L'effetto del fumo è sicuramente soggettivo in base a quantità, qualità e assuefazione, mentre per ovvie ragioni la legge non può esserlo.
Quello che trovo assurdo e illogico è che il provvedimento, di fatto, proibisce ad alcune categorie di far uso di cannabinoidi e oppiacei, lasciando invece loro la libertà tacita di abusare di cocaina e alcool, purchè non nelle ore immediatamente precedenti al test.
E il concetto si applica non solo sul posto di lavoro delle suddette categorie, ma a chiunque abbia una qualunque relazione con questi "vizi", dallo spaccio, alla detenzione fino al consumo.
Detto questo io faccio pressochè qualsiasi cosa fumando da parecchio tempo e, quando non fumo, sono molto più distratto/nervoso e acido, per non dire pericoloso se messo nelle condizioni di esserlo, come sarei su un mezzo pesante o anche solo su un'auto.
Ho di recente scoperto però che, in caso di incidente al di fuori dell'ambito lavorativo(ma forse anche in quel caso), stà al medico che effettua il test post-guaio stabilire se il soggetto è stato influenzato o meno dallo stupefacente che ha nell'urina, valutando appunto se quel tipo di droga potrebbe risultare positivo al test pur avendo già esaurito gli effetti psicotropi.
Nel caso venisse valutato esaurito l'effetto dello stupefacente varrebbe soltanto una segnalazione in prefettura come "consumatore" ma non influirebbe sull'esito delle perizie/dei processi.