempo fa. Siamo circondati da nemici.-
Ajarin scosse la testa: -Da quanto so dei Britannici, sono troppo legati all'apparenza per uccidere qualcuno che hanno invitato a casa loro. Mi preoccuperei più delle Arpie: potrebbe scattare uno dei loro attacchi di rabbia e uccidere qualcuno prima che vengano fermati. Ma Silene non ne uscirebbe bene e le Arpie la rispettano troppo per farle fare una simile figura.-
La Pujara sembrava poco convinta: -Mi sembra che tu sia sempre troppo calmo, Cacciatore.-
-Forse non sono scattante come te, Volontaria, ma preferisco preoccuparmi quando è necessario, piuttosto che farlo a vuoto.-
La sua chiamata fu una liberazione da quella scomoda conversazione. Trovava gli svaichchhik sempre troppo fissati su ogni cosa, come ogni fanatico che aveva avuto modo di conoscere.

Entrò nell'arena con sicurezza, infilò la corda al suo arco lungo composito e attese con la sua solita calma di poter finalmente cancellare l'ultima sconfitta al Torneo della Rosa d'Oro.
Erano passati anni da quando era un cacciatore, ma il Variyarsa si manteneva allenato. Quanto poteva essere difficile un bersaglio fermo dopo aver combattuto le Arpie nell'ultima guerra?
 

giobia86

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Lanthalas Nightsinger, presidente del direttorio e partecipante al torneo nella categoria maghi osserva la scena dell'annunciazione divertito, delle varie delegazioni giunte a Britannia solo le arpie avevano ricevuto un saluto ufficiale, e solo loro venivano prese in considerazione nell'annunciazione, la cosa lo incuriosiva, si sarebbe sentito offeso ovviamente se non avesse valutato che molte arpie vivevano nella città e che se l'imperatore non fosse uscito a salutare Silene avrebbe rischiato una rivolta interna mentre per gli altri, ovviamente, la situazione era decisamente meno delicata, ovviamente qualcuno avrebbe provato sentimenti contrastanti, ma lui no, era troppo interessato dal didietro della principessina di Minnonar per cui rimase in fondo al palco a vedere l'unico spettacolo degno di nota, dopotutto, alla sua età, di arcieri ne aveva visti fin troppi. Anche se, bisognava dirlo, l'arciera che aveva vinto il primo turno aveva il suo perchè, peccato fosse un po piatta. :ghgh:

 

Silen

Get a life
Uno scroscio di applausi da parte del pubblico, ed anche la seconda manche ha inizio. Primo a salire sulla pedana è il rappresentante dei naga, il generale Ajarin che si mostra subito un tiratore forse non brillante ma molto competente: i suoi tiri sono sempre mirati ai cerchi interni e il punteggio sale in maniera apprezzabile anche se manca la brillantezza di alcuni dei tiratori precedenti. Il miglior tiro, il naga lo sfodera proprio nel finale, un tiro *quasi* perfetto...purtroppo dopo alcune verifiche gli arbitri lo proclamano un 9. L'attesa del giudizio degli arbitri e forse un pizzico di delusione per il risultato, fanno perdere la concentrazione al naga i cui ultimi due tiri sono alquanto sotto la media determianndo, purtroppo per la confederazione, un punteggio mediocre.
E' la volta di Kohorro, il giovane rappresentante dei Rahonavidi. I primi due tiri sono così così, un medio e un centro nel cerchio esterno, ma man mano che prende confidenza il giovane sfodera una prestazione di tutto rispetto in una esclaation di emozioni: un quasi centro, un centro perfetto, un centro interno...il sauriano col suo ultimo tiro potrebbe superare la rappresentante eldar! Silenzio sugli spalti, l'arciere si concentra e...noooooooooo si leva il grido del pubblico, il punteggio dell'ultimo tiro è un mediocre 3. Peccato, peccato davvero, Kohorro perde la possibilità di agganciare Maiev sull'ultimo tiro!
Va al tiro Scarlat Deb dei dragonidi di Ambir. Assai pcoo quotato fra i favoriti della vigilia, il dragonide però appare subito concentratissimo e toccato dagli dei della fortuna: di nuovo l'entusiasmo del pubblico sale, il punteggio a dispetto di un paio di tiri mediocri è eccellente. Purtroppo però, solo un centro perfetto nell'ultimo tiro permetterebbe a Scarlat di raggiungere il primo posto. Di nuovo un silenzio di tomba cala sullo stadio e.....niente da fare. Il risultato, un 5, non basta a superare Maiev anche se garantisce al dragonide un brillante e forse insperato secondo posto.
In pedana Calnae Tyr'nddar, elfo campione del torneo della Rosa d'Oro e uno dei favoriti alla vigilia. L'elfo, forte dell'eccellenza militare di tanti anni di carriera e delle sue abilità innate inizia a tirare...e i suoi tiri sono uno peggio dell'altro! Incredibile davvero, Calnae non azzecca nessun centro perfetto e nemmeno ci si avvicina! Quando l'elfo scende dalla pedana la platea esplode nel coro "El-fo-del-caz-zo! El-fo-del-caz-zo! El-fo-del-caz-zo!"
Uno strano destino sembra perseguitare i vincitori passati dei grandi tornei: chi vince un torneo nell'arco sembra destinata a deludere molto nel torneo successivo.

