Uppo tutto ciò che ha detto Samael e aggiungo che il suo discorso mostra perfettamente la differenza tra coloro che conoscono il concetto di economia reale moderna e chi ne parla per sentito dire.
Leggere nel 2010 che qualcuno vorrebbe la nazionalizzazione di una azienda di produzione, mi fa venire la pelle d'oca... davvero, dimostra una ignoranza politica ed economica imbarazzante.
Spam, la tua proposta è nazionalizzare la Fiat e venir cacciati dall'Europa?
Il vero problema è stato dare finanziamenti a fondo perduto ad una azienda privata incapace di creare utili, non è permettere a questa azienda di diventare competitiva ed autonoma.
Lo stato deve incentivare gli investimenti di una azienda, non aiutare il suo mantenimento coprendo le sue perdite.
Qui qualcuno non se ne è ancora accorto ma attualmente l'economia è globalizzata e nessuna grande azienda è in grado di sopravvivere solo con il mercato italiano e, per competere a livello mondiale, è necessario che le aziende abbassino i costi di produzione ai livelli dei competitori diretti ed indiretti.
Appoggio anche la riflessione di Samael riguardante l'art.18 ovvero uno dei motivi principali della precarietà in Italia.
In questo forum molti non sono ancora entrati nel mondo del lavoro quindi parlano per utopia politica ma, tra qualche anno, si accorgeranno che l'economia italiana è sostenuta dalle piccolo-medie aziende (ed è un male dal punto di vista macro-economico) e che sono loro ad offrire la maggior parte del lavoro... e queste aziende, ragazzi miei, non sono soggette all'art.18 e, nonostante questo, i licenziamenti sono decisamente rari.
A molti qui dentro piace pensare che i datori di lavoro siano appartenenti ad una casta malvagia che naviga nell'oro a scapito degli operai quando chiunque può tirar fuori le palle e fare quello che ha fatto Samael.
Perchè, anche se da più sicurezza pensare diversamente, chiunque può aprire una azienda accettando i sacrifici che questo comporta. Gli imprenditori non sono una casta.. è gente che ha fatto una scelta lavorativa rischiosa.
Io non conosco la situazione di Samael ma immagino che sia il classico giovane imprenditore che ha tirato fuori le palle, fatto un mutuo devastante e che durante questa crisi non dorma la notte pensando alla possibilità di dover chiudere rimanendo indebitato a vita...
Ovviamente spero che lui non sia in questa situazione ma di certo il 90% delle persone che aprono una azienda lo è.. non sono esseri malvagi, è solo gente pronta ad un sacrificio accollandosi un rischio.
Lo dico per esperienza diretta perchè da pezzente sto cercando di aprire una nuova società con il mio datore di lavoro.. e sarebbe terribilmente più facile e sicuro rimanere operaio.