La classifica parziale dopo la seconda manche è:

Maiev Cantombroso 56 punti
Scarlat Deb 54 punti
Kohorro 52 punti
Valeera 45 punti
Calnae Tyriddar 44 punti
Naled 41 punti
Ajarin 38 punti
Cristopher 35 punti

Per la terza manche vengono chiamati in pedana:
Nilin delle Arpie
Phoebe delle driadi @leafshield
Robin Scavatana per la Contea @Ostrègone
Charles VI Britannia per i padroni di casa @Dyolance
 

Silen

Get a life
Non appena sente chiamare il proprio nome, Nilin si avvicina a grandi passi alla pedana lanciando attorno a sè sguardi di malcelata ostilità, rivolti imparzialmente agli altri concorrenti, al pubblico, agli arbitri e a qualsiasi essere vivente che si trovi nelle sue vicinanze, la mano destra stretta in maniera eccessiva attorno al suo arco, un affare grande quanto un arco lungo ma a differenza di questo, composito. Particolare ancora più inquietante, l'arco di Nilin è palesemente costituito da ossa, lavorate ed intagliate con grande cura. Ossa troppo grandi per essere semplici ossa di animali.
Molti anni sono passati dalla sua ultima apparizione ad un torneo e la giovane arpia nervosa e irrequieta è cresciuta, diventando una veterana, una possente guerriera irrequieta e nervosa, terribilmente a disagio davanti alla prospettiva di cimentarsi in una gara di tiro di fronte a così tanti selvatici. A differenza di molte giovani arpie cresciute nell'Impero, Nilin non si è mai abituata alle altre razze...gli unici con cui si sente veramente a suo agio sono i domestici e le ein'kethi.

Uno sguardo a destra, uno sguardo a sinistra, verso i concorrenti che tireranno con lei. Una driade...Nilin si è sempre chiesta, ma sono veramente vive le driadi? O sono piuttosto demoni che possiedono ciocchi di legno dando loro una parvenza di vita? Non si può mangiare la carne di una driade, è una cosa che tutte le arpie sanno fin da implumi. Del resto chi mai vorrebbe farlo? Nel senso, assaggiare la carne di una driade? Ma se persino il loro odore è sbagliato!!! Qualche anno fa, Nilin si è trovata a conversare con una Spriggan. Esperienza interessante, d'accordo, ma quella driade odorava di resina e aghi di pino. Che schifo.
Un selvatico umano coi colori di Britannia....Certo, buoni soldati gli umani, obbedienti, se motivati nel modo giusto, fedeli, se trattati nel modo giusto. Dopo il pregiudizio iniziale Nilin è arrivata a fidarsi degli umani che hanno combattuto sotto i suoi comandi. Non solo, col tempo è giunta ad apprezzarli, e a provare una certa ripugnanza per quel grande macello che è stata la Grande Guerra. Tanti valorosi soldati sprecati, tante vite di fedeli servitori perdute senza avere nulla in cambio. A modo suo, Nilin è sinceramente addolorata per i soldati che ha perduto, ma come per molte arpie, il dolore si manifesta in lei in modo diverso da quanto varrebbe per un umano. Tanto per cominciare, Nilin ammazzerebbe volentieri con le sue mani ogni centauro presente in quel maledetto torneo per poi dedicare una libagione di sangue agli spiriti dei suoi soldati, che Sheika abbia pietà delle loro povere anime di prede senz'ali. Sfortunatamente, non è possibile realizzare questa sua aspirazione. Non questa volta, almeno. Ma questo umano? Pffffffffffft. Un selvatico con la divisa di Britannia, un fannullone buono-a-niente della casa reale della nazione con cui le Sorelle sono state costrette ad allearsi, degno al massimo di mezza moneta di rame. Bah.
Un mezzuomo....Sheika misericordiosa, lei odia gli hobbit, fin da quando un hobbit insieme a un disgustoso sgorbio goblin non le fecero perdere la gara del torneo di sylvania, imbrogliando e distraendola con tutti i modi possibili....un momento...lei conosce questo hobbit....possibile che...che...Nilin digrigna i denti fino a farli stridere. E' lui. Quell'orrido, insulso nome le torna alla mente prima ancora che l'Araldo lo urli a gran voce. Robin Scavatana. L'arpia prende a guardare attorno a sè con furia: Sheika forse è stata tanto misericordiosa da portarle sotto mano anche quell'altro, lo sgorbio goblin? Se così fosse, chi se ne importa del torneo, una bella freccia in mezzo agli occhi dello sgorbio...ma no non ci sono goblin al torneo e nemmeno fra il pubblico e piano piano la rabbia di Nilin si placa. Con un brivido che scuote l'intero suo corpo l'arpia riprende il controllo di sè stessa. Controllo, Nilin, controllo. Non può uccidere l'hobbit solo perchè ha vinto la gara di tiro con l'arco a Sylvania, per quanto le piacerebbe molto farlo. E' stato il goblin in fondo a imbrogliare, il mezzuomo aveva persino cercato di essere cortese. Il problema era che Robin Scavatana era ormai associato permanentemente coi concetti di rabbia, umiliazione e voglia di rivalsa. Oh certo, Nilin si rendeva conto che la cosa era del tutto irrazionale, e indegna di una comandante veterana come lei. Però gli avrebbe spezzato lo stesso volentieri quel suo piccolo, sudicio collo.
Sospirò. Dieci tiri, dieci tiri soltanto, dopodichè si sarebbe voltata e avrebbe lasciato quella arena, senza voltarsi indietro, sperando di non vedere più quel mezzuomo. Mai più.
 

Dyolance

One of many
Non pretendeva di sbancare nella gara Charles. D'altronde non era davvero quello il suo grande talento: certo, negli anni aveva dimostrato particolare propensione per l'arco e le frecce, ma nulla di eccezionale.
Era, in tutto e per tutto, un tappa buchi. Sapeva di dover partecipare a qualcosa e quel qualcosa era stata la Gara con l'Arco.
Si sarebbe accontentato di fare poco più del suo cugino, che con tanti buoni propositi si era approcciato alla gara ma che aveva così miseramente fallito. Lui, dall'altro canto, era un esteta in tutti i sensi: avrebbe davvero preferito essere col sedere sul letto della sua ammiraglia con due belle donne tra le braccia piuttosto che dover approcciarsi all'erba battuta e tagliata dell'arena; ma il dovere era dovere, la famiglia quello che era.

Anche lui, dopo un profondo respiro, scoccò, sperando di centrare qualcosa tiro dopo tiro.
 

Ostrègone

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Fantacalciaro
Robin era stato abbastanza tranquillo prima della gara: aveva fatto la solita colazione hobbit (bella abbondante ovviamente); s'era incontrato con qualche amico mercante che ora lavorava lì, nella filiale della gilda della Contea in quella città; aveva scambiato qualche parola con Kohorro e con qualche altro cittadino di stati amici della Contea col il suo solito modo cortese. Questo era il suo secondo torneo ufficiale, e tante altre volte aveva gareggiato in tornei locali della Contea, ma la tensione lo prese ugualmente al sentire il proprio nome annunciato dall'araldo. Sollevò la mano verso i propri amici nelle tribune ma il sorriso gli svanì presto non appena ebbe udito il nome di un suo avversario, ossia Nilin!
Deglutì girandosi di scatto a vedere l'Arpia e un brivido lo percorse tutto; non aveva dimenticato ciò che era accaduto allo scorso torneo, né i trascorsi successivi quando rischiò seriamente di diventare uno schiavo nelle terre del Nord, se non si fossero mossi il Duca e gli altri. Si sforzò di fare un debole sorriso di circostanza, ma poi vedendo le espressioni di Nilin decise di accantonare quelle mosse pacifiche e di concentrarsi sul proprio compito. "Eh sì, concentrarsi...proprio ora doveva capitarmi" pensò nervoso mentre si preparava con l'arco. Sarebbero stati dieci tiri d'inferno per lui, con un timore crescente di colpo in colpo.
"C-che vinca il migliore!" gli uscì mentre incoccava la prima freccia, forse diretto più agli altri due che all'Arpia. Prese un bel respiro e tese la freccia; guardò il suo bersaglio, tentando di mantenere la calma, e dopo una decina di secondi scoccò la prima freccia. "Meno nove" pensò, mentre con la coda dell'occhio andava a Nilin.
 

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One of many
Fra gli spalti ed il pubblico, la delegazione della Banda assisteva tutta presa alle prove d'abilità nell'arcieria dei vari partecipanti. I più annoiati di tutti erano i delegati nani - che commentavano fra loro come sarebbe stato molto più divertente un tiro al bersaglio multiplo caricando a granella un archibugio per vedere chi riusciva a distruggere più bersagli e rimuginavano su come usare in tal senso uno dei cannoni gnoll - mentre gli umani mostravano un certo interesse.
« Combattuta come gara, per essere a bersaglio singolo e statico. » - Tsolmon, rappresentante principale delle comunità umane di Karak Izor, guardava con perplessità i tiri e tiratori che si erano susseguiti fino a quel momento. - « La media dei punteggi finora è piuttosto bassa, anche se l'eldar si è dimostrata degna della sua stirpe... » - Nel mentre si levò un coro di "nooooo" mentre Scarlet Deb mancava il colpo che avrebbe potuto portarlo in vantaggio.
« Avranno magnato o bevuto troppo prima de tirà. Tanto ste cose n'è che siano poi tanto serie, se ride e se scherza, ma quer che conta è quando devi davvero menaglie e traforà due teste co na freccia sola. Lì si che passi aa storia. » - Ougri'i portò la mano davanti alle fauci, sbadigliando. - « Però io preferisco quanno se mena, che co le frecce nun so' brava... Voi che state lì a Karakk'Izzor però sete bravi coll'archi, giusto? »
L'uomo dalla barbetta e i sottili baffi neri la squadrò qualche istante: ancora doveva abituarsi del tutto alla schietteza e rozzezza gnoll, anche se ci aveva avuto a che fare ormai da alcuni anni. - « Sì... Semo bravi. E' tradizione, se vi ricordate c'erano gli accampamenti in cima alle colline prima di costruire Kepall, era fatto apposta per stare sulla difensiva. »
« Figata. C'avremmo da imparà. Io non so' bona e nun ce capisco morto, però n trucco o due magari ce stanno. J'aai detto a Muldrun? Secondo me ja fa piacere. »
« No, non ne ho parlato col Condottiero... Anche se onestamente credevo lo sapesse, come dire, quando siete arrivati quelle abbiamo usato per, sa... »
« Aaaaaaaaaaaaah. Eh ma eh, ce so' tante cose da fà, magari s'è scordato, sai che cagnara a gestisse tutte e tribbù gnoll? Ntoo raccomanno, fanno sempre casino e te perdi sempre qualcosa. »
« Sì, proprio una cagnara... » L'umano sospirò alzando gli occhi al cielo. Nel mentre Ga'ader Mulandze, che avrebbe partecipato poi alla Giostra e per il momento si godeva la scena, guardava curioso poggiando i gomiti sugli spalti mentre, chino in avanti, osservava i tiratori ancora sotto la pedana.
« Ancora n'hanno chiamato Dliko'o? »
« Pare de no. » - Gli rispose il rappresentante gnoll dei Monti dell'Alba, un grosso gnoll nerboruto e tarchiato dal pelo bruno. Un inusuale esemplare della genia Bruna, solitamente famosa per i suoi componenti snelli e agili. - « Però pareva calmo. Sai come di solito se caca n mano, no? Ecco, non lo stava a fà. »
Ga'Ader scrutava il compagno generale, che ora vedeva di schiena come figura di torreggiante stazza rispetto gli altri partecipanti e con l'arco in mano. Non vedeva la sua espressione, nemmeno la coda, sotto al mantello, ma sapeva che se anche l'avesse vista sarebbe stata ferma. - « Normale. 'N teoria questa è l'unica cosa che je fà sentì un minimo de controllo e sicurezza. »
Nel mentre tutto attorno erano saliti fischi e improperi contro l'elfo del Silvanya, che era appena sceso dalla pedana ricoperto di insulti e del coro della folla "el-fo-del-ca-zzo!" sempre più veemente. Il generale gnoll arricciò il naso, un po' preoccupato. - « Spero solo c'aa folla nun je faccia venì l'ansia. »
 
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Silen

Get a life
E anche la terza manche ha inizio! Sale l'interesse del pubblico che tifa ovviamente per il suos econdo rappresentante Charles vi Britannia, ma l'interesse è alto anche per gli altri concorrenti visto che il caso ha fatto tirare in questa manche la ex-campionessa di Ishitara, uno dei finalisti della Rosa d'Oro e infine una driade, la cui razza è famosa per avere una ottima mira.
La prima a tirare è l'arpia Nilin il cui primo tentativo è però una clamorosa padella. Mentre la concorrente impreca vigorosamente nella propria lingua già in molti pensano che Nilin possa essere ancora una volta vittima del proprio temperamento, ma al contrario la rabbia sembra tirare fuori il meglio dall'arpia che inizia a sfoderare un ottimo tiro dietro l'altro infilando ben tre volte il cerchio più vicino al centro. Alla fine anche se all'arpia sono mancati i centri perfetti, il suo punteggio è di ben 59 punti.
Decisamente sotto le attese la prestazione di Phoebe: la driade, sebbene porti a casa un centro perfetto col settimo lancio, decisamente non appare in giornata. Troppi errori per la Spriggan che chiude molto indietro rispetto ai primi.
È il turno del mezzuomo Robin Scavatana, anche lui molto nervoso come testimonia un inizio piuttosto mediocrecon un 3 e un 2 nei primi due tiri. Successivamente però l'hobbit ritrova la precisione che lo ha portato in finale del torneo della Rosa d'Oro e inizia una grande rimonta che lo riporta nelle prime posizioni a un punto soltanto da Maiev Cantombroso che occupa ora il secondo posto.
Ultimo ma non certo il meno tifato, Charles vi Britannia sale a sua volta sulla pedana fra le acclamazioni del pubblico che spera in un exploit del rampollo della casa reale. Charles sfodera una prestazione di tutto rispetto, azzeccando alcuni ottimi tiri ma non riesce nel complesso ad avvicinarsi ai migliori pur ottenendo un buon punteggio ad appena 4 punti dal podio.


Classifica parziale dopo la terza manche:


Nilin 59 punti
Maiev Cantombroso 56 punti
Robin Scavatana 55 punti
Scarlat Deb 54 punti
Kohorro 52 punti
Charles vi Britannia 51 punti
Valeera 45 punti
Phoebe 45 punti
Calnae Tyriddar 44 punti
Naled 41 punti
Ajarin 38 punti
Cristopher 35 punti

Per la quarta sessione delle prove vengono chiamati:

Aneirin Domabelve per Minnonar @Last Century
Alsz la volontaria dei naga @Abyssien
Dliko'o Mig per la Banda di Kor'voth @senzanome.exe
Irakhizbad per Kalassia @Dust
 

Last Century

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Aneirin, decisamente non troppo entusiasta del risultato ottenuto dall'arpia, inizia a girare una freccia tra le dita della mano destra, lentamente ma con allarmante costanza. Se prima le importava poco di vincere, visto come aveva risposto a Maiev, nel vedere l'arpia salire in testa una certa acredine le era montata dentro; avrebbe sopportato la vincita di chiunque tranne che di una arpia. Non era passato poi molto tempo da quanto lei stessa aveva affrontato l'impero sul campo di battaglia ad Ostgil e, inevitabilmente, parte di quell'astio si era solo nascosta dietro una parvenza di accomodante remissività. Sapeva di potercela fare, ma se non ci fosse riuscita lei avrebbe sperato, almeno in cuor suo, di vedere gli altri contendenti arrivare a superare Nilin. Si prese un momento, prima dell'inizio della gara, per andare da Alsz e Dliko'o in modo da far ad entrambi la medesima raccomandazione.

«Vedete di fare almeno sessanta punti a testa.» disse, facendo in modo di farsi sentire solo da loro. «Tutto ho voglia meno che di dare altri motivi per festeggiare alle arpie. Bastano quelli che s'inventano a casaccio nei loro vari deliri di onnipotenza.» poi, lanciando un'occhiata al vetriolo al tiratore di Kalassia, proseguì. «Preferirei vincesse il cugino psicopatico, nonostante tutto, dico davvero.»
Infine sospirò, lentamente. «Comunque vada non dobbiamo deludere le aspettative, che il vento sia con voi.»
E con un breve inchino prese congedo da loro per prepararsi a tirare. L'arco era parte di lei, lo aveva sempre visto come una naturale estensione della sua persona, e nonostante la grande rabbia che covava dentro ogni volta che prendeva a scoccare per lei non esisteva altro che il tiro. Niente distrazioni, niente cori né musiche, nemmeno le incitazioni che provenivano dalla tribuna con la delegazione dei suoi compatrioti. C'erano solamente lei, il suo arco ed il bersaglio; incoccò la prima freccia espirando completamente l'aria fino a che non vide allineato il dardo al centro del bersaglio e lì scoccò.
Come sarebbe andata sarebbe andata.
(Aneirin non ha preso bene che Nilin abbia superato tutti haha)

@senzanome.exe @Abyssien
 
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